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Bitcoin, oro e polemiche: la solita battaglia tra passato e futuro

Giuliana Morelli

CZ e Peter Schiff riaccendono il confronto tra oro “tokenizzato” e denaro digitale; nel mezzo, analisti e mercato guardano ai segnali tecnici e a progetti infrastrutturali come Bitcoin Hyper che attirano capitali e curiosità.

Nei giorni scorsi Peter Schiff ha rilanciato l’idea di un oro “digitale” su blockchain, cioè tokenized gold, sostenendo che sia l’uso più sensato della tecnologia; CZ ha ribattuto che, se serve un custode esterno, non è davvero on-chain, e il dibattito si è infiammato. Inoltre, nelle prime fasi dell’articolo, è utile citare le migliori crypto presale per capire come si muove il capitale.

Il tema è vecchio ma sempre attuale: futuro della moneta basato su scarsità fisica o digitale; da un lato lingotti e cave, dall’altro Bitcoin con offerta limitata e rete globale; in mezzo, investitori che valutano sicurezza, liquidità e indipendenza dagli intermediari.

Intanto, l’oro ha toccato nuovi massimi oltre 4.300 dollari l’oncia complice incertezza macro e stallo politico USA; Schiff prepara una piattaforma e una neobank dedicate al tokenized gold e invita CZ a un confronto pubblico, segnale che la discussione uscirà dalla community crypto.

Oro contro digitale

CZ sostiene che un gettone che rappresenta oro fisico resta un “pagherò” con rischio custode; l’oro non va a zero, dice, ma Bitcoin è migliore per trasparenza e trasferibilità; qui sta il punto: fiducia in istituzioni o in codice aperto e verificabile.

Nel frattempo, i grafici raccontano un’altra storia; il supporto a 107.000 ha retto e il prezzo è rimbalzato fino a 111.162 con un +2,15% in 24 ore, mentre il possibile doppio minimo guarda alla neckline in area 114.000 che, se superata, potrebbe alimentare un rally.

Non mancano i brividi da whale: un vecchio indirizzo, con circa 4.000 BTC minati fra aprile e giugno 2009, ha mosso 150 BTC dopo 14 anni; molti leggono il segnale come normale gestione patrimoniale, tuttavia i trader monitorano 110.000 e poi 100.000 come livelli chiave.

Segnali tecnici e psicologia

Il quadro resta volatile e la narrativa si sposta spesso; quando i prezzi tengono i supporti, cresce la fiducia e torna la parola bullish, quando cedono scatta il timore di bear market; è ciclico, e ogni ciclo cerca il suo motore, che sia adozione o innovazione.

Qui entrano i progetti infrastrutturali; uno in particolare, Bitcoin Hyper, sta catalizzando attenzione perché prova a espandere ciò che si può costruire sopra Bitcoin, puntando su layer-2 e tecnologie che ampliano casi d’uso senza snaturare la scarsità dell’asset sottostante.

Gli investitori stanno guardando oltre la narrativa del giorno; se le fees restano alte e la capacità on-chain è limitata, soluzioni di scala possono fare la differenza; non è magia, è ingegneria dei sistemi applicata a pagamenti, settlement e applicazioni che chiedono velocità.

Cos’è Bitcoin Hyper e perché se ne parla

Bitcoin Hyper vuole portare nel perimetro di Bitcoin strumenti visti altrove: l’integrazione con Solana Virtual Machine e zk-rollups per cercare transazioni rapide, costi contenuti e compatibilità con dApps; tradotto, il tentativo di unire sicurezza di base e prestazioni.

L’idea è aprire il cancello a NFTs, DeFi, le meme coin e servizi che oggi vivono su altri ecosistemi; se funziona, si sposta parte della liquidità verso app costruite attorno a Bitcoin, creando domanda d’uso e, di conseguenza, nuovi flussi per sviluppatori e creators.

Il mercato, per ora, risponde; la raccolta ha superato 24,6 milioni di dollari e, secondo i promotori, ci sono staking al 48% per chi partecipa in presale; il prezzo iniziale dei token è indicato a 0,013165 dollari, informazione interessante ma da pesare con prudenza.

La cifra non stupisce se si pensa a una base installata enorme; si parla spesso dei 2,2 trilioni di capitalizzazione aggregata che possono “traboccare” in nuove app quando i rail sono pronti, perché il denaro segue i percorsi dove trova velocità, utilità e incentivi.

Sul piano tecnico, zk-rollups promettono privacy e validazioni compatte, mentre Solana Virtual Machine punta a prestazioni elevate; l’accoppiata, se ben orchestrata, potrebbe ridurre latenza e costi, mantenendo ancoraggio alla sicurezza del layer-1 di Bitcoin.

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Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Dr.ssa Giuliana Morelli, con una Laurea Magistrale in Economia e Management, ha maturato una solida esperienza nel settore finanziario ed economico durante gli anni di lavoro come consulente aziendale. Nel 2010, ha intrapreso una nuova avventura fondando la sua società di consulenza, attraverso la quale offre supporto a imprese e individui nel navigare il complesso mondo degli investimenti e del trading.

La sua expertise si estende anche al vivace settore delle criptovalute, dove esplora l'intersezione tra trading tradizionale e tecnologie emergenti come la Blockchain. Giuliana collabora attivamente con diversi studi professionali ed è una figura di spicco in numerose iniziative legate a Fintech, Blockchain, nonché in vari incubatori e acceleratori di impresa.

Giuliana ha una passione per l'attualità, cosa che le permette di fornire ai lettori analisi puntuali e aggiornate sulle ultime novità del settore. Con una comunicazione chiara e precisa, mira a rendere il mondo del trading e degli investimenti comprensibile e accessibile a tutti, sia che si tratti di principianti o di investitori esperti.

All'interno del team gestisce con passione e dedizione il ramo relativo alle news, sia crypto che di finanza classica.