Investire in Criptovalute: conviene o è una truffa? Alcuni consigli utili

Le Migliori criptovalute su cui vale la pena investire. I consigli utili sulle alternative al bitcoin sicure e che non sono una truffa

Vale la pena investire in bitcoin e criptovalute?

Uno dei maggiori dubbi che sovente si hanno quando si sta valutando se investire in criptovalute, oppure no, è se questi investimenti siano o meno soltanto una grande truffa.

Premessa: le criptovalute non sono tutte uguali. Anzi, sono molto differenti tra di loro. Quindi non si può rispondere alla precedente domanda con un’unica risposta valida per tutte le criptovalute. Proveremo quindi a rispondere prendendo in considerazione una ad una le principali cripto sulle quali conviene puntare la nostra attenzione.

Bitcoin

La criptovaluta per eccellenza

Bitcoin, è chiaro, non è una truffa. Anche perchè, semplicemente, manca il truffatore! Bitcoin infatti non è di proprietà di nessuno, ed il suo inventore (tale Satoshi Nakamoto) quando ha creato questa valuta ha accumulato token che valevano zero (ovvero assolutamente nulla). Per sua fortuna ad un certo punto, circa 1 anno e mezzo dopo averla lanciata, i token hanno iniziato ad avere un valore, e poi nel corso del tempo questo valore è cresciuto.

criptovalute sicure

 

Non dobbiamo dimenticarci infatti che l’offerta di Bitcoin è rigidamente deterministica, ed inelastica al mercato. Ovvero non aumenta se aumenta la domanda. Pertanto fintanto che la domanda aumenta, aumenterà di conseguenza, ed inevitabilmente, anche il prezzo, ed è questo l’unico motore che spinge (attualmente) al rialzo il suo prezzo.

Il suo inventore non poteva prevedere che la domanda sarebbe aumentata (anche perché per i primi 18 mesi non lo fece), quindi definirlo un “truffatore” è a dir poco un azzardo. Inoltre visto che sembrerebbe detenere ancora 1 milione di token, un eventuale crollo del prezzo danneggerebbe lui più di tutti.

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Discorso diverso quello che riguarda le possibili evoluzioni del prezzo, perché il fatto che non sia una truffa non significa che il prezzo non possa crollare. Quelli in criptovalute sono e restano investimenti ad alto rischio, proprio perché non vi è alcuna garanzia, di alcun tipo, che la domanda rimanga elevata (infatti così come il prezzo sale se la domanda sale, il prezzo calerebbe se la domanda calasse).

In altre parole per quanto se ne sappia non c’è nessuno che in questo momento stia manipolando il prezzo dei bitcoin: è solo ed esclusivamente il mercato a deciderlo. Ovvero le semplici contrattazioni tra domanda ed offerta. Pertanto non può essere definito una truffa.

Tuttavia non è così anche per tutte le altre criptovalute. Ma andiamo per gradi.

Ethereum

Criptovaluta per Smart Contracts

ethereum investire

La seconda valuta per capitalizzazione di mercato è Ethereum. Il funzionamento di Ethereum è simile a quello del Bitcoin. Le differenze sono di tipo prettamente tecnico, non finanziario, quindi per Ethereum si può fare più o meno lo stesso ragionamento che si è fatto per Bitcoin.

In particolare Ethereum non è solo una criptovaluta, ma un intero ecosistema che consente tra l’altro anche la gestione dei cosiddetti “smart contacts” (ovvero i contratti informatici che si auto-esplicano al raggiungimento di precise condizioni prestabilite), e l’emissione di nuovi token (ad esempio per le famigerate ICO).

Bitcoin Cash

La valuta transazionale alternativa a bitcoin

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La terza criptovaluta ad oggi per capitalizzazione di mercato è Bitcoin Cash. E’ un “fork” (ovvero uno spin-off) del Bitcoin, ma ha una differenza: mentre dietro Bitcoin non c’è nessuno in particolare (ovvero c’è l’intera community degli utilizzatori), dietro Bitcoin Cash di fatto che una società. O, meglio, un accordo tra alcuni soggetti privati che lo hanno sviluppato.

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A dire il vero Bitcoin Cash è nato per risolvere uno dei problemi che sono emersi ultimamente riguardo Bitcoin: transazioni troppo lente e costose per poterlo utilizzare come moneta transazionale (ovvero per effettuare pagamenti quotidiani). Bitcoin Cash invece ha transazioni più veloci ed economiche, quindi si propone di fatto come sostituto transazionale a Bitcoin.

Il fatto però che lo sviluppo sia in qualche modo controllato da un ristretto numero di persone, e non da un’ampia community, rende questa criptovaluta un po’ dubbia. Tuttavia se queste persone si comporteranno in modo ragionevole, e non commetteranno errori, Bitcoin Cash potrebbe davvero diventare una valuta transazionale alternativa a Bitcoin.

Ripple

Criptovaluta di scambio interbancaria

ripple criptovaluta

Ripple invece è proprio tutta un’altra cosa. Una valuta privata, emessa dalla società Ripple, con un preciso scopo: l’utilizzo come valuta di scambio interbancaria. Ovvero non per un utilizzo pubblico, comune, quotidiano, da parte di tutti, ma specifico per le transazioni tra banche. Ovviamente nel momento stesso in cui tale valuta è arrivata sui mercati pubblici (quelli dei siti di exchange in cui chiunque può vendere e comprare token di criptovalute) sono iniziati anche gli scambi tra privati, ed il trading. Pertanto è una valuta disponibile anche per investimenti privati, e per il trader, ma il suo principale utilizzo rimane quello descritto prima.

Fintantoché ci saranno banche disposte ad utilizzarla è davvero impensabile giudicarla come una “truffa” (ad esempio la sta usando anche American Express), ma se un domani i veri clienti della società Ripple (ovvero le banche che la usano) dovessero ad esempio decidere di abbandonare questa tecnologia il suo valore potrebbe addirittura azzerarsi.

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Litecoin

La crypto più veloce ed economica

litecoin cripto

Litecoin invece è molto simile a Bitcoin, ma con transazioni 5 volte più veloci (e anche più economiche). E’ la prima criptovaluta nata per essere un’alternativa transazionale al Bitcoin, ed in questo momento da questo punto di vista sembrerebbe funzionare davvero (sono sempre di più infatti le transazioni effettuate in Litecoin). Per tutto il resto valgono gli stessi ragionamenti fatti per Bitcoin (visto che è estremamente simile).

Altre criptovalute: le AltCoin

Queste sono le principali criptovalute al momento. Ce ne sono molte altre, anche molto diverse tra di loro. Alcune sembrerebbero essere vere e proprie truffe, altre sono vere e proprie scommesse, altre sono invece molto innovative.

Bisognerebbe analizzarle una per una per capire quali sono affidabili, quali vale la pena acquistare, e quali invece bisogna evitare o addirittura temere.

Di sicuro in questo momento stanno ottenendo un grosso successo le monete ad “elevata privacy” (come Dash e Monero), ovvero criptovalute con un grado di irrintracciabilità decisamente superiore a Bitcoin (le transazioni in Bitcoin sono sì anonime, ma tutte pubbliche). Sappiamo tutti benissimo quanto possano piacere valute che non lasciano tracce evidenti delle proprie transazioni: è plausibile che in futuro ad esempio la criminalità smetta di utilizzare il Bitcoin (perché troppo rischioso visto che tutte le transazioni sono pubbliche), e si sposti su questo tipo di monete ad “elevata privacy”.

Da tenere sott’occhio anche progetti innovativi come IOTA, che è stata pensata per essere una valuta utilizzata nell’ambito dell’Internet of Things (IoT). Ovvero: la moneta della macchine.

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Cosa sono le Ico?

L’ultimo capitolo è quello delle cosiddette ICO, ovvero Initial Coin Offers. Sono “offerte iniziali di moneta” simili alle IPO (offerte pubbliche iniziali di azioni) che servono al soggetto che le utilizza per raccogliere fondi. Chi le crea emette una propria moneta (solitamente sfruttando la piattaforma di Ethereum) promettendo a chi la acquista che tale moneta in futuro avrà un valore. Ecco, molte ICO sono truffe (o perlomeno promesse che poi non vengono mantenute).

Pertanto in questo settore le truffe ci sono, e sono anche molto diffuse. Tuttavia alcune criptovalute di sicuro non lo sono. L’importante è informarsi bene, valuta per valuta, per capire quali potrebbero esserlo, e quali invece non lo sono.

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