Bitcoin e Tasse in Italia: Le ultime dall’Agenzia delle Entrate

Tassazione Bitcoin 2018: le criptovalute e i bitcoin vanno dichiarati? Le tasse sulle plusvalenze bitcoin vanno pagate?

I Bitcoin vanno dichiarati?

No. Non bisogna dichiarare allo Stato, o all’Agenzia delle Entrate, quanti Bitcoin si posseggono.

Tuttavia il tema è delicato, complesso, e per certi versi ancora controverso. Quindi è necessario fare un po’ di chiarezza e specificare tutte le varie casistiche. Innanzitutto distinguiamo ciò che debbono fare le imprese da quello che devono fare i privati.

Chiariamo subito un aspetto importante.

C’è una differenza tra acquistare bitcoin o criptovalute con una piattaforma come 24Option ad esempio, e un exchange di criptovalute. Nel primo caso si tratta di trading di bitcoin, con eventuali guadagni tassati al 26% sulla base delle proprie capacità di trader, e solo quando avrete prelevato i fondi sul vostro conto in banca. Nel secondo caso, exchange, state effettivamente comprando dei bitcoin (o criptovalute) reali e quindi le tasse “andrebbero pagate” solo nel momento in cui effettuate la conversione in euro.

Ma anche in questo caso non è tutto così semplice, vediamo perché.

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Tassazione Bitcoin per le imprese

Cominciamo con il dire che per le imprese i Bitcoin vanno considerati alla stregua di valuta estera. Quindi sebbene non ci sia la specifica necessità di dichiarare quanti se ne posseggono, bisogna però dichiarare tutte le operazioni effettuate esattamente come si fa per quelle che avvengono in altre valute (Euro, Dollaro, o altre). E questo vale per qualsiasi criptovaluta si utilizzi.

Pertanto dal punto di vista fiscale per le aziende usare Bitcoin è esattamente come usare Euro o Dollari: dal punto di vista fiscale, burocratico o amministrativo non cambia assolutamente nulla.

Quindi anche qualora l’impresa incassasse Bitcoin e scegliesse di conservarli su un proprio wallet, se in futuro dovesse venderli e ricavarne una plusvalenza dovrebbe pagarci le tasse.

Infatti le plusvalenze sono tassate, ma vengono pagate solo al momento in cui vengono rilevate. Quindi solo quando i Bitcoin venissero venduti, o a chiusura di bilancio, si potrebbe rilevare la plusvalenza, e nel caso in cui ci fosse su questa (e solo su questa) ci sarebbero delle imposte da pagare.

bitcoin tasse

Tassazione Bitcoin persone fisiche

Il discorso invece cambia per i privati cittadini.

Infatti un privato cittadino che non svolge attività finanziaria finalizzata all’ottenimento di plusvalenze non deve pagare alcuna imposta, nemmeno qualora riesca a tutti gli effetti a realizzarne. Come per il discorso precedente Bitcoin è considerato alla stregua di una valuta estera, pertanto valgono le stesse regole che valgono ad esempio per il cambio Euro/Dollaro.

Ma, attenzione! Se, durante il corso di un anno, per almeno 7 giorni consecutivi si supera la soglia di possesso di Bitcoin per un controvalore pari a 100 milioni delle vecchie Lire (ovvero circa 51.000 Euro), allora l’Agenzia delle Entrate considera l’attività del privato un’attività speculativa e quindi chiede il pagamento delle tasse sulle eventuali plusvalenze.

Vale comunque sempre il ragionamento precedente: le plusvalenze vengono rilevate solo al momento della vendita dei Bitcoin (nel caso dei privati non c’è chiusura di bilancio), pertanto le tasse si devono pagare solo sulle plusvalenze, e solo nel momento in cui li si dovesse vendere generando una plusvalenza (sempre che si superi la soglia di possesso di cui sopra).

Ricordiamo che l’aliquota con cui si tassano le plusvalenze finanziarie è del 26%, e che queste vanno inserite in dichiarazione dei redditi negli appositi spazi dedicati proprio alle plusvalenze derivanti da attività finanziarie.

Risoluzione n. 72/E del 2016

Queste logiche sono frutto dell’interpretazione della Risoluzione Ministeriale n. 72 E del 02/09/2016. Con questa risoluzione l’Agenzia delle Entrate dichiarò che:

  • Bitcoin è una moneta alternativa a quella tradizionale
  • l’acquisto e la cessione di Bitcoin in cambio di Euro sono da considerare operazione di cambio valuta, quindi non soggette ad IVA
  • le Società che operano con i Bitcoin possono ottenere guadagni o perdite dalle attività di cambio, e tali guadagni o perdite devono essere dichiarati in bilancio
  • in alternativa alla chiusura del bilancio si calcolano eventuali guadagni o perdite e si registrano
  • in caso invece di privati se manca la finalità speculativa non vengono rilevati redditi imponibili.

In questa risoluzione (che è la risposta all’Agenzia delle Entrate ad un interpello proprio di una società) non ci sono però riferimenti al caso in cui un privato svolga attività speculativa.

Ma visto che la risoluzione stessa di fatto tratta Bitcoin come una moneta, è possibile applicare le stesse normative che si applicano ai privati che svolgono attività speculativa in ambito monetario. Tale precedente normativa stabilisce che solo le attività dei privati cittadini che detengano per almeno 7 giorni consecutivi in un anno un ammontare in moneta per un controvalore pari o superiore a 100 milioni di vecchie Lire (ovvero 51.000 Euro circa) siano considerabili come attività speculative, generando pertanto redditi imponibili. In questo caso quindi le plusvalenze vanno rilevate e dichiarate. Tuttavia i privati cittadini non “chiudono bilancio” a fine anno, quindi le plusvalenze possono essere rilevate solo in caso di vendita di Bitcoin.

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Bisogna pagare le tasse sui bitcoin?

bitcoin tassazione

Non esiste una vera e propria norma che definisce i criteri da seguire riguardo la tassazione sui bitcoin e criptovalute, ciò che possiamo fare è seguire le indicazioni date dalla stessa Agenzia delle Entrate a seguito di un interpello. In risposta a quest’ultimo l’AdE accosta esplicitamente la risoluzione n.72/E del 2016 alle criptovalute e ai bitcoin.

Ricordiamo inoltre che in materia di antiriciclaggio, l’Italia è stato il primo tra gli stati membri ad adottare la IV direttiva antiriciclaggio e ad introdurre nel nostro ordinamento la definizione di “valute virtuali” e “prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” attraverso il decreto legislativo d.lgs 90/2017.

Un decisivo passo in avanti che lascia intravedere futuri cambiamenti dal punto di vista normativo e fiscale per quanto riguarda la tassazione sulla detenzione e sugli investimenti in criptovalute.

Pertanto in conclusione:

  • l’Agenzia delle Entrate italiana tratta Bitcoin come una moneta
  • alle imprese che dovessero operare con Bitcoin si applicano le stesse identiche regole fiscali che si applicherebbero qualora operassero con Euro
  • le imposte si pagano solo sulle eventuali plusvalenze
  • queste per le imprese vengono rilevate a chiusura di bilancio, o nel momento della vendita di Bitcoin
  • i privati cittadini devono pagare le imposte, sempre soltanto sulle eventuali plusvalenze, solo se superano 7 giorni consecutivi di detenzione di Bitcoin per un controvalore superiore a circa 51mila Euro.

In ultima analisi, il nostro consiglio è quello di rivolgervi ad un commercialista che conosca bene la materia e che possa consigliarvi la strada giusta da percorrere nel pagamento delle imposte sulle criptovalute.

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Marcello Btc
Ospite
Marcello Btc

Bitcoin e le tasse? E perché mai dovrei pagare le tasse sugli investimenti in bitcoin? Ma soprattutto, mi spiegate come può l’agenzia delle entrate o la gdf capire se ho investito in bitcoin o meno? No spiegatemi.. va bene dover pagare le tasse ma autopunirsi in questo modo è assurdo.

Finaria
Admin
Finaria

Marcello, ognuno è libero di fare quel che vuole, tu puoi pagare le tasse o meno e in ogni caso sei libero di rischiare e vivere nell’illegalità quanto vuoi. E’ giusto però rimarcare una parte dell’articolo, finché lasci bitcoin nel tuo wallet non dovrai dichiarare nulla allo stato, quindi se credi in bitcoin e pensi che in futuro diventerà uno standard, puoi benissimo tenerli sul tuo ledger e pagare le tue spese con una carta di debito per criptovalute come Wirex ad esempio. Ma se porti quei soldi in banca e li ricevi da un conto corrente estero, mi spieghi come li giustifichi? Da dove arrivano quei soldi?

Michelino
Ospite
Michelino

Perché mai dovrei dichiarare i bitcoin? Bitcoin e le criptovalute sono il nuovo paradiso fiscale che è possibile raggiungere comodamente da casa. Voglio vedere e trovare il funzionario che sa maneggiare tra blockchain e chiavi private e vattelapesca… ma dai

Finaria
Admin
Finaria

Noto con dispiacere che gli unici commenti ricevuti all’articolo fanno riferimento ad un’eventuale possibilità di evadere le tasse.
Bitcoin non è uno strumento che nasce per aiutare l’evasione, anzi, sarà pure anonimo, ma è lo strumento finanziario più tracciabile (e tracciato) in assoluto. Poi, noi non conosciamo gli strumenti e i mezzi a disposizione degli organi di controllo (gdf, agenzia dell’entrate).
E’ probabile che non ne capiscano nulla di blockchain e criptovalute (e ne dubito), ma nel dubbio non capisco per quale motivo non dichiarare la plusvalenza (non così eccessiva) in caso di deposito su conto corrente.

antonio
Ospite
antonio

Non sono alte? caspita io ho 2 milioni di euro e devo versare 520.000 € allo stato è dici non sono alte? Probabile hai forse 1000€ è quindi accetti questa truffa nei confronti di chi avuto successo nelle cryptomonete. Questa storia per lo stato italiano nei nostri confronti è una grande truffa e per le persone che hanno rischiato come me per arrivare a questi livelli oggi si vedono pagare lo stato gratuitamente VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA. SE A OGGI AVESSI PERSO TUTTI I MIEI SOLDI LO STATO NON MI PENSAVA PROPRIO .

Finaria
Admin
Finaria

No Antonio, se tu hai 2 milioni di euro in bitcoin e ottieni un “guadagno” del 10%, avrai 2.200.000 €, ovvero una “plusvalenza” di 200.000 €. Di questi, qualora dovessi farti un bonifico dell’intero importo (e ne dubito) in banca, dovrai dichiarare solo il 26% ovvero 52.000 € e non 520.000 €. In quel caso sì, sarebbe stato eccessivo..

James
Ospite
James

Solo 52000€ e lo stato cos’ha fatto per avere questi 52000€ , no problem esistono carte anonime come Viabuy , lo stato non merita quei soldi !

Finaria
Admin
Finaria

Ciao James, se uno vuole evadere le soluzioni le trova sempre. E’ una questione di etica, di buon senso e soprattutto di scelte/rischi personali. ViaBuy non nasce propriamente come carta di credito anonima, diciamo che è una carta di debito con conto Iban che non “necessita di documentazioni aggiuntive”, quindi basta un codice fiscale, il nome che andrà iscritto sulla carta e fine. Abbiamo scritto un articolo che vi consigliamo di leggere: ViaBuy è davvero Anonima e impignorabile?

Patrizia
Ospite
Patrizia

Vorrei gentilmente sapere se, avendo superato la soglia di esenzione, la plusvalenza è rilevante solo se si vende criptovaluta e si incassa moneta avente corso legale, fiat, oppure anche quando si scambiano solo criptovalute senza incassare euro. Inoltre, come quantificare le criptovalute senza quotazione al 1 gennaio 2017 perchè ancora inesistenti a tale data ai fini della giacenza media? Infine le piattaforme estere non forniscono il controvalore in euro al momento della transazione se gli scambi sono tra criptovalute come procedere per stabilire il valore corrente( binance, bitfinex).
Ringrazio per la cortese attenzione

francesco
Ospite
francesco

cavolo sono pienamente d’accordo!!! Antonio se perdevi i soldi investiti in criptomoneta lo stato non ti dava nulla, loro parlano dove conviene a loro solo di plusvalenza ma vedi se parlano nel caso in cui perdi il capitale!?! Il 26% di tassa sulla plusvalenza è una rapina a mano armata, bensi ricordo, anche se investi in attività di guadagni passivi, le aziende che conosco ti possono al massimo pagare il 5% in più al giorno sul capitale investito, che loro prendano il 26% in una soluzione significa veramente che ti stanno estorcendo denaro.COSIì COME C….PUOI CAMBIARE LA TUA VITA, LO STATO TI VUOLE PROPRIO FALLITO!!! immagina se lo stato si prendesse il 2%, mi verrebbe la voglia di dichiarare tutto!!!

giovanni
Ospite
giovanni

ma alla fine sta plusvalenza tassata del 26% si deve pagare si o no? saro’ idiota io ma l’articolo mi pare poco chiaro..

Andrea
Ospite
Andrea

Buongiorno.. come dichiaro i profitti avuti dal Mining? Andrea

Finaria
Admin
Finaria

Proverò a dare una risposta a te e a tutti quelli che si chiedono come va tassato il guadagno da mining. Attraverso il mining vengono generati dei bitcoin (o altre cripto) da 0. Dal momento in cui, quei bitcoin vengono convertiti in “euro” e arrivano su un conto corrente, non essendoci un ordine d’acquisto di bitcoin precedente per il quale calcolare capital gain, il guadagno effettivo va da 0 a n bitcoin.
Ciò significa che la plusvalenza è totale e bisognerà pagare il 26% sul totale dei bitcoin depositati/convertiti sul conto bancario.
E’ sbagliato? Certo che sì!
Perché pagare il 26% sul totale dei bitcoin “creati” senza tener conto dei costi, è un’assurdità. Minare criptovalute, costa tanto in termini di spese iniziali (hardware per estrarre) ed energia elettrica, lo sappiamo. Quindi, dal totale dei bitcoin generati bisognerebbe sottrarre le spese sostenute e solo sul totale ottenuto da questa differenza, andrebbero calcolate le tasse da pagare.
Ovviamente le nostre considerazioni non sono legge, visto l’evidente vuoto normativo stiamo cercando di interpretare le uniche informazioni che ci sono state date dall’Agenzia delle Entrate.
C’è ancora troppa confusione sull’argomento ed è difficile anche per il più esperto dei commercialisti quantificare le giuste tasse da pagare se non vengono fornite ulteriori indicazioni caso per caso.

Hedia
Ospite
Hedia

Molto interessante il suo articolo e come stato chiaro ad illustrare i lati fiscali e legali della transizione della valuta virtuale alla moneta euro sopratutto il percentuale della tassazione 26% pagati solo se il controvalore superiore a circa 51mila Euro per i privati cittadini che devono pagare sulle eventuali plusvalenze e se superano 7 giorni consecutivi di detenzione di Bitcoin.

Grazie tante mi ha aiutato tanto a capire meglio il quadro giuridico anche perché molto importante rimanere trasparente ,corretti e tutelati della legge in questi transizioni e operazioni.

Paolo
Ospite
Paolo

Salve e per chi produce criptomonete lo stato come si comporta visto che ho prodotto 100 monete ed oggi valgono x ? Se le rivendo non ci sta plusvalenza

Marco
Ospite
Marco

Salve io vorrei sapere come e dove dichiarare i soldi generati da un altro sistema che non sia bitcoin come bisogna fare e cosa serve???

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