Aprire Partita IVA: come fare e quanto costa

Che tu sia giovane o pensionato oggi puoi aprire partita IVA in pochi passaggi. Scopri come fare, quanto costa e quali alternative esistono. Ti conviene?

Se pensi di avviare un’attività in proprio probabilmente starai valutando di aprire partita IVA. I dubbi possono essere tanti se sei giovane o se hai già un contratto da dipendente e vuoi cambiare vita, ma le domande sono sostanzialmente tre: come fare, quanto costa e quando è necessaria.

Aprire una partita IVA non è affatto complicato. Puoi sbrigare le pratiche online, oppure delegare il compito al tuo commercialista di fiducia. Il problema maggiore potrebbero essere i costi (li vedremo nel dettaglio), perciò valuta se ti conviene davvero.

Non tutte le partite IVA sono uguali: forse hai già sentito parlare di regime forfettario, un sistema agevolato che potrebbe fare al caso tuo (se aspiri a diventare un freelance, per esempio). Scopri se hai i requisiti per accedere.

Come si apre una partita IVA oggi? E quanto costa mantenerla? Ecco cosa c’è da sapere prima di fare il grande passo da libero professionista.

Cos’è la partita IVA?

partita iva cos'è

La partita IVA è un codice identificativo a 11 cifre che si assegna a una società o un libero professionista che svolgono un determinato lavoro continuativo e organizzato.

Viene rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, l’ente della pubblica amministrazione italiana che riscuote i tributi e svolge gli accertamenti fiscali.

Aprire una partita IVA è obbligatorio per qualsiasi società di capitali (SPA, SRL, SRLS), impresa individuale o lavoratore autonomo che svolgano quella professione in modo abituale e strutturata, anche se non produce reddito.

Senza di essa un professionista o un’azienda sarebbero accusati di mancata apertura di partita IVA, lavoro in nero ed evasione fiscale.

La partita IVA, infatti, serve a calcolare le imposte sui redditi da lavoro o riscuotere e versare l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) per conto dello Stato (solo per le partite IVA a regime ordinario).

Possono aprire partita IVA anche i lavoratori dipendenti, nel caso in cui svolgano un’attività extra orario di lavoro abituale e organizzata (fanno eccezione l’hobbistica, le vendite sporadiche, ecc.).

Partita IVA e Codice ATECO

Alla partita IVA viene sempre abbinato un codice ATECO (anche detto codice attività), un numero a 6 cifre che classifica l’attività svolta dal professionista o dall’azienda a fini statistici e fiscali.

In questo modo partita IVA e codice attività assegnano un raggio d’azione entro il quale può muoversi il professionista o l’azienda nell’esercizio del proprio lavoro. Un avvocato (codice 69.10.10) proprietario di un vigneto, per esempio, non può emettere fatture per una consulenza legale e vendere dell’ottimo Barolo con la stessa partita IVA.

Il codice attività ATECO, inoltre, stabilisce i coefficienti di redditività per il calcolo del reddito imponibile sulle partite IVA a regime forfettario. Scegliere il codice attività giusto, quindi, è fondamentale per versare l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali senza commettere errori.

Quanto costa aprire una partita IVA

quanto costa aprire partita iva

Aprire una partita IVA è gratis per i liberi professionisti, mentre per le ditte individuali è previsto il pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria della Camera di Commercio (35,50€).

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Data la serietà della procedura, però, quasi tutti scelgono di lasciar fare a un dottore commercialista o uno studio di professionisti, recandosi in ufficio oppure online.

Anche in questo caso i costi di apertura della partita IVA non sono altissimi. Se scegli uno studio di commercialisti il prezzo può variare in base a diversi fattori, come ad esempio:

  • la tipologia di attività che vuoi avviare;
  • il tariffario del professionista;
  • la concorrenza nella zona.

I costi di un commercialista per aprire partita IVA in genere si aggirano intorno ai 300-500 euro.

Puoi anche scegliere di aprire partita IVA online grazie a servizi specializzati: i costi sono più bassi, trasparenti e competitivi. In più fai tutto da remoto, con pochi click e risparmiando tempo. Se decidi di aprire partita IVA con Iubenda, per esempio, il costo è di 99 euro IVA inclusa.

A fare la differenza sono i costi di mantenimento della partita IVA, variabili a seconda che il regime applicato sia ordinario o forfettario:

  • partita IVA ordinaria: il regime contabile tradizionale prevede una spesa di iscrizione (e rinnovo) alla Camera di Commercio (80-100 euro l’anno), onorario per il commercialista, contributi INPS e altre imposte come l’IRPEF (imposta sul reddito) e l’IRAP (imposta sul valore aggiunto);
  • partita IVA forfettaria (ex regime dei minimi): è riservato ai professionisti o piccole attività con ricavi fino a 65.000 euro. Non prevede il versamento trimestrale dell’IVA e propone una tassazione IRPEF secca pari al 5% (per i primi cinque anni di attività) e successivamente al 15%. A questo si aggiungono i contributi INPS ed eventualmente l’iscrizione alla Camera di Commercio. L’onorario del commercialista, spesso, tende a essere più basso.

I dati salienti sono riassunti nella seguente tabella:

Costi partita IVARegime ordinarioRegime Forfettario
AperturaGratisGratis
Iscrizione CCIAA80-100€ l’anno0-100€ l’anno
IRPEFVariabile5% fino a 5 anni, poi 15%
IRAP3,90%
Commercialista1.000-10.000€ l’anno300-800€ l’anno
Detrazione IVANo

Ricordiamo inoltre che le partite IVA che operano in regime ordinario sono anche tenute all’emissione della fattura elettronica (e-fattura), il che significa un ulteriore costo a carico della società (per l’acquisto del software o l’assistenza dello studio commercialista).

Detto questo, stabilire con certezza quanto costa una partita IVA non è facile. I costi per il professionista possono essere stimati, ma non definiti a monte in quanto dipendenti da molteplici variabili, come ad esempio:

  • il regime fiscale e contabile;
  • fatturato dell’anno;
  • costi di gestione e altre spese detraibili ai fini IVA;
  • accordi con il commercialista e tipo di servizio richiesto.

Come aprire partita IVA

La modalità consigliata per aprire una partita IVA è quella di rivolgersi a un commercialista online o in sede. Una consulenza professionale ti aiuterà a non sbagliare questo passaggio delicato, fondamentale per metterti in proprio o per aprire la tua attività.

È necessario segnalare all’Agenzia delle Entrate l’inizio della nuova attività, possibilmente entro 30 giorni dall’avvio. L’ente pubblico provvederà a rilasciare per via telematica il codice a 11 cifre, in tempi variabili a seconda della tipologia di attività svolta (lo vedremo più avanti).

Se scegli di aprire partita IVA presso uno studio di commercialisti o da remoto non devi fare altro che fornire alcune informazioni al professionista e lasciare che sia lui a sbrigare le pratiche.

Provvederanno loro a inviare domanda all’Agenzia delle Entrate, sbrigare eventualmente le pratiche per la Camera di Commercio e aprire le tue posizioni previdenziali (INPS, INAIL o casse professionali).

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Aprire partita IVA senza commercialista

È semplicissimo, sicuro e ti aiuterà a risparmiare tempo ed energie.

Se però preferisci aprire partita IVA senza commercialista ecco quali sono i passaggi da seguire:

  1. Individuare la natura della tua attività;
  2. Controllare i passaggi e i requisiti necessari;
  3. Sbrigare le pratiche per l’apertura della partita IVA.

Per prima cosa dovrai capire se il tuo tipo di attività rientra all’interno del commercio, dell’artigianato o della libera professione. A seconda dell’inquadramento cambiano i passaggi successivi.

Aprire partita IVA come commerciante

I commercianti devono prima iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Poi possono aprire partita IVA presentando una segnalazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, compilando il modello AA9/12 (ditte individuali e lavoratori autonomi) oppure AA7/10 (soggetti diversi da persone fisiche).

Nella dichiarazione andrà indicato il genere di merce venduto, con particolare distinzione tra beni destinati al consumo alimentare e il resto.

Sono previsti altri passaggi più o meno complessi a seconda del profilo dell’attività, il tutto da trasmettere all’AdE tramite la Comunicazione Unica dal portale di registroimprese.it.

Per finire bisognerà aprire una posizione previdenziale all’INPS.

Aprire partita IVA come artigiano

Per aprire una partita IVA come artigiano bisogna iscriverti alla sezione artigiani della Camera di Commercio, mentre in fase di presentazione della domanda all’Agenzia delle Entrate può essere necessario fornire una SCIA (segnalazione di inizio attività).

La richiesta di apertura della partita IVA si effettua sempre tramite modello AA9/12 o AA7/10, attraversi la procedura Comunicazione Unica del Registro delle Imprese.

Inoltre è prevista l’iscrizione sia all’INPS artigiani che all’INAIL come forma di assicurazione da danni e infortuni sul lavoro.

Aprire partita IVA come freelance

Se vuoi esercitare la libera professione o un lavoro freelance è sufficiente aprire partita IVA direttamente all’Agenzia delle Entrate, senza formalizzare l’iscrizione al registro delle Imprese.

Dovrai compilare l’apposito modulo AA9/12 per persone fisiche e inviarlo:

  • per via telematica, usando il software di compilazione online sul sito dell’Agenzia delle Entrate (vai alla pagina);
  • tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (con fotocopia di un documento);
  • presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate più vicino (è necessario un documento d’identità).

Tieni presente che alcune attività lavorative richiedono anche il possesso di speciali requisiti, come l’iscrizione a un Albo professionale o il conseguimento di patentini, certificazioni o abilitazioni al lavoro. Assicurati di essere in possesso dei requisiti necessari prima di aprire la partita IVA.

Per aprire partita IVA dovrai anche scegliere il codice ATECO idoneo alla tua attività e decidere se adottare un regime contabile ordinario (contabilità ordinaria) oppure forfettario. Come libero professionista, infine, dovrai provvedere ad aprire la tua posizione previdenziale all’INPS.

Una volta completata la procedura di apertura il sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate trasmetterà il numero di partita IVA al tuo commercialista o direttamente al recapito e-mail usato in fase di registrazione.

Nella comunicazione telematica saranno riassunti il tipo di soggetto, il numero della partita IVA, codice ATECO, domicilio fiscale e altro ancora.

Comunicazione dell’Agenzia delle Entrate per avvenuta apertura della partita IVA

Tale codice alfanumerico rimarrà sempre lo stesso fino a quando non deciderai di cessare quell’attività e chiudere partita IVA per sempre.

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Ricorda: se non vuoi sbrigare da solo le pratiche e avere la sicurezza di non commettere errori valuta di appoggiarti a un professionista.

Aprire partita IVA online

L’apertura della partita IVA online può essere un buon compromesso in termini di costi e benefici. Attraverso una piattaforma web puoi lasciare che un professionista esperto si prenda carico di tutte le pratiche al posto tuo.

Non dovrai fare altro che trovare un sito web per aprire partita IVA online, fornire i dati necessari e pagare. I servizi sono a pagamento, ma hanno un costo ridotto rispetto all’onorario del commercialista.

Per aprire una partita IVA online oggi puoi utilizzare piattaforme come Iubenda o commercialista24ore e in pochi click risolvere il problema.

Gli esperti da remoto sapranno rispondere alle tue domande fornendoti tutta la consulenza online necessaria per la valutazione dei costi, la scelta del codice ATECO corretto, l’apertura delle posizioni previdenziali e altro ancora.

Aprire partita IVA forfettaria

aprire partita iva forfettario libero professionista

Molti liberi professionisti giovani, startup e piccole attività si informano per aprire partita IVA forfettaria. Si tratta di un regime contabile semplificato, pensato per semplificare la vita di liberi professionisti, freelance e piccole aziende.

Il regime forfettario nasce con la legge 23 dicembre 2014 n. 190 per sostituire il vecchio regime dei minimi. Possono aderire a questo regime agevolato i soggetti che:

  • dimostrano un fatturato inferiore ai 65.000 euro;
  • sostengono spese per il personale dipendente o da lavoro accessorio inferiore ai 20.000 euro lordi;
  • non sono soci di altre società.

I soggetti che rientrano nella partita IVA a regime forfettario godono di alcuni vantaggi, ad esempio:

  • non applicano l’IVA sulle fatture, cioè non sono tenuti a trattenere e versare l’imposta sul valore aggiunto con cadenza trimestrale;
  • pagano un’aliquota IRPEF secca (un forfait appunto) su una percentuale dei ricavi. L’aliquota è del 5% per i primi 5 anni e del 15% sui successivi.

Per stabilire il reddito imponibile ai fini IRPEF si utilizza il coefficiente di redditività proprio del codice ATECO collegato alla partita IVA forfettaria. I principali sono:

  • commercianti 40%;
  • artigiani 67%;
  • agenti di commercio 67%;
  • professionisti non iscritti alla Camera di Commercio 78%.

Ciò significa che un copywriter freelance che guadagna 10.000 euro con la propria partita IVA forfettaria pagherà il 5% d’imposte su 7.800€ (390 euro).

Aprire partita IVA senza iscrizione all’INPS: è possibile?

aprire partita iva senza inps

Quando apri una partita IVA come attività commerciale o professionale (sia come autonomo che associato) sei obbligato a versare i contributi previdenziali all’INPS (Ente Nazionale di Previdenza Sociale).

Per la maggior parte delle partite IVA i contributi INPS sono la fetta più consistente dei costi di mantenimento. Per questo molti autonomi si fanno la stessa domanda: è possibile aprire partire IVA senza iscriversi all’INPS?

I casi sono due. Se vuoi aprire partita IVA e non hai altri lavori dichiarati (cioè non hai altre partite IVA e non sei dipendente) l’iscrizione all’INPS è obbligatoria e non c’è maniera di sfuggire.

In altre parole, non è possibile rifiutarsi di pagare i contributi e rinunciare alla pensione futura, sostituendola magari con qualche tipo di investimento redditizio.

La cosa cambia se hai già un contratto di lavoratore dipendente e vuoi aprirti una partita IVA per arrotondare lo stipendio con un’altra attività puoi essere esonerato dall’iscrizione all’INPS. La legge però vale solo con contratto full-time.

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Quando conviene aprire una partita IVA

Come hai visto, una partita IVA ha dei costi importanti. Aprirla può anche essere gratis, ma ciò che pesa è il suo mantenimento. Perciò, prima di fare il passo, devi valutare quanto ti conviene realmente.

In linea di massima apri la partita IVA quando vuoi intraprendere un’attività redditizia abbastanza da coprire le spese e gli oneri previdenziali. Anche se il tuo reddito è pari a zero alcuni pagamenti dovrai comunque onorarli.

Fai prima i tuoi conti alla mano e valuta se ha senso continuare. La strada alternativa può essere quella di regolarizzare il tuo lavoro con una prestazione occasionale, ma attenzione: se svogli l’attività abitualmente e in maniera organizzata la ritenuta d’acconto non è valida per l’Agenzia delle Entrate.

Attenzione a non commettere anche l’errore dei 5.000€. Se lavori abitualmente come maestro di ripetizioni tutto l’anno, con più studenti a settimana, e non superi la soglia dei cinquemila euro sei comunque tenuto ad aprire partita IVA.

Non si guarda al reddito, ma alla natura dell’attività. La ritenuta d’acconto vale per rapporti occasionali, non per quelli continui e organizzati (anche se fruttano sotto i 5.000€).

Quanto tempo ci vuole per aprire partita IVA?

Le tempistiche per l’ottenimento della partita IVA possono variare a seconda dei periodi dell’anno, del volume di richieste o in base alla tipologia di attività.

I tempi che intercorrono tra la presentazione di domanda d’apertura e la consegna della partita IVA variano:

  • da 3 a 15 giorni per commercianti e artigiani;
  • da 1 a 36 ore per partite IVA autonome.

L’apertura della partita IVA per i liberi professionisti è quasi istantanea, mentre per le imprese tenute a iscriversi presso la Camera di Commercio la verifica può richiedere diversi giorni.

Tieni anche conto che l’accettazione potrebbe anche subire ritardi o sospensioni dovute a dei controlli o a degli errori nella procedura senza commercialista.

Controllo partita IVA

Vuoi essere sicuro che l’apertura della partita IVA sia andata a buon fine? L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione uno strumento rapido per cercare e trovare la propria partita IVA o quella di qualcun altro.

Per la verifica della partita IVA ti basta andare sull’apposita pagina del sito dell’AdE e inserire il tuo codice alfanumerico. Da qui puoi vedere che tutti i dati siano corretti e se la partita IVA è regolarmente attiva.

Qui trovi la nostra guida dedicata al controllo della partita IVA.

Aprire partita IVA – Domande Frequenti

Come aprire partita IVA online?

Aprire partita IVA online ti permette di ridurre i costi di un commercialista senza però correre il grosso rischio di commettere errori. Esistono piattaforme che ti aiutano ad aprire la partita in pochi minuti e offrono consulenza da remoto durante tutto il percorso. Scopri di più.

Quanto costa una partita IVA al mese?

Il costo di una partita IVA varia a seconda della tariffa del commercialista, del regime fiscale e contabile scelto, dei volumi di affari, delle spese e dei versamenti INPS, INAIL, IRAP, ecc. Insomma: ci sono decide di variabili per stabilire il costo mensile di una partita IVA. Facciamo chiarezza.

Quanto costa aprire una partita IVA per un pensionato?

Anche i pensionati possono aprire una partita IVA e svolgere un’attività continuativa e organizzata dopo la pensione. I costi, anche qui, dipendono dal tipo di partita IVA selezionata e possono variare da 200 euro fino a 10.000 euro l’anno (difficile dare un range). Scopri di più.

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