Patrimoniale 2020: cos’è, come funziona e come difendersi

Cos'è l'imposta patrimoniale, come funziona e come difendersi. Cosa si sa della nuova patrimoniale 2020 per l'emergenza COVID?

In un clima di lento recupero post coronavirus in Italia torna la paura di una nuova patrimoniale 2020. Nonostante gli aiuti economici promessi dall’Unione Europea le finanze del Paese non se la passano molto bene, e una delle possibili soluzioni sarebbe quella di rispolverare l’imposta che colpisce i patrimoni, l’incubo dei più ricchi.

Pagare un’imposta patrimoniale è doppiamente preoccupante. Primo: lo Stato si appropria forzatamente di una parte dei tuoi beni (un fatto chiaramente fastidioso). Secondo: si tratta di un provvedimento estremo, segno che i bilanci del Paese sono sull’orlo del crack.

In queste settimane la crisi finanziaria e le tante fake news (false notizie parlano di una tassa del 14%) hanno alzato l’apprensione sull’introduzione della patrimoniale 2020. Molti la ritengono una manovra ingiusta, eppure in Italia alcune imposte sul patrimonio le stai già pagando (vedremo quali sono le mini-patrimoniali già in vigore).

Come funziona la patrimoniale? C’è un modo per difendersi e evitare il temuto prelievo forzoso dal conto corrente? In questa guida analizzeremo da vicino cos’è l’imposta patrimoniale, come viene applicata e cosa sappiamo oggi sulle scelte del Governo.

Cos’è la patrimoniale 2020?

La patrimoniale 2020 è una nuova imposta che colpisce il patrimonio mobile e immobile di persone fisiche o giuridiche, detenuti in Italia o all’estero, per far fronte all’attuale crisi finanziaria innescata dal coronavirus.

Per ora l’introduzione di una nuova imposta patrimoniale è solamente un’ipotesi al vaglio del Governo, peraltro osteggiata dalle parole di Conte e del ministro dell’Economia Gualtieri.

A differenza delle altre imposte, la patrimoniale non grava sui redditi da lavoro ma su ciò che la persona possiede:

  • beni immobili: case, box auto, capannoni, uffici ecc.;
  • beni mobili: valori preziosi (oro, argento), prodotti finanziari (azioni, portafoglio titoli), conti correnti, ecc;
  • entrambi.

In pratica l’applicazione della patrimoniale autorizza il Governo a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti e prendere una parte delle loro ricchezze per motivi di necessità (il default di un Paese sarebbe uno scenario ancora peggiore).

Per questo motivo non è certamente una delle manovre economiche più popolari: la maggior parte dei Governi nel mondo ritarda questo provvedimento il più possibile, per scongiurare tensioni sociali o altre crisi del sistema.

Come funziona l’imposta patrimoniale

La patrimoniale si calcola sulla disponibilità di ricchezza del contribuente, il patrimonio che ha accumulato anche su un arco di tempo molto lungo. Non è un’imposta sul reddito, come l’IRPEF per esempio, e non si limita a tenere conto della ricchezza posseduta l’anno precedente.

A seconda della decisione del Governo in carica la nuova imposta patrimoniale 2020 può colpire:

  • solo una componente della ricchezza (patrimoniale reale);
  • la somma di tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare (patrimoniale soggettiva).

L’importo da pagare può essere fisso o variabile a seconda delle decisioni prese dallo Stato: il più delle volte è espresso in percentuale (o millesimi), per colpire i patrimoni in maniera proporzionale (chi ha più ricchezze paga di più).

L’imposta patrimoniale può avere una durata variabile:

  • periodica, se viene applicata con cadenza annuale e viene introdotta nell’ordinamento in modo strutturale (patrimoniale ordinaria);
  • una tantum, se colpisce i contribuenti solo una volta in modo eccezionale (patrimoniale straordinaria).

Se dovesse concretizzarsi, è probabile che la patrimoniale 2020 per l’emergenza coronavirus possa trattarsi di un prelievo occasionale, per superare la particolare condizione di emergenza imposta dalla pandemia di COVID-19.

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Patrimoniale e prelievo forzoso 2020

La nuova patrimoniale potrebbe autorizzare un prelievo forzoso dai conti correnti. Non è l’unico metodo per riscuotere un’imposta sul patrimonio, ma è già successo nella storia e potrebbe essere la via più rapida per salvare le finanze pubbliche in emergenza.

Come funzionerebbe nella pratica? Lo Stato emana un decreto legge fissando la quota da richiedere (es. 2 per mille). Quindi ordina alle banche di procedere con un prelievo forzoso dal conto corrente (o dal conto deposito) del contribuente, un po’ come quando si verifica un bail-in bancario.

Il prelievo può riguardare solo l’attuale giacenza sul conto corrente oppure essere calcolato sull’intero stato patrimoniale del contribuente, sulla base delle ultime dichiarazioni dei redditi (dipende se la patrimoniale è reale o soggettiva).

Questa ovviamente è un’ipotesi non confermata. Non è detto che la patrimoniale 2020 autorizzi un prelievo forzoso, cosa che peraltro metterebbe in allarme l’intero sistema del risparmio italiano. Molte persone, per paura di vedersi sottrarre i loro soldi, correrebbero a prelevare contanti allo sportello e a svuotare i conti correnti, mandando in tilt le banche e le finanze del Paese.

Patrimoniale del Governo Amato

La patrimoniale non nasce per rispondere all’emergenza COVID 19, anzi ha una storia molto più lunga. In Italia la prima imposta patrimoniale della storia risale al 1992: allora fu il Governo di Giuliano Amato ad autorizzarla, con il D.l. 11 luglio 1992 detto “Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica”.

La patrimoniale Amato ordinò proprio un prelievo forzoso pari al 6 per mille, calcolato sull’ammontare dei depositi al 9 luglio per intercettare i capitali fuggiti all’estero. L’imposta colpì:

  • depositi bancari;
  • libretti postali;
  • conti correnti;
  • certificati di deposito;
  • buoni fruttiferi.

L’imposta patrimoniale del 1992 fu di natura straordinaria e il prelievo forzoso non si verificò di nuovo l’anno successivo. Tuttavia il Governo Amato introdusse altre mini-patrimoniali, che oggi continui a pagare.

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Patrimoniali in Italia (che stai già pagando)

Dopo il prelievo forzoso del 1992 l’Italia conobbe l’Isi, l’imposta straordinaria immobiliare, nel 1993. All’inizio era solo un’altra patrimoniale per colpire i proprietari di immobili una tantum, ma presto diventò strutturale (ordinaria) e fu convertita in Ici:

  • imposta del 2 per mille sulle proprietà residenziali;
  • imposta del 3 per mille sulle seconde case.

Nel 2012, sotto il Governo Monti, l’Ici è diventata IMU (Imposta Municipale Unica) e ancora oggi questa patrimoniale grava sui contribuenti che possiedono dei valori catastali.

Oggi viene versata come IUC (Imposta unica comunale) insieme anche a TARI (tassa sui rifiuti) e TASI (tributo per i servizi indivisibili), anche loro riconducibili alla categoria delle patrimoniali italiane.

Altri esempi di imposte legate al patrimonio sono:

  • le tasse sui beni di lusso (piscine, barche, aerei privati, auto di grossa cilindrata);
  • il bollo auto;
  • l’imposta di bollo sui prodotti finanziari e sui depositi superiori a 5.000€;
  • le tasse di successione per l’eredità.
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Patrimoniale 2020: come difendersi?

patrimoniale come difendersi

In un contesto di crisi economica e sociale tutti farebbero volentieri a meno di una nuova tassa da pagare. Pertanto il dubbio sorge spontaneo: esiste un modo per evitare la nuova patrimoniale 2020?

Anzitutto bisogna ricordare che la patrimoniale per l’emergenza COVID 19 resta un’ipotesi remota e per questo motivo è difficile fare delle previsioni accurate.

Quale patrimonio colpirà? Quali saranno le aliquote applicate? Finché non si conoscono i dettagli non è possibile sapere come difendersi dalla patrimoniale.

Secondo, l’imposta sul patrimonio per natura mira a colpire la maggioranza dei contribuenti per superare alla svelta una crisi dei conti pubblici: persone fisiche (anche non lavoratori) e persone giuridiche (società di persone, società di capitali, ditte individuali, cooperative, ecc.).

Inoltre l’imposta patrimoniale può interessare sia il patrimonio detenuto in Italia che all’estero, immobili e mobili, anche gli investimenti finanziari o un conto di trading.

Per questo è molto difficile evitare legalmente un prelievo forzoso. Detto ciò, procediamo per ipotesi e vediamo quali sarebbero le possibili soluzioni per proteggere i risparmi da una patrimoniale.

Al momento non devi fare nulla per evitare la patrimoniale 2020. La possibilità che il prelievo forzoso diventi legge è assai remota, perciò evita di fare scelte azzardate mosse dalla paura o dalle fake news.

Ipotesi A: soglia di protezione contro la patrimoniale

Poniamo il caso che nella nuova patrimoniale 2020 il Governo venga in aiuto dei più deboli e preveda una franchigia per il conto corrente, cioè una soglia minima di protezione, sotto la quale i risparmi dei contribuenti non verranno colpiti dalla patrimoniale.

In questo caso se il tuo conto corrente (o la somma dei tuoi conti correnti) non superasse questa soglia potresti essere al sicuro. Non correre a ritirare i tuoi risparmi allo sportello: la nuova patrimoniale potrebbe avere effetti retroattivi e colpirti comunque.

Meglio forse iniziare a smuovere quel contante dormiente e valutare delle idee per investire i risparmi. In questo modo non metteresti al sicuro completamente il denaro (la patrimoniale potrebbe comunque interessare anche i tuoi strumenti), ma almeno metterai a rendita il capitale attenuando l’effetto dell’ipotetico prelievo.

Ipotesi B: prelievo forzo su tutti i conti correnti

Nel caso in cui la patrimoniale contro il coronavirus colpisse con un prelievo forzoso tutti i conti correnti difendersi sarebbe ancora più complicato.

Se il decreto legge colpisse solo i depositi presso banche italiane (assai improbabile) potresti valutare di spostare buona parte della tua liquidità su banche estere (come N26 per esempio). Tuttavia, se la patrimoniale 2020 diventasse realtà, il Governo prenderà sicuramente delle contromisure contro la fuga di capitali all’estero.

Per evitare grossi prelievi forzosi l’unica mossa che potrebbe funzionare potrebbe essere investire i risparmi fermi. Le ultime rilevazioni stimano che gli italiani abbiano un tesoretto di oltre 1.400 miliardi di euro parcheggiati nei conti correnti. Di sicuro uno Stato in difficoltà (debito pubblico, crisi da coronavirus, parametri UE da rispettare) porrà in futuro dei vincoli o degli incentivi per smuoverli.

Una delle iniziative già lanciate è il BTP Futura, definito un investimento alternativo al conto deposito e che potrebbe impegnare parte della liquidità ferma degli italiani. Come il nuovo Buono poliennale esistono tanti altri investimenti a basso rischio da valutare.

Spostare i risparmi verso dei prodotti finanziari potrebbe tenere lontano lo spauracchio di una nuova patrimoniale 2020 sul conto corrente, ma anche far crescere il tuo capitale nel tempo.

Se anche il prelievo forzoso dovesse essere inevitabile, con un buon investimento avrai comunque ridotto l’impatto dell’imposta sulle tue finanze personali.

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Imposta patrimoniale – Domande Frequenti

Come evitare la patrimoniale sui conti correnti?

Al momento non devi fare nulla: l’ipotesi nuova patrimoniale 2020 resta remota. Tuttavia, se le cose dovessero precipitare, in questa guida abbiamo delineato due possibili scenari e le contromisure per difendersi dalla patrimoniale.

Cos’è un prelievo forzoso?

Il prelievo forzoso è un provvedimento che autorizza una banca a prendere una somma dal conto corrente senza il consenso del correntista. È già successo nella storia durante la patrimoniale del Governo Amato e potrebbe ricapitare: scopri di più.

Chi colpirà la tassa patrimoniale per il coronavirus?

Al momento il Governo esclude una nuova tassa patrimoniale sui conti correnti per sanare i conti pubblici dopo la crisi coronavirus. Tuttavia non è completamente da escludersi: leggi quali sono le ipotesi più probabili.

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