La Slovenia punta a una Flat Tax sulle criptovalute

Giuliana Morelli

Esperta in Economia e Analisi dei Mercati


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La Slovenia sa per certo che le crypto non sono solamente una moda passeggera ma un vero e proprio trend che non accenna a diminuire. Ecco perché il governo della piccola nazione slava ha deciso di andare a caccia degli investitori che vogliono godere di livelli di tassazione molto bassi.

Qual è l’iniziativa della Slovenia? La nazione ha deciso di introdurre una flat tax sulle criptovalute, rendendo il Paese uno dei più competitivi in termini di tasse in tutta la scena mondiale. Si tratta della risposta migliore all’intervento dell’Unione Europea che, al contrario, sta per introdurre un quadro normativo decisamente meno favorevole per queste valute digitali.

Probabilmente si tratta di una notizia bullish per tutto il mercato delle criptovalute su cui puoi investire in qualsiasi momento grazie a piattaforme come Crypto.com che offrono bonus allettanti e commissioni davvero basse. Vediamo nelle prossime righe in cosa consiste questo intervento. 

Flat Tax in Slovenia: svolta nel mondo crypto? 

L’iniziativa da parte della Slovenia è sicuramente lodevole in quanto va a smarcarsi dalle intenzioni mostrate da parte dell’Unione Europea, che è sempre stata considerata troppo dura sul fenomeno delle criptovalute. Infatti, chi realizza dei profitti facendo trading di Bitcoin, si troverà a dover pagare tasse molto superiori rispetto a chi si trova al di fuori del territorio europeo.

La normativa della Slovenia si basa su due elementi fondamentali. Si parla, infatti, dell’introduzione di una flat tax del 5% alla quale si aggiunge anche una “no tax area” di €10.000. Ciò significa che chi realizza guadagni al di sotto dei €10.000 non pagherà nulla, mentre chi supera questa soglia dovrà pagare solamente il 5% di tasse sull’eccedenza. 

Pertanto, per chi investe cifre più importanti sulle crypto il tax rate potrebbe essere molto inferiore del 5%. Ovviamente, le tasse saranno calcolate al momento della vendita e non sui guadagni presunti.

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La risposta dell’Europa

Sembra che all’interno dell’Unione Europea continuerà ad esserci molta autonomia, nelle decisioni di applicare un certo tipo di tassazione alle criptovalute. Di sicuro il settore sta stimolando una forte competitività e la scelta effettuata dalla Slovenia è sicuramente un esempio lampante di questo trend. 

Chi è appassionato di crypto spera che questa iniziativa della Slovenia vada in porto e che venga effettivamente approvata dal governo. Ciò potrebbe portare delle reazioni da parte dei paesi dell’area Euro che sarebbero spinti a introdurre delle legislazioni più favorevoli per accogliere chi vuole guadagnare con le criptovalute, e soprattutto non far scappare i propri investitori.

In Italia, invece, si continua a discutere di altro, e la questione relativa alle criptovalute è quanto più lontana possibile dai piani del Governo. Dopo l’intervento della Slovenia, sarà pronto il Bel Paese a raccogliere la sfida e a intervenire con delle misure concrete?

Il rischio è quello di vedere molto investitori nostrani varcare la frontiera alla ricerca di una residenza fiscale più favorevole ai loro interessi. Può l’Italia permettersi di perdere ancora soldi in favore dei Paesi confinanti?

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Giuliana Morelli

Esperta in Economia e Analisi dei Mercati

Dr.ssa Giuliana Morelli, Laurea Magistrale in Economia e Management. Ha lavorato come consulente aziendale in ambito economico/finanziario fino al 2010, quando ha fondato la sua società di consulenza. Collabora con diversi studi professionali ed è attiva in iniziative relative a Blockchain, Fintech, e svariati incubatori e acceleratori di impresa.

Dr.ssa Giuliana Morelli, Laurea Magistrale in Economia e Management. Ha lavorato come consulente aziendale in ambito economico/finanziario fino al 2010, quando ha fondato la sua società di consulenza. Collabora con diversi studi professionali ed è attiva in iniziative relative a Blockchain, Fintech, e svariati incubatori e acceleratori di impresa.


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