Comprare azioni Intesa Sanpaolo: Quotazione, Analisi e Previsioni

Il colosso bancario è nato dalla fusione tra Sanpaolo IMI e Banca Intesa nel 2007 e un interessante asset di trading

Ti interessa comprare azioni Intesa Sanpaolo (ISP)? In questo articolo ti indichiamo come fare, in modo sicuro e conveniente.

In effetti, non sei il solo a nutrire questo interesse verso il titolo azionario collegato a questo istituto di credito, dato che stiamo parlando di una banca che negli anni si è allargata costantemente. Acquisizione dopo acquisizione, diventando una delle realtà bancarie più importanti d’Europa.

Il vantaggio poi di operare con il trading online è anche quello di poter guadagnare anche quando le azioni Intesa Sanpaolo stanno andando male, attraverso una strategia shortista consentita dal trading CFD.

Ovviamente, anche la scelta del broker con cui operare è molto importante e per questo ti consigliamo eToro.

  • Registrati a eToro seguendo questo link;
  • Deposita il denaro sul tuo account di trading;
  • Cerca le azioni di Intesa Sanpaolo o i tanti altri asset presenti sulla piattaforma (forex, criptovalute, indici, materie prime);
  • Seleziona l’importo, imposta stop loss e take profit e Apri la tua posizione di trading

Azioni Intesa Sanpaolo: quotazione in tempo reale

Qui puoi controllare la quotazione in tempo reale delle azioni Intesa Sanpaolo.

Conviene comprare azioni Intesa Sanpaolo?

Rispondiamo subito alla domanda delle domande, quella che i trader maggiormente si pongono. E a ragione, prima di investire su questo o quello strumento.

Cerchiamo di scomporre la disamina delle azioni del gruppo Intesa Sanpaolo in più argomenti.

Intesa Sanpaolo (ISP): i conti del gruppo

Il 2020 per il gruppo bancario si è chiuso con un utile netto di 3,3 miliardi di euro. Un calo evidente rispetto all’anno precedente, chiusosi sui 4,2 miliardi, complice, inutile dirlo, soprattutto il Covid-19. Pur tuttavia, rivelatosi leggermente migliore delle previsioni degli analisti, come Bloomberg, che prospettava un utile netto di 3,2 miliardi.

Ad essere più precisi, considerando l’acquisizione di un altro gruppo bancario, Ubi banca, l’utile netto è stato di 3,1 miliardi di euro.

Nel 2020, il gruppo bancario ha contabilizzato 2,2 miliardi di rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti di Covid-19. Può comunque vantare di aver messo a disposizione di imprese e famiglie italiane 50 miliardi di credito, molto utili sempre per la questione nuovo coronavirus che ha affossato l’economia nostrana e mondiale.

I proventi operativi netti si attestano a 19 miliardi (che diventano 17,4 mld senza Ubi, registrando qui un -4,2% annuo), con interessi netti a 7,8 miliardi (7,1, +0,9%) e commissioni nette a 8,3 miliardi (7,6, -4,8%).

Altri dati indicativi riguardano i costi operativi, che si attestano a 9,9 miliardi (9,1 nel 2019, quindi si registra un -3,4%). Il rapporto tra costi e ricavi del 2020 è stato quindi del 52,4%, che senza Ubi passano al 52,2%.

Infine, il patrimonio Cet1 a regime è al 15,4% (che diventa 16,9% senza l’acquisizione di Ubi Banca).

Storia di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo (Gruppo ISP) è stata fondata il 1º gennaio 2007, con la fusione di 2 gruppi bancari a loro volta già inclusivi di vari istituti di credito (tra cui lo storico Istituto Bancario San Paolo di Torino, del 1563, tra le prime banche in Italia insieme a MPS):

  1. Sanpaolo IMI
  2. Banca Intesa

La sede legale e amministrativa è a Torino, mentre la sede secondaria a Milano.

Acquisizione dopo acquisizione, ha raggiunto una capillarità sul territorio italiano seconda a nessuno. E’ inclusa nel paniere dell’indice FTSE MIB ed è quotata nella Borsa di Milano. Ancora, le azioni Intesa Sanpaolo rientrano nell’indice Euro Stoxx 50 e nell’Euro Stoxx 50 Banks.

Ecco i passaggi più importanti della storia di Intesa Sanpaolo:

  • 1563: nasce l’Istituto Bancario San Paolo di Torino per opera della Compagnia di San Paolo
  • 1982: il Banco Ambrosiano, travolto dagli scandali, viene commissariato e cambia nome in Nuovo Banco Ambrosiano
  • 1989: il Nuovo Banco Ambrosiano e la controllata Banca Cattolica del Veneto si fondono per creare il Banco Ambrosiano Veneto. Si tratta della prima grande fusione avvenuta in Italia tra 2 banche
  • 1997: il Banco Ambroveneto procede all’acquisto di Cariplo, dando vita alla Banca Intesa
  • 1998: Banca Intesa acquisisce la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e la Banca Popolare Friuladria
  • 1998: L’istituto bancario San Paolo di Torino si fuse con l’Istituto Mobiliare Italiano, dando vita al Sanpaolo IMI
  • 1999: Banca Intesa acquisisce il controllo della Banca Commerciale Italiana
  • 2006: la fusione tra le due banche Sanpaolo IMI e Banca Intesa avviene con effetto dal 1º gennaio 2007, tramite una fusione per incorporazione di Sanpaolo IMI in Banca Intesa con contestuale cambio di denominazione sociale in Intesa Sanpaolo S.p.A. Intesa Sanpaolo ha ceduto il controllo delle banche retail Cariparma e FriulAdria (654 sportelli in tutto) al Crédit Agricole S.A., già azionista di Intesa Sanpaolo (con il 18%) fin dal 1990 (Banco Ambrosiano). Altra conseguenza della fusione, il fatto che Banca Intesa ha sciolto la joint-venture con Crédit Agricole Caam Sgr riacquistando il 65% di Nextra Investment Management, precedentemente ceduto ai francesi nel dicembre 2005
  • 2008: avviene l’OPA al prezzo di 6,735 per azione nei confronti della Cassa di Risparmio di Firenze
  • 2010: Intesa Sanpaolo ha rilevato il 79% di Banca Monte Parma
  • 2011: cede la Cassa di Risparmio della Spezia (CARISPE) al Gruppo Crédit Agricole Italia
  • 2012 e 2013: diverse banche incorporate nel gruppo si fondono tra loro dando vita ad altri sottogruppi bancari
  • 2014-2016: tante sono le banche saranno incorporate in Intesa Sanpaolo perdendo la propria denominazione: la Cassa di Risparmio di Venezia, la Banca di Credito Sardo, la Banca di Trento e Bolzano (Bank für Trient und Bozen), la Banca Monte Parma, la Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo, Cassa di Risparmio di Rieti, Cassa di Risparmio di Civitavecchia, la Banca dell’Adriatico, la Casse di Risparmio dell’Umbria
  • 2016: Banca Intesa Sanpaolo rileva il 90%di Banca ITB
  • 2017-2019: acquisisce Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza
  • 2017: Intesa Sanpaolo cede l’intera quota partecipativa (50%) di Allfunds Bank
  • 2018-19: incorpora un’altra serie di banche che perdono così la propria denominazione: Banca Nuova S.p.A., Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A., Cassa di Risparmio del Friuli-Venezia Giulia S.p.A., Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A., Banco di Napoli, Banca CR Firenze S.p.A., la Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A., la Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia S.p.A., Banca Apulia S.p.A. e Banca Prossima S.p.A.
  • 2020: Intesa Sanpaolo rileva tramite OPAS UBI Banca, non senza qualche problema riguardo l’Antitrust. Con il delisting di UBI Banca, dato che Intesa Sanpaolo, dopo una serie di vicende durate tutto l’anno, ha finito per rilevarne il 90 percento

Azioni Intesa Sanpaolo (ISP): analisi tecnica

Soffermandoci sull’andamento del titolo degli ultimi 5 anni, notiamo che il massimo registrato è stato di 3,15 euro per azione raggiunto l’11 maggio 2018. Per poi scendere sotto quota 1,90 euro nel corso del 2019.

azioni intesa sanpaolo grafico
Grafico storico azioni Intesa Sanpaolo

Il 2020 ha portato inevitabilmente ad un ulteriore calo delle azioni del gruppo, scese ad un supporto di 1,38 EUR a maggio. Registrando poi una ripresa nella seconda parte dell’anno, complice anche l’acquisizione di UBI Banca che ha portato nuova linfa alla credibilità del gruppo.

Il 2021 si è aperto positivamente, con un rialzo sopra i 2 euro, che lascia buone prospettive future in concomitanza con una graduale uscita dall’emergenza Covid-19.

Il massimo storico del gruppo risale ad aprile 2007, quando ha toccato quota 5,74 euro. In concomitanza con la fusione che ha dato vita all’attale colosso bancario.

Azioni Intesa Sanpaolo (ISP): analisi fondamentale

Il gruppo bancario, come visto dalla sua storia, ha raggiunto l’apice del sistema bancario italiano mettendo a segno moltissime acquisizioni di realtà creditizie locali. Il che gli ha permesso di raggiungere una capillarità in termini di filiali impareggiabile per ora a livello nazionale.

La Banca Intesa Sanpaolo ha attraversato con le mani salde sul timone la forte tempesta finanziaria del 2020, incassando quelle perdite che in un anno del genere andavano messe in preventivo. Non disdegnando al contempo comunque di mettere a segno un altro colpo, rilevando quasi totalmente Ubi Banca.

La banca è stata anche un punto di riferimento per combattere la crisi, erogando 50 miliardi di euro di prestiti a imprese e famiglie italiane.

Il 2021 è iniziato con il titolo in rialzo, il che sottintende che Intesa Sanpaolo possa vivere da protagonista una auspicabile ripresa economica post-Covid.

Il titolo è dunque solido e può essere interessante per diversificare il proprio portafoglio.

Come comprare azioni Intesa Sanpaolo?

Il modo migliore per comprare le azioni Intesa Sanpaolo (ISP) è fare trading CFD. Poiché potete speculare dalle oscillazioni di prezzo del titolo del gruppo. Quindi, come anticipavamo nell’incipit dell’articolo, sia quando è al rialzo sia quando è al ribasso, prendendo una posizione long o short in base alle vostre previsioni.

Essendo una banca, le azioni Intesa Sanpaolo possono risentire pesantemente della crisi finanziaria che investe imprese e famiglie. Così come possono far registrare rialzi in occasione di acquisizioni importanti, come è sovente accaduto al gruppo dagli anni 2000.

Occorre comunque puntare su Broker che siano sicuri e convenienti. Come per esempio il broker eToro che vedremo meglio di seguito.

Dove comprare le azioni Intesa Sanpaolo

Il broker eToro si presta molto bene per comprare le azioni Intesa Sanpaolo. Puoi contare infatti su una piattaforma completamente user-friendly, molto sicura per le licenze che vanta e molto conveniente per le commissioni e lo spread che impone ai trader iscritti.

etoro trading

Come si evince dall’immagine sottostante, hai tante informazioni a disposizione sull’asset in questione. Puoi scoprire come agiscono sul titolo gli altri trader, conoscere il suo andamento a livello grafico, puoi aprire una posizione agevolmente col trading CFD

Prova eToro iscrivendoti dal bottone sottostante.

Quanto costa comprare azioni Intesa Sanpaolo?

Puoi investire sulle azioni Intesa Sanpaolo (SPI) senza necessariamente investire massicci capitali. Il trading online è aperto anche a chi ha capitali ridotti, non a caso, tali utenti sono definiti traider retails e sono anche tutelati dalle nuove direttive ESMA. Imponendo su tutte a loro favore, per esempio, livelli di leva finanziaria contenuti, vietando bonus per istigarli all’investimento, vietando forme semplicistiche di trading o un marketing aggressivo.

Puoi iscriverti a eToro con un deposito minimo di 200 euro e aprire posizioni con somme limitate. Puoi anche esercitarti con un conto demo di 100mila euro o guadagnare copiando cosa fanno i migliori trader (Popular investors).

Oltre ad eToro, puoi fare trading sul titolo Intesa Sanpaolo e/o su tanti altri asset con i seguenti broker. Altrettanto convenienti e sicuri:

BrokerCaratteristicheApri Conto Demo
broker trading
  • Conto Demo Gratuito
  • Copia i migliori trader!
  • Licenza CySec
conto demo
Leggi la Recensione

75% of retail CFD accounts lose money

broker trading
  • Forex, CFD & Crypto
  • Piattaforma trading Desktop e Mobile
  • Licenza CySec, FCA
conto demo
Leggi la Recensione
broker trading
  • Conto Demo Gratuito
  • Piattaforma trading facile
  • Licenza CySec, FCA
conto demo
Leggi la Recensione
broker trading
  • Conto Demo Gratuito
  • Forex CFD / Criptovalute
  • Licenza CySec
conto demo
Leggi la Recensione
broker trading
  • Conto Demo Gratuito
  • Forex CFD / Criptovalute
  • Licenza CySec
conto demo
Leggi la Recensione

Azioni Intesa Sanpaolo: previsioni future

Quali sono le previsioni sulle azioni Intesa Sanpaolo? Il management del colosso bancario italiano prevede per l’anno in corso sinergie in aumento per oltre un miliardo di euro. Oltre a confermare la solidità dei sui coefficienti patrimoniali. In particolare, add un Common Equity Tier 1 ratio a regime pari a minimo il 13 per cento pro-forma.

Molto importanti sono le parole di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, il quale ha dichiarato che la società ha agito per tempo rispetto alla crisi che ha coinvolto la Zona euro, con un significativo aumento di capitale. Il gruppo ha altresì migliorato il profilo di rischio riducendo l’esposizione ai titoli di Stato italiani della metà, da 100 a 50 miliardi di euro.

Comunque, protesa al consolidamento della propria posizione finanziaria, per il 2021 Intesa Sanpaolo non dovrebbe procedere ad altre acquisizioni. Mentre il pay out ratio dovrebbe essere del 70%.

Dunque, il titolo dovrebbe rimettersi in sella ma la situazione dovrebbe essere di attesa. Con un nuovo piano strategico che dovrebbe arrivare a fine 2021.

Dunque si può ipotizzare un Target price di 3,00 euro per azione.

Azioni Intesa Sanpaolo: domande frequenti

Conviene comprare le azioni Intesa Sanpaolo?

Intesa Sanpaolo ha attraversato nel migliore dei modi le difficoltà del 2020 e si appresta a tornare in carreggiata dopo un anno di transizione quale dovrebbe essere il 2021. Dunque, sempre tenendo conto della sua storia e con un occhio ai grafici, può diventare un asset molto interessante da tenere in portafoglio

Dove comprare le azioni Intesa Sanpaolo

La strada migliore per farlo è il trading CFD con un broker come eToro, poiché potrai guadagnare anche quando le azioni sono in ribasso. Quindi a differenza degli azionisti puri di ISP, non dovrai sperare per forza che il titolo sia in rialzo. Inoltre, potrai farlo senza subire le commissioni imposte dalle banche.

Quali sono le previsioni sulle azioni di Intesa Sanpaolo

Si ipotizza un 2021 di ripresa e consolidamento rispetto ai ribassi subiti dal titolo, come tanti altri, del 2020. Un nuovo piano di investimenti dovrebbe arrivare alla fine dell’anno, il che dovrebbe sollecitare anche il titolo in borsa.

condividi l'articolo sui social

Commenta per primo questo articolo

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    LIMITAZIONI DI RESPONSABILITA'

    I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 74-89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro. Tutte le informazioni che troverete su Finaria.it sono pubblicate solo per scopi informativi. Noi non diamo assolutamente alcuna garanzia riguardo la precisione e l'affidabilità di queste informazioni. Qualsiasi azione prenderete sulla base delle informazioni fornite dal nostro sito è rigorosamente a vostro rischio e pericolo e lo staff di Finaria non sarà responsabile di eventuali perdite e/o danni in relazione all'uso delle informazioni o notizie fornite dal nostro sito web.


    DIRITTO D'AUTORE

    Tutti i contenuti testuali su Finaria sono protetti da copyright e dalle leggi sulla proprietà intellettuale. L'utente non può riprodurre, distribuire, pubblicare o trasmettere qualsiasi contenuto, frase, immagine senza indicare il sito web www.finaria.it come fonte. Finaria non rivendica il copyright sulle immagini usate sul sito web, tra cui loghi, immagini e illustrazioni varie.

    I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 74-89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.

    CHIUDI X