La Fed Aumenta i Tassi di 75 punti base per Combattere l’Inflazione

Nino Gallo

Economista e forte sostenitore del criterio metodologico


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La Federal Reserve statunitense ha aumentato i tassi di interesse dello 0,75% per la terza volta consecutiva, mentre la banca centrale continua a cercare di domare l’inflazione, attualmente sul massimo decennale.

L’aumento porta i tassi di interesse della banca centrale al livello più alto dal 2008 tra il 3,0% e il 3,25%, dai valori attuali compresi tra 2,25% e 2,5%.

Il mercato azionario USA ha inizialmente reagito negativamente, per poi rimbalzare quando il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha parlato alla stampa.

S&P500 oggi. Fonte Tradingview

Nei suoi commenti, Powell ha innanzitutto sottolineato che “i miei colleghi ed io siamo fortemente impegnati a riportare l’inflazione al 2%” prima di riconoscere che ci sarà un rallentamento degli aumenti dei tassi.

La dichiarazione politica della Fed ha indicato un’economia relativamente forte, evidenziando “una modesta crescita della spesa e della produzione”.

Tre aumenti dei tassi consecutivi da 75 punti base non hanno precedenti, da quando la Fed ha iniziato esplicitamente a manipolare i tassi d’interesse per condurre la politica monetaria (primi anni ‘80). Prima di allora, la Fed utilizzava un meccanismo diverso per influenzare l’economia.

L’ultimo aumento dei tassi di interesse della Fed arriva mentre l’inflazione continua a salire inesorabilmente. Un rapporto sull’inflazione basato sull’indice dei prezzi al consumo rilasciato a inizio settimana ha mostrato che i prezzi sono aumentati bruscamente sia a luglio che ad agosto. Tuttavia, i prezzi nel complesso sono aumentati più lentamente ad agosto con un indice CPI dell’8,3% in calo rispetto al 9,1% di giugno, il livello di inflazione più alto degli ultimi 40 anni.

La Fed prevede che l’inflazione rimanga elevata quest’anno ma si aspettano che possa scendere dal 2,8% al 3,1% nel prossimo anno. I funzionari credono che possa arrivare vicino al 2% non prima del 2024.

Insomma le prospettive non sono per nulla ottimiste e gli esperti si aspettano che la Fed continui ad aumentare i tassi. I funzionari prevedono che il tasso sui fondi federali possa salire al 4,4% entro la fine di quest’anno e al 4,6% entro la fine del 2023, contro il 3,4% attuale.

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Come reagiscono le criptovalute?

Nessuna buona reazione neanche dal mercato delle criptovalute, ma questo lo si era già ampiamente previsto vista l’elevata correlazione tra crypto e Azioni che si è manifestata di recente. A un’ora dall’annuncio Bitcoin è in calo del 2,7% mentre Ethereum ha reagito peggio perdendo oltre il 3,35%.

Ethereum oggi. Fonte Coinmarketcap

Nel frattempo, gli investitori restano in attesa che Powell faccia chiarezza su alcuni punti chiave, tra cui:

  • Fino a che punto e quanto velocemente la Fed intende continuare ad aumentare i tassi per reprimere l’inflazione?
  • Per quanto tempo la Fed intende mantenere i tassi a livelli relativamente alti?
  • Quanto è disposta a sopportare la Fed se le condizioni finanziarie spingeranno l’economia statunitense alla recessione?

Soprattutto alla luce del fatto che il presidente della Fed ha affermato che ridurre l’inflazione richiederà un certo “dolore economico”.

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Nino Gallo

Economista e forte sostenitore del criterio metodologico

Orgoglioso seguace della dottrina di Federico Caffè e dell'Economia Umanistica di Valerio Malvezzi. È un forte sostenitore del Centro Studi Monetari, per lo studio dei mercati finanziari e delle forme di moneta emettibili senza creare debito pubblico.

Orgoglioso seguace della dottrina di Federico Caffè e dell'Economia Umanistica di Valerio Malvezzi. È un forte sostenitore del Centro Studi Monetari, per lo studio dei mercati finanziari e delle forme di moneta emettibili senza creare debito pubblico.


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