Bitcoin ha messo a segno il suo miglior rialzo intraday in quasi due settimane, salendo fino a 66.300 dollari nella sessione asiatica di mercoledì 25 febbraio con un guadagno del 3,52%. Il movimento è arrivato in un contesto di ampio recupero degli asset rischiosi in vista del discorso sullo Stato dell’Unione del presidente Trump al Congresso. Ethereum ha guadagnato fino al 4,84% (toccando 1.994 $), Solana il 5,48% e XRP il 3,53% (fonte Bloomberg).
Il rimbalzo è però rientrato parzialmente durante il discorso stesso: Trump non ha menzionato Bitcoin né le criptovalute, e il prezzo è scivolato nuovamente verso area 65.000–65.500 $. Questo “buy the rumor, sell the news” si è sovrapposto a un segnale tecnico on-chain che racconta una storia molto diversa dalla narrazione di breve periodo: secondo i dati Glassnode riportati da BeInCrypto, il Realized Profit/Loss Ratio di Bitcoin ha appena attraversato una soglia che in passato ha anticipato fino a sei mesi di mercato debole.
Il rimbalzo del 25 febbraio: i numeri e il contesto

Il rialzo di mercoledì mattina è significativo per due ragioni. La prima è tecnica: il +3,52% intraday è il movimento più ampio dal 13 febbraio, e arriva dopo che Bitcoin era sceso fino a 62.500 $ nella sessione di martedì, il punto più basso da novembre 2024 (fonte CNBC). Il calo di martedì era stato innescato dal crollo di IBM (−13,15%, peggior giornata in 25 anni) e dall’escalation tariffaria, con 370 milioni di dollari di liquidazioni crypto.
La seconda ragione è il catalizzatore politico. Il discorso di Trump sullo Stato dell’Unione, previsto per le 21:00 ET (le 3:00 italiane di giovedì), ha generato un posizionamento preventivo dei trader. Prima del discorso, Whale Alert ha segnalato movimenti significativi on-chain: almeno 2.000 BTC (circa 126 milioni di dollari) trasferiti tra wallet sconosciuti nelle ore precedenti.
Tuttavia, il discorso è stato un non-evento per il mercato crypto. Trump ha difeso il suo bilancio economico e ha fatto riferimento ai dazi come strumento di forza, ma non ha menzionato Bitcoin, la riserva strategica crypto né alcuna iniziativa legislativa sul settore. Il risultato è stato un classico “sell the news”: BTC è sceso di circa 1.000–1.300 $ dai massimi intraday, stabilizzandosi intorno a 65.000–65.500 $.
Le crypto nella sessione del 25 febbraio
| Asset | Massimo intraday | Prezzo attuale* | Variazione 24h |
| Bitcoin (BTC) | 66.300 $ | ~65.300 $ | +2,8% |
| Ethereum (ETH) | 1.994 $ | ~1.906 $ | +2,5% |
| Solana (SOL) | ~85 $ | ~83 $ | +5,5% |
| XRP | ~1,46 $ | ~1,40 $ | +2,4% |
* Prezzi indicativi al momento della pubblicazione. Fonte: Bloomberg, Yahoo Finance.
Il segnale che preoccupa: Realized Profit/Loss Ratio sotto 1
Mentre il prezzo rimbalza, i dati on-chain di Glassnode raccontano una storia strutturale diversa. Il Realized Profit/Loss Ratio (media mobile a 90 giorni) è sceso sotto la soglia di 1, un evento che segnala la transizione in un “regime di eccesso di perdite realizzate”. In termini semplici: negli ultimi tre mesi, gli investitori che hanno venduto Bitcoin hanno realizzato in media più perdite che profitti.
Per chi segue le previsioni Bitcoin, questo è un segnale da non sottovalutare. Ecco come funziona il meccanismo: il Realized Profit misura il valore in dollari di tutti i BTC spostati on-chain a un prezzo superiore al costo di acquisizione; il Realized Loss fa lo stesso per i BTC spostati a un prezzo inferiore. Quando il rapporto tra i due scende sotto 1, significa che le perdite dominano il flusso di capitali. È la fotografia di un mercato dove chi vende lo fa in perdita, e chi potrebbe comprare esita.
⚠️ Cosa dice la storia quando il ratio scende sotto 1
| Ciclo | Durata sotto 1 | Drawdown max dal segnale | Cosa è successo dopo |
| 2015 | ~7 mesi | −45% (da ~300 $ a ~160 $) | Recupero lento; bull market partito a metà 2016 |
| 2018–2019 | ~12 mesi | −50% (da ~6.000 $ a ~3.200 $) | Minimo a dic. 2018; ripresa nel 2019 |
| 2022 | ~8 mesi | −40% (da ~30.000 $ a ~16.000 $) | Minimo a nov. 2022 (FTX); bull market 2023–2025 |
| Febbraio 2026 | Appena sceso sotto 1 | Da verificare (BTC a ~65.000 $) | Se il pattern si ripete: 4–6 mesi di liquidità debole prima del recupero |
Il dato chiave è che in tutti e tre i cicli precedenti, il ratio è rimasto sotto 1 per almeno sei mesi prima di recuperare. Glassnode ha specificato che il recupero sopra la soglia di 1 “tipicamente segnala un ritorno costruttivo della liquidità al mercato”. Tradotto: finché il ratio resta sotto 1, il mercato non ha le condizioni strutturali per un rally sostenuto.
I grandi detentori riducono l’esposizione: 90.000 BTC in meno in 12 giorni
Il segnale del Realized P/L Ratio è rafforzato dai dati sulla distribuzione dell’offerta. Secondo Glassnode, gli indirizzi che detengono tra 1.000 e 10.000 BTC hanno ridotto la loro quota di offerta totale dal 21,7% al 21,2% negli ultimi 12 giorni. In termini assoluti, si tratta di circa 90.000 BTC in meno, un valore di circa 5,8 miliardi di dollari ai prezzi attuali.
La distribuzione non è precipitosa — il ritmo è misurato — ma è persistente. Quando le whale riducono gradualmente le posizioni, il risultato non è un crash immediato ma una limitazione del potenziale rialzista. I tentativi di rimbalzo come quello di mercoledì mattina incontrano resistenza strutturale perché la liquidità in uscita dai grandi portafogli supera quella in entrata.
A confermare questa dinamica ci sono i flussi ETF: nelle prime otto settimane del 2026, gli ETF spot Bitcoin negli USA hanno registrato deflussi netti per 4,5 miliardi di dollari. Solo la scorsa settimana, 360 milioni sono usciti dai fondi. In controtendenza, la società Strategy (ex MicroStrategy) ha acquistato 39 milioni di dollari in BTC, coprendo quasi il 99% di tutti gli acquisti di società quotate nel periodo.
Il discorso di Trump: cosa ha detto (e cosa non ha detto) per i mercati
Il discorso sullo Stato dell’Unione di martedì sera è stato il primo di Trump nel 2026 e ha definito il tono politico per le elezioni di midterm di novembre, che potrebbero ridurre il controllo repubblicano sul Congresso. Trump ha difeso la sua politica economica, ha rivendicato la strategia tariffaria come strumento di forza e ha dichiarato che il paese è “più grande, migliore, più ricco e più forte che mai”.
Per il mercato crypto, la delusione è arrivata da ciò che non è stato detto. Non c’è stato alcun riferimento a Bitcoin, alla riserva strategica crypto, al CLARITY Act né ad alcuna iniziativa legislativa specifica per le criptovalute. L’assenza è significativa perché i trader avevano prezzato la possibilità di un annuncio favorevole, contribuendo al rialzo del 3,5% pre-discorso. Il silenzio ha innescato il ritracciamento.
L’analista Peter Schiff, noto critico di Bitcoin, aveva previsto un sell-off post-discorso, argomentando che qualsiasi menzione positiva sarebbe stata un segnale di vendita e l’assenza di menzioni avrebbe rimosso un catalyst rialzista. In entrambi i casi, il risultato atteso era lo stesso: pressione al ribasso. Il mercato gli ha dato ragione, almeno nel brevissimo termine.
Livelli tecnici: dove può andare Bitcoin da qui
L’analisi tecnica su timeframe orario mostra che Bitcoin ha formato una resistenza a 66.400–66.600 $, corrispondente alla SMA 100 e a una trendline discendente dal massimo di 68.654 $. Il livello di 67.200 $ rappresenta il ritracciamento Fibonacci al 76,4% del movimento ribassista 68.654–62.500 $ e sarebbe il primo target in caso di breakout.
📊 Mappa dei livelli chiave
| Livello | Tipo | Significato |
| 68.654 $ | Resistenza | Massimo recente; breakout sopra questo livello invaliderebbe il pattern ribassista |
| 67.200–67.394 $ | Resistenza | Fibonacci 76,4% e livello di invalidazione del triangolo discendente (BeInCrypto) |
| 66.400–66.600 $ | Resistenza immediata | SMA 100 oraria + trendline discendente; Bitcoin è stato respinto qui oggi |
| 65.000 $ | Supporto intermedio | Livello psicologico; una tenuta sopra mantiene il bias di breve neutro |
| 62.500 $ | Supporto chiave | Minimo del 24 febbraio; una rottura esporrebbe BTC a 60.000 $ |
| 60.000 $ | Supporto critico | Soglia psicologica; perdita di questo livello potrebbe innescare panic selling e accelerare la correzione |
Cosa significa per l’investitore italiano
La giornata del 25 febbraio incapsula la tensione fondamentale che definisce il mercato Bitcoin in questo momento: i rimbalzi di breve periodo coesistono con segnali strutturali di debolezza. Per l’investitore italiano, tre punti meritano attenzione.
📊 Tre punti chiave
1. I rimbalzi in un regime di perdite dominanti sono fragili. Finché il Realized P/L Ratio resta sotto 1, ogni rialzo avviene in un contesto dove la maggior parte dei capitali in movimento realizza perdite. Storicamente, questa condizione ha prodotto recovery attempts che falliscono nell’arco di giorni o settimane, non rally sostenuti. Il rimbalzo di oggi va letto in questa chiave.
2. Il fattore Trump è ormai un “buy the rumor, sell the news” strutturale. Dai dazi di ottobre al discorso di oggi, il pattern si ripete: il mercato si posiziona al rialzo prima degli annunci presidenziali e poi ritraccia. Per chi opera su Bitcoin, la lezione è che i catalizzatori politici generano volatilità intraday ma non invertono i trend on-chain. I fondamentali di liquidità e i flussi ETF restano i driver dominanti.
3. Il timeframe del segnale on-chain è 4–6 mesi, non 4–6 giorni. Se il pattern storico del Realized P/L Ratio si ripete, la fase di liquidità debole potrebbe protrarsi fino alla fine del terzo trimestre 2026. Questo non significa che Bitcoin non possa avere rimbalzi anche significativi nel frattempo, ma suggerisce che una ripresa strutturale richiederà tempo. Per chi ha un orizzonte di lungo termine, l’informazione rilevante non è il prezzo di oggi ma la direzione del ratio nelle prossime settimane.
🔔 Catalizzatori da monitorare nelle prossime 48 ore
Stasera: Nvidia Q4 (after hours). Correlazione NVDA-BTC storicamente elevata; un beat potrebbe innescare un rimbalzo crypto nella sessione asiatica, una delusione amplificherebbe la pressione ribassista.
Giovedì: Jobless Claims USA. Un dato superiore alle attese segnalerebbe indebolimento del mercato del lavoro, potenzialmente positivo per le aspettative di taglio Fed ma negativo per il sentiment risk-on.
Venerdì: PPI USA e inflazione Eurozona (Francia, Spagna, Germania). Il PPI è il dato chiave della settimana per la Fed. Dopo il PCE core di dicembre sopra le attese (+0,4% mensile), un nuovo dato inflazionistico alto consoliderebbe la narrativa “higher for longer”, negativa per tutti gli asset rischiosi.