Accumulo di Pepe, distribuzioni improvvise e un progetto parallelo, PepeNode, che usa meccaniche di mine to earn: il quadro si muove tra ATH evocati, triangoli tecnici e una presale che richiama capitali freschi.

Un portafoglio ricondotto a Auros Global ha rastrellato circa 1.520 miliardi di PEPE, pari a 16 milioni di dollari, innescando euforia da whale. La corsa è durata poco e appena sono riprese le distribuzioni verso gli exchange, il prezzo ha ceduto spinta e umore.
Nel frattempo, l’impostazione grafica ricorda quella che ha preceduto il grande rally del 2024 dove sono emerse le migliori criptovalute di quel periodo. Un triangolo simmetrico si stringe verso l’apice e il mercato fiuta l’aria di ATH.
L’ultimo scatto da 0,00001078 dollari arriva con volumi in calo del 38% nelle 24 ore. La volatilità resta alta, con il rifiuto in area 0,0000127 dollari che ha riportato cautela. Sotto il canale inferiore, primo supporto osservato attorno a 0,000009 dollari.
La narrativa ribadisce un punto semplice, le criptovalute sono un’attività rischiosa e non offrono garanzie di rendimento. Le dinamiche on-chain cambiano in fretta e l’informazione serve a orientarsi, non a sostituire analisi e gestione del rischio.
Il sentiment alterna fasi bullish e bearish, del resto quando Bitcoin spinge, le meme coin si accendono di riflesso, mebntre quando Bitcoin frena, l’inerzia evapora e la microliquidità amplifica gli scossoni. Fin qui, nulla di nuovo, ma il timing conta tantissimo.
PepeNode e la corsa alla presale
Qui entra PepeNode, che rimane una meme coin nell’immaginario, ma propone una meccanica mine to earn che promette ricompense prima della quotazione effettiva. Presale in progresso, tono pragmatico e una gamification che parla chiaro agli amanti del genere.
La prevendita ha raccolto oltre 1,1 milioni di dollari in poche settimane, con il prezzo del token che è salito da 0,001000 a 0,0010617 dollari, mentre in staking risultano oltre 675 milioni di token. Ma queste non sono certezze, sono segnali di trazione iniziale.

Il concetto operativo è lineare, si acquistano nodi che generano potenza di mining, si combinano tra loro come in un rig modulare e si accumulano ricompense. La community reagisce bene quando il gioco è comprensibile e premia l’impegno dei creators.
Le stime parlano di 1162% annuo in questa fase, con rendimento destinato a calare nel tempo, con una fornitura massima a 210 miliardi e il 7,5% destinato alle ricompense di staking. Le classifiche premieranno anche con airdrop di Pepe e Fartcoin.
Chi è entrato allo stage iniziale a 0,001000 dollari risulta in progresso del 6%. Il progetto resta in fase embrionale, ma il rapporto tra rischio e potenziale è sbilanciato, per definizione, tuttavia, la differenza concreta la fa la capacità di esecuzione nel medio periodo.
Pattern, livelli chiave e previsioni
Tornando a Pepe, il triangolo simmetrico resta il faro. Una rottura della trendline superiore potrebbe alimentare un nuovo rally, mentre una violazione della base riporterebbe verso i sostegni visti. Il mercato, intanto, osserva i flussi verso gli exchange.
In caso di breakout ordinato, la price discovery torna protagonista. La memoria collettiva guarda al picco precedente in area 0,00002825 dollari: non è un magnete, ma è un riferimento, anche se senza conferme su volumi e partecipazione, la figura perde affidabilità.
Le proiezioni 2025-2030 restano incerte, come sempre sulle meme coin, tuttavia, lo scenario tipico in bull market è noto. Momentum, narrativa e community coesa spingono oltre i massimi precedenti, finché l’inerzia regge e i flussi non si esauriscono.
| Anno | Minimo ($) | Medio ($) | Massimo ($) |
| 2025 | 0,00002825 | 0,000032 | 0,000040 |
| 2026 | 0,000038 | 0,000050 | 0,000065 |
| 2027 | 0,000060 | 0,000080 | 0,000100 |
| 2028 | 0,000085 | 0,000115 | 0,000145 |
| 2029 | 0,000120 | 0,000160 | 0,000210 |
| 2030 | 0,000180 | 0,000240 | 0,000320 |
Pepe vive di slanci narrativi e catalizzatori on-chain. PepeNode cavalca l’onda, provando a unire intrattenimento e utilità, nel frattempo tra rally e sbandate, la bussola resta una sola, seguire regole chiare di investimento e calcolare la gestione del rischio.
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