Bitcoin e Tasse in Italia: Le ultime dall’Agenzia delle Entrate

Tassazione Bitcoin 2018: le criptovalute e i bitcoin vanno dichiarati? Le tasse sulle plusvalenze bitcoin vanno pagate?

I Bitcoin vanno dichiarati?

No, non bisogna dichiarare allo Stato, o all’Agenzia delle Entrate, quanti Bitcoin si posseggono.

Tuttavia il tema è delicato, complesso, e per certi versi ancora controverso. Quindi è necessario fare un po’ di chiarezza e specificare tutte le varie casistiche. Innanzitutto distinguiamo ciò che debbono fare le imprese da quello che devono fare i privati.

Chiariamo subito un aspetto importante.

C’è una differenza tra acquistare bitcoin o criptovalute con una piattaforma come 24Option ad esempio, e un exchange di criptovalute. Nel primo caso si tratta di trading di bitcoin, con eventuali guadagni tassati al 26% sulla base delle proprie capacità di trader, e solo quando avrete prelevato i fondi sul vostro conto in banca. Nel secondo caso, exchange, state effettivamente comprando dei bitcoin (o criptovalute) reali e quindi le tasse “andrebbero pagate” solo nel momento in cui effettuate la conversione in euro.

Ma anche in questo caso non è tutto così semplice, vediamo perché.

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Tassazione Bitcoin per le imprese

Cominciamo con il dire che per le imprese i Bitcoin vanno considerati alla stregua di valuta estera. Quindi sebbene non ci sia la specifica necessità di dichiarare quanti se ne posseggono, bisogna però dichiarare tutte le operazioni effettuate esattamente come si fa per quelle che avvengono in altre valute (Euro, Dollaro, o altre). E questo vale per qualsiasi criptovaluta si utilizzi.

Pertanto dal punto di vista fiscale per le aziende usare Bitcoin è esattamente come usare Euro o Dollari: dal punto di vista fiscale, burocratico o amministrativo non cambia assolutamente nulla.

Quindi anche qualora l’impresa incassasse Bitcoin e scegliesse di conservarli su un proprio wallet, se in futuro dovesse venderli e ricavarne una plusvalenza dovrebbe pagarci le tasse.

Infatti le plusvalenze sono tassate, ma vengono pagate solo al momento in cui vengono rilevate. Quindi solo quando i Bitcoin venissero venduti, o a chiusura di bilancio, si potrebbe rilevare la plusvalenza, e nel caso in cui ci fosse su questa (e solo su questa) ci sarebbero delle imposte da pagare.

bitcoin tasse

Tassazione Bitcoin persone fisiche

Il discorso invece cambia per i privati cittadini.

Infatti un privato cittadino che non svolge attività finanziaria finalizzata all’ottenimento di plusvalenze non deve pagare alcuna imposta, nemmeno qualora riesca a tutti gli effetti a realizzarne. Come per il discorso precedente Bitcoin è considerato alla stregua di una valuta estera, pertanto valgono le stesse regole che valgono ad esempio per il cambio Euro/Dollaro.

Ma, attenzione! Se, durante il corso di un anno, per almeno 7 giorni consecutivi si supera la soglia di possesso di Bitcoin per un controvalore pari a 100 milioni delle vecchie Lire (ovvero circa 51.000 Euro), allora l’Agenzia delle Entrate considera l’attività del privato un’attività speculativa e quindi chiede il pagamento delle tasse sulle eventuali plusvalenze.

Vale comunque sempre il ragionamento precedente: le plusvalenze vengono rilevate solo al momento della vendita dei Bitcoin (nel caso dei privati non c’è chiusura di bilancio), pertanto le tasse si devono pagare solo sulle plusvalenze, e solo nel momento in cui li si dovesse vendere generando una plusvalenza (sempre che si superi la soglia di possesso di cui sopra).

Ricordiamo che l’aliquota con cui si tassano le plusvalenze finanziarie è del 26%, e che queste vanno inserite in dichiarazione dei redditi negli appositi spazi dedicati proprio alle plusvalenze derivanti da attività finanziarie.

Risoluzione n. 72/E del 2016

Queste logiche sono frutto dell’interpretazione della Risoluzione Ministeriale n. 72 E del 02/09/2016. Con questa risoluzione l’Agenzia delle Entrate dichiarò che:

  • Bitcoin è una moneta alternativa a quella tradizionale
  • l’acquisto e la cessione di Bitcoin in cambio di Euro sono da considerare operazione di cambio valuta, quindi non soggette ad IVA
  • le Società che operano con i Bitcoin possono ottenere guadagni o perdite dalle attività di cambio, e tali guadagni o perdite devono essere dichiarati in bilancio
  • in alternativa alla chiusura del bilancio si calcolano eventuali guadagni o perdite e si registrano
  • in caso invece di privati se manca la finalità speculativa non vengono rilevati redditi imponibili.

In questa risoluzione (che è la risposta all’Agenzia delle Entrate ad un interpello proprio di una società) non ci sono però riferimenti al caso in cui un privato svolga attività speculativa.

Ma visto che la risoluzione stessa di fatto tratta Bitcoin come una moneta, è possibile applicare le stesse normative che si applicano ai privati che svolgono attività speculativa in ambito monetario. Tale precedente normativa stabilisce che solo le attività dei privati cittadini che detengano per almeno 7 giorni consecutivi in un anno un ammontare in moneta per un controvalore pari o superiore a 100 milioni di vecchie Lire (ovvero 51.000 Euro circa) siano considerabili come attività speculative, generando pertanto redditi imponibili. In questo caso quindi le plusvalenze vanno rilevate e dichiarate. Tuttavia i privati cittadini non “chiudono bilancio” a fine anno, quindi le plusvalenze possono essere rilevate solo in caso di vendita di Bitcoin.

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Bisogna pagare le tasse sui bitcoin?

bitcoin tassazione

Non esiste una vera e propria norma che definisce i criteri da seguire riguardo la tassazione sui bitcoin e criptovalute, ciò che possiamo fare è seguire le indicazioni date dalla stessa Agenzia delle Entrate a seguito di un interpello. In risposta a quest’ultimo l’AdE accosta esplicitamente la risoluzione n.72/E del 2016 alle criptovalute e ai bitcoin.

Ricordiamo inoltre che in materia di antiriciclaggio, l’Italia è stato il primo tra gli stati membri ad adottare la IV direttiva antiriciclaggio e ad introdurre nel nostro ordinamento la definizione di “valute virtuali” e “prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” attraverso il decreto legislativo d.lgs 90/2017.

Un decisivo passo in avanti che lascia intravedere futuri cambiamenti dal punto di vista normativo e fiscale per quanto riguarda la tassazione sulla detenzione e sugli investimenti in criptovalute.

Pertanto in conclusione:

  • l’Agenzia delle Entrate italiana tratta Bitcoin come una moneta
  • alle imprese che dovessero operare con Bitcoin si applicano le stesse identiche regole fiscali che si applicherebbero qualora operassero con Euro
  • le imposte si pagano solo sulle eventuali plusvalenze
  • queste per le imprese vengono rilevate a chiusura di bilancio, o nel momento della vendita di Bitcoin
  • i privati cittadini devono pagare le imposte, sempre soltanto sulle eventuali plusvalenze, solo se superano 7 giorni consecutivi di detenzione di Bitcoin per un controvalore superiore a circa 51mila Euro.

In ultima analisi, il nostro consiglio è quello di rivolgervi ad un commercialista che conosca bene la materia e che possa consigliarvi la strada giusta da percorrere nel pagamento delle imposte sulle criptovalute.

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Marcello Btc
Ospite
Marcello Btc

Bitcoin e le tasse? E perché mai dovrei pagare le tasse sugli investimenti in bitcoin? Ma soprattutto, mi spiegate come può l’agenzia delle entrate o la gdf capire se ho investito in bitcoin o meno? No spiegatemi.. va bene dover pagare le tasse ma autopunirsi in questo modo è assurdo.

Finaria
Admin
Finaria

Marcello, ognuno è libero di fare quel che vuole, tu puoi pagare le tasse o meno e in ogni caso sei libero di rischiare e vivere nell’illegalità quanto vuoi. E’ giusto però rimarcare una parte dell’articolo, finché lasci bitcoin nel tuo wallet non dovrai dichiarare nulla allo stato, quindi se credi in bitcoin e pensi che in futuro diventerà uno standard, puoi benissimo tenerli sul tuo ledger e pagare le tue spese con una carta di debito per criptovalute come Wirex ad esempio. Ma se porti quei soldi in banca e li ricevi da un conto corrente estero, mi spieghi come li giustifichi? Da dove arrivano quei soldi?

Giovanni
Ospite
Giovanni

Buongiorno. Quanto scritto in risposta a Marcello è chiarissimo. Ma volevo farle una piccola domanda. Se io nel mio Wallet sul Exchange ho delle criptòmoneta ( iscritto sull’exchange con documenti ecc.ecc. Dunque rintracciabile per l’agenzia delle entrate) e non la concerto in moneta FAT ( dunque non la importo sul mio CC devo dichiararla nell campo RW nelle denuncia dei Redditi? Dato che viene considerata moneta estera? Grazie Giovanni

Francesco
Ospite
Francesco

Buongiorno avrei bisogno di un chiarimento, sono in possesso di 105 btc minati personalmente e fermi in un wallet, stiamo aprendo una societa che si occupera della cendita,momentaneamente non abbiamo nulla da versare al fisco fino all avvenuta vendita è corretto? Ringrazio per la spiegazione.

Michelino
Ospite
Michelino

Perché mai dovrei dichiarare i bitcoin? Bitcoin e le criptovalute sono il nuovo paradiso fiscale che è possibile raggiungere comodamente da casa. Voglio vedere e trovare il funzionario che sa maneggiare tra blockchain e chiavi private e vattelapesca… ma dai

Finaria
Admin
Finaria

Noto con dispiacere che gli unici commenti ricevuti all’articolo fanno riferimento ad un’eventuale possibilità di evadere le tasse.
Bitcoin non è uno strumento che nasce per aiutare l’evasione, anzi, sarà pure anonimo, ma è lo strumento finanziario più tracciabile (e tracciato) in assoluto. Poi, noi non conosciamo gli strumenti e i mezzi a disposizione degli organi di controllo (gdf, agenzia dell’entrate).
E’ probabile che non ne capiscano nulla di blockchain e criptovalute (e ne dubito), ma nel dubbio non capisco per quale motivo non dichiarare la plusvalenza (non così eccessiva) in caso di deposito su conto corrente.

antonio
Ospite
antonio

Non sono alte? caspita io ho 2 milioni di euro e devo versare 520.000 € allo stato è dici non sono alte? Probabile hai forse 1000€ è quindi accetti questa truffa nei confronti di chi avuto successo nelle cryptomonete. Questa storia per lo stato italiano nei nostri confronti è una grande truffa e per le persone che hanno rischiato come me per arrivare a questi livelli oggi si vedono pagare lo stato gratuitamente VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA. SE A OGGI AVESSI PERSO TUTTI I MIEI SOLDI LO STATO NON MI PENSAVA PROPRIO .

Finaria
Admin
Finaria

No Antonio, se tu hai 2 milioni di euro in bitcoin e ottieni un “guadagno” del 10%, avrai 2.200.000 €, ovvero una “plusvalenza” di 200.000 €. Di questi, qualora dovessi farti un bonifico dell’intero importo (e ne dubito) in banca, dovrai dichiarare solo il 26% ovvero 52.000 € e non 520.000 €. In quel caso sì, sarebbe stato eccessivo..

Marco
Ospite
Marco

Scusami non è chiaro come fai a dimostrare che avevi 2milioni e ne hai guadagnati il 10%. Fai conto che sono stato fortunato ho investito 1000 euro in bitcoin quanto costavano 1 euro, quando è salito a 2000 euro io ho 2milioni, ipotizzando che riesca a ritirarli tutti, io ci devo pagare 26% cioè520mila euro, o no?! Se si è una follia!

Viki
Ospite
Viki

Marco, devi calcolare la plusvalenza, ossia sul guadagno di 2 mln sottrai la cifra iniziale, tu hai ipotizzato di investire 1000 euro pagando ciascun bitcoin a un euro. quindi sarai tassato dallo stato non 520 mila euro, ma esattamente 519.740.
Cmq la sostanza non cambia…il 26% è una ruberia! Son d’accordo con Antonio, che lo Stato non ci pensa proprio quando e se ciò che investiamo lo perdiamo. Vuole essere x forza padrone delle nostre tasche. Va bene tassare, ma al 26% no! Troppo comodo! Io rischio investendo, lo Stato non rischia nulla, ci guadagna.

roberto
Ospite
roberto

MA SCUSATE,SE IO PRELEVO BITCOIN A “PICCOLE DOSI” SETTIMANALI,SONO COMUNQUE SOGGETTO A TASSAZIONE E CONTROLLI? ad esempio,se io ho 300mila euro in bitcoin,e ne prelevo la quantita’ minima necessaria per non far scattare controlli,ci sarebbero comunque problemi?

James
Ospite
James

Solo 52000€ e lo stato cos’ha fatto per avere questi 52000€ , no problem esistono carte anonime come Viabuy , lo stato non merita quei soldi !

Finaria
Admin
Finaria

Ciao James, se uno vuole evadere le soluzioni le trova sempre. E’ una questione di etica, di buon senso e soprattutto di scelte/rischi personali. ViaBuy non nasce propriamente come carta di credito anonima, diciamo che è una carta di debito con conto Iban che non “necessita di documentazioni aggiuntive”, quindi basta un codice fiscale, il nome che andrà iscritto sulla carta e fine. Abbiamo scritto un articolo che vi consigliamo di leggere: ViaBuy è davvero Anonima e impignorabile?

Patrizia
Ospite
Patrizia

Vorrei gentilmente sapere se, avendo superato la soglia di esenzione, la plusvalenza è rilevante solo se si vende criptovaluta e si incassa moneta avente corso legale, fiat, oppure anche quando si scambiano solo criptovalute senza incassare euro. Inoltre, come quantificare le criptovalute senza quotazione al 1 gennaio 2017 perchè ancora inesistenti a tale data ai fini della giacenza media? Infine le piattaforme estere non forniscono il controvalore in euro al momento della transazione se gli scambi sono tra criptovalute come procedere per stabilire il valore corrente( binance, bitfinex).
Ringrazio per la cortese attenzione

Michele
Ospite
Michele

Patrizia, il tuo dubbio è anche il mio e non se ne parla affatto sul web. Esiste una sottile differenza tra convertire bitcoin in euro e convertire bitcoin in altra criptovaluta non a corso legale che si usa come base per speculare in bitcoin (es.Binance BTC/USDT). Purtroppo, non riesco a trovare una risposta al tuo quesito quindi mi unisco all’appello per chiedere a tutti coloro che ne sono venuti a capo come si comporta lo stato in questa situazione e come dovremmo comportarci noi se lo stato decidesse di tassare non solo la plusvalenza da compravendita bitcoin/euro ma anche quella eventuale tra bitcoin/altcoin come avverrebbe in Binance.
Anche perchè la vedo dura poter dichiarare una plusvalenza in cripto senza dettagli legislativi sul come poterla calcolare (con quale tasso di cambio vs Euro? preso in quale momento dell’anno?).
Personalmente, da quello che dice l’articolo mi sembra di capire che il principio sia la conversione di criptovaluta verso moneta a corso legale l’evento che genera la tassazione della plusvalenza. Ma è veramente cosi??

francesco
Ospite
francesco

cavolo sono pienamente d’accordo!!! Antonio se perdevi i soldi investiti in criptomoneta lo stato non ti dava nulla, loro parlano dove conviene a loro solo di plusvalenza ma vedi se parlano nel caso in cui perdi il capitale!?! Il 26% di tassa sulla plusvalenza è una rapina a mano armata, bensi ricordo, anche se investi in attività di guadagni passivi, le aziende che conosco ti possono al massimo pagare il 5% in più al giorno sul capitale investito, che loro prendano il 26% in una soluzione significa veramente che ti stanno estorcendo denaro.COSIì COME C….PUOI CAMBIARE LA TUA VITA, LO STATO TI VUOLE PROPRIO FALLITO!!! immagina se lo stato si prendesse il 2%, mi verrebbe la voglia di dichiarare tutto!!!

giovanni
Ospite
giovanni

ma alla fine sta plusvalenza tassata del 26% si deve pagare si o no? saro’ idiota io ma l’articolo mi pare poco chiaro..

Andrea
Ospite
Andrea

Buongiorno.. come dichiaro i profitti avuti dal Mining? Andrea

Finaria
Admin
Finaria

Proverò a dare una risposta a te e a tutti quelli che si chiedono come va tassato il guadagno da mining. Attraverso il mining vengono generati dei bitcoin (o altre cripto) da 0. Dal momento in cui, quei bitcoin vengono convertiti in “euro” e arrivano su un conto corrente, non essendoci un ordine d’acquisto di bitcoin precedente per il quale calcolare capital gain, il guadagno effettivo va da 0 a n bitcoin.
Ciò significa che la plusvalenza è totale e bisognerà pagare il 26% sul totale dei bitcoin depositati/convertiti sul conto bancario.
E’ sbagliato? Certo che sì!
Perché pagare il 26% sul totale dei bitcoin “creati” senza tener conto dei costi, è un’assurdità. Minare criptovalute, costa tanto in termini di spese iniziali (hardware per estrarre) ed energia elettrica, lo sappiamo. Quindi, dal totale dei bitcoin generati bisognerebbe sottrarre le spese sostenute e solo sul totale ottenuto da questa differenza, andrebbero calcolate le tasse da pagare.
Ovviamente le nostre considerazioni non sono legge, visto l’evidente vuoto normativo stiamo cercando di interpretare le uniche informazioni che ci sono state date dall’Agenzia delle Entrate.
C’è ancora troppa confusione sull’argomento ed è difficile anche per il più esperto dei commercialisti quantificare le giuste tasse da pagare se non vengono fornite ulteriori indicazioni caso per caso.

Free Spirit
Ospite
Free Spirit

Perche dovresti mai scambiare in € se le cose che hai bisogno gia si possono aquistate in Crypto !Da amazon compro cio che serve da a alla z …da agli compro il resto…non capisco veramente questa ideea imbecile di scambiare in € che e un foglio stampato…boh….la technologia in se stessa ha un valore l’€ non ne ha …Non da quando si e fatto un Quantitative Easing di 2 truliardi Passati …l’era delle banche sta per tramontare…sono i popoli che non ne capiscono un tubo …come sempre ….E so che ho ragione perche si sta parlando intensamente do cryoto da una decina di anni anche a Davos ….

ciccio
Ospite
ciccio

non puoi cmprare case con i bitcoin. Dovrebbero fare un sistema oer comprare case con i btc

FRANCESCO
Ospite
FRANCESCO

ecco una persona che ha il cervello dove dovrebbe starci e ancora sanissimo.. magari avessero tutti la tua acutezza !! purtroppo ci vuole molto tempo,affinche’ la gente riesca a capire come reagire alla prepotenza e alla dittatura di lobby e politica deviata..

FRANCESCO
Ospite
FRANCESCO

la confusione la vogliono loro,cosi possono applicare le ” LORO ” leggi criminali,giustificandole come “UN VUOTO LEGISLATIVO “,cosi come hanno fatto per decenni,quando pignoravano e sequestravano prime case di proprieta’ a povera gente impossibilitate a pagare un peso sempre piu’ schiacciante delle imposte..fregandosene di quell’articolo della costituzione,inciso anche su alcuni francobolli,dove si dice,che tutti devono contribuire alle spese dello stato,in ragione del proprio reddito e delle proprie possibilita’ .ma quando vedo anziani malati buttati fuori dalle loro case pignorate,svendute,poi vedo dare case a rom borseggiatori e in giro con mercedes e collane d’oro al collo,quando vedo boss di mafia prendere pensioni o aiuti dallo stato,bhe’ allora,e’ evidente che qui qualcosa non va…e’ evidente che ad alto livello ci sia il cancro,quel cancro che pretende di essere la medicina per lo stato italiano,e che tutti noi,con le buone o con le cattive,dovremmo combatterlo per dare un futuro migliore ai nostri figli,ai nostri nipoti…

Hedia
Ospite
Hedia

Molto interessante il suo articolo e come stato chiaro ad illustrare i lati fiscali e legali della transizione della valuta virtuale alla moneta euro sopratutto il percentuale della tassazione 26% pagati solo se il controvalore superiore a circa 51mila Euro per i privati cittadini che devono pagare sulle eventuali plusvalenze e se superano 7 giorni consecutivi di detenzione di Bitcoin.

Grazie tante mi ha aiutato tanto a capire meglio il quadro giuridico anche perché molto importante rimanere trasparente ,corretti e tutelati della legge in questi transizioni e operazioni.

Paolo
Ospite
Paolo

Salve e per chi produce criptomonete lo stato come si comporta visto che ho prodotto 100 monete ed oggi valgono x ? Se le rivendo non ci sta plusvalenza

Marco
Ospite
Marco

Salve io vorrei sapere come e dove dichiarare i soldi generati da un altro sistema che non sia bitcoin come bisogna fare e cosa serve???

stefano
Ospite
stefano

Cmq credo che il problema principale è che qui si fa riferimento ad un interpello effettuato da un singolo utente e non ad una legge nazionale

Nick
Ospite
Nick

quindi se io investo in bitcoin e in 7 giorni ho un guadagno di 5000 $ e li converto in euro e li trasferisco sul mio conto in banca non dovrò pagare nessuna imposta è corretto?

stefano
Ospite
stefano

Io dico che allo stato attuale…..no.
Non c’è nessuna legge specifica in materia di crypto e tasse in italia,ma solo un interpello. Anche perché un wallet non è un conto in banca e le crypto non sono moneta straniera

Guido
Ospite
Guido

Buongiorno, se si superano i 51mila per piú di 7 giorni le tasse sono da pagare anche se non si vende? Se ad esempio sale a 100mila e ci rimane per 20 giorni ma poi scende a 40mila e io vendo?

Pippo
Ospite
Pippo

Salve vorrei delucidazioni al riguardo.. sto investendo tramite una carta Exchange wirex per L esattezza la somma accumulata da più persone . Su una piattaforma che lavora sulla conversione dei btc.. mi spiego meglio! Dalla mia carta “Postepay”sono andati via la somma di 3000 euro (non tutti miei) caricata la wirex per lo stesso prezzo, ho convertito questi ultimi in BTC , li ho inviati ad una piattaforma che li lavora e che mi da una % di guadagno come rientro.. quindi! Supponiamo che questi 3000 euro cambiato su wirex in btc ed inviati a questa piattaforma che ci ha lavorato un anno.. me ne rientrano in BTC per un valore inferiore a 50.000 euro ,io li riporto in euro e li mando sul mio conto corrente o Postepay , devo pagarci le tasse ? Stessa cosa se ne dovessi cambiare sempre da btc per una somma superiore a 53.000 euro ed inviarli sul mio contocorrente/ Postepay devo prendermi carico della dichiarazione di questi ultimi del 26% di 53.000? Appunto perché il contocorrente è intestato a me ?! O posso inviare tramite bonifico le varie % di profitto ai miei collaboratori evitando di arrivare alla somma dai 53.000 sul mio singolo profilo? Spero di essermi spiegato bene .. e vi pregherei di delucidarmi al riguardo grazie

Free Spirit
Ospite
Free Spirit

Salve,
Tasse …Allora iniziero a chiedere :

1 – Ma se io lavorando e pagando le tasse mentre lavoro e da anni che aquisto machine di minare cryptovaluta qualle Plus Valenza ?!?E poi allo stesso punto se io ho pagato l’Iva per le machine quando gli ho importato mi hanno detto in dogana l’ultima volta che ho avuto a discuttere per una machina fon loro…Pago trasporto..pago iva dove affito…pago Ova quando pago corrente ma scusate ragazzi qualle tasse ne devo ancora pagare io ???
2 – Se compro oro con la crypto valuta cosa che e possibile dall 2013 che tasse o cose devo io allo stato ?!?
3 – Se invecce di fare cio i FOMO fanno aquistano io faccio prestiti in FIAT con garanzia in crypto i prestiti possono essere tassati come guadagni ?!?Penso di no che e un prestito legale fatto con pagamento sull IBAN !
4 – Se aquisto case in cryptovaluta che plus valenza mi puo calcolare lo stato quando io sto minando le cryoto e come gia detto per minarli devi pagare minimo 2 3 volte IVA allo statto ?!?
5 – No le crypto non sono un paradiso fiscale ma un nuovo metodo di pagamento che se globalmente accetato sostituisce il vechio che e gia absolete ….
6 – Sono centinaia e centinaia di negozzi online …Iniziando con amazon che i pagamenti gli posso fare in crypto …

Puo essere strano,ingiusto bla bla cio che dico ma e tutto vero ma ci serve tantissima Ricerca e Sviluppo per sapere dove si possono fare tutte le cose che ho enumerato ai punti di sopra ed io non do piu niente gratis cosi com3 nessuno non la fa anche se provengo dall mondo open source …
Si vive in una grande ignoranza e va bene che e cosi …
Grazie e spero che qualcuno mi risponda a queste domande che hanno un caratere legalle che non posso trovare per adesso da solo !
Grazie mille e POWER TO THE CRYPTO !!!!

Riccardo
Ospite
Riccardo

Articolo molto interessante, vi faccio una domanda: Se io ricevo su un wallet come ad esempio un portafoglio su coinbase, delle criptovalute, ad esempio btc, da un altro portafoglio e qui le tengo, dovrei dichiararle? o dovrei dichiarare queste “entrate” solo nel momento in cui le prelevassi sul mio conto corrente? Nel caso in cui appoggiassi una carta Visa a coinbase (la nuova coinbase card per intenderci) dovrei dichiarare le criptomonete ricevute, in giacenza su coinbase, e utilizzate tramite la carta?

Grazie in anticipo per la risposta!

Marco
Ospite
Marco

Ciao, qualche curiosità se ci siete ancora:
– se una persona vende generando plusvalenza ma non trasferisce in banca (o trasferisce in banca solo la quantità precedente), avrebbe l’obbligo di dichiarare lo stesso la plusvalenza?
– se una persona ha avuto precedenti minusvalenze ma non le ha dichiarate, in caso di repentina plusvalenza può valere in generale il discorso che far tornare in banca la quantità investita negli ultimi 4 anni = zero tasse e non bisogna quindi dichiarare nulla?

In ogni caso… questo è un mondo molto, molto veloce… ed è facilissimo avere una plusvalenza del 300% per poi azzerarla in un attimo… quindi in sostanza il punto principale è quello della seconda domanda che più o meno ripeto:

se si fa trading su vari exchange (dove la persona stessa potrebbe avere problemi a calcolare bene tutto), può valere il discorso che ha importanza solo la quantità di denaro che torna in banca? Magari negli ultimi 4 anni visto che in Italia le minusvalenze si possono recuperare in 4 anni?

Ricordo tra l’altro che molti exchange dove vige l’obbligo dell’identificazione tramite documenti hanno ricevuto nel 2018 (nonostante il bear market) il triplo delle interrogazioni dal governo ripetto al 2017.

Grazie in anticipo.

Gianluca
Ospite
Gianluca

Se hai avuto una minus, la scarichi solo entro i 4 anni. Dopodiche’, la perdi e paghi il 26% su tutto.

Gianluca
Ospite
Gianluca

Tutto chiaro, ma una cosa non lo e’: “Vale comunque sempre il ragionamento precedente: le plusvalenze vengono rilevate solo al momento della vendita dei Bitcoin”.

Per vendita cosa si intende? Conversione in FIAT (Eur/Usd/Gbp) oppure anche la conversione in altre crypto? Perche’ esiste la possibilita’ di convertire per esempio BTC/ETH senza passare per gli euro, dunque piu’ che una vendita e’ una conversione che non genera denaro. Un po’ come scambiare tra persone, azioni Fiat ed Intesa, a pari controvalore.

Poi pero’ sorge il problema del prezzo di carico. Come funziona? Il mio commercialista non mi ha saputo dare risposta

Michele
Ospite
Michele

Mi unisco al tuo appello. Hai chiarito poi con il tuo commercialista? io non trovo nulla sulla eventuale plusvalenza da compravendita di cripto verso cripto (Binance per esempio). Forse il principio che genera la tassazione è la conversione in moneta FIAT a corso legale, non in altre criptovalute.
Su un argomento così delicato dovrebbe intervenire l’esperto di bitcoin che ha scritto l’articolo, a mio avviso…

Pippo
Ospite
Pippo

Se converti da cripto a cripto sei sempre nel mondo cripto, quindi niente plusvalenza, quindi niente tassazione. Per ora.

Gianluca
Ospite
Gianluca

Salve, ho letto il vostro articolo ed e’ tutto chiaro. Tranne un fatto: “Nel secondo caso, exchange, state effettivamente comprando dei bitcoin (o criptovalute) reali e quindi le tasse “andrebbero pagate” solo nel momento in cui effettuate la conversione in euro.”

Mi pare strano, perche’ se converto per esempio i BTC in altra crypto, senza passare per Euro? Ci sono vari cambi tra crypto, per esempio BTC/ETH. In questo caso pero’ siamo sicuri non si debbano pagare le plusvalenze? A me non pare, in quanto i prezzi di carico diventerebbero sempre piu’ complessi da calcolare.

Facciamola facile:

2014 compro 1 btc a 100$
2019, il mio BTC vale 10.000$ e lo converto in 50 ethreum (200$ l’uno)

Tra 2 anni, vendo quei 50 ethreum, a 400$ l’uno, ovvero 20.000$.
Il PMC di quei 50 ETH non sarebbe 200$ ma 2$ l’uno (i 100$ del 2014)

Ma ovviamente non si ha alcuna documentazione che proprio quel BTC e’ diventato 50ETH. Immaginiamo poi se sono stati comprati e venduti decine di crypto diverse, in momenti diversi, usando sempre il btc del 2014. Per questo dico, che secondo me, e’ piu’ probabile che si paga la plus (col metodo Lifo), quando si converte BTC/ETH e da li si riparte. La mia commercialista sostiene questo.

Per me questa cosa e’ di fondamentale importanza, in quando mi appresto proprio a convertire le mie crypto, in altre, e se poi sbaglio, mi mangiano pure la casa, quelli della finanza.

Paolo
Ospite
Paolo

Conta solamente la conversion in moneta Fiat (euro, dollaro…) se lei cambia bitcoin in altra criptovaluta si trova ancora all’interno del mondo criptovalute. La plusvalenza le verrà calcolata quando scambierà queste con monete a corso legale. Solo in quel momento. Quindi vale l’ultimo cambio.

R.A.
Ospite
R.A.

Che lo stato voglia il 26% di quanto io abbia guadagnato con fatica e rischio è una rapina! E’ come se vado al casinò e sono bravo e fortunato e vinco e fuori c’è uno dello stato italiano che mi chiede il 26%. Questo è un furto , è pizzo! Stato italiano ladro! Consiglio a chiunque abbia btc che valgano almeno più di 100K di fare la residenza all’estero! Ad oggi che scrivo (settembre 2019) il Potogallo ha aperto alle crypto e dichiarato che non sono tassabili ne iva ne le plusvalenze!

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