La stagione delle altcoin sembra in stand-by, ma dietro le quinte qualcosa si muove ancora: tra indicatori in bilico, paura di nuovi crolli e una meme coin chiamata Maxi Doge che sta attirando capitali veri.

Nelle ultime settimane si è tornati a chiedersi se la altcoin season sia davvero finita oppure solo in pausa; il clima non è esattamente da festa, eppure sotto la superficie il mercato crypto non è affatto morto.
Molti investitori guardano alle migliori altcoin con un misto di curiosità e sospetto, perché dopo la fase di deleveraging di ottobre i prezzi hanno perso energia e la sensazione è che basti poco per far tornare il panico.
L’indige stagionale delle Altcoin è rimasto per giorni vicino a 25, la soglia sotto cui di solito si parla di stagione di Bitcoin; adesso è risalito verso 32, segnale debole ma interessante per chi cerca indizi di inversione.
Altcoin in affanno ma non spacciate
Secondo gli ultimi dati, l’Altcoin Season Index è salito di circa 39% in una settimana, passando da 23 a 32; non è un segnale esplosivo, tuttavia indica che qualcosa sta lentamente cambiando.
La capitalizzazione complessiva delle altcoin è scesa dal picco a 3 mesi di circa 1,79 trilioni di dollari agli attuali 1,35 trilioni di dollari, quindi la sofferenza è reale, ma la struttura di fondo del mercato non è crollata.
Altri grafici che si possono reperire online mostrano una tendenza ribassista da circa un mese e mezzo, però il prezzo continua a rimbalzare sulla media mobile a 250 giorni, zona che molti analisti considerano un supporto importante.
Maxi Doge e il ritorno dell’effetto DOGE
Tra le nuove meme coin spicca Maxi Doge, un progetto che riprende l’immaginario di Dogecoin ma prova a dargli una dimensione più moderna, con una community molto attiva e l’idea di costruire anche utilità concreta nel mondo reale.
Dogecoin ha dimostrato che entrare presto in un token ad alto potenziale può cambiare la vita di chi investe; tuttavia con una capitalizzazione intorno ai 25 miliardi di dollari, oggi è difficile aspettarsi la stessa esplosione vista negli anni passati.
In più, con gli ETF su DOGE ormai sul mercato, il token storico è entrato nel radar dei grandi istituzionali; questo porta maggiore visibilità ma rende anche i movimenti più controllati, meno estremi rispetto alle prime fasi ultra speculative.
Perché Maxi Doge piace agli investitori
Maxi Doge viene percepita come una sorta di nuovo capitolo del meme legato al cane più famoso delle crypto, ma con un potenziale di crescita decisamente più alto, proprio perché parte da una capitalizzazione molto più bassa.
La presale ha già raccolto più di 4 milioni di dollari in pochi mesi, cifra comunque significativa in un momento in cui molti progetti faticano a trovare attenzione; questo rafforza la sensazione di una forte fiducia degli investitori.
Il team sottolinea anche la verifica di sicurezza da parte di realtà come Solidproof e Coinsult, elemento che non azzera i rischi ma tranquillizza chi teme i soliti colpi di mano tipici di alcuni progetti nati solo per sparire dopo il primo pump.
Prezzo scontato e rendimenti sullo staking
Durante la presale i token MAXI sono proposti a circa 0,000268 dollari, livello che diversi trader considerano “da accumulo” se si crede davvero in un possibile grande rialzo nelle fasi successive di listing sugli exchange.
Oltre al prezzo, una delle leve che sta attirando capitali è il sistema di staking; i token bloccati in questa fase iniziale offrono infatti un rendimento promesso intorno al 77% annuo, un APY decisamente aggressivo rispetto ad altri progetti.
Un rendimento così alto spinge molti a pensare in ottica di medio periodo, perché chi blocca i token tende a non venderli subito; di conseguenza si crea una pressione di acquisto maggiore rispetto alle vendite, dinamica che spesso sostiene il prezzo.
Domande e Risposte (0)