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Bitcoin: il prezzo di BTC scende dopo la ripresa delle tensioni tra Stati Uniti e Cina

Giuliana Morelli

Sotto pressione tra dazi, sequestri record e presale rampanti: panoramica chiara e concreta su prezzi, rischi e opportunità, con uno sguardo a Bitcoin Hyper e a come si muove il mercato quando la musica cambia.

Martedì non è stato un giorno qualunque: le tensioni tra Stati Uniti e Cina sono riesplose e Bitcoin ha pizzicato 109.945, poi ha ballato nella zona 110.000–116.000. La volatilità è tornata forte, tuttavia non è tutto caos: capire contesto e livelli aiuta a restare lucidi.

Nel frattempo, le autorità USA e UK hanno recuperato 15 miliardi di dollari in Bitcoin legati a truffe con base in Cambogia. La mossa manda due messaggi: più tracciabilità e più regolamentazione, quindi più attenzione sui progetti opachi e, di conseguenza, meno spazio all’improvvisazione.

Per chi guarda alle migliori crypto presale, il quadro è curioso: quando il prezzo di Bitcoin ondeggia, gli investitori cercano alternative promettenti ma con capitalizzazione minore. Non è una fuga, piuttosto una diversificazione tattica che può ridurre il nervosismo del portafoglio senza scappare dall’innovazione.

Il market cap crypto complessivo è sceso rapidamente da 3,96 a 3,75 trilioni di dollari, bruciando 210 miliardi in meno di 24 ore. Alcune altcoin hanno rimbalzato veloce, tuttavia la previsione su Bitcoin resta cauta: sopra 116.000 cambia il film, sotto 110.000 si complica.

In questo tira e molla, commentatori come Juan Perez di Monex USA ricordano che finché il rapporto USA-Cina resta teso e le Borse sono sbilanciate sulla tech, le crypto tendono a faticare. È il classico ambiente poco amico delle bull run pulite e lineari.

Prezzi, range e scenari

Ora il prezzo sta consolidando tra 110.000 e 116.000. La resistenza chiave è 116.000, con le medie mobili a breve e la 50-DMA che fanno da coperchio. Se salta quel tappo, lo step a 120.000 diventa plausibile, se cede 110.000 la pressione può accelerare.

Non serve iper-tecnicismo: quando la fascia di prezzo si stringe, il mercato accumula energia. In assenza di shock geopolitici o macro, una rottura decisa spesso porta momentum. Viceversa, nuove frizioni commerciali possono alimentare un bear market di breve durata.

Ricordiamolo con calma: ATH e price discovery tornano solo quando la fiducia è trasversale. Le notizie sui sequestri da 15 miliardi sono positive per la pulizia dell’ecosistema, tuttavia alzano l’asticella di conformità per chi lancia novità e promette rendimenti facili.

Bitcoin Hyper spiegato semplice

Dentro questo contesto spunta Bitcoin Hyper, layer-2 pensato per portare velocità tipo SVM nel mondo di Bitcoin. L’idea è pratica: unire sicurezza della rete a fee quasi nulle e supporto per DeFi, dApp e le meme coin senza sudare.

Perché se ne parla? Perché la presale ha raccolto 23,8 milioni di dollari e oltre 450 milioni di token sono già stati venduti. Il prezzo in presale è 0,013115 dollari, dettaglio che piace a chi ragiona in ottica di adozione progressiva e ingresso a gradini.

Gli audit di Coinsult e Spywolf, i test live e un listing “importante” sul radar danno credibilità. In più, si punta a intercettare la liquidità dell’ecosistema Bitcoin, stimata in 2,5 trilioni di dollari: se anche una fetta minima si sposta, l’effetto può essere rilevante.

Cosa risolve davvero

Da anni si dice che Bitcoin è lento e costoso per applicazioni di massa. Bitcoin Hyper promette di aggirare il collo di bottiglia con throughput elevato e costi irrisori, aprendo spazio a NFT, DeFi e le meme coin, senza tradire la base di sicurezza storica.

Se funziona, il vantaggio è chiaro: portare use case concreti vicino alla rete più solida, riducendo l’attrito. Ciò potrebbe attirare community e creators che oggi vivono su catene più veloci, ma frammentate, con meno ponte verso il “brand” Bitcoin.

C’è pure la leva dello staking al 50% per gli investitori ICO, che rende interessante il periodo iniziale. Va compreso il rischio: rendimenti alti implicano diluizione futura e necessità di utilità reale. Senza traffico e commissioni, le promesse restano solo promesse.

Nel breve periodo, l’approccio più equilibrato resta valutare i livelli: sopra 116.000 migliora il sentiment, sotto 110.000 cresce la cautela. Meglio evitare mosse impulsive durante le ore più nervose e tenere d’occhio i segnali macro e i dazi incrociati.

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Giuliana Morelli

Dr.ssa Giuliana Morelli, con una Laurea Magistrale in Economia e Management, ha maturato una solida esperienza nel settore finanziario ed economico durante gli anni di lavoro come consulente aziendale. Nel 2010, ha intrapreso una nuova avventura fondando la sua società di consulenza, attraverso la quale offre supporto a imprese e individui nel navigare il complesso mondo degli investimenti e del trading.

La sua expertise si estende anche al vivace settore delle criptovalute, dove esplora l'intersezione tra trading tradizionale e tecnologie emergenti come la Blockchain. Giuliana collabora attivamente con diversi studi professionali ed è una figura di spicco in numerose iniziative legate a Fintech, Blockchain, nonché in vari incubatori e acceleratori di impresa.

Giuliana ha una passione per l'attualità, cosa che le permette di fornire ai lettori analisi puntuali e aggiornate sulle ultime novità del settore. Con una comunicazione chiara e precisa, mira a rendere il mondo del trading e degli investimenti comprensibile e accessibile a tutti, sia che si tratti di principianti o di investitori esperti.

All'interno del team gestisce con passione e dedizione il ramo relativo alle news, sia crypto che di finanza classica.