Il 1° febbraio 2026 Ripple ha rilasciato dall’escrow 1 miliardo di XRP (circa $1,6 miliardi al momento dello sblocco), secondo sblocco mensile dell’anno dopo quello di gennaio. L’evento, parte di un programma fisso avviato nel 2017, arriva in un momento delicato: XRP ha chiuso gennaio con un calo superiore al 10% e il prezzo è sceso intorno a $1,50 — il livello più basso dall’ottobre 2025. Vediamo cosa è successo davvero e quanto di quel miliardo finisce effettivamente sul mercato.
Come funziona l’escrow e quanto XRP arriva davvero sul mercato
Il meccanismo è semplice nella teoria, ma spesso frainteso. Nel 2017 Ripple ha collocato 55 miliardi di XRP in un sistema di escrow su XRP Ledger, con sblocchi programmati di 1 miliardo al mese per garantire prevedibilità all’offerta circolante. Ma la parte cruciale è ciò che accade dopo lo sblocco.

Storicamente, Ripple rilocca tra il 60% e l’80% dei token sbloccati, trattenendone solo una frazione per spese operative e liquidità. A febbraio il pattern si è ripetuto: dei 4 trasferimenti (100M + 400M + 100M + 400M di XRP), ben 700 milioni sono tornati in escrow in due tranche da 400M e 300M. La fornitura netta aggiuntiva effettiva è quindi di soli 300 milioni di XRP — circa $480 milioni ai prezzi attuali, non $1,6 miliardi come i titoli allarmistici suggeriscono.
Sblocco escrow febbraio 2026 — Flussi
| Voce | XRP | Controvalore ($) |
| Sbloccati dall’escrow | 1.000.000.000 | ~$1,6 miliardi |
| Riloccati in escrow | −700.000.000 | ~$1,09 miliardi |
| Fornitura netta aggiuntiva | 300.000.000 | ~$480 milioni |
Il contesto: XRP in calo del 60% dal massimo storico
Lo sblocco di febbraio si inserisce in un quadro tecnico nettamente ribassista. XRP ha raggiunto il suo massimo storico di $3,65 il 18 luglio 2025, per poi entrare in una fase di declino prolungata che lo ha portato a perdere oltre il 60% del valore. La capitalizzazione è scesa da un picco superiore a $210 miliardi a circa $87 miliardi.
A metà gennaio il prezzo oscillava intorno a $1,98, con la SMA a 50 giorni in area $2,0 e la SMA a 200 giorni a $2,6 — entrambe ben sopra il prezzo corrente, segnale di tendenza ribassista. L’RSI a 14 giorni si trovava in zona neutra (intorno a 45), prima di deteriorarsi ulteriormente con il sell-off di fine mese. Il 6 febbraio, nel flash crash che ha colpito tutto il mercato crypto, XRP è sceso fino in area $1,12–$1,25 prima di un rimbalzo.
Il segnale più interessante è arrivato dopo il minimo. Secondo dati CryptoQuant, tra il 7 e il 9 febbraio le riserve di XRP su Binance sono calate di 192 milioni di XRP (il 7%), raggiungendo il livello più basso da gennaio 2024 — dinamica tipicamente associata ad accumulazione da parte di investitori che ritirano i token per detenerli a lungo termine. Da allora il prezzo ha recuperato circa il 38%, portandosi in area $1,47–$1,55 al 15 febbraio.
XRP — Dati chiave al 16 febbraio 2026
| Indicatore | Valore |
| ATH (18 luglio 2025) | $3,65 |
| Prezzo attuale | ~$1,47 |
| Drawdown da ATH | −60% |
| Market cap | ~$87 miliardi |
| Performance gennaio 2026 | −10,6% |
| Minimo intraday 6 febbraio | ~$1,12–$1,25 |
| Rimbalzo al 15 febbraio | +38% dai minimi |
ETF spot XRP e flussi istituzionali: il fattore nuovo del 2026
A differenza dei cicli precedenti, nel 2026 gli sblocchi dell’escrow interagiscono con una variabile inedita: gli ETF spot su XRP, lanciati negli Stati Uniti a fine 2025. L’interesse istituzionale iniziale è stato significativo, con afflussi consistenti nelle prime settimane. Tuttavia, come osservato da Investing.com, il mercato ha già mostrato la sua natura ciclica: dopo l’entusiasmo si sono registrati deflussi e volatilità marcata.
La presenza degli ETF resta un driver strutturalmente positivo perché aumenta liquidità, visibilità e integrazione con la finanza tradizionale, ma non è sufficiente da sola a sostenere il prezzo. Paradossalmente, gli sblocchi mensili dell’escrow possono amplificare la volatilità degli ETF: nei periodi di mercato debole, i 300 milioni netti immessi ogni mese rappresentano offerta aggiuntiva che si somma ai deflussi istituzionali, creando un effetto a cascata. Al contrario, in fasi di accumulazione — come quella osservata dopo il 6 febbraio — il mercato assorbe i token sbloccati senza contraccolpi significativi.
Regolamentazione e lobby bancaria: i venti contrari
Il quadro normativo resta il fattore determinante per il medio periodo. La causa SEC-Ripple si è formalmente risolta nel 2023 con la sentenza che ha stabilito che le vendite di XRP al pubblico non costituiscono titoli non registrati, ma le implicazioni regolatorie continuano a pesare. A Washington, la lobby bancaria americana sta esercitando forti pressioni contro il Clarity Act, il disegno di legge che definirebbe in modo più chiaro lo status normativo degli asset digitali come XRP.
Le grandi banche vogliono impedire che le stablecoin paghino interessi ai detentori, una disposizione che avvantaggerebbe indirettamente i token di pagamento come XRP. Il risultato è una fase di stallo politico che frena l’adozione istituzionale di Ripple negli Stati Uniti, nonostante le partnership internazionali continuino ad avanzare.
📊 Cosa valutare se hai XRP in portafoglio
Lo sblocco non è un dump. Dei 12 miliardi di XRP sbloccati ogni anno, circa 7–9 miliardi tornano in escrow. La fornitura netta aggiuntiva effettiva si aggira sui 3–5 miliardi annui, pari a meno dell’8% dell’offerta circolante. L’impatto diretto sul prezzo è marginale e progressivo, non improvviso.
Attenzione ai livelli tecnici. Il supporto critico si trova in area $1,25 (pivot daily). Sotto questo livello il rischio di accelerazione ribassista verso $1,12–$1,16 aumenta sensibilmente. Al rialzo, la prima resistenza significativa è in zona $1,50–$1,55, da superare con convinzione per puntare a $2,00.
Prospettiva di medio periodo. Gli analisti restano divisi: lo scenario intermedio di Coinspeaker colloca XRP tra $3 e $5 entro il 2030 se l’adozione istituzionale cresce, mentre lo scenario ribassista prevede un lungo consolidamento sotto $2. Per l’investitore italiano che usa XRP come scommessa speculativa sul pagamento cross-border, il vero catalizzatore sarà il Clarity Act USA e l’effettiva integrazione di Ripple nelle infrastrutture bancarie europee.
➡ Per approfondire: Previsioni Ripple (XRP) — Le analisi sul prezzo dal 2025 al 2030
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