Come Investire in ETF: Guida per Principianti. Quali conviene Acquistare?

Investire in ETF da zero e tutti gli strumenti per comprare un exchange traded fund

Investire in ETF può essere un buon modo per entrare nel mercato azionario se sei alle prime armi come investitore. Si tratta di uno strumento a basso costo e che espone a un rischio minore rispetto all’investimento in azioni singole, perché il fondo passivo contiene già una diversificazione al suo interno.

In questa guida all’acquisto sugli ETF per principianti vedremo quali sono i vantaggi, gli svantaggi dei fondi indicizzati e come comprare ETF oggi. Raramente una banca ti propone un investimento in exchange-traded fund (perché?), perciò ti mostreremo alcune piattaforme online dove acquistare gli ETF o fare trading sui CFD.

  1. Registrati a eToro;
  2. Deposita il denaro sul tuo account di trading;
  3. Fai pratica con il tuo conto demo;
  4. Cerca fra gli strumenti gli ETF di tuo interesse;
  5. Seleziona l’importo ed attua la tua strategia.

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ETF: cosa sono

etf cosa sono

Cosa sono gli ETF? Il nome deriva dall’acronimo Exchange Traded Funds, ossia fondi negoziati in borsa proprio come avviene per azioni e obbligazioni.

Gli ETF vengono chiamati anche fondi passivi, perché a differenza dei fondi comuni si muovono in automatico replicando un asset sottostante:

  • un indice azionario;
  • un indice obbligazionario;
  • un paniere di commodities.

Questo li rende più economici, perché i gestori non devono investire risorse per il monitoraggio periodico. Ma anche diversificati, perché performano seguendo un indice o un insieme di strumenti.

Alcuni ETF, come l’ETF MSCI World, contiene al suo interno centinaia di aziende internazionali.

Gli ETF hanno fatto la loro prima compara negli Usa ad inizio anni Novanta. In Italia sono stati introdotti solo un decennio dopo, nel settembre 2002, ma hanno fatto larga presa. Una statistica di poco tempo fa, infatti, ha rilevato che il mercato europeo più attivo in termini di ETF sia proprio Borsa italiana.

Negli ultimi anni l’interesse verso gli ETF ha registrato una notevole crescita, non solo tra trader retail (ossia i piccoli investitori, che ci mettono pochi capitali), ma anche gli investitori istituzionali, come istituti bancari, hedge fund, ecc.

Investire in ETF: quali vantaggi?

Se gli ETF hanno riscosso tanto successo in poco tempo la ragione è nei grossi vantaggi che hanno offerto rispetto ai tradizionali fondi gestiti. Vediamo quali sono i principali.

Strumento semplice

Ciò è dovuto al fatto che gli ETF replichino la performance di un indice benchmark a cui si riferiscono. In questo modo, gli investitori si espongono direttamente al mercato che più li interessa.

Che siano azioni, obbligazioni, commodities e così via. Ma anche perseguendo la propria strategia preferita: short o leverage.

Facilità di gestione

Possono essere gestiti in real time in Borsa, nonché acquistati e venduti tramite intermediari come i broker o le banche.

Generalmente, in termini di costi, conviene più farlo tramite i primi, poiché le banche prevedono commissioni più elevate dato che provvede tout court alla gestione.

Godono di alta trasparenza

Alla luce del fatto che replicano un indice notorio di mercato, fanno sì che gli investitori sappiano quale siano i rischi nonché i profitti verso cui vanno incontro in modo trasparente e preventivo.

Inoltre, il prezzo viene aggiornato costantemente in base all’andamento del benchmark (o indice) a cui fa riferimento. Quindi, il trader rimane costantemente aggiornato sul suo andamento nel tempo. La Borsa provvede infatti a pubblicare giorno per giorno il valore ufficiale dell’ETF (NAV).

Offrono flessibilità

Gli ETF non hanno una scadenza e vengono quotati, come detto, in Borsa in tempo reale. E così, il trader ha la facoltà di modulare i propri obiettivi in un lasso di tempo specifico e controllato. Si va per esempio da un lasso di tempo breve, anche di ore (il cosiddetto trading intraday) a quello di medio/lungo raggio (si pensi per esempio, agli investimenti per scopi previdenziali).

La flessibilità deriva anche dal fatto che sia possibile investire anche su una singola unità in termini di quota o azione. Quindi, è possibile investire importi ridotti su più mercati nel Mondo.

Strumento economico

Si tratta di uno strumento a gestione passiva e ciò consente di abbattere i costi che sono tipici della gestione attiva, nonché alla distribuzione. Ciò si traduce in commissioni molto ridotte.

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Rischio ridotto

Investire in ETF significa acquistare in un colpo solo un pacchetto assortito di strumenti. Questo soddisfa la buona regola della diversificazione, che consiglia di non concentrare troppo capitale su un singolo asset, ma su più prodotti finanziari per diluire il rischio.

Come funzionano gli ETF?

etf come funziona

Gli ETF funzionano come strumenti a gestione passiva. Ciò significa che replicano l’andamento di un determinato indice (detto anche benchmark in gergo anglosassone) o il prezzo di un paniere di asset.

Gli indici azionari sono strumenti che includono le azioni delle migliori società di un determinato settore o che vantano determinate performance. E sono molto importanti anche per gli analisti, per determinare l’andamento delle borse mondiali o, appunto, lo stato dell’arte di un determinato settore.

Un ETF può anche basarsi su materie prime. Esistono ETF sul petrolio come lo United States Oil Fund, uno dei più ricercati, ma anche sull’oro, sul palladio e così via.

etf petrolio
L’USO è il più famoso ETF sul petrolio americano

I gestori di un ETF acquistano quote di titoli degli indici di riferimento in modalità proporzionale alle risorse disponibili. In questo modo riescono ad ottenere un valore d’investimento uguale a quello dell’indice replicato.

Nei fondi a gestione attiva il gestore gode di una ampia discrezionalità nello scegliere i titoli ai fini di un profitto finale. Nel caso degli ETF, invece, è noto in anticipo quali siano i prodotti da comprare, perché corrispondo a quelli inseriti nell’indice.

Cosa vuol dire tutto ciò? Che il risultato finale dell’investimento in un ETF non dipende tanto dalla capacità del gestore di scegliere i vati asset, ma dall’andamento dell’indice sul quale ha deciso di puntare.

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Come scegliere un ETF

Come si sceglie un etf su cui investire? Gli aspetti da valutare non sono solo gli asset o gli indici sottostanti. Ecco i principali fattori da prendere in considerazione per investire in Etf:

  1. quantità di masse gestite dal fondo, il che pesa sulla sua liquidità
  2. il tipo di strategia che replica: fisica o sintetica. Sebbene gli esperti consiglino di puntare sulla prima
  3. le commissioni previste
  4. la valuta di riferimento
  5. chi gestisce il fondo
  6. premio/sconto previsto

Investire in ETF: commissioni previste

Quali sono le commissioni previste sugli investimenti in ETF? Quali sono i costi?

Abbiamo detto che uno dei vantaggi principali di questo strumenti finanziario a gestione passiva sono proprio le commissioni ridotte.

Ciò è dovuto alle loro struttura di base, con i gestori in grado di ottimizzare le fasi di acquisto o vendita riducendo i costi generali legati alla gestione.

Le commissioni sugli Etf sono stimate in un range che va dallo 0,09% all’ l’1,5%.

Investire in ETF nel 2021: su quali settori puntare?

investire in etf settori 2021

Il 2020 è stato un anno infausto per i mercati finanziari, complice il Covid-19. Non per tutti, ovviamente. Ci sono anche titoli azionari letteralmente schizzati, come Amazon (a causa dell’impennata dell’e-commerce), le azioni di Zoom (piattaforma utilizzata in diversi ambiti, dalla scuola al lavoro) o le multinazionali farmaceutiche che stanno lavorando ai vaccini.

Riguardo gli etf, non possiamo certo darti il cavallo vincente con una certa sicurezza. Anche perché, chi parla di previsioni certe, vuole solo fregarti.

Ma, tutt’al più, suggerirti quali sono i settori che, secondo diversi analisti, potrebbero dare maggiori soddisfazioni nel 2021. Come:

  • I fondi che includono le società che si occupano di AI, l’intelligenza artificiale. Settore in notevole espansione e lo sarà per anni.
  • I mercati asiatici, la cui crescita è costante e solo rallentata dal Covid-19, chiudendo l’anno comunque con un segno positivo.
  • Gli ETF che si riferiscono al petrolio, il quale, dopo un anno alquanto sofferto, dovrebbe risalire notevolmente.
  • Gli ETF che includono le case farmaceutiche. Le quali, scusa il gioco di parole, godono sempre di buona salute. Soprattutto quelle che stanno svolgendo la corsa al vaccino.

Quali ETF comprare nel 2021?

Arrivati a questo punto, è possibile esporre alcuni dei maggiori ETF ad oggi disponibili sul mercato. Il 2021 ha rappresentato un anno alquanto singolare, che ha visto lo sviluppo (così come il declino) di diversi settori differenti.

ETF sulle materie prime

Gli ETF sulle materie prime sono una prima grande categoria di Exchange Traded Funds, ampiamente considerata da esperti ed analisti.

Le materie prime rappresentano un paniere unico nel loro genere, incentrato sulla presenza di numerosi assets storici, come ad esempio l’oro. Dispongono di specifici fattori di influenza differenti rispetto ad altri strumenti finanziari, legati ad eventi naturali, processi estrattivi o di raccolta e molto altro.

Quali sono i principali ETF sulle materie prime? A seguire alcuni dei più importanti:

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ETF sulla tecnologia

ETF tecnologia

Un settore rilevante, che nel corso degli ultimi anni ha mostrato sviluppi senza eguali, è stato quello della tecnologia ed innovazione.

All’interno di questa grande macroarea, è possibile ricordare una serie di settori interconnessi, come ad esempio l’automazione, lo sviluppo delle intelligenze artificiali, processi di digitalizzazione, la robotica avanzata, fino ad arrivare alla sicurezza in rete.

Molte società, nate nel corso degli ultimi anni, hanno avuto modo di essere quotate in Borsa proprio nel corso di questo 2021. La loro presenza, ha permesso in modo parallelo al settore degli ETF di robotica ed AI di potersi arricchire di nuovi fondi.

Quali sono i principali ETF disponibili in questa nicchia di mercato? Ecco alcuni nomi:

  • ARK Next Generation Internet ETF
  • First Trust Nasdaq Artificial Intelligence and Robotics
  • First Trust Cloud Computing
  • ROBO Global Robotics & Automation ETF
  • Global X Robotics & Artificial Intelligence ETF
  • Global X Cloud Computing ETF
  • Defiance Next Gen Connectivity ETF

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ETF azionari

Al giorno d’oggi, si sente molto spesso parlare di ETF azionari. Entrando nello specifico, trattasi semplicemente di fondi legati ad indici esistenti e contenenti alcuni dei principali titoli azionari mondiali.

Gli stessi, a loro volta, possono far riferimento ad una singola nazione, ad un singolo settore di appartenenza, tenendo in considerazione numerosi parametri. Solitamente, la maggior parte degli ETF azionari, è rappresentata da fondi contenenti titoli ad elevata capitalizzazione.

Quali sono i principali ETF su titoli azionari? A seguire alcuni nomi:

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ETF sulla cannabis

ETF cannabis

In ultimo, non per importanza, andiamo ad esaminare alcuni Exchange Traded Funds legati in modo diretto al mercato della canapa.

È un prodotto ampiamente utilizzato nel settore medico e ad oggi anche ricreativo (solamente in caso di livelli consentiti di principio attivo, ossia THC). Contrariamente da pochi anni fa, la produzione e la legalizzazione della cannabis ha visto l’inserimento di nuovi player anche in UE.

Il principale leader di mercato, in ogni caso, resta il Canada, uno dei primi territori ad aver creduto in questo settore e ad aver legalizzato la stessa materia prima. La presenza di molte società di produzione e di lavorazione della canapa, ha permesso la nascita di alcuni ETF.

Quali sono i principali ETF sulla cannabis? Scopriamone alcuni:

ETFISIN
ETFMG Alternative HarvestUS26924G5080
Rize Medical Cannabis and LifeIE00BJXRZ273
HANetf The Medical Cannabis and WellnessIE00BG5J1M21
Horizons Marijuana Life Sciences Index ETFCA44054J1012
AdvisorShares Pure US Cannabis ETFUS00768Y453

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Dove investire in ETF?

Ora che avrai capito cosa sono e come funzionano gli ETF, vorrai anche sapere dove puoi investire.

Abbiamo anche una risposta a questo: il modo migliore è quello di fare trading online mediante broker con regolare licenza per operare. E che godano del nulla osta della Consob per poterlo fare in Italia.

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L'83% dei conti degli investitori retail perde denaro quando scambia CFD con questo fornitore.Dovresti valutare se sei in possesso delle conoscenze sul funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di affrontare l'elevato rischio di perdere i tuoi soldi

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ObbligazioniCFDETFAzioni
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Investire comporta rischi. Puoi perdere una parte o tutto l'ammontare del tuo deposito. Ti consigliamo di investire solamente in prodotti finanziari che si adattano alle tue conoscenze ed esperienza

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I broker che ti suggeriamo offrono il trading con i CFD. Ciò significa che non compri/vendi direttamente l’asset sottostante, ma si adattano più al trading intraday.

Il vantaggio è che si tratta di broker convenienti, avendo commissioni e spread sotto la media di mercato. Nonché piattaforme che offrono tanti servizi che ti aiuteranno nella tua caccia al profitto.

etoro

Non tutti però: alcune piattaforme ti permettono di acquistare anche alcuni ETF sottostanti, adatti a chi prevede di investire in fondi passivi nel lungo periodo. Uno di questi broker è eToro, con tre licenze all’attivo:

  • CySEC (rilasciata a Cipro)
  • FCA (rilasciata in Gran Bretagna)
  • ASIC (rilasciata in Australia)

Il deposito minimo con eToro parte da 200 euro, ma puoi anche iniziare con un conto demo. Tra i servizi più interessanti di eToro troviamo il copy trading, mediante il quale potrai copiare i trader vincenti (chiamati Popular trader) che investono proprio in Etf.

degiro broker

Un’altra soluzione per comprare ETF è DEGIRO, broker olandese con la più ampia scelta di fondi passivi sottostanti. La società applica delle commissioni sull’acquisto di exchange-traded fund, che sono però comunque più basse rispetto a quelle richieste dalle banche.

DEGIRO non ha deposito minimo, ma non dispone di funzionalità extra come quelle proposte da eToro. Inoltre è una piattaforma più indicata per un pubblico professionale e poco orientato al trading online, ma agli investimenti.

Come si fa ad investire in ETF

Nel corso del paragrafo precedente abbiamo ricordato come ad oggi esistano specifici intermediari ed operatori professionali, che permettono di operare in modo diretto su ETF, o tramite strumenti derivati.

A tal riguardo, nell’atto pratico, investire in ETF rappresenta un’attività completamente rivoluzionata rispetto al passato. Le stesse piattaforme messe a disposizione dai broker, hanno infatti agevolato l’accesso ai prodotti finanziari.

È infatti ad oggi sufficiente possedere:

  • Un account regolarmente aperto all’interno di un intermediario autorizzato (la presenza delle licenze rappresenta un aspetto da tenere sempre in considerazione prima di effettuare qualsiasi iscrizione);
  • Un computer, o in alternativa un dispositivo mobile qualora il broker permetta di operare anche tramite applicazione;
  • Una stabile connessione ad Internet.

A seguire, esporremo una pratica guida step by step basata sull’individuazione di un ETF all’interno di uno dei broker più conosciuti al mondo, ricordato in precedenza, ossia eToro.

1. Registrazione

Il primo step per poter accedere alla sezione degli ETF, riguarda la registrazione all’interno della piattaforma selezionata.

Le modalità messe a disposizione da eToro, come la maggior parte di altri operatori online, si basa da una parte sulla registrazione rapida (con account Facebook o Google) e dall’altra sulla registrazione manuale (con nome, email e password).

Procedendo con la verifica della propria email e successivamente della propria identità (tramite invio di un documento in corso di validità), l’utente avrà la possibilità di ottenere un account completo e valido a tutti gli effetti.

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2. Deposito

Completata la fase uno, l’utente ha la possibilità di poter scegliere se optare per l’account demo o per l’account reale.

Il primo, va semplicemente a rappresentare un simulatore a tutti gli effetti, basato sulla presenza di capitali virtuali, aggiunti direttamente dal broker. Il secondo, permette invece di poter selezionare il metodo di pagamento più adatto alle proprie esigenze.

Come visibile dalla schermata posta in alto, eToro permette di poter optare per una serie di soluzioni, sia tipiche (come ad esempio bonifici bancari) sia moderni (come ad esempio carte di pagamento, PayPal ed altro ancora).

3. Scelta dell’ETF

In ultimo, si passa ad aspetti prettamente operativi, basati sulla possibilità di poter strutturare la propria strategia all’interno della piattaforma.

L’utilizzo delle credenziali, ottenute al momento della registrazione, permette di accedere all’interno dell’account e di visionare la lista degli ETF a disposizione. Gli stessi si dividono in più categorie, mostrando una specifica schermata operativa per ogni assets.

eToro ETF

La sezione di gestione, semplice ed intuitiva, permette successivamente di poter inserire quantitativo e di modulare diversi parametri, avviando la strategia sulla base dei propri studi e delle proprie analisi.

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Investire in ETF conviene?

Altra domanda che sicuramente ti starai ponendo: davvero conviene investire in etf? Tendenzialmente sì, soprattutto in relazione al fatto che sono abbastanza semplici da gestire e controllare, oltre che vantanti commissioni ridotte.

Non è un caso che, come detto, sono sempre più scelti tanto dai trader retails quanto dai grandi investitori. Ovviamente, non tutti credono nella bontà di questo strumento di investimento.

Alcuni esperti, per esempio, ritengono che le strategie passive, pur essendo in posizione di vantaggio quando il mercato è in una fase positiva, in realtà poi siano quelle che subiscono i danni peggiori qualora le cose peggiorino.

Inoltre, c’è chi avversa gli ETF poiché ritiene che la loro diffusione provochi instabilità sui mercati finanziari. Portando a ridurre quelli che possono essere i meriti dei fondamentali. E’ come se in qualche modo drogassero il mercato o adulterassero i risultati reali.

Investire in ETF: Rischi

Così come qualsiasi altro strumento finanziario, anche investire in ETF comporta la presenza di specifici rischi. In questo caso, è bene precisare diversi aspetti, i quali dovrebbero sempre essere tenuti a mente da un investitore.

Le tipologie di rischi legati agli ETF si dividono in diverse categorie. Da una parte troviamo i rischi associati alla composizione stessa degli ETF, mentre dall’altra i rischi legati alla struttura del fondo, ossia al funzionamento tecnico dello stesso. Nel corso del paragrafo successivo andremo ad approfondire questo secondo aspetto rilevante.

Quanto ai rischi legati alla composizione, sappiamo come un ETF vada essenzialmente a contenere e replicare un paniere di più strumenti finanziari (come ad esempio titoli azionari). Ne deriva quindi la parallela presenza del rischio, legato a sua volta alla volatilità degli asset.

In qualsiasi attività speculativa che tiene in considerazione strumenti volatili, gli investitori devono pur sempre tenere a mente l’imprevedibilità sulle fluttuazioni (al rialzo ed al ribasso), le quali possono andare a variare (in positivo o in negativo) l’andamento collettivo del paniere.

Quanto è sicuro investire in ETF?

ETF

Un secondo aspetto rilevante, che abbiamo avuto modo di anticipare nel corso del paragrafo precedente, attiene la presenza dei possibili rischi associati alla struttura di un fondo ETF (Exchange Traded Funds).

A tal riguardo, può un ETF fallire? Esiste concretamente un rischio di default su uno specifico ETF, indipendentemente dalla sua composizione interna e replica di strumenti finanziari (anche sul sottostante degli stessi)?

Sono solo alcune delle tante domande poste da utenti che decidono di avvicinarsi a questi prodotti finanziari. È possibile considerare, come la struttura stessa di un ETF risulti già di suo molto diversificata. Lo stesso può infatti essere visto come un portafoglio multiasset, creato in modo manuale.

Quanto al rischio concreto di default, legato a sua volta ad un fallimento dell’ETF, è possibile ricordare come in un ETF a replica fissa, i patrimoni legati al prodotto (in riferimento alla società di gestione “SGR”) rappresentino una voce separata rispetto alla società emittente.

Anche per i cosiddetti ETF sintetici, diversi dalla prima categoria di ETF fissi dove il gestore possiede fisicamente gli assets di composizione dell’indice, esistono specifiche regole alle quali la cosiddetta controparte del derivato deve necessariamente assolvere.

Specifiche leggi prevedono come uno stesso ETF non possa risultare composto da una valenza pari a più di una determinata percentuale (solitamente 10%) di patrimonio in prodotto derivati di un unico emittente.

Quanto costa comprare un ETF?

Una delle ricerche più effettuate online sugli ETF, riguarda la presenza di eventuali costi e commissioni.

A tal riguardo, è bene tenere a mente come all’interno di un ETF standard, preso nella sua interezza, risulti possibile evidenziare una serie di costi variabili, i quali possono discostarsi sulla base del fondo stesso e di numerosi altri parametri.

Uno dei primi costi, è rappresentato dalla commissione per l’esercizio in corso, la quale viene solitamente decurtata dalla performance registrata dell’ETF stesso. Così facendo, l’investitore non dovrà ottemperare a pagamenti terzi, vedendosi detratti i costi (anche in questo caso variabili in percentuale).

Rappresenta un pagamento indiretto sulla gestione e risulta solitamente compreso in una forbice dal circa 0,09% al circa 0,80%. I costi diretti, sono invece legati al processo di acquisto, o meglio, di compravendita, e vengono richiesti solitamente per ogni singolo eseguito.

Un ultimo costo, che può anche in questo caso essere definito puramente implicito ed indiretto all’interno dell’operazione, attiene il cosiddetto spread Bid – Ask (ossia sul differenziale fra il valore reale di acquisto e quello di vendita).

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ETF e ETP: Differenze

Probabilmente, avrai anche sentito parlare di ETP e ti sei chiesto qual è la differenza tra i due. Se solo la lettera finale.

investire in etf oggi

Ovviamente, sei troppo intelligente per comprendere che non sia così. O che quella è solo una differenza semantica. Anzi, cogliamo al volo l’occasione anche per spiegarti la differenza tra ETF, ETN, ETC.

ETP è naturalmente un altro acronimo, stante per Exchange Traded Products. Con esso ci si riferisce a tutta la famiglia dei prodotti ad indice quotati. Quindi:

  • gli stessi ETF (Exchange Traded Funds)
  • gli ETN (Exchange Traded Notes)
  • gli ETC (Exchange Traded Commodities).

Gli ETN sono titoli di debito che replicano un indice non azionario. Mentre gli ultimi, gli ETC, replicano un indice riferito ad una materia prima. Riferendosi tanto ai prezzi “a pronti”, quanto ai futures.

Gli ETF si basano sui titoli fisici in modo totale o parziale. Mentre gli ETN e gli ETC, sono note bancarie. Pertanto, sono obbligazioni senza cedola che vantano una scadenza molto lunga. Mentre il rendimento è ancorato all’indice.

Ciò significa anche che gli ETN/ETC sono soggetti al rischio controparte. Quindi, qualora l’emittente malauguratamente fallisca, chi ha deciso di puntare su un ETN/ETC rischia seriamente di subire una perdita.

Al fine di mitigare questo rischio, molti emittenti li “collaterano“. Cosa significa? Accantonano cioè su un conto separato e indipendente un importo o una determinata quantità di materie prime proprio come garanzia del capitale investito.

Come investire in ETF – Domande Frequenti

Quali ETF comprare adesso?

Nel corso della nostra guida completa abbiamo avuto modo di scoprire nel dettaglio alcuni dei principali ETF 2021, ossia Exchange Traders Funds, molti dei quali disponibili e listati all’interno di broker professionali e regolamentati.

Quando comprare un ETF?

Esistono numerose strategie legate alla scelta su un possibile acquisto di un ETF. Anche l’ora della giornata (come ad esempio nel pomeriggio rispetto alla mattina o alla sera) rappresenta un aspetto associato alla valenza e variazione dei cosiddetti spread Bid – Ask. In ogni caso, l’investitore valuta a propria discrezione, sulla base dei propri studi.

Come si sceglie un ETF?

Ogni investitore ha la possibilità di scegliere l’ETF che più si addica alle proprie esigenze e necessità. Alcuni dei principali aspetti valutativi, presi in considerazione dagli esperti, sono: livello di rischio, settore di appartenenza dello specifico fondo, composizione e molto altro.

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