Sostegno a 0,20, whale in movimento e nuova presale che corre: tra Dogecoin e Maxi Doge il mercato delle meme coin si gioca sul tempismo, non solo sui grafici, con le aspettative ETF che fanno il resto.

Dogecoin resta incollata all’area 0,20, che negli ultimi giorni ha fatto da elastico e da muro allo stesso tempo, mentre l’RSI gira intorno a 61 e suggerisce spinta positiva. Il punto è capire se questa resistenza diventerà supporto, perché da lì cambiano i giochi.
Nel frattempo, si riapre il confronto tra le migliori meme coin del momento e i progetti storici. Non è solo questione di logo o community, ma di come arrivano i compratori, quando entrano e che aspettative si portano dietro, soprattutto se l’ipotesi ETF prende quota.
Chi guarda dei target si è segnato due livelli: 0,27 come primo step e 0,30 come zona di valutazione. Se il flip sopra 0,20 regge per più chiusure giornaliere, la strada si vede, se molla, bisogna prepararsi a scenari meno simpatici, tuttavia non definitivi, siamo pur sempre nel mondo delle criptovalute.
Tre indizi: prezzo, sentiment, catalizzatori
Le whale si sono mosse pesante durante la fase di raffreddamento, accumulando circa 1,7 miliardi di DOGE per oltre 338 milioni di dollari. È successo mentre i piccoli restavano alla finestra, segno che qualcuno ha deciso di puntare con calma e senza fare rumore.
Il sentiment non aiuta: l’indice Fear & Greed sta a 32 e i nuovi wallet di Dogecoin sono scesi del 17% in 3 giorni. Questo scollamento tra mani grandi che comprano e pubblico che si sposta spesso anticipa movimenti decisi, di conseguenza va osservato con attenzione.
In termini comparativi, DOGE ha tenuto meglio di molte altcoin. XRP ha perso oltre 20%, mentre Dogecoin è scesa da 0,25 a 0,18 e poi ha rimbalzato, un segnale che i compratori provano comunque a difendere le aree chiave, anche quando la volatilità aumenta e scompiglia i piani.
Non tutto, però, filtra come bullish senza ombre. Sono arrivate segnalazioni di vendite coordinate da 360 milioni di DOGE per circa 74 milioni di dollari, in coincidenza con una flash crash di mercato, e questo ricorda a tutti che la sabbia sotto i piedi si muove.
Livelli e tempistiche che contano
Qui entra in scena Maxi Doge, la novità che si muove indipendentemente, senza aspettare il via libera esterno. Il progetto corre su staking, spinta virale e un degen fund che reinveste il 25% dei profitti per alimentare crescita e riacquisti, cioè benzina nel motore.

Al momento, MAXI viaggia intorno a 0,000264 e la presale è quasi al traguardo. Quando le whale tornano a guardare le meme coin con interesse, chi sta già a bordo ha il vantaggio del tempo, mentre chi arriva dopo paga la salita, tuttavia riduce l’incertezza.
Non si parla di copia-incolla, ma di energia simile con correttivi mirati. Maxi Doge promette fino all’83% di APY in staking, un fair launch pensato per limitare le forzature delle mani forti e una crescita di community che si vede anche fuori dai grafici.
I numeri della raccolta spingono la narrativa. La presale ha superato 3,7 milioni di dollari e si avvicina alla fase finale, con un ulteriore incremento di prezzo atteso in meno di 2 giorni, di conseguenza il progetto entra nel radar di chi cerca slancio più meccanica.
La differenza con Dogecoin oggi è tutta nelle dipendenze. DOGE aspetta il verdetto ETF e l’umore macro, inoltre deve confermare il flip su 0,20. MAXI, invece, crea i propri catalizzatori e prova a trasformare il flusso in spinta, senza chiedere permesso al contesto.
Per chi fa trading o investe con orizzonti brevi, i livelli restano il linguaggio più chiaro. Sopra 0,22 si riaccende lo scenario bullish su Dogecoin, sotto 0,20 la prudenza non è un optional, quindi ha senso gestire ingressi e uscite con disciplina.
Domande e Risposte (0)