Analisi di Mercato settimanale (sett. 2): Spunti operativi su Nasdaq, Bitcoin e EUR/GBP

Giuliana Morelli

Esperta in Economia e Analisi dei Mercati


I verbali del FOMC di Dicembre sono stati il principale evento che ha scosso i mercati nell’ultima settimana.

I membri del Consiglio della Federal Reserve hanno segnalato una maggiore volontà di inasprire la politica monetaria più velocemente del previsto, poiché il mercato del lavoro si trova già in una condizione vicina all’occupazione piena mentre l’inflazione continua ad essere elevata e rischia di peggiorare ulteriormente a causa dell’impatto di Omicron.

Jerome Powell della FED

Il mercato si aspettava già tre aumenti dei tassi quest’anno, ma ciò che ha colto di sorpresa gli investitori è stata l’intenzione da parte della Fed di iniziare a ridurre il suo bilancio (che ha raggiunto i livelli massimi dalla Seconda Guerra Mondiale) già da quest’anno.

Nella precedente occasione erano infatti passati due anni tra il primo aumento dei tassi e il restringimento della dimensione degli asset della Fed, e se Powell dovesse anticipare questo processo ciò implicherebbe meno liquidità sui mercati.

Chi ne ha risentito maggiormente sono stati gli asset di rischio più sensibili alle condizioni monetarie, come le azioni tecnologiche, con l’indice Nasdaq in calo del 6% nella settimana, e le criptovalute, con il Bitcoin giù di oltre il 10% ai minimi dal Settembre 2021.

Intanto i rendimenti dei Treasuries americani continuano la loro corsa al rialzo, con il decennale che ha superato la soglia dell’1,8% di rendimento, ai massimi da due anni.

Sul fronte delle commodities, l’oro ha ritracciato al di sotto di 1.800 dollari l’oncia sulle paure di una Fed più “hawkish” del previsto, mentre il petrolio ha girato intorno agli 80 dollari al barile a causa delle proteste scoppiate in Kazakistan, poi calmatesi nel weekend.

Performance miste si registrano sul mercato delle valute, dove si sottolinea l’ottima performance della sterlina britannica, sulla scia di un nuovo rialzo della Bank of England atteso per Febbraio, e del dollaro canadese supportato dagli aumenti del petrolio.

Il dollaro americano è rimasto pressoché stabile, guadagnando prima terreno dopo il rilascio dei verbali FOMC ma poi retrocedendo in chiusura di settimana sui dati sotto le attese dei non-farm payrolls.

L’attenzione di questa settimana si concentrerà sulla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) americani per dicembre, che si prevede crescerà dello 0,4% m/m per l’indice principale e dello 0,5% m/m per l’indice core, a causa dei continui aumenti dei prezzi sia per i beni che per i servizi.

In termini annuali, i due indici dovrebbero aumentare rispettivamente del 7% e del 5,3%, i tassi più alti dal 1982.

Spunti operativi sul NASDAQ 100

L’indice Nasdaq 100 – che rappresenta le 100 maggiori società tecnologiche degli Stati Uniti – ha perso oltre il 5% del suo valore nella prima settimana del 2022.

I cambiamenti nell’orientamento di politica monetaria emersi dai verbali della riunione del FOMC di Dicembre, sono stati il fattore trainante per la performance delle società tecnologiche.

Da un punto di vista fondamentale, esiste un marcato rischio per i titoli tecnologici che inglobano già alti tassi di crescita nei loro prezzi poiché l’aumento dei tassi di interesse rende più costoso intraprendere i progetti di investimento necessari per la crescita e riduce i cash-flows futuri.

In questo ambito, la salita dei tassi americani è correlata ad una sottoperformance delle azioni tecnologiche rispetto al mercato nel suo complesso e questo andamento potrebbe continuare mentre ci avviciniamo al ciclo di rialzi dei tassi della Fed e alla riduzione del suo bilancio.

Il quadro tecnico non fa certo dormire sonni tranquilli ai tori, perché il NASDAQ sta ora testando la tenuta di un canale rialzista in vigore da marzo 2021.

I prezzi si aggirano ora intorno al supporto di 15.500, e viaggiano a metà tra le due medie mobili a 50 e 200 giorni nel grafico giornaliero. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni gira a 38 punta pericolosamente verso l’area di ipervenduto. Le ultime tre volte che l’indice ha toccato il supporto del canale rialzista, i prezzi sono poi rimbalzati.

È cruciale, dunque, monitorare l’andamento del NASDAQ nelle prossime sedute e una variabile chiave in questo ambito potrebbe essere il dato di inflazione americano.

Analisi Tecnica su Nasdaq 100

Un’inflazione più alta delle attese potrebbe innescare ulteriori vendite, trascinando l’indice in area 15.000, dove il supporto della media mobile a 200 giorni verrebbe testato.

Se le pressioni inflazionistiche dovessero invece ridursi, a quel punto i tori potrebbero tornare in corsa con acquisti a prezzi più convenienti, spingendo l’indice verso la resistenza della media mobile a 50-giorni in area 16.100.

👁‍🗨 TendenzaIncertezza
📈 Outlook Ottimista16.100
🔻 Previsione Pessimistica15.000
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Spunti operativi su Bitcoin

Avevamo sottolineato nella precedente analisi i rischi di una volatilità accentuata in concomitanza della rottura del triangolo simmetrico nella chart giornaliera di BTC/USD.

Bitcoin ha rotto la trendline inferiore della figura ed è precipitato a 41.000 dollari al momento dell’articolo. L’RSI si trova già in area di ipervenduto e a questi livelli i tori potrebbero trovare interessante accumulare sulla debolezza, ma c’è il rischio di una “bull-trap”.

Il quadro fondamentale sta infatti cambiando con una Fed disposta a restringere la liquidità nel sistema quest’anno e questo potrebbe impattare negativamente sull’ottimismo nelle criptovalute.

Analisi Tecnica su Bitcoin

Da un punto di vista tecnico si intravedono nuvole scure all’orizzonte, in quanto la media mobile a 50-giorni sta pericolosamente tagliando dall’alto la media a 200-giorni, formando il cosiddetto death-cross.

La rottura del supporto psicologico a 40.000 potrebbe portare i prezzi a testare area 37.300.

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📉 Previsione Realista$40.000
🔻 Previsione Pessimistica$37.300
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Spunti operativi su EUR/GBP

Le divergenze di politica monetaria continuano a guidare l’andamento del cambio tra euro e sterlina, con la Bank of England che ha già iniziato il suo ciclo di rialzo dei tassi a Dicembre e il mercato ne sconta ulteriori già a Febbraio. Mentre la BCE è ancora distante dal segnalare materiali cambiamenti nella sua politica ultra-accomodante.

Il quadro fondamentale pone dunque a favore di Londra, anche se i prezzi scontano già una certa forza della sterlina. Da un punto di vista tecnico, si segnala l’importante rottura verso il basso del canale ribassista, in vigore da Aprile 2021.

Analisi Tecnica su EUR/GBP

A questo punto, EUR/GBP potrebbe testare i minimi di febbraio 2020 a 0.8282. Cruciale in questo ambito, saranno i prossimi commenti di politica monetaria da parte degli esponenti della Bank of England.

Se lasceranno intendere che il ciclo di rialzi sarà più veloce del previsto e che Omicron causi pressioni al rialzo sui prezzi, allora la sterlina potrebbe rompere area 0.828 e guardare a 0.819 come prossimo livello di supporto.

👁‍🗨 TendenzaRibassista
📉 Previsione Realista0.828
🔻 Previsione Pessimistica0.819
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Giuliana Morelli

Esperta in Economia e Analisi dei Mercati

Dr.ssa Giuliana Morelli, Laurea Magistrale in Economia e Management. Ha lavorato come consulente aziendale in ambito economico/finanziario fino al 2010, quando ha fondato la sua società di consulenza. Collabora con diversi studi professionali ed è attiva in iniziative relative a Blockchain, Fintech, e svariati incubatori e acceleratori di impresa.

Dr.ssa Giuliana Morelli, Laurea Magistrale in Economia e Management. Ha lavorato come consulente aziendale in ambito economico/finanziario fino al 2010, quando ha fondato la sua società di consulenza. Collabora con diversi studi professionali ed è attiva in iniziative relative a Blockchain, Fintech, e svariati incubatori e acceleratori di impresa.


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