Zcash esplode mentre il mercato barcolla e il token BEST chiude la sua raccolta. Due storie diverse, stesso interrogativo: dove può andare davvero il prezzo e cosa significa per chi guarda al mondo delle criptovalute.

Quando il mercato sembra stanco, e molte coin in top 10 arrancano, succede che una come Zcash si svegli di colpo e diventi una delle migliori altcoin del momento, almeno guardando ai numeri, facendo impennare l’attenzione.
In circa 30 giorni ZEC ha messo a segno un +150%, e se si allarga lo sguardo da settembre la crescita supera il 1.600%, con un massimo storico intorno ai 750 dollari, mentre Bitcoin nello stesso periodo ha vissuto momenti ben meno brillanti e ha corretto con forza.
Questa corsa non arriva dal nulla, perché Zcash è una coin storicamente legata al tema della privacy, e ogni volta che si riaccende il dibattito su controlli, tracciamenti e regolamentazioni più severe, torna in auge l’idea di spostarsi su asset più “schermati” e difficili da spiattellare on-chain.
Zcash, privacy e nuovo entusiasmo
Dietro allo sprint di ZEC non c’è solo la narrativa, ma anche qualche meccanismo tecnico che ha dato benzina alla corsa, come il passaggio di molti token verso indirizzi protetti, che ha ridotto l’offerta in circolazione e alimentato una sorta di short squeeze.
In parallelo, si è innestata la solita dinamica da momentum, con chi compra solo perché vede il grafico in verticale, e così l’attenzione degli investitori si è spostata sulle coin “a tema privacy”, viste come scommesse speculative ma anche come copertura rispetto a un eventuale giro di vite sui controlli.
A rendere il quadro ancora più interessante ci si è messo pure il supporto di nomi pesanti del settore, con investitori come Arthur Hayes, Mert Mumtaz e Naval Ravikant che hanno citato Zcash apertamente, trasformandola di fatto in una storia di narrativa condivisa più che in un semplice trade tecnico.
Rally spettacolare, ma con molti rischi
Da quel momento in poi il discorso è cambiato: non si parlava più solo di un’altra altcoin in bull run, ma di un progetto che, secondo alcuni, si incastra meglio di Monero dentro il contesto normativo attuale, come ha sottolineato anche Spencer Yang di BlockSpaceForce.
Nel frattempo i grafici raccontano un quadro più nervoso, con il prezzo che, dopo il picco a 750 dollari, si è assestato intorno ai 618 dollari e oscilla in un’ampia fascia tra 350 e 750 dollari, diventando un campo di battaglia continua tra compratori e venditori.
Gli analisti tecnici parlano di una figura a triangolo rialzista partita da un supporto vicino a 420 dollari, ma al di là dei nomi complicati la sostanza è semplice: se la pressione in acquisto regge, il trend può continuare, altrimenti basta poco per vedere correzioni profonde.
Best Wallet e la corsa alla prossima grande occasione
Mentre Zcash gioca la sua partita sul mercato aperto, un’altra storia sta prendendo forma con Best Wallet e il suo token BEST, protagonista di una presale che ha già raccolto circa 17,1 milioni di dollari e si avvia alla chiusura.
Qui il focus è diverso, perché non si parla di una coin già lanciata e ipervolatile, ma di un token in prevendita legato a un’app che promette di semplificare la gestione delle crypto, senza KYC, in modalità non-custodial e con supporto a più di 60 blockchain.
In pratica l’idea è quella di avere un unico ambiente da cui comprare presale, esplorare la DeFi, gestire migliaia di token e fare swap tra diverse reti, con BEST che sblocca costi più bassi, accesso anticipato alle nuove iniziative e vantaggi aggiuntivi man mano che l’ecosistema cresce.
Perché molti guardano al token BEST
Nel pacchetto c’è anche una DEX integrata dentro l’app e una futura Best Card per i pagamenti quotidiani, così il token cerca di legarsi non solo alla speculazione ma pure a funzioni d’uso più concrete nel tempo, se il progetto dovesse decollare davvero.
Il prezzo in presale è intorno a 0,025965 dollari, con pochi giorni alla chiusura prevista per il 28 novembre, e questo spinge qualcuno a vedere BEST come una potenziale scommessa a sconto rispetto a ciò che potrebbe accadere dopo l’eventuale listing.
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