I prodotti d’investimento su asset digitali hanno registrato la quarta settimana consecutiva di deflussi, con $173 milioni usciti nella settimana conclusa il 14 febbraio 2026 e un totale di $3,74 miliardi di riscatti nell’ultimo mese. I volumi degli ETP crypto sono crollati da un record di $63 miliardi a soli $27 miliardi (−57%). Il dato CoinShares rivela però anche segnali contraddittori: il sentiment è migliorato venerdì dopo un CPI USA sotto le attese, e alcune altcoin hanno attirato capitali freschi.
Cosa dicono i numeri: la radiografia dei deflussi
Il report settimanale di James Butterfill (CoinShares) fotografa un mercato in fase di derisking progressivo ma non più di panico. I $173 milioni di deflussi sono in linea con i $187 milioni della settimana precedente, ma lontani dai picchi di $1,7 miliardi a settimana registrati a fine gennaio. Gli ETF ed ETP su Bitcoin, strumenti quotati su Borsa Italiana, Xetra e SIX accessibili anche dall’Italia, restano al centro della dinamica: è su questi prodotti che si concentra la maggior parte dei flussi istituzionali.

Il calo dei volumi da $63 a $27 miliardi è altrettanto significativo. La settimana precedente aveva segnato il record storico di volumi ETP, spinto dal flash crash del 6 febbraio che aveva generato un’ondata di vendite forzate e ribilanciamenti. Il dimezzamento dei volumi suggerisce che gli investitori sono ora in modalità wait-and-see, non in liquidazione attiva.
Flussi settimanali per asset — Settimana al 14 febbraio 2026
| Asset | Flusso settimanale | Nota |
| Bitcoin | −$133 mln | Più colpito tra i major |
| Ethereum | −$85,1 mln | Deflussi multi-settimana |
| Short Bitcoin | −$15,4 mln (2 sett.) | Segnale storico di bottom |
| XRP | +$33,4 mln | Leader altcoin |
| Solana | +$31 mln | Rotazione selettiva |
| Chainlink | +$1,1 mln | Piccoli afflussi |
| Totale netto | −$173 mln | 4ª settimana consecutiva |
Il driver macro: CPI, tassi e il rimbalzo del venerdì
L’elemento più rilevante della settimana non sono i deflussi in sé, ma la reazione del mercato ai dati macro. Come sottolineato da Butterfill, il sentiment è migliorato significativamente venerdì dopo la pubblicazione di un CPI USA inferiore alle attese. La settimana si era aperta con $575 milioni di afflussi il lunedì, prima di invertire rotta nei giorni successivi. Questo schema rivela quanto i prodotti crypto quotati siano ormai sintonizzati sul ciclo dei tassi: ogni segnale di rallentamento dell’inflazione alimenta speranze di tagli Fed, che a loro volta sostengono la propensione al rischio.
Il contesto è quello di un mercato che prezza un Federal Reserve più hawkish rispetto alle attese di inizio anno. CoinShares attribuisce il deterioramento del sentiment a tre fattori: la nomina di un nuovo presidente Fed percepito come restrittivo, la pressione di vendita ciclica legata al ciclo quadriennale crypto, e l’aumento della volatilità geopolitica. Bitcoin, sceso sotto i $70.000 e in calo di circa il 2% nella settimana, resta il barometro principale (fonte).
La frattura geografica: USA in fuga, Europa accumula
Uno dei dati più interessanti del report è la divergenza regionale. Gli Stati Uniti hanno generato $403 milioni di deflussi, ma il resto del mondo ha assorbito $230 milioni di afflussi netti. La Germania ha guidato con $115 milioni, seguita da Canada ($46,3 milioni) e Svizzera ($36,8 milioni). Un pattern che si consolida: nel 2025 la Germania ha registrato afflussi per $2,5 miliardi contro i deflussi del 2024, confermando un cambio strutturale nella percezione degli asset digitali da parte degli investitori europei (fonte).
Per gli investitori italiani il dato europeo è rilevante: gli ETP quotati su Xetra (il mercato principale per crypto ETP in Europa) e su SIX beneficiano direttamente degli afflussi tedeschi e svizzeri, che aumentano la liquidità e riducono lo spread bid-ask. Quando gli investitori USA vendono e quelli europei comprano, il risultato è un trasferimento netto di posizioni attraverso l’Atlantico, con possibili implicazioni sui premi/sconti dei prodotti quotati.
Deflussi da prodotti short: il segnale contrarian da monitorare
Un indicatore che CoinShares evidenzia con particolare attenzione è il deflusso dai prodotti short Bitcoin: $15,4 milioni in due settimane. Storicamente, quando gli investitori chiudono anche le posizioni ribassiste insieme a quelle rialziste, si è spesso in prossimità di un minimo di mercato. Il ragionamento è semplice: il derisking diventa così generalizzato che non risparmia neppure le scommesse al ribasso, segno che il mercato sta esaurendo la pressione di vendita.
In parallelo, la rotazione verso altcoin come XRP (+$33,4 milioni), Solana (+$31 milioni) e Chainlink (+$1,1 milioni) suggerisce che il capitale non sta uscendo interamente dal settore crypto, ma si sta riposizionando su asset percepiti come sottovalutati o con catalizzatori specifici. XRP è l’asset con i migliori afflussi YTD a quota $109 milioni, trainato dalle aspettative ETF e dall’adozione istituzionale.
📊 Come leggere volumi e flussi prima di investire in ETP crypto
Distingui tra flussi e prezzo. I deflussi dagli ETP non significano necessariamente che il prezzo scenderà: a volte il mercato scende di più dei flussi (vendite dirette su exchange), a volte meno (accumulo OTC). Segui i dati CoinShares settimanali come indicatore di sentiment istituzionale, non come segnale di trading.
Monitora i volumi, non solo la direzione. Il crollo da $63 a $27 miliardi indica che la fase acuta di volatilità è passata. Volumi elevati con deflussi = panico. Volumi bassi con deflussi moderati = attesa. La seconda fase è meno pericolosa ma può durare più a lungo.
Attenzione alla divergenza regionale. Se investi in ETP quotati su Xetra o SIX, i flussi europei contano più di quelli USA. La Germania sta accumulando: questo supporta la liquidità e lo spread dei prodotti accessibili anche da Borsa Italiana.
Il segnale short è da veterani. I deflussi dai prodotti short Bitcoin sono un indicatore contrarian avanzato. Non operare sulla base di questo dato in isolamento, ma consideralo nel quadro complessivo: se i deflussi rallentano, i volumi si normalizzano e gli short si chiudono, il mercato potrebbe essere vicino a un punto di svolta.