Mercato in altalena, dominanza di Bitcoin sopra il 60% e una presale che corre: cosa sta davvero succedendo e cosa potrebbe accadere nel 2025, tra rally possibili e meme coin che continuano a far parlare.

Quando il mercato prende una piega nervosa, la domanda arriva puntuale: l’altseason è morta oppure sta solo ricaricando le batterie. Intanto il dominio di Bitcoin risale oltre il 60%, mentre molte migliori altcoin segnano il passo con scivoloni anche vistosi.
Negli ultimi 7 giorni si è visto un calo corposo: Ethereum in flessione, Ripple giù, Solana soffre. La volatilità torna a farsi sentire e l’Altcoin Season Index scivola, segnale chiaro che l’inerzia sulle altcoin non è più vigorosa.
Il quadro non è statico però, in quanto analisti noti ricordano che finché la dominanza resta sotto 62% gli spazi per le altcoin non spariscono, in più c’è l’idea che questa fase possa essere il preludio a un rally nel 2025.
Dominanza in risalita, ma partita aperta
Guardiamo i numeri per orientarsi meglio. Bitcoin oscilla intorno a 103.350 dollari con un progresso di 1,52%, mentre Ethereum veleggia vicino a 3.407 dollari con un +2,30% nelle ultime 24 ore, quadro misto che non taglia le speranze.
La dominanza sopra 60,50% suggerisce un ritorno di forza, ma non è ancora un tutto deciso, questo perché alcuni trader parlano di livelli chiave: sotto 62% le altcoin possono sorprendere, oltre quel gradino la musica cambierebbe sul serio, riducendo l’ossigeno.
In passato soglie del 65% hanno pesato molto sulle altcoin, e diversi commentatori le vedono poco probabili adesso, tuttavia, se il sentiment peggiora, il mercato sa esagerare in entrambe le direzioni, soprattutto quando la liquidità si assottiglia.
Cosa significano questi livelli per chi investe
Per chi osserva il mercato senza troppa tecnica, l’idea è semplice: quando Bitcoin riprende terreno, il capitale tende a rifluire lì, e le altcoin faticano. Non è automatico che l’altseason sia finita, ma la strada diventa più in salita.
Allo stesso tempo, alcuni progetti mantengono vivo il mercato. Qui entra in scena Maxi Doge, che sta macinando attenzione in presale nonostante le giornate ballerine, segno che la narrativa giusta può ancora intercettare il momento giusto.
Il prezzo unitario basso aiuta la percezione di “accessibilità”, anche se non conta da solo, e in queste fasi il pubblico guarda molto a storytelling, utility e piani credibili di adozione. Senza questi ingredienti, l’hype evapora velocemente.
Perché Maxi Doge sta facendo rumore
Il progetto si presenta con una mascotte “palestrata” e un tono alto di energia. L’idea è chiara: intrattenimento più meccaniche di staking fino al 78% annuo e possibili integrazioni future con piattaforme di leva, il tutto comunicato senza mezze misure.

I numeri sicuramente aiutano a capire meglio la situazione: raccolti circa 3,9 milioni di dollari in presale, oltre 80.000.000 di token venduti, prezzo fissato a 0,0002665 dollari nella fase attuale. Qui le whales sembrano comprare a sconto, in attesa degli sviluppi.
Sicuramente una leva 1.000x e sfide di trading fanno scena, ma aumentano il rischio in modo estremo. Se la dominanza di Bitcoin alza la marea contro le altcoin, strategie così aggressive diventano un campo minato per chi non ha esperienza.
Indice altseason e aspettative per il 2025
Il ritorno dell’Altcoin Season Index racconta un raffreddamento netto e questo non è un verdetto definitivo, ma è un invito alla prudenza. Se torna trazione sulle altcoin, lo si vedrà da questo indicatore che risale con convinzione.
Gli analisti che parlano di 2025 immaginano un ciclo in cui le altcoin ritrovano spazio dopo un consolidamento. Qui la chiave è l’adozione: prodotti reali, use case chiari, meno promesse in aria. Il mercato premia sempre di più la sostanza. Nel frattempo, conviene trattare le “storie calde” come Maxi Doge per quello che sono: termometri del sentiment. Se il termometro scende, anche la febbre dei meme può raffreddarsi in fretta, indipendentemente dal marketing.
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