Analisi di Mercato settimanale (sett. 3): Spunti operativi su FTSE Mib, EUR/USD e Oro

Giuliana Morelli

Esperta in Economia e Analisi dei Mercati


Mentre l’inflazione americana tocca nuovi record dal 1982, con l’indice dei prezzi al consumo in aumento del 7% su base annua a Dicembre 2021, gli investitori scontano ormai pienamente un aumento dei tassi di interesse già in occasione della riunione della Fed di Marzo e iniziano ad intravedere all’orizzonte le nuvole di una politica monetaria più restrittiva nel 2022.

Dati inflazione USA

È stata una settimana che ha visto come uno dei temi dominanti sul mercato la rotazione dalle azioni growth e tecnologiche verso titoli “value” e legati ai settori più ciclici. Poiché le pressioni inflazionistiche e le aspettative di aumenti più rapidi dei tassi di interesse iniziano a produrre i loro effetti sul posizionamento degli investitori.

Il dollaro, che già scontava ampiamente una Fed più aggressiva, ha fatto un passo indietro contro tutte le principali valute, nonostante l’ulteriore crescita dei tassi di rendimento dei Treasury americani.

Sul fronte delle commodities, si sottolinea il nuovo rally del petrolio che appare granitico dinanzi ai nuovi record di infezioni da Omicron che nel mondo hanno raggiunto oltre 3 milioni di casi giornalieri. I prezzi del greggio WTI sono saliti a 83 dollari al barile, mentre il Brent estratto nei Mari del Nord ha toccato gli 86 dollari al barile, ai massimi dall’Ottobre 2021 e 2018.

Il gas naturale è tornato a salire sui timori di rapporti sempre più tesi tra l’Europa e la Russia, a causa della crisi in Ucraina. L’oro ha avuto un andamento positivo nella settimana, confermando il suo appeal come bene di rifugio dall’inflazione.

Le criptovalute tentano un recupero dopo il sell-off iniziato a Novembre, con il Bitcoin che si aggira sui 43.000 dollari in apertura di settimana.

Sul fronte dell’agenda macroeconomica, la settimana è iniziata con la Banca Centrale Cinese (PBoC) che ha tagliato i tassi di interesse di 10 punti base, per la prima volta dal 2018, sulle paure che l’ondata di Omicron in Cina potrebbe impattare negativamente sulla crescita economica.

Spunti operativi sul FTSE Mib

Dopo i massimi di 28.200 toccati il 5 Febbraio, il FTSE Mib è sceso a 27.600 mantenendo una tendenza orizzontale nelle ultime sedute.

In termini relativi, l’indice italiano ha però sovraperformato rispetto al mercato americano, e in particolare contro l’indice tecnologico NASDAQ, a testimonianza di una rotazione del mercato da azioni growth verso titoli “value”, che caratterizzano il nostro mercato azionario.

Confronto tra FTSE Mib e Nasdaq

A livello settoriale, gli energetici hanno avuto la performance migliore della settimana (+3,2%), con il titolo Eni su del 2,9%, seguiti dai finanziari +0,8% nella settimana, trainati da Intesa Sanpaolo (+4,5%).

Da un punto di vista fondamentale, in questa fase le dinamiche globali (riposizionamento del mercato e preferenza dei settori ciclici) prevalgono sui temi domestici, che vedono la Lombardia a rischio zona arancione e la politica nuovamente al centro dell’attenzione con la prossima elezione al Quirinale. Lo spread Btp-Bund rimane stabile intorno ai 140 punti base.

Tecnicamente, ormai da circa un anno a questa parte, il FTSE Mib continua a scambiare all’interno di un canale rialzista ben definito. I prezzi hanno avuto un rimbalzo tecnico importante dopo aver toccato il supporto il 20 dicembre 2021, e scambiano ora leggermente più in alto rispetto alla linea mediana del canale.

La prossima resistenza è rappresentata dal livello psicologico di 28.000, e in un’infrazione di tale soglia potrebbe rinvigorire il ritorno dei tori.

I rialzisti devono però stare attenti alla zona 27.100-27.200, dove giace la media mobile a 50-giorni (SMA 50). La rottura della SMA 50 agli inizi di Dicembre era stato un fattore tecnico che aveva accellarato la discesa dell’indice.

Analisi Tecnica su FTSE Mib

In assenza di importanti segnali tecnici, l’indice potrebbe consolidare gli attuali livelli ma continuare a sovraperformare rispetto agli indici globali, come il Nasdaq, caratterizzati da una maggiore presenza di azioni tecnologiche o più sensibili agli aumenti dei tassi di interesse.

👁‍🗨 TendenzaIncertezza
📈 Outlook Ottimista28.000
🔻 Previsione Pessimistica27.200
Previsioni e Analisi su FTSE Mib

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Spunti operativi su EUR/USD

EUR/USD ha rotto il canale ribassista in cui tradava da Giugno 2021, scambiando a 1.142 agli inizi di settimana.

Nonostante i rendimenti americani di breve termine continuino ad avanzare più speditamente dei cugini europei, il recupero dell’euro questa volta ha poco a che fare con il tema della politica monetaria tra la Fed e la BCE.

A risollevare le sorti della moneta unica in settimana sono stati i flussi in uscita degli investitori dagli indici “growth” statunitensi verso mercati azionari caratterizzati da una maggiore presenza di settori ciclici, come largamente diffuso in Europa.

Se questa rotazione dovesse continuare nelle prossime settimane, potremmo vedere il mantenimento di questo nuovo trend di EUR/USD. Ma il risveglio dei tori potrebbe non avere vita lunga, in vista del meeting della prossima settimana della Federal Reserve. Se Powell dovesse segnalare una Fed più aggressiva di quanto già si attende il mercato, ci sarebbe un “re-pricing” del dollaro causato dal maggiore appeal di tassi di interesse più elevati.

Analisi Tecnica su eur/usd

Da un punto di vista tecnico, la coppia ha registrato un leggero “pullback” sulla resistenza a 1.1477, che a questo punto diventa il livello chiave da oltrepassare per confermare l’inversione del trend ribassista. Il prossimo livello di supporto si trova invece a 1.1320, in corrispondenza della SMA 50.

È probabile che il mercato possa mantenersi attendista in attesa del meeting della Fed, tenendo EUR/USD all’interno di un range ristretto nelle prossime sessioni.

👁‍🗨 TendenzaIncertezza
📈 Outlook Ottimista1.1477
🔻 Previsione Pessimistica1.1320
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Spunti operativi su Oro

Dopo un inizio anno difficile, sulla falsa riga di quello appena trascorso, l’oro ha rialzato la china nell’ultima settimana, dimostrandosi un asset da tenere in portafoglio nei momenti di elevata inflazione.

Nonostante il mercato stia infatti scontando aumenti dei tassi sempre più rapidi da parte della Fed (un fattore che in genera penalizza il metallo prezioso), avanza nella mente degli investitori l’idea che l’inflazione possa continuare a galoppare ben al di sopra del livello del costo del denaro nel medio periodo.

Sempre a livello di scenari macro, potrebbero aumentare nelle prossime settimane le paure di una stagflazione, e gli investitori potrebbero trovare nell’oro uno dei principali asset di rifugio contro la pressione dei prezzi al consumo unita ad una fase di decelerazione della crescita globale.

Da un punto di vista tecnico, per l’oro è stato importante tornare a tradare al di sopra della SMA-50 e della SMA-200.

Analisi Tecnica su Oro

Il livello di 1.830 (61.8% del ritracciamento di Fibonacci) è la prossima resistenza da monitorare con attenzione. Una rottura potrebbe spingere l’oro prima verso 1.850 (78.6% Fibonacci) e poi a 1.877.

👁‍🗨 TendenzaRialzista
☑️ Outlook Positivo$1.830
📈 Outlook Ottimista$1.850
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Giuliana Morelli

Esperta in Economia e Analisi dei Mercati

Dr.ssa Giuliana Morelli, Laurea Magistrale in Economia e Management. Ha lavorato come consulente aziendale in ambito economico/finanziario fino al 2010, quando ha fondato la sua società di consulenza. Collabora con diversi studi professionali ed è attiva in iniziative relative a Blockchain, Fintech, e svariati incubatori e acceleratori di impresa.

Dr.ssa Giuliana Morelli, Laurea Magistrale in Economia e Management. Ha lavorato come consulente aziendale in ambito economico/finanziario fino al 2010, quando ha fondato la sua società di consulenza. Collabora con diversi studi professionali ed è attiva in iniziative relative a Blockchain, Fintech, e svariati incubatori e acceleratori di impresa.


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