Insider Trading: Cos’è, quali Sanzioni e Esempi famosi

L'insider trading è un reato sanzionato con multe milionarie o la reclusione. Ecco in cosa consiste, gli esempi più famosi e quando invece può essere legale

L’insider trading è il reato commesso da chi sfrutta a proprio favore l’imperfezione più grande del mercato finanziario: l’asimmetria informativa.

Cosa succederebbe se venissi a sapere da fonti certe che la grossa azienda su cui hai investito sta per fallire e le sue azioni presto varranno zero? Le venderesti il prima possibile, prima che gli altri lo vengano a sapere. Sfruttare questo tipo di conoscenze (dette informazioni privilegiate) per trarne vantaggio è illegale ed è un fenomeno conosciuto come insider trading.

Vedremo più nel dettaglio le implicazioni e il significato, portando anche qualche esempio famoso passato alla storia della finanza mondiale. Spiegheremo anche la differenza con altri atti illeciti, come l’aggiotaggio, e quali sono le sanzioni previste per chi fa insider trading.

Cominciamo dal capire il suo significato e dalla normativa italiana.

Significato di Insider Trading

Insider trading significa sfruttare informazioni privilegiate, acquisite grazie a una posizione favorita in borsa, per manipolare il mercato finanziario oppure trarre indebitamente un vantaggio economico sugli altri.

La traduzione letterale di insider trading è compravendita (più) dall’interno, ma il termine viene utilizzato alla maniera anglosassone anche nel parlato italiano.

Il reato è stato introdotto nella Legge italiana nel 1998 con il Testo Unico della finanzia (TUF, o Legge Draghi), identificando i casi e le pene previste (che vedremo più avanti). La CONSOB è incaricata di monitorare che non si verifichino mosse distorsive di questo genere sui mercati finanziari.

Come nasce l’insider trading

Ogni giorno in borsa operano contemporaneamente milioni di soggetti: investitori principianti, trader esperti, società, fondi, banche e istituzioni. Ciascuno compra o vende vari tipi di strumenti finanziari sulla base delle proprie previsioni o sulle conoscenze che possiede, con l’obiettivo di guadagnare da questi movimenti di denaro e asset.

Capita molto spesso che qualcuno possieda più informazioni di altri, e ciò è normale perché non tutti gli operatori hanno la stessa esperienza e formazione (chi ha appena iniziato a fare trading da casa non può conoscere tutto quello che sa un trader di Wall Street). Anche per questo è importante investire consapevolmente e possedere delle buone basi teoriche, che si possono acquisire con un corso di trading o leggendo.

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Talvolta però qualcuno potrebbe venire a conoscenza di informazioni strettamente riservate e sensibili, di cui nessun altro è a conoscenza (e non per demerito) e che potrebbero influire pesantemente sull’andamento del mercato. Capita tra i gestori di grandi fondi, tra gli investitori che ricoprono cariche dirigenziali in alcune aziende o nelle società di revisione dei conti (es. Deloitte).

Utilizzare le cosiddette informazioni privilegiate però rappresenta un vantaggio scorretto, perché permetterebbe al trader di muoversi prima degli altri giocatori. Questo ridurrebbe il suo grado di rischio, che ricadrebbe invece sulla restante parte degli investitori, facendogli trarre un maggiore profitto. Chi sfrutta conoscenze non di dominio pubblico per investire in borsa, quindi, commette reato di insider trading.

Esempi di Insider Trading

Immaginiamo che una grossa banca d’affari si trovi con dei grossi problemi di liquidità e sia prossima a dichiarare bancarotta. Probabilmente molti operatori sul mercato sanno che l’istituto non naviga in buone acque, ma nessuno scommetterebbe sul fallimento della banca. Nessuno tranne i vertici, che nell’assemblea straordinaria decidono che per la società non c’è più alcuna speranza.

insider trading reato

Uno di loro è anche proprietario di una grossa quota di azioni. Non appena terminato l’incontro andrà a vendere la sua intera partecipazione al capitale della banca, ritirando i propri soldi prima del tracollo. Questo comportamento però è fortemente scorretto e illegale, perché permette all’investitore di trarre un grosso vantaggio su tutti gli altri, che tra poche ore scopriranno che le loro azioni non valgono più nulla.

L’insider trading si può applicare anche al rovescio. Facciamo un altro esempio: supponiamo che una società farmaceutica sia riuscita a scoprire il vaccino per curare definitivamente un virus mortale in tutto il mondo. Ovviamente la notizia farà schizzare alle stelle il valore dell’azienda in borsa, ma prima che si venga a sapere i direttori generali acquistano un grosso numero di azioni.

Quando la stampa pubblicherà la scoperta del vaccino trarranno enormi profitti in maniera scorretta, cioè sapendo già prima di tutti quale effetto sarebbe stato generato sui mercati.

Insider trading: il caso De Longhi

Uno dei più recenti esempi di presunto insider trading è il caso De Longhi del 2015. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il patron dell’azienda Giuseppe De Longhi sarebbe indagato per aver passato informazioni privilegiate alla sorella Alberta prima della cessione della controllata DeClima alla Mitsubishi Electric Corporation.

Sfruttando queste conoscenze Alberta De Longhi avrebbe condotto delle operazioni di trading sulla DeClima, generando un profitto di diverse centinaia di migliaia di euro.

Perché nella vicenda la persona indagata è il patron Giuseppe De Longhi e non la sorella, cioè colei che ha tratto i reali benefici dalla pratica di insider trading? Continua a leggere per scoprirlo.

Insider Trading e Aggiotaggio

L’insider trading non è l’unico reato che riguarda l’utilizzo scorretto delle informazioni sul mercato finanziario. Un altro atto illecito di questo tipo è l’aggiotaggio, che invece consiste nella manipolazione della borsa diffondendo notizie false per alterare i prezzi degli asset negoziati.

Chi diffonde fake news con l’obiettivo di far salire o crollare il valore di uno strumento finanziario a scopo speculativo commette reato di aggiotaggio secondo l’art. 501 del codice penale e l’art. 2637 del codice civile.

La differenza sostanziale tra insider trading e aggiotaggio, quindi, consiste:

  • nella natura dell’informazione;
  • nell’utilizzo che ne vien fatto.

Nell’insider trading, infatti, la soffiata è vera ma viene tenuta segreta e sfruttata dal singolo o dai pochi che hanno una posizione privilegiata rispetto al mercato. Nell’aggiotaggio invece le informazioni sono false e vengono diffuse a tutti gli operatori, affinché chi si trova in posizione di vantaggio ne tragga benefici.

Insider Trading: Sanzioni Penali e Amministrative

La pena per insider trading varia a seconda che il fatto ricada nel diritto penale o nell’amministrativo. Nel primo caso l’abuso di informazioni privilegiate viene riconosciuto come reato e viene punito con la reclusione da uno a sei anni di carcere e una multa che va dai 20.000 euro ai 3 milioni di euro.

La sanzione penale di insider trading scatta se il giudice riconosce nell’informazione privilegiata un contenuto specifico e circostanziato, oltre che non di dominio pubblico, e se a commettere il reato di insider trading è il possessore dell’informazione privilegiata (detto insider primario). In più, se il reato genera enormi profitti o ha dei risvolti particolarmente gravi, il tribunale può aumentare la multa da 3 a 10 volte tanto.

Diversamente, se a commettere l’illecito è un insider secondario (colui che ha ricevuto l’informazione da un altro insider), scatterà un provvedimento di tipo amministrativo. La sanzione amministrativa di insider trading prevede una multa della stessa misura precedente, compresa tra 20 mila e 3 milioni di euro.

Insider trading: Quando è legale?

Non sempre sfruttare un’informazione per negoziare sui è insider trading. Per esempio, il reato non sussiste se la persona ha ottenuto l’informazione privilegiata per puro caso, per rapporti di parentela o di amicizia con l’insider primario (ecco perché nella vicenda De Longhi la sorella Alberta non sarebbe indagata).

Inoltre non rappresenta un’illecito nemmeno sfruttare rumors e segnali per anticipare gli altri operatori e guadagnare con il trading. In questo caso le informazioni sono di dominio pubblico, trasmesse dai mass media e dalla stampa, e non rappresentano una verità certa.

Se per esempio venissi a sapere da un esperto che le azioni di Netflix stanno per battere ogni previsione alla prossima trimestrale non faresti nulla di male a comprare il titolo. L’informazione non è sicura, né riservata.

Insider trading: Film famosi

Wall Street film

Il fenomeno dell’insider trading negli Stati Uniti è stato oggetto di numerose pellicole cinematografiche con al centro grossi imprenditori e squali della finanza. Uno dei più significativi è Wall Street, film del 1987 con Micheal Douglas, dove i protagonisti Bud Fox e Gordon Gekko sono coinvolti in un affare di insider trading per la compagnia Bluestar Airlines.

Ancora più famoso è Una poltrona per due, il film cult del periodo natalizio del 1983. Nella storia il finanziere Louis Whintorpe e il senzatetto Billy Ray Valentine (Eddie Murphy) speculano contro i fratelli Duke sui contratti futures del succo d’arancia, sfruttando un rapporto del Ministero dell’Agricoltura non ancora reso pubblico.

una poltrona per due insider trading film

La mossa di Valentine ha avuto così tanta risonanza che 30 anni dopo, nel 2010, Wall Street decise di regolamentare il fenomeno di insider trading sulle materie prime istituendo la Eddie Murphy rule nel Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act.

Da segnalare infine il film La Grande Scommessa, pellicola del 2015 sulla storia vera di Michael Burry e dei pochi trader che investirono allo scoperto contro la bolla del mercato immobiliare, presagio della crisi del 2008. Nel film non viene fatto riferimento esplicito all’insider trading, ma prima dei titoli di coda il regista ricorda che Micheal e gli altri vennero indagati dall’FBI per il possesso di informazioni privilegiate, che gli permisero di guadagnare miliardi mentre il mondo crollava.

la grande scommessa

In realtà l’intuizione di Burry (interpretato da Christian Bale) passò involontariamente dalla California a Wall Street, dove alcuni vollero sapere di più sulla folle idea di vendere allo scoperto contro il solidissimo mercato immobiliare. La lunga ricerca dei protagonisti (tra cui Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt), portò alla scoperta dei rovinosi effetti innescati dai mutui subprime e dei CBO, con il conseguente scoppio della bolla e il crack finanziario.

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Insider trading – Domande Frequenti

Chi commette insider trading secondario?

L’insider trading secondario è una speculazione in borsa fatta utilizzando informazioni privilegiate ottenute dal possessore primario dell’informazione. Può commetterlo un parente, un amico o un conoscente di una persona direttamente coinvolta all’interno di una società (come il caso De Longhi).

Cosa fa la CONSOB per contrastare l’insider trading?

Secondo l’art. 187 del TUF la CONSOB vigila sui mercati finanziari segnalando eventuali mosse scorrette da parte di soggetti in possesso di informazioni privilegiate e sanzionando gli abusi.

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