Bitcoin (BTC/EUR) ha toccato un minimo intraday a 63.822€, registrando una flessione del -10,10% nelle ultime 24 ore, prima di recuperare parzialmente verso 66.227€.
I dati tecnici mostrano un RSI daily a 28, in area di ipervenduto, mentre le liquidazioni aggregate indicano un deleveraging ancora in corso sul mercato dei derivati. Il movimento si inserisce in una fase di stress macro, tra tensioni geopolitiche e incertezza sulle prossime decisioni di politica monetaria USA, che amplifica la volatilità anche per gli investitori europei.
Cosa indica il minimo di 63.822€ sul grafico BTC/EUR?
Il calo ha riportato Bitcoin sui livelli di ottobre 2024, annullando il rally post-elezioni USA e rompendo il supporto intermedio in area 72.000€, coincidente con il 38,2% di Fibonacci. Sul grafico weekly il trend di lungo periodo resta impostato al ribasso dall’ATH di 107.544€, con una sequenza di minimi decrescenti che riflette debolezza strutturale. Per chi segue i supporti chiave di Bitcoin, il livello attuale rappresenta un test cruciale.

Dal punto di vista degli indicatori, la candela daily sta formando una doji al di sotto della lower Bollinger Band, segnale potenziale di esaurimento del momentum ribassista. Tuttavia, il MACD rimane negativo e in espansione, suggerendo che un rimbalzo tecnico necessiterebbe conferme in chiusura settimanale. In euro, la volatilità è accentuata anche dalle oscillazioni del cambio USD/EUR, fattore rilevante per il pubblico italiano.
I dati macro e on-chain spiegano la pressione ribassista
La debolezza non è isolata a Bitcoin: la capitalizzazione totale del mercato crypto è scesa a 2,74 trilioni di dollari, mentre l’indice Fear & Greed segnala “paura estrema”. Ethereum quota 2.439$ (-9,51% giornaliero), con sei mesi consecutivi in rosso, un evento raro che storicamente coincide con fasi di deleveraging profondo. Un’analisi più ampia sul contesto di mercato è disponibile nella lettura sui minimi recenti di Bitcoin.
Sul fronte on-chain, la supply di BTC sugli exchange è stabile, senza segnali di capitolazione di massa, mentre l’hash rate rimane vicino ai massimi storici, suggerendo che i miner non stanno ancora aumentando la pressione di vendita.
Questo riduce il rischio di un crollo disordinato, ma non basta a invertire il trend senza un catalizzatore macro o istituzionale. Approfondimenti sulle dinamiche di breve sono coerenti con il quadro tecnico di Bitcoin.
Quali livelli invalidano o confermano lo scenario?
Il supporto principale passa ora in area 61.550€, definito come “linea Maginot” dagli analisti tecnici: una rottura netta aprirebbe spazio verso 58.000€ in estensione. Sul lato opposto, solo un recupero sopra 74.500€ permetterebbe di parlare di inversione credibile, riportando l’RSI sopra 40 e riducendo la divergenza negativa del MACD.
Senza flussi ETF positivi o segnali di accumulo istituzionale, la probabilità maggiore resta una fase di consolidamento volatile.
Per gli investitori italiani, il contesto normativo MiCA offre maggiore chiarezza operativa ma non protegge dalla volatilità di breve. I dati suggeriscono prudenza: monitorare i livelli chiave e l’evoluzione macro resta essenziale prima di valutare esposizioni incrementali.
Domande e Risposte (0)