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Crypto e MiCA, Binance: “la compliance diventa il cuore del business”

Giuliana Morelli

Il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets, Reg. UE 2023/1114) ha trasformato la compliance da voce di costo a elemento centrale di competitività per gli exchange di criptovalute. Lo conferma Rossella Gancitano, head of compliance e MLRO di Binance Italia, in un’intervista pubblicata oggi da InhouseCommunity: con MiCA il settore è entrato a pieno titolo nell’ecosistema regolato dei servizi finanziari europei.

MiCA: da far west a ecosistema regolato

Fino a pochi anni fa il mercato crypto operava in un vuoto normativo. Oggi lo scenario è radicalmente diverso. Dal dicembre 2024 il regolamento MiCA è pienamente applicabile in tutta l’UE e impone a emittenti e fornitori di servizi in cripto-asset (CASP) obblighi strutturali: autorizzazioni preventive, presidi organizzativi, requisiti patrimoniali, obblighi di trasparenza e meccanismi di tutela degli investitori. In Italia la vigilanza è ripartita tra Consob (mercati e trasparenza) e Banca d’Italia (stabilità e antiriciclaggio), che stanno rafforzando i controlli con nuovi contributi di vigilanza e procedure di autorizzazione.

La transizione è già in fase avanzata: l’Italia ha fissato al dicembre 2025 la scadenza per l’adeguamento dei VASP già registrati all’OAM, mentre a livello UE il periodo transitorio si concluderà entro il 1° luglio 2026. Dopo tale data, chi non avrà ottenuto l’autorizzazione MiCAR non potrà più operare nel mercato europeo. Secondo i dati di settore, sono già state comminate sanzioni per oltre 540 milioni di euro a operatori crypto non conformi nell’UE, un segnale chiaro della volontà delle autorità di far rispettare le regole.

Illustrazione 3D metaforica che mostra il passaggio da un

Compliance come vantaggio competitivo: il caso Binance

Gancitano, che ha costruito la propria carriera nella finanza tradizionale tra Cleary Gottlieb, Credit Suisse, Mediobanca e Morgan Stanley prima di entrare in Binance nel 2022, descrive un cambiamento di paradigma: la compliance non è più un presidio accessorio che rallenta il business, ma una leva strategica che incide direttamente sulla possibilità di operare e competere. Per un exchange, oggi essere conformi significa poter accedere al passporting europeo — un’unica licenza valida in tutti i 27 Stati membri — e costruire la fiducia necessaria per attrarre clienti istituzionali e retail consapevoli.

In concreto, la compliance MiCA per un exchange comporta: procedure KYC/AML rafforzate con verifica dell’identità in tempo reale, monitoraggio continuo delle transazioni, report automatici al Fisco (DAC8), segregazione dei fondi dei clienti, pubblicazione di white paper conformi per ogni asset listato, e la nomina di figure dedicate come il MLRO (Money Laundering Reporting Officer). A ciò si aggiungono, in Italia, i contributi di vigilanza Consob introdotti con la delibera n. 23799 del dicembre 2025: 20.000 € per ogni richiesta di autorizzazione e fino a 10.000 € per servizio per i CASP già operativi.

Il percorso di Binance verso la conformità europea è emblematico della sfida che l’intero settore affronta. L’exchange ha scelto la Grecia come base regolatoria UE, presentando nel gennaio 2026 domanda di licenza MiCA alla Hellenic Capital Market Commission attraverso la controllata Binary Greece. Una mossa che arriva dopo anni di frizioni con i regolatori europei e un accordo da 4,3 miliardi di dollari con le autorità statunitensi, e che segnala la volontà di ricostruire la propria presenza nei mercati regolamentati.

DAC8 e tracciabilità: la fine dell’anonimato crypto in Italia

Il MiCA non è l’unico cambiamento normativo. Dal 1° gennaio 2026 è operativo anche il Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell’OCSE, a cui l’Italia ha aderito insieme ad altri 47 Paesi. In parallelo, la direttiva europea DAC8 impone a tutti i CASP di trasmettere automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati sulle transazioni, i saldi e le identità dei propri utenti. Di fatto, possedere criptovalute su un exchange è oggi equiparabile — sul piano della trasparenza fiscale — ad avere un conto corrente bancario.

Per l’investitore italiano questo significa che il fisco ha ora visibilità completa sulle posizioni crypto: ogni acquisto, vendita, conversione o trasferimento viene tracciato e comunicato. Se i dati dichiarati nel Quadro RW non corrispondono a quelli trasmessi dall’exchange, scattano controlli automatici. Il combinato di MiCA, DAC8 e della nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze rende il 2026 un anno di svolta per la compliance non solo degli operatori, ma anche degli investitori stessi. La guida alla tassazione crypto in Italia di Finaria approfondisce tutti gli aspetti operativi della dichiarazione.

Cosa cambia per l’utente italiano di Binance & co.

Le nuove regole non impattano solo gli exchange, ma anche l’esperienza quotidiana degli utenti. Ecco le quattro conseguenze più concrete per chi utilizza piattaforme crypto in Italia.

🔒 Cosa cambia per te nel 2026 1. Più documenti richiesti — Le procedure KYC si sono intensificate: oltre a documento d’identità e selfie, molte piattaforme richiedono ora prova di residenza aggiornata, codice fiscale e, in alcuni casi, dichiarazione sulla provenienza dei fondi. Senza questi documenti l’operatività può essere limitata o bloccata. 2. Meno anonimato — Ogni transazione viene tracciata e comunicata al fisco italiano tramite DAC8 e CARF. Le operazioni verso wallet esterni (self-custody) sono soggette alla Travel Rule, che richiede l’identificazione di mittente e destinatario anche per trasferimenti tra wallet personali sopra determinate soglie. 3. Maggiore protezione legale — MiCA impone la segregazione dei fondi dei clienti, il divieto di utilizzare asset depositati per operazioni proprietarie, e procedure di reclamo obbligatorie. In caso di fallimento della piattaforma, i fondi degli utenti sono giuridicamente separati da quelli dell’exchange. 4. Più controlli fiscali — Con i dati trasmessi automaticamente dall’exchange, l’Agenzia delle Entrate può incrociare le posizioni dichiarate con quelle effettive. Il consiglio è di verificare la coerenza tra i dati del proprio exchange e la dichiarazione dei redditi, valutando se affidarsi a un commercialista specializzato.

Per scegliere una piattaforma che rispetti pienamente questi requisiti, la classifica dei migliori exchange criptovalute offre un confronto aggiornato tra operatori autorizzati in Italia. Chi è alle prime armi può consultare anche la guida su come comprare criptovalute per muovere i primi passi in modo sicuro e conforme alle nuove regole.

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Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Dr.ssa Giuliana Morelli, con una Laurea Magistrale in Economia e Management, ha maturato una solida esperienza nel settore finanziario ed economico durante gli anni di lavoro come consulente aziendale. Nel 2010, ha intrapreso una nuova avventura fondando la sua società di consulenza, attraverso la quale offre supporto a imprese e individui nel navigare il complesso mondo degli investimenti e del trading.

La sua expertise si estende anche al vivace settore delle criptovalute, dove esplora l'intersezione tra trading tradizionale e tecnologie emergenti come la Blockchain. Giuliana collabora attivamente con diversi studi professionali ed è una figura di spicco in numerose iniziative legate a Fintech, Blockchain, nonché in vari incubatori e acceleratori di impresa.

Giuliana ha una passione per l'attualità, cosa che le permette di fornire ai lettori analisi puntuali e aggiornate sulle ultime novità del settore. Con una comunicazione chiara e precisa, mira a rendere il mondo del trading e degli investimenti comprensibile e accessibile a tutti, sia che si tratti di principianti o di investitori esperti.

All'interno del team gestisce con passione e dedizione il ramo relativo alle news, sia crypto che di finanza classica.