Il mercato delle criptovalute esce dalla settimana del 23 febbraio 2026 con numeri che ridisegnano il profilo di rischio dell’intero settore. Bitcoin è sceso fino a 64.284 dollari nella notte tra domenica e lunedì, Ethereum ha rotto il supporto a 1.950 $ scivolando in area di ipervenduto, e quasi tutte le altcoin della top 20 registrano perdite comprese tra il 40% e il 60% dai massimi di ottobre 2025. Ma il dato più significativo non è il prezzo: è chi manca dal mercato.
L’attività dei piccoli investitori su Bitcoin è scesa ai livelli più bassi degli ultimi nove anni. Contemporaneamente, l’oro ha toccato i 5.100 dollari l’oncia, e l’Euro Stoxx 50 ha segnato nuovi massimi storici sopra i 6.100 punti. Il denaro non è sparito: si è spostato.
Top 20 crypto: la mappa dei danni dal flash crash di ottobre

Per comprendere la portata del sell-off in corso, è utile osservare le previsioni Bitcoin alla luce dei drawdown accumulati dalle principali criptovalute. Dai massimi di ottobre 2025, quando Bitcoin aveva toccato il record di 126.272 dollari, il mercato ha subito una contrazione sistematica che ha colpito ogni comparto.
| Asset | Prezzo attuale | Var. YTD 2026 | Drawdown dal picco ott. 2025 |
| Bitcoin (BTC) | ~65.900 $ | −26% | −47% (da ATH 126.272 $) |
| Ethereum (ETH) | ~1.869 $ | −27% | −56% (da ATH 4.955 $, ago. 2025). 6 mesi rosso consecutivo |
| Solana (SOL) | ~78 $ | −35% | −50% in 5 settimane (da max gen. 145 $) |
| XRP | ~1,33 $ | 6 candele weekly negative | Min. feb. a 1,12 $; supporto 1,14 $ testato |
| ZCash (ZEC) | n.d. | −55% YTD | Peggior performance tra le top 20 |
| SUI | n.d. | −37% YTD | Tra i peggiori, dietro solo a ZCash |
| Hyperliquid (HYPE) | ~32 $ | +12,5% YTD | Unica top 20 in positivo significativo |
Il Crypto Breadth Engine di Criptovaluta.it, applicato alla capitalizzazione totale (esclusi BTC ed ETH), mostra una partecipazione al rialzo estremamente ridotta: solo 3 coin su 40 risultano positive. Includendo Bitcoin ed Ethereum, il dato scende a 2. La divergenza ribassista tra la linea CBE e la media principale conferma l’assenza di una leadership strutturale nel mercato.
Retail in fuga: attività ai minimi da 9 anni
Il dato più preoccupante per il mercato crypto non è il prezzo, ma la scomparsa degli investitori retail. I dati on-chain mostrano un quadro inequivocabile: la speculazione dei piccoli investitori ha un ruolo più marginale rispetto a qualsiasi fase precedente dal 2017. Il volume dei trasferimenti è dominato dai grandi detentori, con i movimenti whale e le transazioni OTC che rappresentano la quota maggioritaria dell’attività di rete.
Il Crypto Fear & Greed Index ha toccato quota 5 su 100 il 6 febbraio 2026: un livello di “paura estrema” raggiunto solo tre volte nella storia dell’indice — agosto 2019, giugno 2022 e appunto inizio febbraio 2026. Il messaggio è chiaro: il retail non sta comprando, non sta facendo trading, e non sta cercando informazioni su Bitcoin con la stessa intensità dei cicli precedenti.
Gli ETF spot Bitcoin confermano il quadro: cinque settimane consecutive di deflussi netti per un totale di 3,8 miliardi di dollari. I prodotti di investimento in asset digitali hanno registrato 288 milioni di dollari di uscite nette solo nell’ultima settimana, con i volumi di trading scesi a 17 miliardi — un segnale di raffreddamento dell’interesse generale.
📉 Perché il retail è sparito
Perdite cumulate. Chi è entrato durante l’euforia post-elettorale di Trump (nov. 2024 – ott. 2025) si trova in perdita media del 20–40%. Il prezzo medio di ingresso degli investitori in ETF spot è 83.980 $ (Glassnode): con BTC a 65.900 $, la perdita media è del 21%.
Flash crash di ottobre. Il crollo dal record di 126.272 $ ha innescato 4,35 miliardi di dollari di liquidazioni in un singolo evento, il più grande nella storia del mercato crypto. L’effetto psicologico sul retail è stato devastante.
Ciclo liquidazione-rimbalzo-liquidazione. Ogni tentativo di rimbalzo attira nuove posizioni long a leva, che vengono sistematicamente liquidate al ribasso successivo. Il retail ha smesso di partecipare a questo gioco.
Disincanto normativo. Le promesse di Trump di rendere gli USA “capitale crypto” si sono dissolte sotto i dazi e l’incertezza politica. Il DOGE e le meme-coin hanno contribuito alla percezione di un mercato speculativo e inaffidabile.
Ma le whale stanno comprando: il paradosso di febbraio
Mentre il retail fugge, i grandi detentori si muovono nella direzione opposta. I wallet che detengono tra 1.000 e 100.000 BTC hanno accumulato oltre 70.000 BTC nei primi giorni di febbraio, pari a circa 4,6 miliardi di dollari ai prezzi correnti. CryptoQuant ha confermato il più grande afflusso giornaliero di whale verso indirizzi di accumulo dal 2022: 66.940 BTC in un singolo giorno.
Il Glassnode Accumulation Trend Score è salito a 0,68 a inizio febbraio, indicando un’accumulazione coordinata tra diverse classi di wallet. Il pattern è lo stesso dei precedenti bottom ciclici: il retail vende in preda al panico, le whale comprano a sconto. La domanda è se questa volta la storia si ripeterà o se i fattori macro — dazi, tassi alti, crisi di fiducia — cambieranno l’esito.
L’oro vola: +9% a febbraio, settimo mese consecutivo di rialzo
Sul lato opposto dello spettro di rischio, l’oro sta vivendo una delle fasi più forti della sua storia recente. Il prezzo ha toccato i 5.100 dollari l’oncia nella sessione del 23 febbraio, dopo aver aperto il mese a 4.703 dollari. Il rialzo mensile è di circa il 9%, portando a sette il numero di mesi consecutivi di crescita.
Oro vs Bitcoin: la grande divergenza
| Indicatore | Oro (XAU/USD) | Bitcoin (BTC/USD) |
| Prezzo attuale | ~5.100 $/oz | ~65.900 $ |
| Performance febbraio 2026 | +9,4% (da 4.703 $) | −17% (da ~79.000 $ inizio feb.) |
| Performance da ott. 2025 | +18% (da ~4.300 $) | −47% (da 126.272 $) |
| Performance 12 mesi | +74% (da ~2.935 $) | ~0% (laterale su base annua) |
| Mesi consecutivi positivi | 7 mesi | 4 mesi negativi su 5 nel 2025/26 |
| Flussi ETF (5 settimane) | Afflussi costanti; inflows anche il 30/1 | Deflussi 3,8 mld $ in 5 settimane |
| Domanda banche centrali | 863 t nel 2025; PBoC 15 mesi consec. | Nessun acquisto sovrano sistematico |
La divergenza tra oro e Bitcoin è il dato più eloquente del 2026. J.P. Morgan prevede l’oro a 5.055 $/oz entro fine anno e a 5.400 $ nel 2027, con una domanda strutturale di 585 tonnellate trimestrali tra investitori e banche centrali. State Street nota che i flussi ETF su oro e Bitcoin si stanno muovendo in direzioni opposte: un segnale di cautela degli investitori verso gli asset digitali (fonte J.P. Morgan Research).
Europa ai massimi, Wall Street in rosso: la divergenza atlantica
Il quadro si completa osservando i mercati azionari. L’Euro Stoxx 50 ha segnato il suo massimo storico a 6.099 punti il 12 febbraio 2026, prima di ritracciare leggermente a 5.915 nella sessione del 24 febbraio. Lo Stoxx 600 paneuropeo ha toccato un nuovo record a 625 punti, sostenuto da risultati trimestrali superiori alle attese di aziende come Siemens Energy (+8,5%), Ferrari (+4%) e Legrand (+3,5%).
Wall Street, al contrario, resta appesantita dall’incertezza tariffaria. I futures del 23 febbraio segnavano S&P 500 −0,75%, Nasdaq −1%, Dow Jones −0,65%. Il VIX è rimasto su livelli elevati per tutta la settimana. Il Bitcoin, confermando la sua correlazione con gli asset rischiosi americani, si è mosso in simpatia con il Nasdaq piuttosto che con l’oro o i mercati europei.
📊 Divergenza globale: chi sale e chi scende
In rialzo: Oro (+9% feb., +74% 12m), Euro Stoxx 50 (massimi storici a 6.099), Stoxx 600 (record a 625), Hyperliquid (+12,5% YTD), token oro tokenizzato (PAXG, XAUT +5,6% feb.)
In ribasso: Bitcoin (−47% da ATH), Ethereum (−56% da ATH, 6 mesi rosso), Solana (−50% in 5 sett.), S&P 500 futures (−0,75%), Nasdaq futures (−1%), ETF BTC (−3,8 mld $ in 5 sett.)
Cosa significa per l’investitore italiano
La fotografia di febbraio 2026 racconta un cambiamento strutturale nella percezione del rischio. Per l’investitore italiano, i dati suggeriscono tre riflessioni operative.
🟢 Tre lezioni dalla grande divergenza
1. Il mercato crypto ha perso il retail. Senza la domanda dei piccoli investitori, ogni rimbalzo è fragile e guidato esclusivamente dal posizionamento delle whale e dei derivati. L’analista Ray Youssef (NoOnes) stima che una vera ripartenza non arriverà prima dell’estate 2026, quando il retail avrà ricostruito il capitale necessario per sostenere una domanda persistente.
2. L’oro ha sostituito Bitcoin come rifugio percepito. Con sette mesi consecutivi di rialzo, una domanda strutturale da banche centrali (863 tonnellate nel 2025, PBoC al 15° mese di acquisti) e flussi ETF in direzione opposta rispetto a BTC, l’oro si è ripreso il ruolo di hedge macro che molti attribuivano a Bitcoin. Per il portafoglio italiano, la componente oro è oggi più affidabile come strumento di protezione.
3. L’Europa sovraperforma gli USA: un’opportunità ignorata. Mentre il dibattito si concentra su Bitcoin e Wall Street, l’Euro Stoxx 50 ha segnato nuovi massimi storici. Per l’investitore italiano, i mercati europei offrono oggi un profilo rischio/rendimento più favorevole rispetto agli asset digitali, con una volatilità inferiore e utili aziendali in crescita.
⚠️ Il segnale contrarian: le whale comprano
Il paradosso di febbraio è che mentre tutti i segnali gridano “fuga”, i grandi detentori accumulano ai livelli più alti dal 2022. Storicamente, le fasi di panico estremo del retail (Fear Index a 5) e accumulazione whale hanno preceduto inversioni significative. Questo non significa che il bottom sia stato toccato — i fattori macro restano avversi — ma indica che il “smart money” sta prezzando un rischio/rendimento favorevole su orizzonti di 12–18 mesi. Per chi ha un orizzonte lungo e una tolleranza al rischio adeguata, la capitolazione retail potrebbe rappresentare un’area di ingresso. Per tutti gli altri, l’oro e i mercati europei offrono alternative più stabili.