MiFID II – Cos’è e Cosa Cambia con la Nuova Direttiva Europea

La normativa MiFID 2 mira a portare trasparenza sui costi e più protezione per gli investitori. Vediamo insieme le novità e le caratteristiche.

In questo ultimo mese la parola MiFID 2 (O MiFID II) è molto utilizzata. Ma cos’è esattamente il MiFID e quali sono i punti e gli elementi di svolta del nuovo regolamento?

Cos’è il MiFID

Per capire ciò, andiamo indietro nel lontano 2004 ovvero all’origine. La MIFID è l’acronimo di Market in Financial Instruments Directive. Si tratta di una direttiva emanata dall’Unione Europea e recepita nel corso degli anni dai Paesi UE. In Italia è applicata da settembre 2007.

Gli scopi principali del Regolamento fin dall’inizio sono stati la tutela degli investitori, l’integrità e l’efficienza del Finance Market. L’obiettivo fondamentale la trasparenza tra investitori ed intermediari.

Dal 2007 fino al 2014 ci sono state ripetute rettifiche ed integrazioni da parte del Legislatore Europeo all’originale Mifid. Modifiche necessarie per arginare e rimediare le passate catastrofi bancarie. Chi non conosce la crisi del 2006 negli Stati Uniti dei mutui Subprime dilagata in Europa nelle banche Inglesi, Tedesche e Greche. Grazie agli aiuti statali, molte di queste banche sono state salvate ma il deficit ha portato peggiori crisi trasformandosi in Debito Sovrano. Le Nazioni che subirono maggiormente i colpi della crisi furono Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna ed Italia.

Lo squilibrio economico in questi Paesi ha portato enormi difficoltà a tutti i principali mercati Europei. Mirare a diminuire i Debiti Sovrani e cercare di portare un migliore equilibrio dei capitali è stata la priorità principale del Parlamento Europeo. Parallelamente ad altre iniziative, l’UE nel 2014 decide di adottare una nuova Direttiva europea chiamata Mifid II fissando l’ultima scadenza il 03 gennaio 2018.

Cos’è MiFID II

Il nuovo regolamento contiene regole severe per le banche obbligandole a diminuire costi di commissioni e altre spese aumentando la concorrenza tra competitor. Le banche Italiane saranno le prime ad essere danneggiate in fatturato. Si aspetta una vera e propria rivoluzione nel comparto.

Le banche dovranno cercare nuovi canali distributivi di prodotti e servizi quali per esempio il Fintech e le filiali digitali. Se da una parte le banche e intermediari finanziari saranno danneggiati dall’altra parte i risparmiatori avranno maggiori opportunità e tutele.

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MiFID II: Cosa accadrà in Italia?

La nuova MIFID II è per l’Italia un banco di prova per i successivi step normativi per il Mercato Unico dei Capitali.

Il compito di esecuzione e di vigilanza della nuova normativa spetta a Banca d’Italia e Consob. Queste ultime ad aprile hanno pubblicato il documento congiunto di azione.

Il problema della nuova MIFID 2 potrebbe essere il rifiuto delle Banche ad accettarla integralmente e che Consob e Banca d’ Italia non intervengano immediatamente in caso di anomalie. In passato i fallimenti delle Banche dimostrano i mancati interventi da parte degli enti di controllo.

È bene puntualizzare che Banca d’Italia è composta prevalentemente da banche, sono ben 111 di cui attualmente 5 di queste si trovano in grave dissesto finanziario.

Carige la 5° banca più grande con 12.093 quote, seguono poi la Popolare di Vicenza, Popolare di Bari, Veneto Banca, Carige, Loreto.

Non è finita qui perché non appena entrerà a regime la Mifid II, nel 2020 avremo la svolta di Basilea 4. L’accordo obbligherà tutte le banche italiane a riscrivere le modalità di calcolo degli accantonamenti e delle riserve obbligatorie rispetto ai rischi e agli indebitamenti connessi ad investimenti e concessioni.

L’intenzione del Legislatore Europeo è portare tutti i mercati di capitali europei all’integrazione attraverso l’action plane CMU Capital Market Union.

Cosi come previsto dai principi generali UE si ha oggi libera circolazione di persone e nel 2020 libera circolazioni di capitali nell’UE. Ogni PMI, investitore e risparmiatore Europeo potranno collocare ed accedere a fondi indipendente dalla posizione in cui si trova.

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La Mifid II paese per paese

Nella cartina è possibile trovare in arancione i paesi che hanno già recepito la MiFid 2 e in giallo è possibile trovare i paesi ritardatari.

nazioni mifid

Secondo quanto riportato dalla commissione UE, non tutti i Paesi rispetteranno il termine del 3 gennaio, tra cui Spagna, Finlandia, Belgio e Paesi Bassi. II regolamento se non è codificato in legge nazionale, non è applicabile ad imprese e privati. I Paesi che l’hanno già recepita sono l’Italia, Germania, Francia, Irlanda Regno Unito.

E’ partita dunque la corsa all’ultimo minuto dei Paesi per conformarsi e delle banche per adeguarsi, con costi che sfioreranno 1.7 miliardi di euro. Ed è proprio questo, il costo, uno dei motivi per il quale diverse nazioni stanno ancora prendendo tempo. Non sorprende che ciò abbia messo sotto pressione molte autorità di regolamentazione ad essere clementi appena la legge sarà operativa e numerose fonti dicono che la richiesta è stata accolta con feedback non ufficiali.

  • La Germania tramite la BaFin, autorità di regolamentazione dichiara che esaminerà quali processi da parte delle imprese verranno compiuti dopo il 3 gennaio per l’adeguamento e determinerà proporzionalmente l’applicazione della normativa. La dichiarazione significa che la Germania non applicherà integralmente tutti i punti del programma
  • Nel Regno Unito la FCA anticipa di agire proporzionalmente all’applicazione della normativa dando più tempo per adeguarsi e promette di non punire immediatamente.
  • L’autorità di vigilanza Olandese, la Afm, dichiara che vista che la maggior parte della propria implementazione governativa è ancora incompleta e vi siano delle ambiguità che le imprese possono avere un’idea approssimativa di ciò che gli verrà richiesto e ampio spazio di tolleranza.
  • Lussemburgo e Belgio, non hanno ancora completato il proprio regolamento attuativo.
  • Il Parlamento della Finlandia non ha ancora approvato la normativa ma ritiene che le nuove norme sono molto severe ma possibili, cosi dimostrando approssimazione.
  • L’Italia ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 agosto 2017 il Decreto Legislativo 129 di attuazione.

Cosa cambia con il MiFID II dopo il 3 gennaio 2018?

mifid 2

Le direttive dell’UE sono vincolanti per tutti i Paesi, tuttavia le autorità nazionali hanno potere discrezionale nel raggiungere gli obiettivi generali. Questo significa che i regolamenti attuativi differiranno tra un Paese e l’altro creando un inevitabile caos.
L’Esma, l’autorità europea di regolamentazione coordinatrice del programma, si sofferma alle diverse interpretazioni nazionali e sulla completa inadeguatezza delle norme che riguarderanno il settore delle materie prime e delle obbligazioni, quest’ultima nota dolente conosciuta.

In questo momento sull’argomento l’incertezza è la situazione generale, l’unica certezza è che le autorità di regolamentazione ritardatarie saranno sottoposte a procedure di infrazione e multate da parte della Commissione Europea.

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