Bitcoin e Tasse in Italia: Le ultime dall’Agenzia delle Entrate

Tassazione Bitcoin 2020: le criptovalute e i bitcoin vanno dichiarati? Le tasse sulle plusvalenze bitcoin vanno pagate?

I Bitcoin vanno dichiarati?

No, non bisogna dichiarare allo Stato, o all’Agenzia delle Entrate, quanti Bitcoin si posseggono.

Tuttavia il tema è delicato, complesso, e per certi versi ancora controverso. Quindi è necessario fare un po’ di chiarezza e specificare tutte le varie casistiche. Innanzitutto distinguiamo ciò che debbono fare le imprese da quello che devono fare i privati.

Chiariamo subito un aspetto importante.

investire in bitcoin tasse

Si fa presto a dire “voglio investire in Bitcoin“: in realtà esiste una profonda differenza tra:

  • vendere o comprare Bitcoin con una piattaforma di trading, come Plus500 ad esempio;
  • acquistare bitcoin o criptovalute su un exchange di criptovalute.

Nel primo caso si tratta di trading di bitcoin, con eventuali guadagni tassati al 26% sulla base delle proprie capacità di trader, e solo quando avrete prelevato i fondi sul vostro conto in banca.

Nel secondo caso, exchange di criptovalute, state effettivamente comprando dei bitcoin (o criptovalute) reali e quindi le tasse “andrebbero pagate” solo nel momento in cui effettuate la conversione in euro.

Ma anche in questo caso non è tutto così semplice, vediamo perché.

Tassazione Bitcoin per le imprese

Cominciamo con il dire che per le imprese i Bitcoin vanno considerati alla stregua di valuta estera. Quindi sebbene non ci sia la specifica necessità di dichiarare quanti se ne posseggono, bisogna però dichiarare tutte le operazioni effettuate esattamente come si fa per quelle che avvengono in altre valute (Euro, Dollaro, o altre). E questo vale per qualsiasi criptovaluta si utilizzi.

Pertanto dal punto di vista fiscale per le aziende usare Bitcoin è esattamente come usare Euro o Dollari: dal punto di vista fiscale, burocratico o amministrativo non cambia assolutamente nulla.

Quindi anche qualora l’impresa incassasse Bitcoin e scegliesse di conservarli su un proprio wallet, se in futuro dovesse venderli e ricavarne una plusvalenza dovrebbe pagarci le tasse.

Infatti le plusvalenze sono tassate, ma vengono pagate solo al momento in cui vengono rilevate. Quindi solo quando i Bitcoin venissero venduti, o a chiusura di bilancio, si potrebbe rilevare la plusvalenza, e nel caso in cui ci fosse su questa (e solo su questa) ci sarebbero delle imposte da pagare.

bitcoin tasse

Tassazione Bitcoin persone fisiche

Il discorso invece cambia per i privati cittadini.

Infatti un privato cittadino che non svolge attività finanziaria finalizzata all’ottenimento di plusvalenze non deve pagare alcuna imposta, nemmeno qualora riesca a tutti gli effetti a realizzarne. Come per il discorso precedente Bitcoin è considerato alla stregua di una valuta estera, pertanto valgono le stesse regole che valgono ad esempio per il cambio Euro/Dollaro.

Ma, attenzione! Se, durante il corso di un anno, per almeno 7 giorni consecutivi si supera la soglia di possesso di Bitcoin per un controvalore pari a 100 milioni delle vecchie Lire (ovvero circa 51.000 Euro), allora l’Agenzia delle Entrate considera l’attività del privato un’attività speculativa e quindi chiede il pagamento delle tasse sulle eventuali plusvalenze.

Vale comunque sempre il ragionamento precedente: le plusvalenze vengono rilevate solo al momento della vendita dei Bitcoin (nel caso dei privati non c’è chiusura di bilancio), pertanto le tasse si devono pagare solo sulle plusvalenze, e solo nel momento in cui li si dovesse vendere generando una plusvalenza (sempre che si superi la soglia di possesso di cui sopra).

Ricordiamo che l’aliquota con cui si tassano le plusvalenze finanziarie è del 26%, e che queste vanno inserite in dichiarazione dei redditi negli appositi spazi dedicati proprio alle plusvalenze derivanti da attività finanziarie.

Risoluzione n. 72/E del 2016

Queste logiche sono frutto dell’interpretazione della Risoluzione Ministeriale n. 72 E del 02/09/2016. Con questa risoluzione l’Agenzia delle Entrate dichiarò che:

  • Bitcoin è una moneta alternativa a quella tradizionale
  • l’acquisto e la cessione di Bitcoin in cambio di Euro sono da considerare operazione di cambio valuta, quindi non soggette ad IVA
  • le Società che operano con i Bitcoin possono ottenere guadagni o perdite dalle attività di cambio, e tali guadagni o perdite devono essere dichiarati in bilancio
  • in alternativa alla chiusura del bilancio si calcolano eventuali guadagni o perdite e si registrano
  • in caso invece di privati se manca la finalità speculativa non vengono rilevati redditi imponibili.

In questa risoluzione (che è la risposta all’Agenzia delle Entrate ad un interpello proprio di una società) non ci sono però riferimenti al caso in cui un privato svolga attività speculativa.

Ma visto che la risoluzione stessa di fatto tratta Bitcoin come una moneta, è possibile applicare le stesse normative che si applicano ai privati che svolgono attività speculativa in ambito monetario. Tale precedente normativa stabilisce che solo le attività dei privati cittadini che detengano per almeno 7 giorni consecutivi in un anno un ammontare in moneta per un controvalore pari o superiore a 100 milioni di vecchie Lire (ovvero 51.000 Euro circa) siano considerabili come attività speculative, generando pertanto redditi imponibili. In questo caso quindi le plusvalenze vanno rilevate e dichiarate. Tuttavia i privati cittadini non “chiudono bilancio” a fine anno, quindi le plusvalenze possono essere rilevate solo in caso di vendita di Bitcoin.

Bisogna pagare le tasse sui bitcoin?

bitcoin tassazione

Non esiste una vera e propria norma che definisce i criteri da seguire riguardo la tassazione sui bitcoin e criptovalute, ciò che possiamo fare è seguire le indicazioni date dalla stessa Agenzia delle Entrate a seguito di un interpello. In risposta a quest’ultimo l’AdE accosta esplicitamente la risoluzione n.72/E del 2016 alle criptovalute e ai bitcoin.

Ricordiamo inoltre che in materia di antiriciclaggio, l’Italia è stato il primo tra gli stati membri ad adottare la IV direttiva antiriciclaggio e ad introdurre nel nostro ordinamento la definizione di “valute virtuali” e “prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” attraverso il decreto legislativo d.lgs 90/2017.

Un decisivo passo in avanti che lascia intravedere futuri cambiamenti dal punto di vista normativo e fiscale per quanto riguarda la tassazione sulla detenzione e sugli investimenti in criptovalute.

Pertanto in conclusione:

  • l’Agenzia delle Entrate italiana tratta Bitcoin come una moneta
  • alle imprese che dovessero operare con Bitcoin si applicano le stesse identiche regole fiscali che si applicherebbero qualora operassero con Euro
  • le imposte si pagano solo sulle eventuali plusvalenze
  • queste per le imprese vengono rilevate a chiusura di bilancio, o nel momento della vendita di Bitcoin
  • i privati cittadini devono pagare le imposte, sempre soltanto sulle eventuali plusvalenze, solo se superano 7 giorni consecutivi di detenzione di Bitcoin per un controvalore superiore a circa 51mila Euro.

In ultima analisi, il nostro consiglio è quello di rivolgervi ad un commercialista che conosca bene la materia e che possa consigliarvi la strada giusta da percorrere nel pagamento delle imposte sulle criptovalute.

condividi l'articolo sui social

Ci sono 93 commenti per questo articolo
  1. Marcello Btc 2 Giugno 2018 12:24

    Bitcoin e le tasse? E perché mai dovrei pagare le tasse sugli investimenti in bitcoin? Ma soprattutto, mi spiegate come può l’agenzia delle entrate o la gdf capire se ho investito in bitcoin o meno? No spiegatemi.. va bene dover pagare le tasse ma autopunirsi in questo modo è assurdo.

    • Finaria 4 Giugno 2018 12:37

      Marcello, ognuno è libero di fare quel che vuole, tu puoi pagare le tasse o meno e in ogni caso sei libero di rischiare e vivere nell’illegalità quanto vuoi. E’ giusto però rimarcare una parte dell’articolo, finché lasci bitcoin nel tuo wallet non dovrai dichiarare nulla allo stato, quindi se credi in bitcoin e pensi che in futuro diventerà uno standard, puoi benissimo tenerli sul tuo ledger e pagare le tue spese con una carta di debito per criptovalute come Wirex ad esempio. Ma se porti quei soldi in banca e li ricevi da un conto corrente estero, mi spieghi come li giustifichi? Da dove arrivano quei soldi?

      • Giovanni 25 Gennaio 2019 11:48

        Buongiorno. Quanto scritto in risposta a Marcello è chiarissimo. Ma volevo farle una piccola domanda. Se io nel mio Wallet sul Exchange ho delle criptòmoneta ( iscritto sull’exchange con documenti ecc.ecc. Dunque rintracciabile per l’agenzia delle entrate) e non la concerto in moneta FAT ( dunque non la importo sul mio CC devo dichiararla nell campo RW nelle denuncia dei Redditi? Dato che viene considerata moneta estera? Grazie Giovanni

      • Alessandro 11 Luglio 2020 23:01

        Salve. Quest anno ho prelevato dall’exchange del denaro guadagnato grazie a una crypto. Sono un cittadino privato e la cifra guadagnata è meno di 800 euro. Siccome avevo investito molto tempo fa non so esattamente di quanto sia la plusvalenza. Serve dichiarare? Così preparo la dichiarazione per il 2020

    • Francesco 11 Luglio 2019 14:58

      Buongiorno avrei bisogno di un chiarimento, sono in possesso di 105 btc minati personalmente e fermi in un wallet, stiamo aprendo una societa che si occupera della cendita,momentaneamente non abbiamo nulla da versare al fisco fino all avvenuta vendita è corretto? Ringrazio per la spiegazione.

      • safen 30 Dicembre 2019 14:47

        ti rispondo io, voi li avete minati come privati? Allora non devi dichiarare nulla, se poi però li usi come capitale societario alla fondazione della società devi dichiare che il capitale sarà formato da : xxxeur, xxbtc, xxbtg ecc. . In pratica le società hanno l’obbligo di dire all’agenzia delle entrate quanta e che tipo di moneta avete a disposizione.

        • Davide 10 Febbraio 2021 18:40

          Quindi se cambio su un exchange i BTC minati in passato come persona fisica non devo niente allo stato? Anche perché ci sono i costi del miner e della corrente di certo non li fanno detrarre..

      • Igor 13 Gennaio 2021 23:32

        Noi ne abbiamo minato 881 dal 2010 e stiamo pagando tuttora le tasse sul cambio.
        Però è stato comunque un grande e redditizio investimento.

    • Marco Ashihara 12 Febbraio 2021 17:29

      Sei registrato ad un exange con documento..lo stesso per aprire il wallet. Sopratutto..un giorno le venderai e riceverai una somma sul tuo conto corrente.

  2. Michelino 4 Giugno 2018 12:25

    Perché mai dovrei dichiarare i bitcoin? Bitcoin e le criptovalute sono il nuovo paradiso fiscale che è possibile raggiungere comodamente da casa. Voglio vedere e trovare il funzionario che sa maneggiare tra blockchain e chiavi private e vattelapesca… ma dai

    • Finaria 4 Giugno 2018 12:42

      Noto con dispiacere che gli unici commenti ricevuti all’articolo fanno riferimento ad un’eventuale possibilità di evadere le tasse.
      Bitcoin non è uno strumento che nasce per aiutare l’evasione, anzi, sarà pure anonimo, ma è lo strumento finanziario più tracciabile (e tracciato) in assoluto. Poi, noi non conosciamo gli strumenti e i mezzi a disposizione degli organi di controllo (gdf, agenzia dell’entrate).
      E’ probabile che non ne capiscano nulla di blockchain e criptovalute (e ne dubito), ma nel dubbio non capisco per quale motivo non dichiarare la plusvalenza (non così eccessiva) in caso di deposito su conto corrente.

      • Loku 5 Febbraio 2021 0:22

        Impossibile che non ne capiscano… Ci sarà sicuramente un nerd in quelle sezioni… Forse più di uno.

    • jac 2 Febbraio 2020 19:24

      per sua natura la blockchain è super trasparente. anche se oggi non hanno i modi di poterti beccare, tra 20 anni ci saranno ancora le informazioni di questo periodo e bot automatici che fanno controlli sugli storici delle transazioni, e che nel frattempo l’agenzia delle entrate potrebbe aver sviluppato

    • Marco 5 Febbraio 2020 14:51

      Le crypto “anonime” sono altre, non il btc.
      Al massimo, puoi considerarla “paradiso” perché non è confiscabile, ma a meno di sbattersi a fondo, non è proprio anonima.

  3. antonio 12 Giugno 2018 15:48

    Non sono alte? caspita io ho 2 milioni di euro e devo versare 520.000 € allo stato è dici non sono alte? Probabile hai forse 1000€ è quindi accetti questa truffa nei confronti di chi avuto successo nelle cryptomonete. Questa storia per lo stato italiano nei nostri confronti è una grande truffa e per le persone che hanno rischiato come me per arrivare a questi livelli oggi si vedono pagare lo stato gratuitamente VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA. SE A OGGI AVESSI PERSO TUTTI I MIEI SOLDI LO STATO NON MI PENSAVA PROPRIO .

    • Finaria 15 Giugno 2018 15:27

      No Antonio, se tu hai 2 milioni di euro in bitcoin e ottieni un “guadagno” del 10%, avrai 2.200.000 €, ovvero una “plusvalenza” di 200.000 €. Di questi, qualora dovessi farti un bonifico dell’intero importo (e ne dubito) in banca, dovrai dichiarare solo il 26% ovvero 52.000 € e non 520.000 €. In quel caso sì, sarebbe stato eccessivo..

      • Marco 24 Gennaio 2019 9:39

        Scusami non è chiaro come fai a dimostrare che avevi 2milioni e ne hai guadagnati il 10%. Fai conto che sono stato fortunato ho investito 1000 euro in bitcoin quanto costavano 1 euro, quando è salito a 2000 euro io ho 2milioni, ipotizzando che riesca a ritirarli tutti, io ci devo pagare 26% cioè520mila euro, o no?! Se si è una follia!

        • Viki 14 Aprile 2019 16:05

          Marco, devi calcolare la plusvalenza, ossia sul guadagno di 2 mln sottrai la cifra iniziale, tu hai ipotizzato di investire 1000 euro pagando ciascun bitcoin a un euro. quindi sarai tassato dallo stato non 520 mila euro, ma esattamente 519.740.
          Cmq la sostanza non cambia…il 26% è una ruberia! Son d’accordo con Antonio, che lo Stato non ci pensa proprio quando e se ciò che investiamo lo perdiamo. Vuole essere x forza padrone delle nostre tasche. Va bene tassare, ma al 26% no! Troppo comodo! Io rischio investendo, lo Stato non rischia nulla, ci guadagna.

          • roberto 13 Ottobre 2019 15:59

            MA SCUSATE,SE IO PRELEVO BITCOIN A “PICCOLE DOSI” SETTIMANALI,SONO COMUNQUE SOGGETTO A TASSAZIONE E CONTROLLI? ad esempio,se io ho 300mila euro in bitcoin,e ne prelevo la quantita’ minima necessaria per non far scattare controlli,ci sarebbero comunque problemi?

          • Stefano 15 Novembre 2019 12:59

            FIno a 51.000€/anno puoi ritirare senza dichiarare. se persona fisica ovviamente.

          • m0str0 7 Marzo 2020 7:13

            Se si pensa al fatto che lo stato trattiene il 25% delle vincite superiori a 500 euro sui giochi tipo Lotto e gratta e vinci,che i soldi spesi per l’acquisto dei biglietti sono quelli che restano da quelli prelevati con le tasse, che i biglietti stessi sono già tassati, che il rivenditore dei biglietti paga le tasse sulla vendita degli stessi, e che il gestore dovrebbe pagare le tasse sugli introiti, che lo stato non partecipa alle perdite…..si capisce con che sistema criminale si ha a che fare…altro che mafia camorra strozzinaggio ecc.

          • Giuseppe 8 Giugno 2020 17:24

            Che tristezza leggere i vostri commenti! Proprio non avete capito come funziona una società civile. Le tasse si pagano ad esempio per mandare a scuola i nostri figli ed evitare di vivere in un mondo di individui singoli dove a causa di povertà ed ignoranza si sarebbe costretti ad andare in giro armati. Siete proprio delle persone da poco.

        • gabriele 17 Giugno 2020 15:11

          Allora antonio, ci sono delle strategie fiscali per differire il pagamento delle tasse negli anni successivi. Inoltre potresti sempre chiedere un prestito in euro sui tuoi bitcoin che funge come un collaterale e non pagare i 520.000€ di tasse. Alla scadenza del prestito dovrai rimborsare il prestito più gli interessi, ma intanto puoi utilizzare il residuo dei bitcoin x generare dei flussi di cassa costanti che ti passano comprire anche l’interesse del prestito.

    • jac 2 Febbraio 2020 19:34

      infatti questa è la cosa che mai mi è piaciuta in generale. quando investi, solitamente dedichi del tempo ad informarti, ti assumi un rischio di mettere i tuoi soldi, magari vai anche incontro ad amici e cari che ti prendono in giro dicendo che potresti spenderle in bevute o roba futile e poi se va tutto bene gli amici ti dicono “offri da bere che qui con il culo che hai avuto potresti darci qualcosa a tutti”, lo stato ti dice “hey socio, come va? ti ricordi la mia quota del 26% ??”, ma se invece va male gli amici ti dicono “a cojoneee te l’avevo detto io”, e lo stato ti dice: “socio? io?!? ma dove? lo sapevi che c’era il rischio di perdere tutto, no? cosa vuoi da me?”

    • Tatiana 8 Aprile 2020 14:21

      Buongiorno Marco, ho sido contattata di una azienda di mining e volevo sapere se questo negozio è legale in Italia. Me hanno offerto un lavoro e hanno inviato un contratto. Voglio sapere a chi nel governo (agencia del’entrate, caf…) devo domandare questo…

  4. James 1 Luglio 2018 14:44

    Solo 52000€ e lo stato cos’ha fatto per avere questi 52000€ , no problem esistono carte anonime come Viabuy , lo stato non merita quei soldi !

    • Finaria 18 Luglio 2018 17:41

      Ciao James, se uno vuole evadere le soluzioni le trova sempre. E’ una questione di etica, di buon senso e soprattutto di scelte/rischi personali. ViaBuy non nasce propriamente come carta di credito anonima, diciamo che è una carta di debito con conto Iban che non “necessita di documentazioni aggiuntive”, quindi basta un codice fiscale, il nome che andrà iscritto sulla carta e fine. Abbiamo scritto un articolo che vi consigliamo di leggere: ViaBuy è davvero Anonima e impignorabile?

    • Marco 5 Febbraio 2020 14:48

      Quella non è anonima.
      In questo momento, carte anonime con plafond non irrisorio, in Europa sono illegali a causa di una modifica recente della legge sull’antiriciclaggio.
      Se uno la trova, se la deve procurare da fuori.

  5. Patrizia 10 Luglio 2018 13:32

    Vorrei gentilmente sapere se, avendo superato la soglia di esenzione, la plusvalenza è rilevante solo se si vende criptovaluta e si incassa moneta avente corso legale, fiat, oppure anche quando si scambiano solo criptovalute senza incassare euro. Inoltre, come quantificare le criptovalute senza quotazione al 1 gennaio 2017 perchè ancora inesistenti a tale data ai fini della giacenza media? Infine le piattaforme estere non forniscono il controvalore in euro al momento della transazione se gli scambi sono tra criptovalute come procedere per stabilire il valore corrente( binance, bitfinex).
    Ringrazio per la cortese attenzione

    • Michele 16 Agosto 2019 18:39

      Patrizia, il tuo dubbio è anche il mio e non se ne parla affatto sul web. Esiste una sottile differenza tra convertire bitcoin in euro e convertire bitcoin in altra criptovaluta non a corso legale che si usa come base per speculare in bitcoin (es.Binance BTC/USDT). Purtroppo, non riesco a trovare una risposta al tuo quesito quindi mi unisco all’appello per chiedere a tutti coloro che ne sono venuti a capo come si comporta lo stato in questa situazione e come dovremmo comportarci noi se lo stato decidesse di tassare non solo la plusvalenza da compravendita bitcoin/euro ma anche quella eventuale tra bitcoin/altcoin come avverrebbe in Binance.
      Anche perchè la vedo dura poter dichiarare una plusvalenza in cripto senza dettagli legislativi sul come poterla calcolare (con quale tasso di cambio vs Euro? preso in quale momento dell’anno?).
      Personalmente, da quello che dice l’articolo mi sembra di capire che il principio sia la conversione di criptovaluta verso moneta a corso legale l’evento che genera la tassazione della plusvalenza. Ma è veramente cosi??

      • safen 30 Dicembre 2019 15:28

        Qui posso risponderti io, per lo stato italiano la plusvalenza avviene solo se decidi di cambiare le monete in eur e di mandarle sul tuo C/C, o cmq in una valuta che può essere sostenuta dal conto corrente. (quindi anche se lo scambio tra crypto potrebbe generarti 1 plusvalenza tra le monete estere, non rientra nel concetto di plusvalenza italiana in quanto non accreditabili sul conto corrente, salvo se non sei una socità. le società sono tenute a dichiarare la composizione del proprio capitale anche se detenuto in moneta estera.)

        Se parti con 1000eur e per almeno 7gg consecutivi, in 1 anno, hai detenuto 52000eur in contro valore, allora devi pagare le tasse sulle plusvalenze che decidi di incassare.

        Esempio
        anno 2000, investo 100eur in 100btg(MAGARI)
        anno 2017, 100btg = 2.000.000eur ma non li incassi, OKKIO QUANDO NON LI INCASSI NON GENERI PLUSVALENZA.INCASSARE VUOL DIRE POTERLI CAMBIARE CON MONETA CARTACEA O TITOLO EQUIPOLLENTE UTILIZZABILE SUL TERRITORIO.

        Essendo tu un soggetto privato che detiene un controvalore superiore ai 52000eur x 7gg consecutivi, devi dichiarare allo stato di detenere questi btg.
        Il PROBLEMA è che le persone fisiche non sono società quindi, puoi non dichiarli ma finchè incasserai solo 52000eur l’anno non ci saranno problemi, appena sfori pagherai il 26% DI TUTTO.MA PROPRIO TUTTO, TI SPIEGO MEGLIO:

        anno 2018 realizzo 2.300.000eur
        decido di incassarne 300.000eur

        allora 300.000-52.000 = 248.000eur su cui pagherai di tasse il 26% = 64.480eur NO , è SBAGLIATO QUESTO CALCOLO!!!!
        sara il 26% di 300.000, ovvero = 300.000*0.26 = 78.000eur di tasse da pagare

        Tu dirai , perchè?? Non è giusto!!!
        E invece si perchè se detieni per + di 7gg un valore superiore ai 52.000eur nell’arco di 1 anno allora devi pagare sempre il 26% sulle plusvalenze perchè per lo stato stai facendo azioni speculative e non detentive.

        Però, attento!

        Supponiamo tu voglia fare il furbo e attivare questa modalità, modalità furbacchione :
        allora 300.000-52.000 = 248.000eur su cui pagherai di tasse il 26% = 64.480eur
        tutto per abbonarti 14.000eur, sappi che l’agenzia delle entrate non è stupida, appena vede che nel
        2018 hai incassato 300.000
        e nel
        20XX ne incasserai altri 300.000 ti chiederà come hai fatto se non hai nessun movimento sull’acquisto di nuove monete, ovvero ti dirà, mi dai la ricevuta di chi ti ha venuto le nuove monete?? Se hai incassato 52.000 senza tasse vuol dire che hai liquidato il wallet!!!

        Non so se ho reso l’idea, eventualmente ne possiamo parlare su telegram.

        Ecco perchè è importante pagare le tasse se detenete + di 52.000eur , vi basta 1 macello per ritrovarvi nei guai.
        Oppure ogni anno incassate 50.000eur e nessuno vi dirà mai nulla :), però a vostro rischio e pericolo.

        • Pierluigi Senor 1 Gennaio 2021 11:36

          Ciao Safen,

          Molto chiaro quello che dici. Ti volevo chiedere, ma se io ho più di 52k in crypto ma solo per 10 giorni e a fine anno ne vendo su exchange una parte, e poi ne prelevo 10k in Euro su C/C, poi li rimetto l’anno dopo. In questo caso cosa succede?

        • Paolo 9 Gennaio 2021 16:43

          Grazie per il tuo esempio, ma non riesco a capire se per chi avesse supponiamo 1 milione di euro in Bitcoin su un exchanges per più di 7 giorni nell’anno e decidesse di trasferire ogni anno sul conto italiano non più di 50 mila euro, dovrebbe pagare delle tasse? E sulle crypto rimaste sul wallet? Potrebbe fare così ogni anno per non pagare il 26% di tasse o sbaglio?

          Grazie

  6. francesco 11 Luglio 2018 13:04

    cavolo sono pienamente d’accordo!!! Antonio se perdevi i soldi investiti in criptomoneta lo stato non ti dava nulla, loro parlano dove conviene a loro solo di plusvalenza ma vedi se parlano nel caso in cui perdi il capitale!?! Il 26% di tassa sulla plusvalenza è una rapina a mano armata, bensi ricordo, anche se investi in attività di guadagni passivi, le aziende che conosco ti possono al massimo pagare il 5% in più al giorno sul capitale investito, che loro prendano il 26% in una soluzione significa veramente che ti stanno estorcendo denaro.COSIì COME C….PUOI CAMBIARE LA TUA VITA, LO STATO TI VUOLE PROPRIO FALLITO!!! immagina se lo stato si prendesse il 2%, mi verrebbe la voglia di dichiarare tutto!!!

  7. giovanni 3 Settembre 2018 13:22

    ma alla fine sta plusvalenza tassata del 26% si deve pagare si o no? saro’ idiota io ma l’articolo mi pare poco chiaro..

    • Salvatore 7 Novembre 2019 16:33

      Investi 1000€.
      Dopo X mesi decidi di vendere il tutto e il ricavo è 1700€.
      La plusvalenza, ovvero il guadagno, è di 700€; di tasse devi pagare il 26% di 700, ovvero 182€.

      • safen 30 Dicembre 2019 15:34

        no è minore di 52.000 e in + non ha detenuto controvalore per 7gg pari a 52.000 quindi NO, SU 700eur non paga le tasse 🙂

  8. Andrea 9 Settembre 2018 15:26

    Buongiorno.. come dichiaro i profitti avuti dal Mining? Andrea

    • Finaria 9 Settembre 2018 17:44

      Proverò a dare una risposta a te e a tutti quelli che si chiedono come va tassato il guadagno da mining. Attraverso il mining vengono generati dei bitcoin (o altre cripto) da 0. Dal momento in cui, quei bitcoin vengono convertiti in “euro” e arrivano su un conto corrente, non essendoci un ordine d’acquisto di bitcoin precedente per il quale calcolare capital gain, il guadagno effettivo va da 0 a n bitcoin.
      Ciò significa che la plusvalenza è totale e bisognerà pagare il 26% sul totale dei bitcoin depositati/convertiti sul conto bancario.
      E’ sbagliato? Certo che sì!
      Perché pagare il 26% sul totale dei bitcoin “creati” senza tener conto dei costi, è un’assurdità. Minare criptovalute, costa tanto in termini di spese iniziali (hardware per estrarre) ed energia elettrica, lo sappiamo. Quindi, dal totale dei bitcoin generati bisognerebbe sottrarre le spese sostenute e solo sul totale ottenuto da questa differenza, andrebbero calcolate le tasse da pagare.
      Ovviamente le nostre considerazioni non sono legge, visto l’evidente vuoto normativo stiamo cercando di interpretare le uniche informazioni che ci sono state date dall’Agenzia delle Entrate.
      C’è ancora troppa confusione sull’argomento ed è difficile anche per il più esperto dei commercialisti quantificare le giuste tasse da pagare se non vengono fornite ulteriori indicazioni caso per caso.

      • Free Spirit 11 Giugno 2019 1:13

        Perche dovresti mai scambiare in € se le cose che hai bisogno gia si possono aquistate in Crypto !Da amazon compro cio che serve da a alla z …da agli compro il resto…non capisco veramente questa ideea imbecile di scambiare in € che e un foglio stampato…boh….la technologia in se stessa ha un valore l’€ non ne ha …Non da quando si e fatto un Quantitative Easing di 2 truliardi Passati …l’era delle banche sta per tramontare…sono i popoli che non ne capiscono un tubo …come sempre ….E so che ho ragione perche si sta parlando intensamente do cryoto da una decina di anni anche a Davos ….

        • ciccio 16 Agosto 2019 12:58

          non puoi cmprare case con i bitcoin. Dovrebbero fare un sistema oer comprare case con i btc

          • Alex 9 Gennaio 2021 20:05

            Non vedo l’ora che lo fanno ho 400.000€ in btc e non posso comprare casa,preferisco a stare in affitto che pagare 26% ai ladri dello stato

        • FRANCESCO 13 Ottobre 2019 16:40

          ecco una persona che ha il cervello dove dovrebbe starci e ancora sanissimo.. magari avessero tutti la tua acutezza !! purtroppo ci vuole molto tempo,affinche’ la gente riesca a capire come reagire alla prepotenza e alla dittatura di lobby e politica deviata..

        • Salvatore 7 Novembre 2019 16:37

          Non puoi acquistare direttamente da Amazon con i Bitcoin, quello che hai detto è inesatto anche se non completamente sbagliato. Per acquistare le cose con i Bitcoin devi passare tramite un gateway che praticamente acquista i tuoi bitcoin e paga Amazon in euro. E però vero che la commissione nell’usare questi servizi è molto inferiore alla tassa del 26% che pagheresti se tu vendessi tutti i bitcoin e trasferissi gli euro nel tuo conto bancario.

      • FRANCESCO 13 Ottobre 2019 16:35

        la confusione la vogliono loro,cosi possono applicare le ” LORO ” leggi criminali,giustificandole come “UN VUOTO LEGISLATIVO “,cosi come hanno fatto per decenni,quando pignoravano e sequestravano prime case di proprieta’ a povera gente impossibilitate a pagare un peso sempre piu’ schiacciante delle imposte..fregandosene di quell’articolo della costituzione,inciso anche su alcuni francobolli,dove si dice,che tutti devono contribuire alle spese dello stato,in ragione del proprio reddito e delle proprie possibilita’ .ma quando vedo anziani malati buttati fuori dalle loro case pignorate,svendute,poi vedo dare case a rom borseggiatori e in giro con mercedes e collane d’oro al collo,quando vedo boss di mafia prendere pensioni o aiuti dallo stato,bhe’ allora,e’ evidente che qui qualcosa non va…e’ evidente che ad alto livello ci sia il cancro,quel cancro che pretende di essere la medicina per lo stato italiano,e che tutti noi,con le buone o con le cattive,dovremmo combatterlo per dare un futuro migliore ai nostri figli,ai nostri nipoti…

  9. Hedia 15 Settembre 2018 13:26

    Molto interessante il suo articolo e come stato chiaro ad illustrare i lati fiscali e legali della transizione della valuta virtuale alla moneta euro sopratutto il percentuale della tassazione 26% pagati solo se il controvalore superiore a circa 51mila Euro per i privati cittadini che devono pagare sulle eventuali plusvalenze e se superano 7 giorni consecutivi di detenzione di Bitcoin.

    Grazie tante mi ha aiutato tanto a capire meglio il quadro giuridico anche perché molto importante rimanere trasparente ,corretti e tutelati della legge in questi transizioni e operazioni.

  10. Paolo 29 Settembre 2018 7:16

    Salve e per chi produce criptomonete lo stato come si comporta visto che ho prodotto 100 monete ed oggi valgono x ? Se le rivendo non ci sta plusvalenza

  11. Marco 30 Settembre 2018 12:17

    Salve io vorrei sapere come e dove dichiarare i soldi generati da un altro sistema che non sia bitcoin come bisogna fare e cosa serve???

  12. stefano 14 Gennaio 2019 9:36

    Cmq credo che il problema principale è che qui si fa riferimento ad un interpello effettuato da un singolo utente e non ad una legge nazionale

  13. Nick 2 Febbraio 2019 11:43

    quindi se io investo in bitcoin e in 7 giorni ho un guadagno di 5000 $ e li converto in euro e li trasferisco sul mio conto in banca non dovrò pagare nessuna imposta è corretto?

    • stefano 28 Febbraio 2019 8:33

      Io dico che allo stato attuale…..no.
      Non c’è nessuna legge specifica in materia di crypto e tasse in italia,ma solo un interpello. Anche perché un wallet non è un conto in banca e le crypto non sono moneta straniera

  14. Guido 15 Aprile 2019 15:14

    Buongiorno, se si superano i 51mila per piú di 7 giorni le tasse sono da pagare anche se non si vende? Se ad esempio sale a 100mila e ci rimane per 20 giorni ma poi scende a 40mila e io vendo?

  15. Pippo 18 Maggio 2019 6:47

    Salve vorrei delucidazioni al riguardo.. sto investendo tramite una carta Exchange wirex per L esattezza la somma accumulata da più persone . Su una piattaforma che lavora sulla conversione dei btc.. mi spiego meglio! Dalla mia carta “Postepay”sono andati via la somma di 3000 euro (non tutti miei) caricata la wirex per lo stesso prezzo, ho convertito questi ultimi in BTC , li ho inviati ad una piattaforma che li lavora e che mi da una % di guadagno come rientro.. quindi! Supponiamo che questi 3000 euro cambiato su wirex in btc ed inviati a questa piattaforma che ci ha lavorato un anno.. me ne rientrano in BTC per un valore inferiore a 50.000 euro ,io li riporto in euro e li mando sul mio conto corrente o Postepay , devo pagarci le tasse ? Stessa cosa se ne dovessi cambiare sempre da btc per una somma superiore a 53.000 euro ed inviarli sul mio contocorrente/ Postepay devo prendermi carico della dichiarazione di questi ultimi del 26% di 53.000? Appunto perché il contocorrente è intestato a me ?! O posso inviare tramite bonifico le varie % di profitto ai miei collaboratori evitando di arrivare alla somma dai 53.000 sul mio singolo profilo? Spero di essermi spiegato bene .. e vi pregherei di delucidarmi al riguardo grazie

  16. Free Spirit 11 Giugno 2019 1:07

    Salve,
    Tasse …Allora iniziero a chiedere :

    1 – Ma se io lavorando e pagando le tasse mentre lavoro e da anni che aquisto machine di minare cryptovaluta qualle Plus Valenza ?!?E poi allo stesso punto se io ho pagato l’Iva per le machine quando gli ho importato mi hanno detto in dogana l’ultima volta che ho avuto a discuttere per una machina fon loro…Pago trasporto..pago iva dove affito…pago Ova quando pago corrente ma scusate ragazzi qualle tasse ne devo ancora pagare io ???
    2 – Se compro oro con la crypto valuta cosa che e possibile dall 2013 che tasse o cose devo io allo stato ?!?
    3 – Se invecce di fare cio i FOMO fanno aquistano io faccio prestiti in FIAT con garanzia in crypto i prestiti possono essere tassati come guadagni ?!?Penso di no che e un prestito legale fatto con pagamento sull IBAN !
    4 – Se aquisto case in cryptovaluta che plus valenza mi puo calcolare lo stato quando io sto minando le cryoto e come gia detto per minarli devi pagare minimo 2 3 volte IVA allo statto ?!?
    5 – No le crypto non sono un paradiso fiscale ma un nuovo metodo di pagamento che se globalmente accetato sostituisce il vechio che e gia absolete ….
    6 – Sono centinaia e centinaia di negozzi online …Iniziando con amazon che i pagamenti gli posso fare in crypto …

    Puo essere strano,ingiusto bla bla cio che dico ma e tutto vero ma ci serve tantissima Ricerca e Sviluppo per sapere dove si possono fare tutte le cose che ho enumerato ai punti di sopra ed io non do piu niente gratis cosi com3 nessuno non la fa anche se provengo dall mondo open source …
    Si vive in una grande ignoranza e va bene che e cosi …
    Grazie e spero che qualcuno mi risponda a queste domande che hanno un caratere legalle che non posso trovare per adesso da solo !
    Grazie mille e POWER TO THE CRYPTO !!!!

  17. Riccardo 12 Giugno 2019 20:04

    Articolo molto interessante, vi faccio una domanda: Se io ricevo su un wallet come ad esempio un portafoglio su coinbase, delle criptovalute, ad esempio btc, da un altro portafoglio e qui le tengo, dovrei dichiararle? o dovrei dichiarare queste “entrate” solo nel momento in cui le prelevassi sul mio conto corrente? Nel caso in cui appoggiassi una carta Visa a coinbase (la nuova coinbase card per intenderci) dovrei dichiarare le criptomonete ricevute, in giacenza su coinbase, e utilizzate tramite la carta?

    Grazie in anticipo per la risposta!

    • Salvatore 7 Novembre 2019 16:43

      Ciao, non sono un esperto e non sono completamente sicuro di quello che ti sto per dire, ma utilizzando la Coinbase Card o qualunque gateway che acquista il tuo Bitcoin istantaneamente e paga l’importo in Euro al negoziante, tu non stai effettivamente guadagnando quei soldi, è come se tu stessi semplicemente usando una valuta estera per l’acquisto.

  18. Marco 14 Giugno 2019 0:50

    Ciao, qualche curiosità se ci siete ancora:
    – se una persona vende generando plusvalenza ma non trasferisce in banca (o trasferisce in banca solo la quantità precedente), avrebbe l’obbligo di dichiarare lo stesso la plusvalenza?
    – se una persona ha avuto precedenti minusvalenze ma non le ha dichiarate, in caso di repentina plusvalenza può valere in generale il discorso che far tornare in banca la quantità investita negli ultimi 4 anni = zero tasse e non bisogna quindi dichiarare nulla?

    In ogni caso… questo è un mondo molto, molto veloce… ed è facilissimo avere una plusvalenza del 300% per poi azzerarla in un attimo… quindi in sostanza il punto principale è quello della seconda domanda che più o meno ripeto:

    se si fa trading su vari exchange (dove la persona stessa potrebbe avere problemi a calcolare bene tutto), può valere il discorso che ha importanza solo la quantità di denaro che torna in banca? Magari negli ultimi 4 anni visto che in Italia le minusvalenze si possono recuperare in 4 anni?

    Ricordo tra l’altro che molti exchange dove vige l’obbligo dell’identificazione tramite documenti hanno ricevuto nel 2018 (nonostante il bear market) il triplo delle interrogazioni dal governo ripetto al 2017.

    Grazie in anticipo.

    • Gianluca 26 Giugno 2019 15:32

      Se hai avuto una minus, la scarichi solo entro i 4 anni. Dopodiche’, la perdi e paghi il 26% su tutto.

      • Marco 5 Febbraio 2020 14:54

        Intendi si possa dichiarare anche due anni dopo?
        Immagino però serva il documento rilasciato dall’exchange per essere a posto…
        Kraken ad esempio ha mandato una mail a dicembre invitando i cittadini statunitensi a vendere per essere a posto in quel senso…
        Qualcun altro per caso ha letto la mia domanda e ha qualcosa di più preciso da rispondermi?
        Grazie 🙂

  19. Gianluca 26 Giugno 2019 15:35

    Tutto chiaro, ma una cosa non lo e’: “Vale comunque sempre il ragionamento precedente: le plusvalenze vengono rilevate solo al momento della vendita dei Bitcoin”.

    Per vendita cosa si intende? Conversione in FIAT (Eur/Usd/Gbp) oppure anche la conversione in altre crypto? Perche’ esiste la possibilita’ di convertire per esempio BTC/ETH senza passare per gli euro, dunque piu’ che una vendita e’ una conversione che non genera denaro. Un po’ come scambiare tra persone, azioni Fiat ed Intesa, a pari controvalore.

    Poi pero’ sorge il problema del prezzo di carico. Come funziona? Il mio commercialista non mi ha saputo dare risposta

    • Michele 16 Agosto 2019 18:43

      Mi unisco al tuo appello. Hai chiarito poi con il tuo commercialista? io non trovo nulla sulla eventuale plusvalenza da compravendita di cripto verso cripto (Binance per esempio). Forse il principio che genera la tassazione è la conversione in moneta FIAT a corso legale, non in altre criptovalute.
      Su un argomento così delicato dovrebbe intervenire l’esperto di bitcoin che ha scritto l’articolo, a mio avviso…

    • Pippo 27 Ottobre 2019 10:33

      Se converti da cripto a cripto sei sempre nel mondo cripto, quindi niente plusvalenza, quindi niente tassazione. Per ora.

    • Luca Coluccio 4 Maggio 2020 15:38

      Finchè rimani nel “circuito” crypto non devi preoccuparti, al fisco interessa solo quando converti le crypto in valuta a corso legale spendibile sul territorio.. Piú che altro sorge il dubbio sulle stablecoin, essendo che esistono cambi diretti Btc/usdt o Btc/dai.. Quindi mi viene da pensare che se converti di stablecoin comunque allo stato non interessa perchè le stablecoin non hanno corso legale. In generale trovo che l’interpretazione della legge per analogia alle valute estere sia completamente sbagliata in quanto un cambio tra euro dollaro non può essere paragonato a un cambio tra euro btc, il cambio euro dollaro è volatile quanto il cambio euro bitcoin? Non credo proprio, 1€ non è mai passato dal valere 1$ al valerne 20k$.. Questa legge può andare bene se faccio speculazione tra eur dollar perchè il 26% di una plusvalenza generata da quel cambio è sicuramente accettabile.. Ma se qualcuno comprava btc a 1€ e lo rivendeva a 20k$ generava una plusvalenza di 19.999€ e quindi avrebbe dovuto pagare 5199€.. Con un investimento iniziale (ipoteticamente) di 1€… Quindi btc essendo cosi deflazionisitico non può essere confrontato come una valuta estera fiat, spero vivamente che la finiscano con questa rapina e facciano una legge piú favorevole e anche che l’Italia approfitti per portare questa industria sul territorio

  20. Gianluca 5 Luglio 2019 9:40

    Salve, ho letto il vostro articolo ed e’ tutto chiaro. Tranne un fatto: “Nel secondo caso, exchange, state effettivamente comprando dei bitcoin (o criptovalute) reali e quindi le tasse “andrebbero pagate” solo nel momento in cui effettuate la conversione in euro.”

    Mi pare strano, perche’ se converto per esempio i BTC in altra crypto, senza passare per Euro? Ci sono vari cambi tra crypto, per esempio BTC/ETH. In questo caso pero’ siamo sicuri non si debbano pagare le plusvalenze? A me non pare, in quanto i prezzi di carico diventerebbero sempre piu’ complessi da calcolare.

    Facciamola facile:

    2014 compro 1 btc a 100$
    2019, il mio BTC vale 10.000$ e lo converto in 50 ethreum (200$ l’uno)

    Tra 2 anni, vendo quei 50 ethreum, a 400$ l’uno, ovvero 20.000$.
    Il PMC di quei 50 ETH non sarebbe 200$ ma 2$ l’uno (i 100$ del 2014)

    Ma ovviamente non si ha alcuna documentazione che proprio quel BTC e’ diventato 50ETH. Immaginiamo poi se sono stati comprati e venduti decine di crypto diverse, in momenti diversi, usando sempre il btc del 2014. Per questo dico, che secondo me, e’ piu’ probabile che si paga la plus (col metodo Lifo), quando si converte BTC/ETH e da li si riparte. La mia commercialista sostiene questo.

    Per me questa cosa e’ di fondamentale importanza, in quando mi appresto proprio a convertire le mie crypto, in altre, e se poi sbaglio, mi mangiano pure la casa, quelli della finanza.

    • Paolo 14 Ottobre 2019 10:17

      Conta solamente la conversion in moneta Fiat (euro, dollaro…) se lei cambia bitcoin in altra criptovaluta si trova ancora all’interno del mondo criptovalute. La plusvalenza le verrà calcolata quando scambierà queste con monete a corso legale. Solo in quel momento. Quindi vale l’ultimo cambio.

      • Stefano 15 Novembre 2019 13:08

        Non e’ ancora chiaro come l’agenzia delle entrate possa capire la cifra di partenza..
        Io supponiamo che investo 200€ compranto btc su un sito a cui faccio un bonifico.
        Su un altro exchange, da cui attraverso faucet ricevo coin gratuitamente e so ben investire… arrivo a fare 1000€.
        Ma il primo è un investimento.. il secondo sono partito da 0.
        se bonifico sul mio conto quei 1000€ come fa l’agenzia delle entrate a sapere se deve calcolate l’intero capitare o solo 800?
        Sono due discorsi totalmente diversi…. è vero che come persona fisica sotto i 51.000€ non devi dichiarare… ma il punto è il principio di partenza.. come fa a sapere… anzi non può sapere.
        Il problema poi è che finirià che non sapendo ne leggere e ne scrivere vorrano sempre e cmq il 26%

    • Mario 3 Novembre 2019 23:45

      Ciao fantastico articolo che mi ha tolto molti dubbi, una domanda ma quando dici ” i privati cittadini devono pagare le imposte, sempre soltanto sulle eventuali plusvalenze, solo se superano 7 giorni consecutivi di detenzione di Bitcoin per un controvalore superiore a circa 51mila Euro.” Ti riferisci ad una singola cripto valuta o si devono sommare tutte le cripto di cui sono in possesso?

  21. R.A. 10 Settembre 2019 17:40

    Che lo stato voglia il 26% di quanto io abbia guadagnato con fatica e rischio è una rapina! E’ come se vado al casinò e sono bravo e fortunato e vinco e fuori c’è uno dello stato italiano che mi chiede il 26%. Questo è un furto , è pizzo! Stato italiano ladro! Consiglio a chiunque abbia btc che valgano almeno più di 100K di fare la residenza all’estero! Ad oggi che scrivo (settembre 2019) il Potogallo ha aperto alle crypto e dichiarato che non sono tassabili ne iva ne le plusvalenze!

    • Stefano 15 Novembre 2019 13:13

      Tutta gente come valentino rossi ecc.. cmq poi ti venogno a bussare e pretendono… mettendo in moto un iter burocratico e legale/penale..

      • Marco 5 Febbraio 2020 14:36

        Chi risiede all’estero REALMENTE non ha nulla di cui preoccuparsi. Va fatta tutta la documentazione relativa però.

    • Marco 5 Febbraio 2020 14:35

      100K sono pochi per andare all’estero. Anche un milione secondo me sarebbe poco.
      Lasciando l’Italia perdi la nostra sanità e non è secondo me facile sobbarcarsi tutto quanto in caso di problemi.
      Se uno ha magari non so, 3 milioni… forse la storia comincia ad avere un senso.
      Personalmente, se davvero, DAVVERO, avessi la sicurezza fili sempre tutto liscio, nel momento in cui comincerò a vendere, potrei pagare la tassa sul venduto e finirla lì, anche perché il mondo si sposta verso sempre più verso l’uso della criptovaluta direttamente senza passare dalla FIAT e quindi per usare la crypto posseduta non sarà sempre necessario venderla. Già alcune case sono state vendute in btc in Italia ed a Milano c’è mi sembra un avvocato specializzato in queste cose.
      Quindi vendendo ed avendo questo come unica entrata, una persona che vive di trading non avrebbe una tassazione del tipo il 60% ma “solo” del 26.
      Non so perché però ma penso il nostro governo riuscirà a creare problemi pure su questo.

      • Sandro 26 Ottobre 2020 15:28

        Quanto dovrei pagare di tasse se devo ritirare 73000

  22. Luke btc 3 Dicembre 2019 4:33

    Salve, io volevo sapere questa curiosità, visto che man mano l’uso delle crypto si sta diffondendo sempre di più e nel mondo è possibile acquistare beni mobili ed immobili di ogni genere, nel caso di acquisto auto o supercar e immobili anche esteri, come ci si dovrebbe comportare a transazione fatta?? ( visto che la blockchain fa le veci notarili tra l’altro?).
    Queste cose dobbiamo saperle bene tutti così ci si regola, ho fatto qst domanda in quanto io vorrei comprare auto e immobili.

    Grazie a chi saprà delucidarmi.

  23. Mauro 8 Gennaio 2020 16:53

    Buonasera e grazie per articolo…posso fare un esempio con cifre tonde per capire meglio?
    Facciamo finta che oggi io acquisto 20k btc e subito con questi acquisto una ALTCOIN (stablecoin) con la quale praticamente accedo ad un servizio/fondo/investimento/prestito (chiamatelo come volete) e questo mi frutta (per farla semplice e veloce) il 10% mensile.
    Dopo 10 mesi il mio “portafoglio” è di 40k e per non superare i 51k detti sopra decido di incassare ogni mese quel 10%, quindi lo trasformo in BTC e poi €…di fatto non supero mai la soglia dei 51k per 7 giorni (ed effettivamente nemmeno per 1 ora)…quindi avrei una entrata “stabile” di 4k mensili esentasse (logicamente sto parlando di privato cittadino)? Quei 4k mensili quasi sicuramente accenderanno un campanello di allarme, però secondo la normativa dimostrando che queste cifre non sono illecite, non posso pretendere niente…giusto? Di nuovo grazie per l’articolo

  24. Daniele 1 Marzo 2020 1:27

    Buongiorno,
    se ho dei bitcoin su un Wallet di criptovalute e pago al supermercato con la carta dedicata o prelevo da un ATM (mettiamo 20 euro), devo dichiarare quei 20 euro sulla dichiarazione dei redditi? Oppure devo dichiararli solo se li deposito sul mio CC?

    Grazie.

  25. Mario 7 Aprile 2020 20:24

    Io vorrei sapere una cosa, se si è in possesso di un piccolo wallet tramite per esempio coinbase, questo deposito verrà rilevato come patrimonio mobiliare dall agenzia delle entrate? E nel caso non viene rilevato, Va dichiarato nel momento in cui si richiede un isee?

  26. Spartaco 28 Maggio 2020 17:25

    Lo stato come può sapere se quello che tu hai in btc su un wallet sia derivato da investimenti o transazione?
    Faccio un esempio:
    Se “X” dal suo wallet manda a 100 mila euro sul mio wallet in btc, (quindi tramite blockchain, assolutamente inverificabile come transazione) io potrei comunque dichiarare allo stato che sono redditi da plusvalenza, in quanto nessuno potrebbe mai sapere che c’è stato un terzo ad inviarmi tale cifra.
    Stesso esempio al contrario:
    Se “X” ha investito 1000 euro e sono diventati 100 mila lo stato come fa a sapere che sono effettivamente redditi da plusvalenza (speculativa) o redditi di varie transazioni (es. e-commerce con pagamento in btc)?
    Questo è molto importante perchè c’è una sottilissima differenza, ovvero il tema centrale LA PLUSVALENZA.
    Nel caso in cui io ricevo un pagamento da “x” di 100 mila euro, io non ho plusvalenza, ho un pagamento. Nel secondo caso se io investo 1000€ e arrivo a 100 mila per evitare LEGALMENTE di pagare il 26% mi basterà creare un’ulteriore wallet e passarci le crypto, in modo tale che nessuno possa verificare. Nel momento in cui io li converto in EURO cosa bisogna dichiarare allo stato?

  27. Nick 3 Giugno 2020 15:25

    Vorrei fare una domanda ipotetica se da Kraken fai dei trasferimenti su un conto corrente per meno di 1000€ devo denunciarli quando si andrà dal commercialista e faccio la denuncia dei redditi dato che sono una persona fisica e privati cittadini devono pagare le imposte, sempre soltanto sulle eventuali plusvalenze, solo se superano 7 giorni consecutivi di detenzione di Bitcoin per un controvalore superiore a circa 51mila Euro.? Grazie per la risposta

  28. Paolo 12 Giugno 2020 19:27

    Il legislatore potrebbe decidere di trattare chi fa commercio di Bitcoin o fa mining in modo analogo a chi investe in oro. Per gli investimento in “oro” esiste la seguente regola: quando si compra non si pagano tasse, è anche esente da IVA (solo se in lingotti 900/1000 e non per i gioielli). Solo quando si rivende e i soldi arrivano sul conto corrente si è tenuti a denunciare la plusvalenza e a pagare le tasse: il 26% sulla differenza tra quando venduto e acquistato se si è in possesso di documenti giustificativi. Se non si hanno documenti, per esempio l’oro è stato ereditato o comprato tanti anni fa, allora lo stato considera una plusvalenza standard del 25%, ossia assume che il guadagno sia stato il 25% del prezzo venduto e su questa parte si deve pagare il 26% di tasse.

  29. Pietro De Stefani 29 Ottobre 2020 6:29

    Vorrei fare una domanda se una persona fa la spesa con la carta coinbase quindi spende btc deve pagare le tasse su quello che ha speso.
    Grazie

  30. vittor51 5 Gennaio 2021 15:42

    Buongiorno,
    quale causale conviene utilizzare per il trasferimento di € da Kraken al mio conto corrente ?

  31. Daniele 16 Gennaio 2021 3:20

    Salve, se vendo una casa del valore di 100keuro in bitcoin devo pagare il 26% su tutto quando poi li trasferisco sul conto?
    Grazie

  32. David 9 Febbraio 2021 10:42

    Cosa succederà se HOLD crypto e non la vendo affatto, ma non dichiaro di avere crypto?

  33. StaMining^^^ 10 Febbraio 2021 18:11

    Pero , non ho mai trovato informazione su MINING
    se uno ,compra una machina da 6.000 euro che mina circa 40E in 24h , deve dichiarare qualcosa ?

  34. matteo 11 Febbraio 2021 12:25

    salve a tutti. essendo che opero su un exchange facendo trading a livello giornaliero dovrei pagare le tasse ogni volta che converto btc in euro ad esempio?
    oppure finche i soldi non vengono trasferiti sul conto bancario posso effettuare tutte le conversioni che voglio? grazie mille in anticipo per la risposta.

  35. Fede 12 Febbraio 2021 13:14

    Prendiamo per esempio il browser Brave, che tramite una politica di pubblicità non targetizzata alla persona, ricompensa la persona che guarda la pubblicità con una criptovaluta creata da loro.
    Non sono state scambiate o è stato fatto mining, ne convertendoli in euro ammontano neanche in 100 anni a 100 milioni delle vecchie lire. Come si deve comportare il cittadino privato?

  36. Marco 15 Febbraio 2021 19:16

    Salve, quindi per capire, se io sul mio wallet coinbase ho una giacenza inferiore a 51.000 euro non devo pagare tasse? Un’ultima informazione se è possibile, se io che ho wirex ricevo soldi da altre persone o da altri wallet, sempre cifre che sono al di sotto della soglia di 51.000 euro c’e’ possibile che il fisco mi venga a chiedere da dove arrivano quei soldi? oppure se si sta sotto certe soglie non ti viene chiesto niente?

    • Eriberto 19 Febbraio 2021 22:28

      @marco
      Se ricevi crypto come compenso per lavori svolti potranno sempre chiederti conto della loro origine.

      Le soglie esistono solo per le operazioni di trading non per i redditi.

      Riguardo coinbase: se hai giacenza sotto soglia e vendi, non paghi tasse; se hai giacenza sopra soglia e non vendi, non paghi tasse.

      Tutto questo a mio personale avviso, non è un parere legale/professionale.

  37. Vale 17 Febbraio 2021 19:32

    Salve a tutti, ho letto tutti i commenti esposti ma purtroppo non riesco ancora a cavare un ragno dal buco…tutto troppo nebuloso.
    Si parla sempre di cifre altissime, di centinaia di migliaia o milioni…ma proviamo invece a parlare di cifre piu’ cristiane e modeste che magari molti compreso me hanno nei loro wallet.
    Infatti, faccio il mio esempio, ovvero io in totale ho investito passando su coinbase circa 1.600€ comprando BTC a partire dal 2017 circa. Con quei BTC ho comprato successivamente alcune altcoin e portate sul mio wallet desktop. Nel corso di questi ultimi anni, ho scambiato quelle alt per altre, e per molto tempo sono stato in perdita, cioe’ al di sotto dei 1.600€ iniziali investiti. In questi giorni di BullRun qualche altcoin si e’ alzata e ho potuto venderne alcune e fare cashout da Coinbase di circa 1.400€ sul mio conto postale. Il mio dubbio e cruccio e’ se questi soldi devo dichiararli oppure no perche’ abbondantemente al di sotto dei 51.000€, o invece devo dichiararli comunque…e se cosi’ fosse, che plusvalenza ho?
    Alcune altcoin me le sono lasciate sul wallet, e alcune le ho vedute per 1.400€, cifra piu’ bassa dei 1.600€ iniziali investiti.
    E comunque al momento attuale le coin che ancora detengo hanno un valore totale irrisorio.
    Se un’anima pia riuscisse ad aiutare me e migliaia di altre persone che stanno su cifre molto basse da come detto poc’anzi, ve ne sarei molto grato.
    In sostanza: devo pagare le tasse su 1.400€ portati sul mio conto?
    Grazie.

  38. Alessandro 19 Febbraio 2021 22:25

    Buonasera, se io avessi monete per un valore di circa 100.000 e decido di venderle tutte oggi, poi prelevo solo 50.000 mila quest’anno e gli altri l’anno successivo, devo pagare lo stesso la tassazione del 26% ?

  39. alessandro 20 Febbraio 2021 16:08

    Buongiorno a tutti, se una persona ha circa 60 eth (acquistati negli anni per circa 15.000 euro) e quindi attualmente circa 100.000 euro e decide di vendere 30 eth e quindi di incassare 50.000 euro, mentre gli altri 30 eth li scambierà in euro il prossimo anno, bisognerà poi pagare il 26% o no visto che ogni anno vengono ricevuti meno dei 52.000?
    Se la persona invece vende tutti i 60 eth e poi lo stesso girono preleva 50.000 euro mentre la rimanenza la rinveste subito per comprare nuovamente eth. Cosa succede in questo caso?
    In base a quanto detto in entrami i vasi non dovrebbe superare per 7gg la plusvalenza di 52.000

  40. wolf 24 Febbraio 2021 16:31

    quindi sotto i 51 mila euro non pago nulla,le cripto sono virtuali i wallet sono privati,come fa un commercialista a calcolare le plusvalenze se faccio 5mila operazioni all’anno, se scambio valute cripto etf virtuali doppie monete ,io verso in euro dal conto,ma poi se i miei 5 milioni di euro sono distribuiti su 300 cripto diverse che poi cambierò o reinvestirò o venderò con il take profitto come fa la gdf o la Consob a trovare le mie plus tra i miliardi di movimenti al minuto che ci sono nel mondo cripto,apro 50 conti digitali on line ed incasso a periodi il cambio valute dei vari wallet,cambiando gli euro in moneta turca russa polacca o brasiliana per poi ritornare a reinvestire in qualche exchange e reincassare a frazioni i miei guadagni in dollari per poi scambiarsi in euro ,come fa lo stato a tassarmi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LIMITAZIONI DI RESPONSABILITA'

I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 74-89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro. Tutte le informazioni che troverete su Finaria.it sono pubblicate solo per scopi informativi. Noi non diamo assolutamente alcuna garanzia riguardo la precisione e l'affidabilità di queste informazioni. Qualsiasi azione prenderete sulla base delle informazioni fornite dal nostro sito è rigorosamente a vostro rischio e pericolo e lo staff di Finaria non sarà responsabile di eventuali perdite e/o danni in relazione all'uso delle informazioni o notizie fornite dal nostro sito web.


DIRITTO D'AUTORE

Tutti i contenuti testuali su Finaria sono protetti da copyright e dalle leggi sulla proprietà intellettuale. L'utente non può riprodurre, distribuire, pubblicare o trasmettere qualsiasi contenuto, frase, immagine senza indicare il sito web www.finaria.it come fonte. Finaria non rivendica il copyright sulle immagini usate sul sito web, tra cui loghi, immagini e illustrazioni varie.