Bitcoin scambia intorno a $68.000 in una giornata a volumi ridotti, con diversi mercati importanti chiusi per festività. La criptovaluta più capitalizzata al mondo ha cancellato quasi il 50% del valore dal massimo storico di ottobre 2025 ed è arrivata a sfiorare i $60.000 la scorsa settimana prima di stabilizzarsi. La volatilità implicita a 30 giorni è crollata dal picco del 100% annualizzato del 6 febbraio all’attuale 52%: il panico si è sgonfiato, ma la domanda non è tornata.
Il quadro di giornata: pausa tecnica, non inversione
Alle 05:39 GMT di martedì 18 febbraio, Bitcoin segnava $68.056, in calo dello 0,5% nelle ultime 24 ore. Il mercato si trova in una fase che gli analisti definiscono wait-and-see: i volumi degli ETP su Bitcoin quotati in Europa sono crollati da $63 a $27 miliardi nell’ultima settimana, un segnale che gli investitori istituzionali hanno smesso di vendere in modo aggressivo ma non hanno ancora ricominciato a comprare. Il dato si inserisce nella quarta settimana consecutiva di deflussi dai prodotti d’investimento crypto, con $3,74 miliardi usciti nell’ultimo mese (fonte).

Sul piano tecnico, BTC resta sotto tutte le medie mobili esponenziali chiave (20, 50, 100 e 200 giorni). Il supporto immediato si colloca in area $65.000–66.000: una rottura al ribasso riaprirebbe lo scenario verso i $60.000 testati la settimana scorsa. La resistenza più vicina è la EMA 20 attorno a $73.300.
Il fattore Warsh: perché la Fed pesa più dell’halving
Il contesto macro è il vero protagonista. Il mercato sta prezzando le conseguenze della probabile nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Federal Reserve, in sostituzione di Jerome Powell il cui mandato scade a maggio. Warsh, ex membro del Board of Governors dal 2006 al 2011, è noto per una posizione hawkish sull’inflazione che durante la crisi finanziaria del 2008 lo portò a insistere sui rischi inflazionistici anche quando la disoccupazione statunitense toccava il 9% (fonte).
Per i mercati crypto, un presidente Fed orientato alla disciplina monetaria significa tassi reali più alti più a lungo, liquidità ridotta e minor propensione al rischio. Come sottolinea Markus Thielen di 10x Research, in questo scenario Bitcoin non viene percepito come copertura contro la svalutazione monetaria, ma come eccesso speculativo che si sgonfia quando il denaro facile viene ritirato. BTC è sceso fino a $81.000 a fine gennaio quando le probabilità di Warsh sono schizzate sui mercati predittivi.
Questa settimana gli appuntamenti macro da monitorare sono tre: i verbali della riunione Fed di gennaio, i dati sulla produzione industriale e soprattutto il PCE (l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed). Un PCE sotto le attese potrebbe replicare l’effetto positivo del CPI della settimana scorsa, che aveva generato un rimbalzo del sentiment venerdì.
Le previsioni a breve: rimbalzo graduale o illusione?
Le stime algoritmiche di Changelly indicano un percorso di recupero moderato per BTC nei prossimi giorni, con un range per febbraio 2026 compreso tra un minimo di $68.052 e un massimo di $78.697, per una media di $73.375. Le previsioni giornaliere suggeriscono un apprezzamento lento ma costante.
Previsioni giornaliere BTC — Fonte: Changelly / Bitget, febbraio 2026
| Data | Prezzo stimato | Variazione dal 17/02 |
| 17 febbraio 2026 | $68.056 (attuale) | — |
| 18 febbraio | ~$68.052 | ≈0% |
| 19 febbraio | ~$69.080 | +1,5% |
| 20 febbraio | ~$70.109 | +3,0% |
| Fine febbraio (media) | ~$73.375 | +7,8% |
Nota: le previsioni algoritmiche si basano su modelli statistici e dati storici. Non costituiscono in alcun modo consigli d’investimento. La volatilità reale può essere significativamente superiore a quella implicita nei modelli.
Hai comprato vicino ai massimi? Tre principi per gestire la fase
Un drawdown del 50% è doloroso ma non senza precedenti per Bitcoin. Nel ciclo 2021–2022, BTC perse il 77% dal massimo storico di $69.000 al minimo di $15.500. Nel 2018, il calo fu dell’83% da $20.000 a $3.200. Chi ha comprato durante l’euforia di ottobre 2025 si trova oggi in una situazione psicologicamente difficile ma storicamente ricorrente.
📋 Gestire un drawdown del 50%: la checklist per investitori crypto
Rivaluta l’orizzonte temporale. Se il tuo orizzonte è inferiore a 2 anni, un’esposizione elevata a Bitcoin era probabilmente eccessiva. Se il tuo orizzonte è 5+ anni, i cicli storici suggeriscono che i massimi vengono sistematicamente superati, anche se i tempi di recupero possono essere lunghi (14 mesi nel 2018, 24 nel 2022).
Non mediare al ribasso senza un piano. Il dollar cost averaging (DCA) funziona solo se hai capitale aggiuntivo che puoi permetterti di perdere e se lo applichi con disciplina su un periodo prestabilito. Mediare impulsivamente a ogni calo è il modo più rapido per esaurire la liquidità prima che il mercato tocchi il fondo.
Monitora i flussi istituzionali, non il rumore. I deflussi dagli ETP ($3,74 miliardi in un mese) e il calo dei volumi da $63 a $27 miliardi raccontano più del sentiment reale di qualsiasi previsione giornaliera. Quando i deflussi rallentano e i volumi si normalizzano, il mercato potrebbe essere vicino a un punto di svolta. Il deflusso dai prodotti short Bitcoin ($15,4 milioni in due settimane) è un segnale contrarian da monitorare.
Diversifica l’esposizione. La rotazione verso altcoin come XRP e Solana nei flussi ETP suggerisce che il capitale non sta abbandonando il settore, ma cercando opportunità percepite come sottovalutate. Un portafoglio crypto concentrato al 100% su BTC amplifica sia il rischio che la volatilità emotiva.