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Trump attacca Jamie Dimon e le banche: “Non possono bloccare le stablecoin”. In gioco $6,6 trilioni di depositi

Martedì 4 marzo 2026, ore 22:30 ET. Donald Trump pubblica un post su Truth Social che segna un punto di svolta nella regolamentazione crypto americana: “Il GENIUS Act è minacciato e sabotato dalle Banche, e questo è inaccettabile. Gli americani dovrebbero guadagnare di più sul proprio denaro. Le banche hanno profitti record e non permetteremo loro di sabotare la nostra agenda crypto.” Il post arriva poche ore dopo un incontro privato alla Casa Bianca tra Trump e il CEO di Coinbase Brian Armstrong (fonte CNBC), e nel pieno di uno scontro frontale con Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase. In gioco: chi controlla il rendimento sui dollari digitali — e con esso, fino a 6.600 miliardi di dollari di depositi bancari.

📋 I fatti in sintesi

GENIUS Act: legge sulle stablecoin firmata da Trump a luglio 2025. Crea un framework federale per gli emittenti di stablecoin. Vieta esplicitamente agli emittenti di prestare le riserve che garantiscono i token.

CLARITY Act: legge sulla struttura del mercato crypto, bloccata al Senato. La deadline del 1° marzo è stata mancata. Il markup del Senate Banking Committee è previsto per metà-fine marzo.

Il nodo: il GENIUS Act vieta agli emittenti di pagare interessi direttamente. Ma non vieta a piattaforme terze (Coinbase, Kraken) di passare il rendimento ai clienti. Le banche chiamano questo un “loophole”.

La posta: il Treasury USA stima che le stablecoin con rendimento potrebbero sottrarre fino a $6,6 trilioni di depositi dal sistema bancario (BPI).

Lo scontro Dimon-Armstrong: “Se paghi interessi, sei una banca”

Render 3D di una scala monumentale d'oro che bilancia un pan con rischio bancario pesante contro un pan con yield Teal/Oro sicuro e regolamentato.

Lunedì 3 marzo, Jamie Dimon ha dichiarato a CNBC: “Se vuoi essere una banca, diventa una banca. Se offri rendimento sui saldi, quello è banking.” Dimon ha proposto un compromesso: le piattaforme crypto potrebbero offrire rewards legati alle transazioni (come i cashback delle carte di credito), ma non interessi sui saldi inattivi — che a suo avviso richiederebbero requisiti patrimoniali, assicurazione FDIC e obblighi antiriciclaggio. Le tensioni tra Dimon e Armstrong sono personali: a gennaio, al World Economic Forum di Davos, Dimon avrebbe detto ad Armstrong che era “pieno di stronzate” durante un incontro casuale (fonte CoinDesk).

Patrick Witt, direttore esecutivo del President’s Council of Advisors for Digital Assets, ha replicato duramente su X: “L’inganno è che non è il pagamento del rendimento in sé a richiedere regole bancarie, ma il prestito o la rehypothecation dei dollari sottostanti. E il GENIUS Act vieta esplicitamente agli emittenti di farlo.” La distinzione è tecnica ma cruciale: se le riserve restano in Treasury bills e non vengono prestate, il rischio sistemico — secondo la Casa Bianca — non esiste.

⚖️ Le due posizioni a confronto

Banche (Dimon, ABA, BPI): chi offre rendimento sui saldi opera come una banca e deve sottostare alle stesse regole: requisiti patrimoniali, FDIC, antiriciclaggio, obblighi di lending alle comunità. Senza queste regole, i depositi migreranno verso piattaforme non assicurate, mettendo a rischio il sistema creditizio.

Crypto (Armstrong, Witt, coalizione 125+ aziende): le riserve stablecoin sono in Treasury bills, non vengono prestate. Quindi non c’è rischio bancario. Le banche vogliono proteggere il loro monopolio sui depositi, non il sistema finanziario. Armstrong prevede che le banche stesse finiranno per chiedere di poter pagare interessi sulle stablecoin una volta che la pressione competitiva sarà inevitabile.

I numeri: $6,6 trilioni di depositi a rischio

Il Bank Policy Institute (BPI), il principale gruppo di lobbying delle grandi banche USA, cita un’analisi del Treasury secondo cui le stablecoin con rendimento potrebbero sottrarre fino a 6.600 miliardi di dollari dal sistema dei depositi bancari. Bank of America stima che il 30-35% dei depositi commerciali potrebbe essere a rischio se piattaforme crypto offrissero rendimenti del 4-5% su saldi in stablecoin garantite da Treasury bills — senza i costi regolatori delle banche tradizionali.

Bloomberg Intelligence stima che i ricavi da stablecoin di Coinbase, che nel 2025 rappresentavano circa il 19% dei ricavi totali dell’exchange, potrebbero espandersi da 2 a 7 volte sotto il GENIUS Act se l’adozione nei pagamenti accelera. Il volume di transazioni stablecoin ha già superato Visa e Mastercard combinati nel 2024. Se quei saldi iniziano a pagare rendimenti direttamente agli utenti, il modello di business delle banche tradizionali entra in crisi.

📅 Timeline dello scontro

DataEvento
Luglio 2025Trump firma il GENIUS Act — prima legge federale sulle stablecoin
Gennaio 2026Dimon e Armstrong si scontrano a Davos
Febbraio 2026Due incontri alla Casa Bianca tra banche e crypto — nessun compromesso
28 febbraio 2026Scade la deadline di Trump per un accordo. Mancata
3 marzo 2026Dimon su CNBC: “Se paghi interessi, sei una banca”
4 marzo 2026Armstrong alla Casa Bianca. Trump su Truth Social: banche sabotano GENIUS Act
4 marzo 2026Witt (Casa Bianca) replica a Dimon: “Stablecoin ≠ depositi”
Marzo (data TBD)Markup CLARITY Act al Senate Banking Committee
H1 2026OCC pubblica regole finali di implementazione GENIUS Act

Il conflitto di interessi: Trump e World Liberty Financial

Non si può ignorare l’elefante nella stanza: la famiglia Trump ha interessi diretti nel settore stablecoin. World Liberty Financial (WLFI), progetto crypto legato alla famiglia presidenziale, ha lanciato la stablecoin USD1. Quando Trump attacca le banche per difendere il rendimento sulle stablecoin, difende anche un asset che potrebbe beneficiare direttamente la sua famiglia. Charles Hoskinson, fondatore di Cardano, ha reagito al post di Trump dichiarando: “Sono d’accordo con il Presidente. Le banche hanno emendato il disegno di legge 137 volte.” Ma i critici sottolineano che l’intervento presidenziale a favore di un settore in cui ha interessi personali solleva questioni etiche significative.

Cosa significa per l’investitore italiano: MiCA e il divieto di interessi

Per l’Europa e l’Italia, questa battaglia americana ha implicazioni dirette. Sotto il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), entrato in vigore nel 2024, le stablecoin denominate in euro (EMT — E-Money Token) non possono pagare interessi ai detentori. L’articolo 50 del MiCA lo vieta esplicitamente, per evitare che le stablecoin competano con i depositi bancari. Come abbiamo analizzato nel pezzo sulla regolamentazione crypto e DAC8, il framework europeo privilegia la stabilità del sistema bancario rispetto all’innovazione fintech.

🇺🇸 vs 🇪🇺 Stablecoin con rendimento: USA vs Europa

USA (GENIUS Act + eventuale CLARITY Act): emittenti non possono prestare le riserve, ma piattaforme terze possono passare il rendimento ai clienti. Se il CLARITY Act passa senza restrizioni, le stablecoin USD diventano di fatto conti di risparmio al 4-5% senza requisiti bancari.

Europa (MiCA): le stablecoin euro (EMT) non possono pagare interessi in nessuna forma. Nessuna piattaforma può passare rendimento. Il risultato è che le stablecoin euro sono meno attraenti delle stablecoin USD per gli investitori in cerca di yield.

Rischio per l’Europa: se le stablecoin USD yield-bearing diventano il nuovo standard globale, il capitale europeo migra verso piattaforme USA. È un arbitraggio regolatorio che penalizza l’euro come valuta digitale e rafforza il dominio del dollaro nel mondo crypto.

Per chi vuole comprare Bitcoin o investire in crypto dall’Italia, la domanda pratica è: perché detenere una stablecoin euro a rendimento zero quando una stablecoin USD offre il 4-5%? La risposta è che, per ora, la tassazione italiana sulle plusvalenze crypto (26% sotto DAC8) e il rischio di cambio EUR/USD parzialmente compensano il vantaggio. Ma se il gap di rendimento persiste, la pressione competitiva sulle stablecoin euro diventerà insostenibile.

I 4 eventi da monitorare

🔔 Checklist legislativo-regolatorio

1. Markup CLARITY Act (metà-fine marzo). Se il Senate Banking Committee aggiunge restrizioni sullo yield stablecoin, il mercato reagirà negativamente. Se passa senza limiti, il settore stablecoin esplode.

2. Regole OCC per il GENIUS Act (H1 2026). La proposta di 376 pagine pubblicata la settimana scorsa contiene disposizioni che l’industria crypto teme possano limitare come gli emittenti distribuiscono i rendimenti. I dettagli finali determineranno quanto lontano possono arrivare le piattaforme.

3. Ricavi stablecoin Coinbase (prossima trimestrale). Bloomberg Intelligence stima un’espansione 2-7×. Se i numeri confermano il trend, la pressione sulle banche aumenta.

4. Risposta BCE/ESMA. Se le stablecoin USD con rendimento catturano quota di mercato a spese dell’euro, l’Europa dovrà riconsiderare il divieto MiCA sugli interessi EMT. Qualsiasi segnale dalla BCE sarà cruciale.

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli è la Responsabile della sezione Notizie di Finaria.it, dove coordina la copertura quotidiana delle news su criptovalute, mercati finanziari e macroeconomia.

Laureata Magistrale in Economia e Management, Giuliana ha maturato oltre quindici anni di esperienza nel settore finanziario, inizialmente come consulente aziendale e successivamente come imprenditrice con la fondazione della propria società di consulenza nel 2010, attraverso la quale supporta imprese e investitori privati in ambito di investimenti e pianificazione finanziaria.

In qualità di Responsabile News, Giuliana seleziona, analizza e pubblica le notizie più rilevanti per il pubblico italiano, garantendo tempestività e accuratezza nella copertura degli eventi che muovono i mercati. Il suo lavoro copre sia la finanza tradizionale — decisioni delle banche centrali, dati macroeconomici, trimestrali societarie, evoluzioni normative — sia il settore degli asset digitali, con un focus su movimenti di mercato crypto, aggiornamenti regolamentari, adozione istituzionale e sviluppi tecnologici legati alla Blockchain.

La sua esperienza diretta nel mondo della consulenza finanziaria le consente di contestualizzare le notizie all'interno di un quadro più ampio, offrendo ai lettori non solo la cronaca degli eventi ma anche le implicazioni pratiche per chi opera sui mercati. Collabora attivamente con studi professionali e partecipa a iniziative legate al Fintech e a programmi di incubazione e accelerazione d'impresa.

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