Bitcoin scambia intorno a 67.258 $ nella mattinata del 12 febbraio 2026, con una variazione nelle ultime 24 ore di appena +0,28% e un calo settimanale del -5%. La capitalizzazione si mantiene a circa 1.342 miliardi di dollari. Dopo settimane di forte volatilità, BTC entra in una fase di consolidamento che divide gli analisti: pausa tecnica prima di un nuovo rally o anticamera di una correzione più profonda?
I numeri della giornata: dove si trova Bitcoin
Il quadro tecnico di oggi è quello di un mercato in attesa. BTC è sceso dai massimi storici di 126.080 $ raggiunti nell’ottobre 2025 fino all’area attuale, perdendo circa il 47% dal picco — un drawdown significativo ma non inedito nei cicli storici della criptovaluta. Nella seduta di ieri, il prezzo ha testato il supporto chiave in area 66.000 $, toccando un minimo intraday a 65.745 $ prima di rimbalzare, segnale che l’interesse degli acquirenti resta attivo su quel livello.

L’indice Fear & Greed di settore segna un valore di 5 su 100 (Extreme Fear), mentre la volatilità a 7 giorni si è compressa allo 0,88%, un dato molto basso per gli standard di Bitcoin. Solo 3 degli ultimi 7 giorni si sono chiusi in verde. La resistenza da superare per dare un primo segnale di inversione si colloca nell’area 71.900–72.000 $, dove converge anche la media mobile a 50 giorni sul grafico daily.
Per chi vuole monitorare l’andamento in tempo reale, la pagina valore Bitcoin su Finaria offre quotazione aggiornata e grafici storici.
Cosa muove il mercato: macro, ETF e attese sui tassi
La giornata di ieri ha contribuito a mantenere il clima di incertezza. I dati sul mercato del lavoro USA (Non-Farm Employment Change: +130.000 posti a gennaio) hanno raffreddato le speranze di un taglio dei tassi da parte della Fed nel breve termine. I rendimenti del Treasury a 10 e 30 anni sono risaliti, penalizzando gli asset risk-on. Nel frattempo, l’oro ha toccato quasi 5.100 $/oz e il Dollar Index (DXY) ha rotto il supporto in area 98, testando i 97 punti — un indebolimento del dollaro che storicamente favorisce Bitcoin ma che stavolta non si è ancora tradotto in acquisti significativi.
Un fattore strutturale pesa in modo particolare: dagli ETF spot Bitcoin sono usciti circa 6,18 miliardi di dollari tra novembre 2025 e febbraio 2026, secondo dati on-chain. Il meccanismo di vendita forzata degli ETF (i riscatti degli investitori costringono i gestori a liquidare BTC sul mercato) rappresenta una pressione ribassista che non esisteva nei cicli precedenti. Molti analisti leggono il 2026 come un anno di assestamento fisiologico dopo i massimi del 2025, con il mercato che deve assorbire le prese di profitto istituzionali prima di trovare una nuova base.
A livello europeo, le prossime riunioni della BCE saranno cruciali: se l’inflazione nell’Eurozona continuerà a scendere, un taglio dei tassi potrebbe ridare slancio agli asset digitali. Per approfondire le prospettive a medio termine, la guida alle previsioni Bitcoin 2026–2030 offre un quadro completo degli scenari.
Previsioni a 30 giorni: cosa dicono i modelli
Secondo i modelli previsionali di hexn.io, aggiornati al 12 febbraio, Bitcoin potrebbe muoversi gradualmente verso l’area 68.200–69.100 $ nel corso della prossima settimana e raggiungere i 70.900 $ entro fine febbraio, con un incremento stimato del 4,2% rispetto ai livelli attuali. Estendendo l’orizzonte a 30 giorni, il target si sposta verso 73.400 $ (circa +7,9%).
Per l’intero 2026, il range previsto dal modello oscilla tra un minimo di circa 75.950 $ e un massimo di 126.642 $, con un prezzo medio atteso intorno a 99.200 $. Il sentiment tecnico viene indicato come Bullish al 70%, in contrasto con l’Extreme Fear dell’indice di mercato — una divergenza che spesso segnala fasi di accumulazione da parte degli operatori più esperti.
Nota: questi dati derivano da modelli algoritmici e non costituiscono consulenza finanziaria. Le previsioni di prezzo vanno considerate come uno tra i tanti strumenti di analisi, non come indicazioni operative.
Cosa significa per gli investitori italiani
Il consolidamento attorno ai 67.000 $ assume un significato diverso a seconda del profilo dell’investitore. Chi è entrato sopra gli 80.000 $ — magari durante l’euforia di fine estate 2025 — si trova oggi in perdita del 16% o più. Chi invece ha accumulato sotto i 40.000 $ negli anni passati può ancora contare su un guadagno significativo, ma la tentazione di prendere profitto cresce con ogni settimana di calo.
Ed è qui che entra in gioco un fattore tutto italiano: la nuova fiscalità 2026 sulle cripto-attività. Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sulle plusvalenze è salita al 33% (dal 26% del 2025), con l’eccezione dei token di moneta elettronica denominati in euro che restano al 26%. Inoltre, la franchigia di 2.000 euro è stata eliminata già dal 2025: ogni plusvalenza, anche piccola, è fiscalmente rilevante. Chi sta valutando di vendere deve considerare che su un guadagno netto di 10.000 euro, ad esempio, l’imposta sarebbe ora di 3.300 euro anziché 2.600 euro — una differenza di 700 euro che può influenzare le decisioni di realizzo.
Per chi punta ad accumulare, il livello attuale potrebbe rappresentare un’area di ingresso interessante in ottica di lungo periodo, soprattutto se si considera la possibilità di utilizzare la rivalutazione fiscale al 18% (già introdotta nel 2025 e potenzialmente riproposta) per ottimizzare il prezzo di carico. La guida alla tassazione criptovalute in Italia su Finaria approfondisce le opzioni disponibili.
Strategie operative e prossimi appuntamenti
Il dato chiave della giornata arriva alle 14:30 ora italiana, con il rilascio delle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione USA (initial jobless claims). Un dato superiore alle attese potrebbe riaccendere le speranze di un taglio dei tassi Fed, dando una spinta ai mercati risk-on. Viceversa, un mercato del lavoro ancora solido prolungherebbe la fase di attesa.
Per chi opera attivamente, il supporto in area 66.000 $ resta il livello critico: una rottura al ribasso aprirebbe spazio verso i 60.000 $. Al rialzo, il primo target significativo è a 71.900–72.000 $, dove si concentrano resistenza tecnica e media mobile a 50 giorni. Chi preferisce un approccio più prudente e vuole valutare le piattaforme migliori per operare può consultare la classifica dei migliori exchange criptovalute aggiornata, oppure la guida completa su dove comprare Bitcoin in sicurezza.
Il messaggio di fondo per l’investitore italiano è pragmatico. Il 2026 è iniziato come un anno di transizione per Bitcoin: dopo i fuochi d’artificio del 2025, il mercato sta cercando un nuovo equilibrio. La volatilità in calo non è necessariamente una cattiva notizia — le fasi di compressione spesso precedono movimenti direzionali importanti. La domanda è in quale direzione. Per chi ha un orizzonte temporale ampio, i fondamentali di rete (hashrate ai massimi, supply in riduzione post-halving 2024) restano intatti. Per chi opera nel breve, i livelli tecnici sono chiari: sotto 66.000 $ si rischia, sopra 72.000 $ si respira.
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