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Tether insidia Ethereum: stablecoin verso il sorpasso per capitalizzazione nel 2026

Giuliana Morelli

La capitalizzazione di Tether (USDT) ha raggiunto i $187 miliardi a fine 2025, mentre quella di Ethereum è crollata a circa $236 miliardi — un gap di soli $52 miliardi, mai così ridotto. A febbraio 2026, con ETH in calo del 60% dal massimo storico e la dominance ai minimi pluriennali sotto il 10%, analisti di peso lanciano la stessa previsione: Tether supererà Ethereum entro l’anno. Vediamo chi lo sostiene, su quali numeri si basa, e cosa significa per gli investitori italiani.

Chi prevede la flippening e perché

La tesi non arriva da un singolo commentatore. A febbraio 2025 Samson Mow, CEO di JAN3 e noto bitcoiner, ha pubblicato su X la previsione netta: Tether supererà Ethereum in capitalizzazione entro l’anno. Al momento di quel post, il gap era di circa $32 miliardi (ETH a $175,6 miliardi vs USDT a $143,9 miliardi). Mow ha ribadito il concetto più volte, anche a maggio 2025 quando USDT ha superato per la prima volta i $150 miliardi.

Corsa di bighe 3D nel Colosseo: il carro dorato di Tether è in testa mentre il carro teal di Ethereum si frammenta tra rovine e luci.

La voce più recente e autorevole è quella di Mike McGlone, senior strategist di Bloomberg Intelligence. Il 10 febbraio 2026 McGlone ha affermato che USDT è sulla traiettoria per superare non solo Ethereum ma persino Bitcoin in capitalizzazione, definendo la crescita di Tether come il trend più persistente nel mercato degli asset digitali (Finbold). Secondo la sua analisi, un ulteriore calo di ETH verso il supporto di $1.500 potrebbe far coincidere il momento del sorpasso.

Anche la community non è rimasta indifferente. Il 4 febbraio 2026 l’account CryptoRank ha segnalato il restringimento del gap come una minaccia concreta alla posizione storica di ETH, alimentando un dibattito su Reddit dove un utente ha descritto la situazione come la flippening che nessuno voleva vedere.

Capitalizzazione a confronto — Febbraio 2026

AssetMarket capDominanceVar. da ATH
Bitcoin~$1.340 mld56,5%−37%
Ethereum~$236 mld9,9%−60%
Tether (USDT)~$187 mldn/a+34% in 12 mesi
Gap ETH–USDT~$52 mldera $153 mld a gen. 2025

La “crisi di identità” di Ethereum: numeri alla mano

Per capire come si è arrivati qui, basta confrontare le traiettorie. Ethereum ha toccato il suo ATH di $4.946 a novembre 2021 e non lo ha mai più avvicinato. A febbraio 2026 scambia intorno a $1.960, con la dominance scesa al 9,86% — il livello più basso degli ultimi anni, secondo CoinGecko. Il DeFi TVL è stagnante, i volumi NFT sono in calo strutturale, e le gas fee, un tempo considerate un fossato competitivo, hanno perso rilevanza con la migrazione di utenti verso Layer 2 e chain alternative.

Dall’altra parte, come riportato nell’analisi di BeInCrypto sul market report Q4 2025, USDT ha chiuso il trimestre con 534,5 milioni di utenti (+35 milioni nel trimestre), 139 milioni di wallet on-chain (il 70,7% di tutti i wallet stablecoin), e un volume on-chain trimestrale di $4.400 miliardi (fonte). Le riserve totali hanno raggiunto $192,9 miliardi, di cui $141,6 miliardi in Treasury USA — un livello che farebbe di Tether uno dei maggiori detentori al mondo di titoli di Stato americani se fosse un Paese.

L’investimento strategico in LayerZero Labs (febbraio 2026) ha accelerato il trend: il protocollo USDt0 ha facilitato oltre $70 miliardi di trasferimenti cross-chain in meno di 12 mesi, rendendo USDT l’asset più trasferito attraverso blockchain diverse. Ironicamente, gran parte di quel volume transita anche su Ethereum e sui suoi Layer 2, ma senza generare domanda strutturale per ETH.

Non solo Tether: Standard Chartered vede XRP sopra ETH entro il 2028

La minaccia per Ethereum non arriva soltanto dalle stablecoin. Geoffrey Kendrick, responsabile globale della ricerca su asset digitali di Standard Chartered, ha previsto che XRP supererà Ethereum in capitalizzazione entro fine 2028, diventando il secondo asset non-stablecoin dopo Bitcoin. La roadmap prevede XRP a $8 nel 2026, $10,40 nel 2027 e $12,50 nel 2028 — valori che implicherebbero un market cap vicino ai $700 miliardi.

La tesi di Kendrick si regge su un punto preciso: in un mondo dove pagamenti e tokenizzazione contano più della programmabilità generica, la proposta di valore focalizzata di XRP (settlement cross-border rapido e a basso costo) è più attraente dell’offerta diffusa di Ethereum. Parallelamente, Kendrick ha tagliato il target ETH 2025 da $10.000 a $4.000, osservando che solo un intervento radicale della Ethereum Foundation — come tassare i Layer 2 — potrebbe invertire la tendenza. Kendrick lo ha giudicato improbabile.

Cosa significa per un investitore italiano

Se Tether dovesse effettivamente superare Ethereum in capitalizzazione, saremmo di fronte a un cambio di paradigma: il mercato crypto non premierebbe più la programmabilità (smart contract, DeFi, NFT) ma la stabilità denominata in dollari. Per chi investe dall’Italia, la lettura ha implicazioni concrete.

Primo: il flusso di capitali si sposterebbe dalla logica “smart contract risk” (scommessa sul futuro della finanza decentralizzata) verso la logica “parcheggio in dollari”, dove USDT funziona come conto di risparmio informale per centinaia di milioni di utenti nei mercati emergenti. Secondo: sotto il regolamento MiCA europeo, USDT rientra nella categoria EMT (Electronic Money Token) con requisiti stringenti di riserva, governance e riscatto — e Tether non ha ancora ottenuto la licenza europea. Un sorpasso in capitalizzazione senza conformità MiCA creerebbe una tensione regolamentare significativa per gli exchange europei.

Terzo: il dibattito tocca direttamente la composizione dei portafogli. Harvard Management Company ha investito $86,8 milioni in un ETF su Ethereum — segnale che il capitale istituzionale non ha ancora abbandonato la tesi ETH. Ma se la tendenza alla compressione del gap continua, la riallocazione verso stablecoin e asset di pagamento potrebbe accelerare, ridimensionando il ruolo di ETH nei portafogli crypto.

🔎 Il quadro in sintesi

Il gap si è ridotto del 66% in 12 mesi. Da ~$153 miliardi (inizio 2025) a ~$52 miliardi (febbraio 2026). Al ritmo attuale, il sorpasso potrebbe avvenire entro H2 2026 se ETH continua a scendere e USDT mantiene la crescita.

Ethereum non è ancora morto. Resta la blockchain più utilizzata per DeFi e smart contract, con un ecosistema sviluppatori impareggiabile. Ma il mercato oggi premia l’adozione reale (pagamenti, settlement) più della programmabilità potenziale.

Per l’Italia conta il MiCA. Se USDT supera ETH senza licenza EMT europea, gli exchange del continente dovranno gestire un paradosso: il terzo asset per capitalizzazione al mondo potrebbe non essere pienamente conforme alla normativa UE.

Attenzione alla contrarian view. Standard Chartered vede ETH a $7.500 nel 2028 nello scenario base. Un ciclo rialzista potrebbe riportare ETH sopra $3.000 e riaprire il gap. La flippening non è un destino, è uno scenario condizionale — per un’analisi più ampia dei possibili scenari, vedi le nostre previsioni Ethereum al 2030.

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Dr.ssa Giuliana Morelli, con una Laurea Magistrale in Economia e Management, ha maturato una solida esperienza nel settore finanziario ed economico durante gli anni di lavoro come consulente aziendale. Nel 2010, ha intrapreso una nuova avventura fondando la sua società di consulenza, attraverso la quale offre supporto a imprese e individui nel navigare il complesso mondo degli investimenti e del trading.

La sua expertise si estende anche al vivace settore delle criptovalute, dove esplora l'intersezione tra trading tradizionale e tecnologie emergenti come la Blockchain. Giuliana collabora attivamente con diversi studi professionali ed è una figura di spicco in numerose iniziative legate a Fintech, Blockchain, nonché in vari incubatori e acceleratori di impresa.

Giuliana ha una passione per l'attualità, cosa che le permette di fornire ai lettori analisi puntuali e aggiornate sulle ultime novità del settore. Con una comunicazione chiara e precisa, mira a rendere il mondo del trading e degli investimenti comprensibile e accessibile a tutti, sia che si tratti di principianti o di investitori esperti.

All'interno del team gestisce con passione e dedizione il ramo relativo alle news, sia crypto che di finanza classica.