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La battaglia tra Meta e Apple si gioca sul metaverso, e i visori per entrarci

Dopo un’attesa che durava già dalla scorsa estate, lo scorso venerdì Apple ha lanciato il suo nuovo visore, il Vision Pro. Come quello di Meta, il “Quest3”, anche sul nuovo gadget della mela morsicata si specula possa fornire un accesso preferenziale al metaverso. O almeno, così vorrebbero le rispettive case di produzione.

Apple ha stretto una collaborazione con una società blockchain, Victoria VR, che punta a combinare tecnologia crypto e realtà virtuale (VR), per offrire una porta d’accesso nel metaverso. L’app potrebbe essere già pronta entro la metà dell’anno, mentre invece poco si sa della data di rilascio del metaverso nativo di Zuckerberg, al quale è al lavoro il dipartimento Reality Labs ormai da anni.

Reazioni contrastanti dopo il rilascio di Vision Pro 

Lo scorso giugno, il CEO di Apple Tim Cook aveva preannunciato il lancio del nuovo visore presentandolo come il nuovo prodotto a marchio Apple capace di fare da spartiacque tra il prima e il dopo. Un po’ come era già avvenuto per il lancio del primo Macintosh negli anni ’80 e poi nei primi 2000 con iPhone e iPad. 

Peccato che i visori per la realtà virtuale e la realtà aumentata, o la mista di cui si parla sempre più spesso negli ultimi tempi, non siano un’invenzione di oggi. Le compagnie tech cercano da tempo di spingersi in questo terreno incerto del comparto wearable, con risultati, finora, molto deludenti.

I visori sono ancora ingombranti, la tecnologia resta imprecisa e l’esperienza d’uso è ben lontana dall’essere soddisfacente. Se le prime generazioni di visori provocavano malessere, e in alcuni casi il vomito, oggi i nuovi Vision Pro continuano a generare senso di stordimento e nausea, dice chi li ha provati.  

Apple da tempo è la maggiore azienda al mondo per capitalizzazione, la prima a raggiungere il traguardo dei 3.000 miliardi di fatturato. Spendere e continuare a investire in questo settore sembra essere ancora alla portata del team di sviluppo.

Meta non rinuncia al metaverso

Anche Meta, la compagnia di Mark Zuckerberg, non sembra voler rinunciare al metaverso malgrado il comparto dedicato allo sviluppo di questo settore, Reality Labs sia un buco nero che negli anni ha ingoiato decine di miliardi di dollari. I dati sui risultati del 2023 presentati di recente agli investitori parlano di 16,1 miliardi di dollari investiti solo nel 2023, a fronte di entrate per circa 1,9 miliardi di dollari realizzati per lo più alla fine dell’anno. 

C’è da dire che le entrate sono state generate per lo più dalle vendite del nuovo visore Quest 3, 1,1 miliardi di dollari. Le vendite si sono concentrate quasi tutte alla fine dell’anno, tanto che il CEO di Meta ha parlato di una stagione natalizia piuttosto fortunata. Tanti hanno scelto di regalare o di regalarsi il visore per Natale, ma la compagnia è ben lontana dall’aver messo a punto un prodotto ben definito.

Il lavoro adesso si concentra sul perfezionamento dell’esperienza d’uso del visore, quindi della maggiore praticità nell’impartire comandi mentre lo si indossa, ma anche nell’integrare senza soluzione di continuità, reale e virtuale per ampliarne le occasioni d’uso al di  là del solo intrattenimento.

Incursione nel mondo crypto per Apple

Al contrario di Meta, Apple sembra non voler sviluppare una propria piattaforma virtuale e pare più propenso a stringere collaborazioni con altre entità per accedere al metaverso.

Per esempio, con la collaborazione con il metaverso Victoria VR, un protocollo sviluppato su Ethereum e governato tramite il token VR con standard ERC-20.

 La notizia in parte stona con la politica adottata finora da Apple, che non ha visto di buon grado l’integrazione di app crypto sul proprio store per iPhone.

La reazione del mercato agli annunci delle big del tech

Intanto dopo le rivelazioni sui risultati dell’ultimo trimestre del 2023, le azioni americane delle big tech hanno guadagnato slancio, anche se gli osservatori sembrano scettici sulla sostenibilità della loro crescita. Tra i migliori si sono distinti proprio Meta Platforms, e Apple, insieme ad Amazon.

A dare una spinta al titolo di Meta ha contribuito l’annuncio che per la prima volta nella sua storia ventennale, la compagnia pagherà una cedola di 0,50$ per azione. Tanto è bastato per guadagnare due punti percentuali dopo l’annuncio.

Ma la vera notizia è stata la crescita degli utili nell’ultimo trimestre 2023, per 14 miliardi di dollari, triplicando i risultati ottenuti nello stesso periodo dell’anno precedente. 

Anche Apple ha chiuso l’anno con profitti e ricavi al di sopra delle aspettative, ma il titolo ha sofferto per via delle pressioni provenienti dalla Cina e altre incertezze generali sulle proiezioni dei prossimi risultati. 

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Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli è la Responsabile della sezione Notizie di Finaria.it, dove coordina la copertura quotidiana delle news su criptovalute, mercati finanziari e macroeconomia.

Laureata Magistrale in Economia e Management, Giuliana ha maturato oltre quindici anni di esperienza nel settore finanziario, inizialmente come consulente aziendale e successivamente come imprenditrice con la fondazione della propria società di consulenza nel 2010, attraverso la quale supporta imprese e investitori privati in ambito di investimenti e pianificazione finanziaria.

In qualità di Responsabile News, Giuliana seleziona, analizza e pubblica le notizie più rilevanti per il pubblico italiano, garantendo tempestività e accuratezza nella copertura degli eventi che muovono i mercati. Il suo lavoro copre sia la finanza tradizionale — decisioni delle banche centrali, dati macroeconomici, trimestrali societarie, evoluzioni normative — sia il settore degli asset digitali, con un focus su movimenti di mercato crypto, aggiornamenti regolamentari, adozione istituzionale e sviluppi tecnologici legati alla Blockchain.

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