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Perché le criptovalute sono in calo? Il mercato inizia dicembre in rosso

Giuliana Morelli

Il mercato delle criptovalute apre dicembre con un brusco scivolone, ma in mezzo al caos spunta il progetto Bitcoin Hyper, che continua a raccogliere capitali e attenzione.

Nel primo giorno di dicembre molti si sono ritrovati davanti ai grafici tutti rossi e alla solita domanda: perché le crypto stanno scendendo così forte. Il dato che colpisce subito è il prezzo Bitcoin, scivolato di colpo sotto quota 84.000 dollari.

In parallelo anche Ethereum ha preso una bella botta, con il prezzo sceso fino a circa 2.700 dollari e un clima generale di incertezza che ha raffreddato l’entusiasmo accumulato nelle settimane precedenti. Per chi guarda alle migliori crypto presale il momento è delicato.

Il valore complessivo del mercato è passato in poche ore da circa 3,15 trilioni a 3 trilioni di dollari, bruciando 150 miliardi quasi come fosse niente. Numeri enormi che però nel mondo delle criptovalute possono muoversi in tempi ridicolmente brevi, nel bene e nel male.

Cause globali

Per capire il perché del calo bisogna uscire un attimo dal mondo digitale e guardare alla finanza “classica”. Il campanello d’allarme è arrivato dal Giappone, dove la banca centrale ha fatto capire che a dicembre potrebbe alzare i tassi di interesse.

Questa semplice indicazione ha fatto schizzare il rendimento dei titoli di stato giapponesi a 2 anni fino all’1,84%, livelli che non si vedevano dal 2008. Tradotto in parole povere, prendere in prestito yen per poi investirli altrove potrebbe diventare meno conveniente rispetto al passato.

Per anni molti grandi investitori hanno usato lo yen a basso costo per comprare attività più rischiose in giro per il mondo, comprese le criptovalute. Se questo meccanismo, chiamato carry trade, inizia a scricchiolare, la reazione tipica è ridurre il mercato del rischio e vendere ciò che è più volatile.

Regnano le liquidazioni

Come spesso accade nel mondo delle criptovalute, alla paura si è aggiunto l’effetto leva. Molti trader operano con capitali presi in prestito, nella speranza di moltiplicare i guadagni. Quando i prezzi scendono troppo in fretta arrivano le famose liquidazioni forzate.

In questa fase sono stati cancellati in poche ore circa 833 milioni di dollari di posizioni long, cioè scommesse sul rialzo. I dati mostrano che circa l’80% delle posizioni spazzate via erano appunto long, mentre le posizioni short hanno subito danni molto più limitati.

Bitcoin ha visto sparire oltre 200 milioni di dollari di posizioni, Ethereum circa 159 milioni e Solana altri 35 milioni. Una catena di margin call e stop loss ha trasformato una correzione normale in un’ondata di vendite che si è autoalimentata per tutta la giornata.

Il progetto Bitcoin Hyper

Bitcoin Hyper - Home Page

In mezzo a questo scenario non proprio tranquillo, non tutte le storie sono negative. Un progetto in presale che sta facendo parlare parecchio è Bitcoin Hyper, token HYPER, che continua a raccogliere capitali anche mentre il resto del mercato traballa.

Secondo i dati diffusi dal team, la raccolta ha superato 28,9 milioni di dollari in pochi mesi. Non parliamo quindi del solito progettino partito ieri sera, ma di una prevendita che ha già convinto una buona fetta di investitori, inclusi alcuni grossi portafogli.

Per farlo, Bitcoin Hyper propone una soluzione layer-2, cioè uno strato tecnologico costruito sopra la blockchain di base di Bitcoin, pensato per aumentare velocità e ridurre i costi di transazione senza stravolgere la rete principale.

L’obiettivo è avvicinarsi alle prestazioni di Solana, famosa per la rapidità, portando su Bitcoin un ambiente compatibile con l’architettura SVM che permette di gestire molte operazioni in parallelo. Tutto questo, però, restando agganciati alla sicurezza della rete principale.

Quali sono gli utilizzi di questo protocollo

Una volta che Bitcoin è stato spostato sulla rete di Bitcoin Hyper, diventa possibile usarlo in tanti modi diversi. Si parla di smart contract più rapidi, scambi quasi istantanei e costi molto più bassi rispetto alle transazioni tradizionali sulla blockchain principale.

Ovviamente, per convincere gli investitori a entrare in presale non basta una buona idea. Bitcoin Hyper promette anche incentivi concreti, come un rendimento fino al 40% annuo in staking per chi partecipa alle fasi iniziali del progetto.

Il prezzo di prevendita è fissato intorno a 0,013365 dollari per token, con la promessa di listing successivi sugli exchange. Chi entra ora, secondo il team, si posiziona in anticipo rispetto a una potenziale fase di maggiore visibilità sul mercato.

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Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Dr.ssa Giuliana Morelli, con una Laurea Magistrale in Economia e Management, ha maturato una solida esperienza nel settore finanziario ed economico durante gli anni di lavoro come consulente aziendale. Nel 2010, ha intrapreso una nuova avventura fondando la sua società di consulenza, attraverso la quale offre supporto a imprese e individui nel navigare il complesso mondo degli investimenti e del trading.

La sua expertise si estende anche al vivace settore delle criptovalute, dove esplora l'intersezione tra trading tradizionale e tecnologie emergenti come la Blockchain. Giuliana collabora attivamente con diversi studi professionali ed è una figura di spicco in numerose iniziative legate a Fintech, Blockchain, nonché in vari incubatori e acceleratori di impresa.

Giuliana ha una passione per l'attualità, cosa che le permette di fornire ai lettori analisi puntuali e aggiornate sulle ultime novità del settore. Con una comunicazione chiara e precisa, mira a rendere il mondo del trading e degli investimenti comprensibile e accessibile a tutti, sia che si tratti di principianti o di investitori esperti.

All'interno del team gestisce con passione e dedizione il ramo relativo alle news, sia crypto che di finanza classica.