Questa settimana SpaceX ha effettuato un’altra grande transazione on-chain, trasferendo poco più di 1.000 BTC — un comportamento che si ripete da mesi e che, secondo gli analisti, suggerisce una riorganizzazione interna dei wallet, più che un’attività legata al mercato.

Con quest’ultimo movimento, il totale delle transazioni effettuate quest’anno tramite Coinbase Prime sale a quasi 9.000 BTC, secondo gli analisti blockchain che monitorano l’azienda.
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Nella transazione di mercoledì 10 dicembre, i fondi sono stati suddivisi in due nuovi indirizzi: 614 BTC inviati al primo e 407 BTC al secondo.
Sebbene SpaceX non abbia rilasciato commenti ufficiali, gli analisti osservano che questi movimenti seguono un pattern costante: l’azienda sta dismettendo vecchi indirizzi Bitcoin a favore dei più recenti formati SegWit e Taproot, che garantiscono commissioni più basse e maggior sicurezza.
Il processo sembra includere sia l’abbandono dei vecchi indirizzi che iniziavano con “1”, sia la migrazione verso il più moderno formato “bc1q”.
L’interesse di SpaceX per Bitcoin risale al 2021, quando Elon Musk confermò che sia Tesla sia SpaceX detenevano BTC. Secondo vari report, l’azienda avrebbe venduto una parte significativa delle sue riserve nel 2022, uno degli anni più turbolenti per il settore crypto, segnato dal crollo di Terra, dal fallimento di FTX e da un’ondata di contagio nell’intero ecosistema.
La società di analisi Arkham ha identificato per la prima volta nel 2024 una serie di indirizzi collegati a SpaceX, attribuendo all’azienda 8.285 BTC. Oggi il suo dashboard ne mostra circa 3.991, ma gli analisti avvertono che questa cifra più bassa è probabilmente il risultato di etichettature incomplete dopo le recenti transazioni, più che di una reale liquidazione.
Il sito BitcoinTreasuries.net continua infatti a riportare i precedenti livelli di possesso.
Questi movimenti avvengono in un momento cruciale per SpaceX. Secondo Bloomberg, l’azienda prepara un’IPO nel 2026 con l’obiettivo di raccogliere oltre 30 miliardi di dollari a una valutazione vicina a 1,5 trilioni di dollari — una cifra paragonabile allo storico debutto di Saudi Aramco nel 2019. I consulenti mirerebbero a una quotazione tra metà e fine 2026, anche se tempistiche e mercato potrebbero spostare la data al 2027.
Nel frattempo, Tesla — che aveva ridotto la sua esposizione a Bitcoin nel 2022 — detiene ancora circa 11.509 BTC, per un valore di circa 1,24 miliardi di dollari.
Mentre SpaceX si avvicina a quello che potrebbe diventare il più grande IPO della storia, le continue ristrutturazioni dei wallet suggeriscono un rafforzamento dei controlli operativi: una pratica comune, sottolineano gli analisti, per le aziende che si preparano a un aumento della supervisione regolamentare e dei requisiti di trasparenza tipici del mercato pubblico.
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