Analisi mercati (sett. 9): Strategie operative su EUR/CHF, FTSE Mib e Grano

Giuliana Morelli

Esperta in Economia e Analisi dei Mercati


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La guerra in Ucraina ha scatenato la volatilità sui mercati, con ampi movimenti tra le varie classi di attività, impattando negativamente sul sentimento al rischio e determinando la fuga verso beni di rifugio.

Nel weekend, le nazioni occidentali hanno annunciato l’esclusione della Russia dal sistema SWIFT, sconnettendo di fatto Mosca dalla rete che regola le transazioni finanziarie mondiali, e il blocco delle riserve in valuta detenute dalla Banca Centrale della Russia (CBR). L’Unione Europea ha inoltre dichiarato la chiusura dello spazio aereo alla Russia.

La CBR si è riunita in emergenza annunciando l’aumento dei tassi di interesse dal 9,5 al 20%, mentre il rublo russo ha perso oltre il 20% del suo valore rispetto alla chiusura di venerdì scorso Vladimir Putin ha aspramente criticato le misure economiche dei paesi occidentali, mettendo in pre-allarme il sistema di deterrenza nucleare russo. La Cina ha ribadito la sua obiezione all’attuazione di quelle che ritiene “sanzioni illegittime e unilaterali”.

Oggi sono attesi negoziati sul confine bielorusso tra Russia e Ucraina, ma il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy si è detto scettico.

Sul mercato forex, le valute “safe-havens” come dollaro, franco svizzero e yen giapponese, avanzano spedite, mentre l’euro retrocede sui timori delle esposizioni economiche ed energetiche alla Russia.

Mercati azionari nervosi in apertura di settimana, con gli indici europei in profondo rosso. Eurostoxx 50 cede il 3,5% a metà seduta, Londra il 2% mentre il FTSE Mib di Milano il 3%. Calano i rendimenti obbligazionari, grazie alla maggiore domanda degli investitori verso i titoli sovrani.

I prezzi delle commodities si impennano ovunque, con il petrolio Brent che tocca i 100 dollari al barile, l’oro che sfonda 1.900 dollari all’oncia, e il grano – Russia e Ucraina sono tra i principali produttori mondiali – che ora scambia ai massimi dal 2012. Gas naturale nuovamente in rialzo sui timori di una riduzione delle forniture dalla Russia.

Le nostre precedenti previsioni

Non siamo certo dei profeti, nessuno può vantare di esserlo sui mercati finanziari, ma nelle passate settimane abbiamo ripetutamente espresso delle previsioni che oggi si sono rivelate corrette.

Circa un mese fa avevamo detto qui, che l’escalation dei rischi geopolitici avrebbe potuto scatenare un trend ribassista per il NASDAQ, rialzista per EUR/RUB e gas naturale. Da quella data ad oggi, il NASDAQ ha ceduto il 3.2% (prima dell’apertura odierna della Borsa americana), EUR/RUB si è apprezzato del 30% e il gas naturale del 20%.

Il 7 febbraio, avevamo espresso una view bullish sul petrolio Brent, con target a 100 dollari al barile, e sull’oro, entrambe avveratesi. Il Brent è balzato del 5,8%, l’oro del 4,8%.

Il 14 Febbraio, siamo andati short su EUR/JPY, reiterato lo short sul NASDAQ e ci siamo detti ottimisti sulla crescita dei prezzi del Palladio. L’euro ha ceduto l’1% contro le yen, il Nasdaq l’1,6% mentre il Palladio è salito del 4,3%.

EUR/CHF sotto la pari nel 2022? Strategie operative sulla coppia euro-franco svizzero

La fuga verso gli asset di rifugio ha generato pressione sul cambio tra euro e franco svizzero, che in apertura di settimana scambia in area 1.031-1.032, ai minimi dal giugno 2015.

Il mercato teme che l’impatto economico della Guerra in Ucraina e le ripercussioni energetiche possano infatti danneggiare le economie dell’eurozona, portando nuovamente la BCE a posticipare l’uscita dalla politica monetaria ultra-accomodante.

Da un punto di vista tecnico, EUR/CHF testa ora un supporto chiave di lunghissimo periodo, che ci riporta al 15 gennaio 2015, il giorno del collasso della coppia in seguito alla rimozione del “peg” da parte della Banca Centrale Svizzera (SNB).

Dovesse EUR/CHF rompere al ribasso i livelli attuali 1.032, il prossimo supporto sarebbe il vicino 1.025, oltre il quale la coppia potrebbe poi dirigersi verso la parità.

Analisi Tecnica su Eur/Chf

L’indicatore RSI sul grafico settimanale, infatti, non è ancora in territorio di ipervenduto, sintomo che la forza dei venditori sul cambio EUR/CHF non si è ancora esaurita. Entrambe le medie mobili a 50-giorni e 20-giorni puntano verso il basso.

👁‍🗨 TendenzaRibassista
📉 Previsione Realista1.032
🔻 Previsione Pessimistica1.025
Previsioni e Analisi su Eur/Chf

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La Guerra in Ucraina manderà il FTSE Mib giù ai 21.000?

Il mercato è in una fase di risk-off ma deve ancora valutare i successivi impatti economici della Guerra tra Russia e Ucraina. Molte aziende europee sono esposte alle banche russe e l’Italia è uno dei principali importatori energetici, con il 40% del nostro consumo coperto dalle forniture russe.

Potrebbe dunque essere l’inizio per una fase discendente per l’indice FTSE Mib, che oggi gira a 25.000 punti.

Il canale rialzista iniziato a Gennaio 2021 sembra ormai essere stato abbandonato dai corsi dell’indice. L’RSI non mostra ancora livelli di ipervenduto, mentre la media mobile a 50 giorni rischia di scendere pericolosamente verso un incrocio con la 200, che costituirebbe il formarsi di un death-cross ribassista per l’indice.

Analisi tecnica su FTSE Mib

Il prossimo supporto è in area 24.000-23.900, ai minimi da Luglio 2021, e una violenta rottura qui potrebbe trascinare l’indice a 22.700 e poi verso la zona di polarità a 21.000.

👁‍🗨 TendenzaRibassista
📉 Previsione Realista24.000
🔻 Previsione Pessimistica22.700
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Rally delle materie prime agricole: grano a 1.000 dollari?

La Guerra in Ucraina ha infiammato il mercato delle materie prime agricole, che viveva già un rally dall’estate del 2020. Russia e Ucraina sono rispettivamente il terzo e il nono paese al mondo per produzione di grano, il primo ed il quinto se guardiamo all’export.

Il conflitto inevitabilmente peserà sulla produzione della materia prima agricola, e le sanzioni SWIFT rischiano di colpire pesantemente le esportazioni russe. Il mercato mondiale potrebbe dunque patire un drastico calo dell’offerta, se gli Stati Uniti e il Canada non dovessero aumentare sensibilmente la produzione.

Il prezzo del grano viaggia oggi a circa 900 dollari al Bushel, ai livelli del Novembre 2012. A Febbraio 2008, il grano ha toccato un massimo di sempre ad oltre 1.300 dollari al Bushel.

L’elevata incertezza sul mercato potrebbe presto spingere i prezzi verso la soglia di 1.000 dollari al Bushel. Da un punto di vista tecnico, l’RSI settimanale non si trova ancora in ipercomprato.

Analisi Tecnica su Grano

Una rottura del livello dei 1.000 dollari potrebbe poi spingere il grano a testare la prossima resistenza di 1.115 dollari, un’area dove potrebbero verificarsi delle prese di profitto.

👁‍🗨 TendenzaRialzista
☑️ Outlook Positivo$ 1.000
📈 Outlook Ottimista$ 1.115
Previsioni e Analisi su Grano

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Giuliana Morelli

Esperta in Economia e Analisi dei Mercati

Dr.ssa Giuliana Morelli, Laurea Magistrale in Economia e Management. Ha lavorato come consulente aziendale in ambito economico/finanziario fino al 2010, quando ha fondato la sua società di consulenza. Collabora con diversi studi professionali ed è attiva in iniziative relative a Blockchain, Fintech, e svariati incubatori e acceleratori di impresa.

Dr.ssa Giuliana Morelli, Laurea Magistrale in Economia e Management. Ha lavorato come consulente aziendale in ambito economico/finanziario fino al 2010, quando ha fondato la sua società di consulenza. Collabora con diversi studi professionali ed è attiva in iniziative relative a Blockchain, Fintech, e svariati incubatori e acceleratori di impresa.


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