Fondi comuni di investimento: sono sicuri? Cosa sono, Rischi e Migliori alternative

Guida ai fondi comuni di investimento: cosa sono, dove si comprano, quali rischi comportano, i migliori del 2020 e le alternative più convenienti

Lasciare i propri risparmi in giacenza sul conto corrente non è mai una buona idea, trovare i giusti strumenti di investimento per tutelarli non è impresa semplice. Le opzioni sono numerose e comportano differenti gradi di rischio e rendimento. Come scegliere il prodotto finanziario adatto per le proprie esigenze?

Molto dipende dalla familiarità che si ha con la finanza e le scelte possibili. Si possono comprare e vendere azioni di società quotate in borsa, obbligazioni emesse da privati oppure bond istituzionali.

In alternativa si può fare ricorso ai fondi comuni di investimento, uno degli strumenti finanziari più diffusi in Italia, che permettono di gestire il risparmio permettendo livelli di diversificazione solitamente complessi da ottenere senza il supporto di un consulente.

In genere i fondi d’investimento vengono offerti da banche e promotori finanziari come investimenti a basso rischio: ma sono sempre così sicuri? Come funzionano nel dettaglio i fondi comuni, e che rischi comportano? In questa guida troverai delle risposte per orientarti nella scelta.

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Fondi comuni di investimento: una definizione

fondi comuni di investimento cosa sono

Cosa sono i fondi comuni di investimento? Borsa Italiana li definisce istituti di intermediazione finanziaria che hanno lo scopo di investire i capitali raccolti dai risparmiatori.

Hanno come obiettivo la creazione di valore tramite la gestione di varie tipologie di asset, per i gestori del fondo e dei risparmiatori che vi investono.

Sono gestiti dalle società di gestione del risparmio (SGR), che raccolgono le quote dei soggetti risparmiatori e li convogliano nel fondo, che userà i capitali per investire in prodotti finanziari.

Tipologie di fondi comuni d’investimento

Esistono differenti tipologie di fondi comuni d’investimento, le tre più diffuse sono i fondi comuni azionari, obbligazionari e bilanciati:

  • Fondi azionari, sono composti prevalentemente da titoli azionari di società quotate. È la categoria che comporta maggiori rischi, ma con rendimenti possibili più elevati. A differenza dei titoli azionari, risentono di minori oscillazioni dato che bilanciano la componente azionaria con asset quali obbligazioni ordinarie, titoli di Stato e con il possesso di liquidità.
  • Fondi obbligazionari, si concentrano su investimenti in obbligazioni ordinarie e titoli di Stato. Comportano rischi minori, garantendo però rendimenti più contenuti.
  • Fondi bilanciati, combinano le caratteristiche delle due tipologie precedenti. Investono sia in azioni che in obbligazioni in percentuali variabili, per fornire risultati e profili di rischio intermedi.

Criterio geografico e settoriale

Sono possibili anche altre classificazioni che permettono di valutare la scelta di un fondo comune. Un criterio è quello geografico, un fondo può trattare in maggioranza titoli azionari del mercato asiatico, oppure statunitense. C’è anche la classificazione settoriale, che può prendere a riferimento i titoli del comparto tech, oppure l’obbligazionario “high yield”.

Fondi armonizzati e fondi aperti

L’ordinamento prevede una distinzione tra fondi armonizzati e non armonizzati. I fondi comuni di investimento armonizzati possono essere commercializzati in regime di mutuo riconoscimento in tutti i Paesi dell’Unione Europea, poiché rispondono all’ambito di applicazione delle direttive comunitarie.

In Italia vediamo prevalentemente la commercializzazione di fondi armonizzati, gestiti da società italiane e da attori di altri Paesi dell’UE.  I fondi non armonizzati prevedono una maggiore libertà d’investimento, non dovendo rispettare i vincoli posti dalle direttive comunitarie.

Una delle caratteristiche principali che contraddistingue i fondi comuni è la forma aperta o chiusa. Il fondo comune è aperto se l’investitore può comprare o vendere liberamente quote del fondo in qualsiasi momento, rispettando le regole di funzionamento del fondo. Un fondo chiuso permette il rimborso delle quote solo a scadenze predeterminate, essendo caratterizzato da vincoli temporali.

Differenze con le SICAV

Un prodotto finanziario simile all’investimento in fondi comuni è l’investimento nelle SICAV, ovvero le società di investimento a capitale variabile. Queste non prevedono distinzioni tra il patrimonio del fondo amministrato e quello della società che lo sta gestendo. Il risparmiatore che investe nelle SICAV sono dunque azionisti della società, un ruolo più attivo rispetto alla gestione passiva dei fondi comuni.

Dove comprare fondi comuni di investimento

dove investire fondi comuni investimento

Se vuoi sottoscrivere quote nei fondi comuni di investimento, puoi farlo rivolgendoti ai principali istituti di credito italiani. Il gruppo Intesa Sanpaolo, per esempio, mette a disposizione delle soluzioni tramite la sua controllata Eurizon Capital SGR.

Banca UniCredit mette a disposizione una selezione di fondi azionari e bilanciati in collaborazione con Amundi Asset Management, e nel settore del private banking fornisce soluzioni con numerosi partner di livello internazionale.

Poste Italiane offre una gamma diversificata di fondi, con profili di rischio e rendimento di varie tipologie, grazie alla sua controllata BancoPosta Fondi SGR.

Al fondo parleremo anche di un’alternativa ai fondi comuni, più economici e sopratutto gestibili in prima persona: gli ETF. Si tratta sempre di fondi, ma passivi, in grado di replicare in automatico un indice benchmark di riferimento. Hanno spese bassissime e rendimenti anche superiori. Continua a leggere per scoprire dove investire in ETF.

Quotazione fondi comuni d’investimento: dove trovarla

L’andamento dei fondi comuni può essere monitorato su numerosi siti internet che li classificano per tipologia. Sul sito di Borsa Italiana puoi consultare le quotazioni, filtrandole per società di gestione del risparmio e categoria (azionario, bilanciato, obbligazionario, ecc.), o inserendo direttamente il nome del fondo che ti interessa.

I principali quotidiani finanziari italiani riportano gli indici, i rating e le performance dei fondi comuni, fornendo informazioni su quelli più venduti.

Guarda su siti come Morningstar, oppure su forum di finanza come Investing o Yahoo Finance.

I vantaggi dei fondi comuni d’investimento

Uno dei vantaggi principali dei fondi comuni di investimento è la diversificazione degli investimenti: facendo riferimento a mercati, settori e zone geografiche differenti, i titoli del fondo possono bilanciare il rischio complessivo.

Un ulteriore vantaggio è che grazie agli elevati volumi di titoli scambiati dal fondo, si vanno ad abbattere i costi di transazione.

I risparmi, inoltre, sono affidati a gestori professionali che fanno delle loro competenze specifiche nei settori il loro punto di forza.

I fondi comuni poi sono sottoposti a una dettagliata serie di controlli: dalla vigilanza della Consob e della Banca d’Italia, allo scrutinio di privati tramite controlli societari interni, rating delle società di revisione e banche depositarie dei fondi.

Un fondo gestito in modo accorto aiuta l’investitore a orientarsi tra le informazioni disponibili, che permettono di scegliere e seguire l’andamento delle quote investite.

Fondi comuni, cosa tenere presente per sceglierli

scegliere migliori fondi comuni investimento

Anche se spesso è la banca a consigliarti il fondo comune su cui potresti puntare (quando vuoi investire e non hai conoscenza), ciò non significa che dovrai fidarti solo del consulente. Ci sono tanti aspetti da tenere conto quando si investe nei fondi comuni di investimento: ecco i principali.

1. Costi del fondo

Per decidere come investire in un fondo comune occorre leggere e conoscerne il regolamento e le commissioni di sottoscrizione. I prospetti informativi devono fornire le informazioni principali, come i costi di acquisto, vendita e gestione.

I costi dipendono dalle commissioni di ingresso applicate ai sottoscrittori e da quelle di gestione, che vengono prelevate dal fondo. Il valore della quota risulta al netto delle tasse applicabili.

La sottoscrizione può essere realizzata in un’unica soluzione, o tramite un piano di accumulo di capitale. I piani di accumulazione (Pac) tornano utili quando l’investimento dei risparmi deve sottostare a una crescita progressiva nel tempo.

2. Tassazione fondi comuni

La tassazione è applicata nel momento della liquidazione del fondo, ovvero quando il cliente matura i profitti del proprio investimento.

I guadagni derivanti dai fondi comuni di investimento armonizzati in Italia sono tassati al 26%. La base imponibile su cui si va a calcolare la percentuale è data dalla differenza tra il valore di rimborso delle quote e il costo medio ponderato al momento della sottoscrizione del fondo.

I fondi comuni d’investimento all’estero, invece, hanno un’aliquota del 20%, e la tassazione scatta in fase di distribuzione dei proventi. Dato che la tassazione per i fondi armonizzati UE viene applicata in questa fase, non devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi. I fondi non armonizzati comunitari, al contrario, non prevedono una tassazione per competenza ma vanno inseriti nella dichiarazione dei redditi.

3. Informazioni per la valutazione

L’investimento sui fondi comuni va monitorato nel tempo. A favorire il risparmiatore è la quantità di informazioni disponibili, che permette di seguirne l’andamento ed eventualmente scegliere di cedere le quote nel momento più favorevole.

Tra gli elementi principali per la valutazione bisogna tenere presente il valore della quota, consultabile sui siti internet specializzati in finanza, o in alternativa sui quotidiani finanziari. Restituisce su base giornaliera l’ammontare dell’investimento e il suo andamento nel tempo.

Ci sono poi i dati sulla valutazione del fondo rispetto ai benchmark o parametri di riferimento, che l’investitore riceve ogni anno entro il mese di febbraio.

Il benchmark è un indicatore che permette di valutare i rischi che il fondo corre rispetto all’andamento attuale del mercato, e costituisce un parametro fondamentale per la valutazione del fondo.

I documenti contabili di ogni fondo prevedono inoltre un rendiconto annuale e una relazione semestrale, illustrando così la situazione patrimoniale e reddituale del fondo.

4. Quote e calcolo del rendimento

Il risparmiatore che ha acquistato quote di un fondo comune di investimento è il proprietario di una porzione di patrimonio del fondo stesso. Questa corrisponde al versamento iniziale, a cui va aggiunta o sottratta la variazione nel valore realizzata dal gestore-

Le quote vengono calcolate usato il Net Asset Value (NAV, o valore dell’attivo netto), la valutazione di rendimento degli asset detenuti dal portafoglio del fondo. Borsa Italiana ne spiega il funzionamento:

Viene calcolato suddividendo il valore di tutti i beni, titoli e liquidità presenti nel portafoglio di fondo per il numero di quote in circolazione:

NAV = Presso di mercato dei titoli X quantità + liquidità / numero di quote in circolazione

Il NAV rappresenta il prezzo che un investitore dovrebbe versare per per sottoscrivere nuove quote oppure il prezzo che dovrebbe incassare dal rimborso delle quote di cui in possesso.

I migliori fondi comuni italiani bilanciati

Quali sono i migliori fondi comuni d’investimento oggi? Nella tabella qui in basso puoi vedere quali sono i fondi italiani bilanciati che negli ultimi 12 mesi hanno messo a segno le migliori performance.

FondoNAVAndamento a 12 mesi
Azimut Trading1,38712,27%
Allianz Multi508,1304,903%
Sella T F Sel Bil P Em C6,6894,876%
Fideuram Master Sel. Bal12,5864,604%
Anima Evoluzione Bilanc5,3944,494%
Eurizon Soluz esg 60 A41,2983,991%
Sella T F Sel Bil P Em A6,2433,946%
Eurizon Soluz esg 40 A9,9243,873%
Allianz Multi208,4603,804%
Pramerica Glb Multifund9,0343,779%

Fonte: Milano Finanza

Fondi comuni d’investimento: quali rischi?

fondi comuni investimento rischi

Prima di parlare dei veri e propri rischi dei fondi comuni di investimento, conviene soffermarsi sugli svantaggi: sottoscrivere quote è un’operazione molto sicura, ma caratterizzata da una bassa redditività. Un investimento molto sicuro sarà dunque poco redditizio.

È uno strumento rivolto ai piccoli investitori che non dispongono di specifica formazione finanziaria. Ci si affida a un gestore per mettere al sicuro i propri risparmi dal rischio di svalutazione che comporterebbe tenere la liquidità sul conto corrente, sacrificando al tempo stesso la possibilità di ottenere rendimento sostanziosi.

I rischi dei fondi comuni di investimento

Ciò non significa che i fondi comuni di investimento siano esenti da rischi. Il livello di rischio è comunque variabile, e dipende dall’andamento dei mercati sottostanti che compongono il portafoglio del singolo fondo. Un gestore accorto sarà in grado di controbilanciare adeguatamente il rischio degli asset in portafoglio.

Il rischio che caratterizza i fondi comuni di investimento è pertanto determinato dalla tipologia di asset in cui il fondo investe. Tra gli elementi fondamentali da tenere in considerazione ci sono: la situazione economica dello Stato che emette titoli obbligazioni, nel caso di fondi obbligazionari; il tasso di interesse dei fondi obbligazionari è collegato alla durata, che dipende in modo direttamente proporzionale dalla durata del fondo stesso; occorre inoltre considerare la valuta di sottoscrizione del fondo, se il risparmiatore investe in una valuta diversa da quella di riferimento del fondo.

Affidarsi a un gestore comporta la delega di responsabilità, e di conseguenza il controllo diretto sui capitali investiti. Le capacità del gestore diventano quindi un elemento cruciale per la buona riuscita dell’investimento, un elemento da tenere a mente se si vogliono mantenere margini di manovra.

Alternative ai fondi comuni: ETF

Se siete in cerca di una forma di investimento alternativa ai fondi comuni potete prendere in considerazione gli Exchange traded fund o ETF.

Gli ETF sono una particolare tipologia di fondi comuni di investimento caratterizzati dalla gestione passiva: viene meno la figura del gestore che orienta le modalità di investimento sui mercati.

L’ETF replica il sottostante quotato sui mercati, per esempio un indice azionario. È un prodotto indicato anche per i risparmiatori meno esperti e comporta bassi costi di gestione.

Come funziona un ETF

etf come funziona

Gli ETF puntano a replicare un benchmark come un titolo o una selezione di titoli scelti dall’istituto finanziario che offre questo prodotto ai propri investitori.

Alcuni replicano l’andamento del Ftse Mib, altri la borsa valori di Hong Kong. Sono disponibili per varie classi di attività, e quindi troveremo ETF azionari e obbligazionari, sulle materie prime e sui mercati monetari, oppure per suddivisioni geografiche.

Gli ETF sono fondi quotati sul mercato regolamentato, e vengono scambiati in borsa come titoli azionari. Ciò permette di acquistarli e venderli in ogni momento della giornata di contrattazione, e inoltre di distribuire dividendi in alcuni casi.

Un ETF può essere negoziato in borsa come un titolo azionario, a differenza dei fondi comuni che possono essere trattati solo dopo la determinazione quotidiana del NAV.

 ETF: puoi negoziarli su eToro

La facilità e flessibilità di utilizzo degli ETF li rendono uno strumento alla portata di tutti, che può essere sottoscritto senza la mediazione di un istituto di credito o di un gestore, a differenza dei fondi comuni di investimento.

Se vuoi comprare degli ETF puoi farlo liberamente e tramite una piattaforma di trading online come eToro, che nel caso di alcuni ETF di emissione USA permette di negoziare il sottostante di riferimento.

etoro etf

Fondi comuni di investimento – Domande frequenti

Come posso controllare l’andamento dei fondi comuni?

I fondi comuni possono essere monitorati sui siti specializzati in finanza e sui quotidiani finanziari, tramite il valore dell’attivo netto (NAV) e la variazione giornaliera della quotazione. Scopri di più.

Quali sono i fondi comuni di investimento più sicuri?

Nessun fondo è esente da rischi, ma i fondi comuni obbligazionari prevedono una componente di rischio più limitata rispetto ai fondi prevalentemente azionari. Leggi di più sulla sicurezza dei fondi comuni.

Qual è il documento utilizzato per illustrare le principali caratteristiche del fondo agli investitori?

Si tratta del Regolamento del fondo, un documento redatto dalla società di gestione del risparmio (SGR), che definisce le modalità di partecipazione al fondo, il tipo di strumenti finanziari che userà il fondo, i criteri di determinazione dei risultati della gestione e gli organi deputati alla scelta degli investimenti. Leggi la guida.

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