Davvero l’Unione Europea vuole vietare Bitcoin ed Ethereum?

Jastra Kranjec

Giornalista e sostenitrice della Modern Money Theory.


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L’Unione Europea e il Parlamento Europeo sarebbero in procinto di vietare l’utilizzo di criptovalute basate sul meccanismo di consenso Proof-of-Work, come Bitcoin ed Ethereum. Questo è l’allarme lanciato da parte del produttore francese di hardware wallet Ledger. 

Ma è davvero così? Abbiamo deciso di approfondire questa notizia che potrebbe incidere fortemente sulle previsioni Bitcoin ed Ethereum nel breve termine, criptovalute già segnate dai continui scossoni che il mercato sta subendo a causa delle criptovalute. Vediamo di cosa si tratta. 

Problemi per Bitcoin ed Ethereum in Europa? 

Secondo quanto riferito da uno dei maggiori player nel settore delle criptovalute, sembrerebbe che alcuni partiti nel Parlamento Europeo abbiano proposto degli emendamenti al MiCA (regolamento sui mercati delle criptovalute), con l’intenzione di vietare tutte quelle criptovalute che si basano sul meccanismo di consenso Proof-of-Work come Bitcoin, Ethereum e decine di altri progetti. Sembrerebbe che questi partiti abbiano lanciato un ultimatum affermando che: “o accettate il nostro divieto su Bitcoin oppure ci opporremo all’intero pacchetto di interventi del MiCA”. 

In ogni caso, è bene sottolineare come Ethereum si stia muovendo verso l’adozione del meccanismo di consenso Proof-of-Stake che dovrebbe ridurre l’elevato utilizzo di energia necessario ai processi di mining.

La votazione sul MiCA (Markets in Crypto Assets) avverrà il 14 marzo da parte della Commissione del Parlamento Europeo per gli Affari Economici e Monetari. Tuttavia, sembrerebbe che solo una piccolissima fetta del Parlamento sia favorevole secondo quanto riferito da Patrick Hansen, responsabile della strategia e della crescita di Unstoppable Finance.

Il divieto troverebbe le sue ragioni su motivazioni di carattere ambientalista, considerando queste criptovalute troppo assetate di energia. In realtà ci si dovrebbe chiedere come viene prodotta l’energia necessaria, visto che nel mondo ci sono diverse realtà che sono riuscite a far lavorare il mining criptovalute in modo sinergico con l’ecosistema ottimizzando la necessità di risorse energetiche.

È importante capire che, anche se il divieto dovesse essere approvato, passeranno anni prima che il MiCA entri in vigore. Infatti, ci saranno dei complicati negoziati tra il Parlamento e la Commissione Europea e gli stati dell’Unione Europea, alcuni dei quali stanno iniziando già a puntare sul fenomeno delle cripto.

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Cosa succede se il divieto viene approvato? 

Pierre Person

Qualora il divieto dovesse essere confermato e approvato, ci potrebbero essere delle conseguenze importanti per Bitcoin & co. Innanzitutto, il divieto di Bitcoin ed Ethereum comprometterebbe il normale funzionamento degli exchange di criptovalute che non potrebbero più operare in profitto. Pertanto, potrebbero essere costretti a chiudere oppure a vietare l’accesso ai cittadini europei. L’attività non si fermerà ma si sposterà in USA oppure in Asia.

Inoltre, nonostante il divieto, i beni digitali continueranno ad esistere in Europa ma non su piattaforme sicure e regolamentate. Ciò determina delle gravi conseguenze in termini di protezione dei consumatori e degli investitori che per investire in criptovalute potrebbero essere costretti ad accedere a piattaforme straniere che non garantiscono alcun tipo di tutela.

Secondo quanto riferito da Ledger, il consiglio è che i sostenitori di criptovalute in Europa si mettano in contatto con il Parlamento Europeo per trasmettere un messaggio chiaro e forte: il divieto dei meccanismi Proof-of-Work potrebbe spingere l’industria delle criptovalute fuori dall’Europa arrecando più danni che benefici. 

Secondo Pierre Person, membro dell’Assemblea Nazionale di Parigi, l’Unione Europea non andrà a tutelare i cittadini con questo intervento ma peggiorerà la situazione. Gli USA, tanto cari al continente europeo, si stanno muovendo in una direzione diametralmente opposta

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Jastra Kranjec

Giornalista e sostenitrice della Modern Money Theory.

Giornalista e sostenitrice della Modern Money Theory. Ha organizzato diverse conferenze in tutta Europa per divulgare questa moderna teoria economica. Appassionata di micro e macro economia, si dichiara una fan degli economisti post-keynesiani a partire da Joan Robinson.

Giornalista e sostenitrice della Modern Money Theory. Ha organizzato diverse conferenze in tutta Europa per divulgare questa moderna teoria economica. Appassionata di micro e macro economia, si dichiara una fan degli economisti post-keynesiani a partire da Joan Robinson.


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