Criptovalute e volatilità non sono sempre un binomio vincente e per questo motivo vogliamo fornirti tutte le informazioni e le analisi utili a capire quali sono le criptovalute più volatili sulle quali conviene puntare.
Ti hanno detto che investire in criptovalute significa puntare sulla loro volatilità? Ovviamente si tratta di una regola generale.
In questo approfondimento, dunque, non ci limiteremo semplicemente a fornirti una lista completa degli asset più volatili.
Vogliamo anche metterti in grado di investire nel modo più sicuro e avveduto possibile, motivo per cui ci concentreremo anche e soprattutto sulle criptovalute più volatili che vale effettivamente la pena comprare.
Il primo passo, tuttavia, è sempre quello di far capo ad un intermediario finanziario affidabile e attento alle esigenze degli utenti alle prime armi.
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Criptovalute più volatili – Le migliori piattaforme
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Criptovalute più volatili – Comparazione piattaforme
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Criptovalute più volatili in assoluto: La Top 10
Come ti abbiamo detto, non sempre le criptovalute più volatili in assoluto sono anche quelle più convenienti. Anzi, queste raramente coincidono e la maggior parte delle volte le vere offerte si trovano proprio in mezzo.
Per quale motivo?
Devi considerare che la volatilità non è affatto un valore assoluto. Si tratta semplicemente della misurazione dell’ampiezza delle oscillazioni dei prezzi in una data unità di tempo e, per questo motivo, non direttamente correlata al potenziale finanziario di un asset.
Nel mercato delle criptovalute la volatilità ricopre un ruolo centrale in quanto gli altri due fondamentali finanziari sono meno stabili rispetto agli altri settori finanziari. Ma approfondiremo meglio questo aspetto nei paragrafi successivi.
Prima della teoria, infatti, diamo un’occhiata alla pratica. A seguire ti mostreremo una lista completa delle criptovalute con la volatilità di mercato più elevata:
1. Lisk (LSK)

Lisk si inserisce all’interno dell’enorme lista di criptovalute che, a partire dal 2016, si sono poste come concorrenti e potenziali alternative a Ethereum. Ovviamente, e vedremo perché, senza successo.
Lisk, infatti, puntava alla creazione di un ecosistema che si reggesse esclusivamente sulla blockchain LSK, puntando non solo a favorire lo sviluppo di dApps e progetti DeFi, ma anche a supportare progetti alternativi in seno all’universo blockchain. Dagli NFT token fino ai progetti di cloud storage.
Un obiettivo ambizioso che Lisk si propone di raggiungere attraverso una blockchain modulare, ovvero una blockchain che permette all’algoritmo di sviluppare contemporaneamente anche variazioni flessibili.
Ma, come è facilmente intuibile, il progetto era ambizioso troppo in anticipo sui tempi. Ecco perché la blockchain non riuscì a supportare a pieno tutte le transazioni e, soprattutto, non riuscì a scremare i blocchi orfani.
Ecco perché oggi Lisk è la prima criptovaluta per volatilità: gli utenti non vi ripongono fiducia e i volumi di trading sono bassi, portando il valore di Lisk a dipendere effettivamente da ogni singola variazione di mercato.
2. 404Coin (404)

404Coin è a tutti gli effetti una shit-coin. Non tanto per quanto riguarda il protocollo e l’agoritmo del progetto quanto, piuttosto, per le premesse del progetto.
Il 404, infatti, non è un riferimento al classico “404 error” quanto piuttosto all’intenzione dei progettisti della criptovaluta di creare un asset che avesse un ROI del 404%.
Si tratta semplicemente di un progetto stupido in quanto il ROI di una crypto non è affatto un dato che può essere scelto dagli sviluppatori nè, tantomeno, scriptato in una valuta digitale. Non sorprende, dunque, che 404 coin non solo non sia riuscita ad ottenere il suo obiettivo.
Al contrario le frequenti oscillazioni della crypto la posizionano al secondo posto tra gli asset più volatili e sono un segnale evidente del fatto che su 404 vengano condotti esclusivamente operazioni speculative.
Non vi sono, in altre parole, posizioni capaci di supportare realmente il progetto.
3. Gnosis (GNO)

Non soprende che il terzo posto viene occupato da Gnosis (GNO), un progetto ambizioso strutturato a partire dalla blockchain Ethereum e che si prefigge l’obiettivo di creare servizi decentralizzati dedicati alle previsioni finanziarie.
In particolar modo Gnosis punta a fornire la base necessaria allo sviluppo di dApps nel settore, biforcando il proprio protocollo su due diversi token:
- GNO, utilizzato per supportare le transazioni e gli smart contracts;
- OWL, che invece svolge la funzione di moneta interna, utile non solo alla generazione di smart contracts ma all’alimentazione di tutta la rete.
La particolare volatilità di questa criptovaluta è connessa alla natura stessa del settore in cui opera: il mercato delle previsioni finanziarie, infatti, non è stabile come potrebbe sembrare e la natura degli scambi che lo interessano sono estremamente varie.
A questo si aggiunge il fatto che i token GNO sono stati interessati inizialmente da una ICO di particolar successo ma in seguito hanno visto oscillazioni nei volumi e nell’interesse significativo.
Complessivamente, dunque, si tratta di un progetto interessante ma che ancora non ha convinto a pieno il mercato e, di conseguenza, è lontano dal raggiungere una soglia di stabilità discreta.
4. Starbase (STAR)

Starbase è una criptovaluta che si è sviluppata sull’onda delle febbri da ICOs nel 2010. Permetteva, infatti, di accedere facilmente alle ICO delle principali criptovalute emergenti e, attraverso la mediazione dei token STAR, creare un portafogli in modo semplice e veloce.
Tuttavia nel 2020 il mercato delle ICO fu pesantemente regolamentato e completamente assorbito dai principali exchange di criptovalute e questo ha messo in pesante crisi il progetto Starbase.
Al momento gli sviluppatori stanno lavorando ad una Roadmap 2.0 che convertirebbe Starbase in una vera e propria piattaforma di trading.
Ovviamente non si tratta di una trasformazione semplice e i mercati non approvano cambiamenti radicali come questi. Ecco perché da allora la volatilità di Starbase è sempre stata da record. E non sempre nel bene.
5. ByteCoin (BCN)

ByteCoin si presenta come il cugino più conveniente di Monero. Si tratta anche in questo caso di una criptovaluta P2P completamente anonima e sicura ma, a differenza di Monero, ByteCoin punta più all’aspetto finanziario e degli investimenti e meno a quello applicativo.
Cosa significa? Semplice. Che mentre Monero prevede un tps di tutto rispetto e risulta essere discretamente facile da utilizzare per gli scambi, ByteCoin prevede commissioni leggermente più alte e un transaction per second meno prestante.
Questo, tuttavia, viene compensato da un protocollo Proof of Work meno esigente. Dunque chiunque potrebbe minare ByteCoin.
La volatilità elevata della crypto è connessa proprio a questo scarto: produrre ByteCoin non è complesso, ma utilizzarli non è altrettanto immediato.
Allo stesso tempo, si tratta di una criptovaluta che punta ad un’utenza ristretta e ad un mercato altrettanto selettivo: gli scambi con BCN, così come quelli con Monero, infatti, si hanno prevalentemente nel deep web.
Ecco perché le oscillazioni dei prezzi del BCN sono significative: in primis è complesso monitorarne con precisione i reali volumi di scambio. In secundis l’attenzione da parte dei mercati ufficiali non è così elevata e i grossi investitori solitamente si rivolgono a Monero se vogliono inserire una crypto del genere nel proprio portafogli.
6. CVCoin (CVN)

CVCoin è una criptovaluta alla base dell’omonimo servizio di messagistica. Nato di recente, CVN permetterebbe a Crypviser di fornire elevati protocolli di sicurezza e rispetto della privacy dell’utente, andando ad eliminare i rischi di attacchi MITM (Man-In-The-Middle).
Questi si attacchi si verificano in seguito a fuga di informazioni dai database centralizzati o alla manomissione degli stessi da parte degli enti che li controllano.
Crypviser elimina questo rischio semplicemente decentralizzando il database e, allo stesso tempo, scollegandolo dallo storage dei dati veri e propri. In questo modo si elimina non solo il rischio di una manomissione dei dati da parte degli organi di controllo quanto anche quello relativo agli attacchi informatici.
CVCoin mantiene al momento un’elevata volatilità di mercato anche perché la piattaforma è molto giovane e CVN è stato quotato su exchange minori solo nel Gennaio 2021. Questo significa che l’asset non ha ancora raggiunto una stabilità tale da stabilirsi su un valore medio costante.
7. Steem Backed Dollars (SBD)

Steem è una criptovaluta social che strizza l’occhio ai sistemi di monetizzazione propri dei big del settore (da Facebook a Twitter). A differenza di questi, Steem si regge su un sistema blockchain e, quindi, completamente decentralizzato.
SBD parte come token il cui valore verrebbe fissato su quello del dollaro americano. Tuttavia è una caratteristica che è durata poco anche in virtù dei diversi meccanismi che differenziano la determinazione del valore di una valuta FIAT e di una crypto.
Il token viene utilizzato internamente alla piattaforma Steem e viene elargito ai suoi membri come “ricompensa di popolarità”. Steem, infatti, è una piattaforma di condivisione e più un contenuto viene condiviso e ottiene reazioni dagli altri utenti e maggiore è la ricompensa di SBD riconosciuta all’autore del post.
Come abbiamo detto, SBD parte come stable-coin interna a Steem. Ma il valore del token manca il suo obiettivo dapprima nel 2017 e poi dal 2020.
Questo ha portato ad una volatilità senza precedenti, con SBD che si è dimostrato capace di raddoppiare o dimezzare il proprio valore nell’arco di sole 24ore.
8. Dentacoin (DCN)

Dentacoin, come il nome fa intuire, è una criptovaluta che ha come protagonisti i denti. Si tratta di una dApps che si sta imponendo specialmente in Asia e che ha come obiettivo quello di promuovere una migliore cura e attenzione per l’igiene dentale.
Attraverso la struttura di Dentacoin (che si appoggia alla blockchain Ethereum), dunque, i pazienti possono accedere ad applicazioni che permettono loro di organizzare una maggiore cura dei propri denti e essere ricompensati in DCN in seguito al raggiungimento di determinati obiettivi o sondaggi.
I DCN possono essere poi spesi per interventi presso gli studi dentistici che aderiscono al progetto.
Un progetto che al momento raccoglie oltre 2.000 dentisti e 143mila utenti, la metà dei quali nel contintente asiatico.
La volatilità elevata del progetto viene a dipendere per lo più dalla giovane età. Le applicazioni che si sono sviluppate a partire dalla proposta di Dentacoin sono ancora poche e la localizzazione del mercato preclude al token l’accesso a grossi investimenti.
9. Pepe (MEME)

PepeCoin è la criptovaluta che alimenta la piattaforma Kekdaq. Si tratta di un progetto che, come il tycker del token lascia intuire, ruota integralmente sulla produzione e commercializzazione di memes.
Diversamente da progetti più moderni, Pepecoin non è un NFT token quanto, piuttosto, una criptovaluta P2P per le transazioni interne a Kekdaq. Questo permette ai meme di essere protetti tanto da atti di censura quanto da pirateria e appropriazione illecita.
La volatilità di Pepecoin è tra le più elevate dell’intero settore in quanto, per quanto l’idea di base sia più che valida, allo stesso tempo si affida ad un processo già vecchio e superato dalla community.
Questo fa sì che i volumi restino relativamente bassi e, di conseguenza, i prezzi siano fortemente influenzati tanto dalle evoluzioni del mercato criptovalutario quanto dalle singole transazioni interne.
10. Time (TIME)

Time è la criptovaluta che alimenta la piattaforma di Chrono.tech, un progetto nato a Sydney che si propone l’obiettivo di facilitare l’accesso al mondo del lavoro e i rapporti di collaborazione o di dipendenza.
Attraverso Dapps come LaborX, infatti, Chrono.tech permette di semplificare i rapporti tra clienti e freelancers sfruttando gli smart contracts e il token TIME per l’esecuzione dei pagamenti e delle varie transazioni.
Il motivo per cui Time ancora non ha raggiunto un livello di stabilità sufficiente è connesso prevalentemente al fatto che il progetto per ora fatica a superare i confini australiani. Il sistema di pagamenti di Time, infatti, si regge quasi esclusivamente sullo stable-coin connesso al dollaro australiano (AUDT).
Il fatto che TIME operi ancora su un mercato particolare e localizzato ne lega le sorti all’utilizzo ristretto. Ecco perché le oscillazioni del mercato del lavoro australiano provocano fluttuazioni di volatilità esponenzialmente più marcate.
Investire sulle criptovalute più volatili: le migliori piattaforme
Come ti abbiamo detto, le criptovalute più volatili in assoluto sono asset fortemente instabili e sui quali è complesso investire. Difatti si tratta di token che non sono inseriti nei listini dei principali intermediari finanziari: la loro posizione di mercato è troppo incerta e non vi sono garanzie che possano sopravvivere a lungo.
Per questo motivo in seguito ti forniremo anche una top 5 delle migliori criptovalute più volatili sulle quali potrai effettivamente operare.
Infatti non ti consigliamo minimamente di muoverti alla cieca e affidarti agli exchange decentralizzati (i DEX) a meno che tu non abbia già un bel po’ di esperienza nel settore. Se parti da zero quello che ti serve è un intermediario finanziario affermato che sappia tutelare i tuoi interessi.
Ecco perchè abbiamo fatto questa importante distinzione. A seguire ti vogliamo descrivere nel dettaglio le offerte di due tra le migliori piattaforme per investire in criptovalute più adatte ad un principiante.
eToro
eToro svolge tanto le funzioni di broker, permettendoti di accedere al trading sulle criptovalute con derivati finanziari, quanto di exchange per l’acquisto reale di criptovalute.
Il motivo per cui questa piattaforma è in cima alla nostra lista è semplice. Grazie agli strumenti che eToro ti offre gratuitamente, infatti, potrai risolvere uno dei principali problemi che riguardano le criptovalute più volatili: la scarsità di informazioni professionali e attendibili.
Con il Social Trading di eToro, infatti, avrai a tua disposizione una serie di aggiornamenti periodici e comuicazioni sugli asset che il broker ti mette a disposizione.
Non sai quali sono le ultime novità su una criptovaluta e non trovi informazioni online?
Con il Social Trading potrai risolvere facilmente questo problema, oltre a scoprire anche cosa ne pensano gli esperti delle evoluzioni più recenti del mercato.
Considerando che l’offerta di criptovalute di eToro è in costante espansione, aprire un conto sulla piattaforma ti garantisce un ottimo punto di partenza.
Gli investimenti in criptovalute potrebbero non essere adatti agli investitori retail e l’intero capitale investito potrebbe andare perduto. È importante leggere e comprendere i rischi legati a questo tipo di investimento, illustrati in dettaglio a questo link: https://etoro.tw/3PI44nZ.
Binance
Binance, al contrario di eToro, rende possibile il solo acquisto diretto di criptovalute. Si tratta, infatti, del principale exchange al mondo, tanto per volumi di scambio quanto per liquidità media.
Ti consigliamo di iniziare su Binance in particolar modo per il fatto che la piattaforma agevola i nuovi utenti tramite:
- Un programma di cashback sul token proprietario, il Binance Coin
- Bonus sugli scambi e sui primi depositi in costante aggiornamento
A questo si aggiunge un listino di crypto su cui investire estremamente vasto e variegato, comprensivo anche di alcuni tra gli NFT più famosi.
Una piattaforma monotematica, ma estremamente organizzata e ricca di opportunità.
Investire sulle criptovalute più volatili conviene?
Una volta prese in considerazione quelle che sono le criptovalute più volatili presenti sul mercato, non resta da valutare l’effettiva convenienza di questo tipo di investimento.
Ti abbiamo già presentato la distinzione fondamentale tra volatilità buona e volatilità cattiva. Non resta da vedere in che modo queste possono essere convertite in profitti.
La prima cosa da fare è comprendere che una criptovaluta volatile è allo stesso tempo fonte di opportunità e di rischi.
La volatilità individua l’ampiezza dell’oscillazione delle quotazioni dell’asset in una determinata unità di tempo.
Riuscire a individuare la direzione dominante della volatilità permette di chiudere un’operazione in profitto, mentre se il trend dovesse rivelarsi contrario, le perdite possono essere anche significative.
Dunque, per comprendere se questo tipo di investimenti può essere conveniente o meno devi prima capire se sei in grado di realizzare l’analisi e la gestione del rischio necessari.
Il nostro consiglio in questo caso è di prestare attenzione a quanto ti diremo nei due prossimi paragrafi e di metterlo dapprima in pratica su un conto demo. Una simulazione di trading con denaro virtuale il cui scopo è quello di farti familiarizzare con il settore senza rischiare nulla.
Sfruttare a pieno il conto demo è indispensabile se intendi investire sulle criptovalute più volatili preservando il tuo denaro.
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Analizzare le criptovalute più volatili sui grafici
Per analizzare le criptovalute più volatili dovrai necessariamente avvalerti dei grafici e di quella che viene comunemente indicata come analisi tecnica o analisi discrezionale.
Lo studio dei fondamentali della criptovaluta ti può aiutare a comprendere se a distanza di qualche anno questa può effettivamente mantenere la sua posizione di mercato o meno, ma è innegabile che la volatilità di fatto annulla qualsiasi risultato fondamentale nel breve periodo.
Sebbene, ad esempio, nessuno metta in dubbio che Ethereum raggiungerà risultati notevoli entro il 2025, la volatilità dell’ETH è tale che nel breve periodo possono comunque verificarsi flessioni negative in doppia cifra.
L’unico modo per prevenire che queste possano far andare in rosso il tuo portafogli, dunque, è quello di studiare attentamente i grafici.
Qui sotto ti forniamo un esempio concreto: si tratta del grafico di Ethereum con applicato un indicatore di trading utile a monitorare la volatilità, le Bande di Bollinger.
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Come puoi vedere, non appena queste iniziano a presentare un rigonfiamento, hai un chiaro segnale che l’asset sta per affrontare un trend dominante e un’oscillazione dei prezzi ottimale per un investimento.
La direzione del trend ti viene indicata dall’interazione della linea mediana delle Bande con le candele del grafico, permettendoti di entrare tempestivamente sul mercato e, allo stesso tempo, avere un’idea dei livelli di gestione del rischio.
Come puoi vedere, infatti, i livelli inferiori e superiori delle Bande di Bollinger svolgono la funzione di Supporti e Resistenze del trend in atto, andando a segnalarti quei valori minimi che non devono essere sfondati affinché il trend continui.
Ma questo aspetto ti sarà più chiaro nel paragrafo seguente.
Come gestire il rischio sulle criptovalute più volatili
La gestione del rischio è l’altra faccia della medaglia necessaria affinché il tuo investimento vada in porto. Il principio è semplice: maggiore è la volatilità e più bravo/a devi essere a gestire il rischio.
Per quanto riguarda gli investimenti la gestione del rischio si determina prevalentemente attraverso due strumenti:
- Lo Stop Loss, il quale individua le perdite massime che sei disposto a registrare;
- Il Take Profit, che segna la quotazione target del trend in atto.
Dinanzi a criptovaltue volatili la gestione del rischio diventa delicata proprio in quanto questi due valori devono prendere in considerazione la violenza delle oscillazioni dei prezzi e la loro ampiezza media.
Livelli troppo corti rischiano, infatti, di provocare una prematura chiusura dell’operazione. Allo stesso modo livelli troppo ampi ti espongono a rischi eccessivi.
La regola generale vuole che il rapporto tra rendimento e rischio potenziale sia di almeno 3:1 ma, ovviamente, in presenza di asset volatili come quelli presi in questione, spesso ti troverai nella situazione di dover scendere a compromesso.
Nell’immagine qui sotto puoi vedere un esempio delle considerazione fatte per ricavare i livelli di gestione del rischio:

Come puoi vedere, dunque, i livelli di gestione vengono ottimizzati sulla base dei risultati precedenti della crypto e commisurati in ogni caso al suo livello di volatilità.
Criptovalute più volatili: Conclusioni
In conclusione le criptovalute più volatili sono gli asset con maggiori potenzialità ma allo stesso tempo più rischiosi.
Per questo motivo ai principianti è sconsigliato di affidarsi agli asset più volatili in assoluto ma partire da quelli che almeno presentano una situazione di mercato più stabile.
In ogni caso per questa categoria di titoli più che mai diventa necessario affidarsi a intermediari finanziari di qualità. Come ti abbiamo detto, infatti, dovrai poter contare su:
- Sicurezza e affidabilità, specie nell’esecuzione e chiusura degli ordini;
- Grafici di trading avanzati;
- Strumenti di analisi affidabili;
- Offerte extra di ausilio all’investimento.
Una volta che ti sarai garantito questo e avrai accumulato sufficiente esperienza sul conto demo, investire sulle criptovalute più volatili si rivelerà un’operazione non solo conveniente ma anche molto gratificante.
Criptovalute più volatili – Domande Frequenti
Investire sulle criptovalute molto volatili richiede offerte e condizioni di trading ben precise. Per questo motivo il consiglio è quello di affidarsi ai migliori broker di trading online o ai principali exchange di criptovalute.
La volatilità comporta pari potenzialità di profitto e di rischio. Ovviamente più prezzi sono instabili in una data unità di tempo e più gli investimenti si fanno rischiosi. Per questo motivo è necessario analizzare attentamente questi asset.
Se si è in grado di compiere una attenta analisi e un settaggio corretto degli strumenti di gestione del rischio, il trading in criptovalute molto volatili risulta essere decisamente conveniente.
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