CME Group, la più grande piazza al mondo per i derivati, ha annunciato il 19 febbraio che i suoi futures e le opzioni su criptovalute saranno negoziabili 24 ore su 24, sette giorni su sette, sulla piattaforma elettronica CME Globex a partire dal 29 maggio 2026. La decisione, subordinata all’approvazione delle autorità di regolamentazione, segna un punto di svolta strutturale: per la prima volta un’infrastruttura di derivati regolamentata si allinea al ritmo continuo del mercato crypto spot, eliminando i gap di prezzo che da anni si creano tra la chiusura del venerdì e la riapertura della domenica sera (fonte CME Group).
I numeri spiegano perché CME ha deciso di muoversi adesso. Nel 2025 i derivati crypto sulla piattaforma hanno generato un volume nozionale record di 3.000 miliardi di dollari. Nel 2026, anno in corso, il volume medio giornaliero (ADV) ha raggiunto 407.200 contratti, in crescita del 46% anno su anno, con un open interest medio di 335.400 contratti (+7%). Soltanto i futures hanno toccato un ADV di 403.900 contratti, +47% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Come funzionerà il trading continuo

Dal 29 maggio alle 23:00 ora italiana (16:00 CT), i futures e le opzioni su Bitcoin, Ethereum e gli altri sottostanti crypto di CME — inclusi i contratti su Solana, XRP, Cardano, Chainlink e Stellar, lanciati tra il 2025 e l’inizio del 2026 — passeranno a un regime di negoziazione continua. L’unica interruzione prevista è una finestra di manutenzione di almeno due ore nel fine settimana. Per chi opera già con ETF e derivati su Bitcoin tramite broker europei, il cambiamento avrà ripercussioni indirette ma significative sulla qualità dei prezzi e sugli spread (fonte CoinMarketCap).
Per il clearing e il settlement, CME ha adottato un approccio pragmatico: tutte le operazioni eseguite durante i fine settimana e le festività avranno come data di negoziazione il giorno lavorativo successivo. Compensazione, regolamento e reportistica regolamentare saranno elaborati di conseguenza. In questo modo la struttura resta compatibile con il sistema bancario tradizionale, che non opera nel weekend, senza limitare l’operatività del trader.
Tim McCourt, responsabile globale di Equities, FX e Prodotti Alternativi di CME Group, ha dichiarato che la domanda dei clienti per strumenti di gestione del rischio nel mercato crypto ha raggiunto massimi storici e che, sebbene non tutti i mercati si prestino al funzionamento 24/7, garantire un accesso sempre attivo ai prodotti crypto regolamentati consente ai clienti di gestire la propria esposizione in qualsiasi momento.
Dati chiave — Derivati crypto CME, febbraio 2026
| Metrica | Valore 2026 YTD | Variazione YoY |
| Volume nozionale 2025 | $3.000 miliardi | Record storico |
| ADV totale (futures + opzioni) | 407.200 contratti | +46% |
| ADV solo futures | 403.900 contratti | +47% |
| Open interest medio giornaliero | 335.400 contratti | +7% |
| Sottostanti disponibili | BTC, ETH, SOL, XRP, ADA, LINK, XLM | 7 asset |
| Data avvio 24/7 | 29 maggio 2026, 23:00 CET | Soggetto ad approvazione |
Perché è rilevante: il CME gap e la liquidità istituzionale
Da quando CME ha lanciato i futures su Bitcoin nel dicembre 2017, il mercato crypto ha sempre funzionato 24/7 mentre i derivati regolamentati chiudevano il venerdì sera per riaprire la domenica. Questo disallineamento ha generato il cosiddetto “CME gap”: la differenza di prezzo tra la chiusura del venerdì e l’apertura della domenica, un fenomeno che i trader tecnici monitorano come segnale di prezzo e che i gestori istituzionali subiscono come rischio di portafoglio non coperto.
Con il trading continuo, questo gap scompare. Le implicazioni sono molteplici. Primo: i fondi hedge e gli asset manager che coprono posizioni spot o ETP con futures CME potranno ribilanciare in tempo reale, senza accumulare rischio overnight per 48 ore. Secondo: la price discovery su un mercato regolamentato diventa continua, riducendo la dipendenza dalle piattaforme offshore non regolamentate per i prezzi del fine settimana. Terzo: il volume potrebbe migrare dai mercati dei perpetual futures offshore verso CME, attraendo liquidità istituzionale che fino ad oggi evitava le sedi non regolamentate.
CME non è la sola a muoversi in questa direzione. Il Nasdaq ha annunciato piani per estendere il trading a 24 ore per cinque giorni alla settimana nella seconda metà del 2026, mentre il NYSE sta sviluppando una piattaforma compatibile con la blockchain per azioni ed ETF tokenizzati. La convergenza tra i ritmi del TradFi e quelli delle cripto-borse è ormai un trend strutturale, non un esperimento.
Cosa significa per l’investitore italiano
L’investitore retail italiano oggi accede ai derivati crypto principalmente attraverso CFD offerti da broker europei (regolamentati ESMA, leva massima 2:1 per le cripto) o tramite ETP quotati su Borsa Italiana e altre sedi europee. I futures CME, pur essendo il benchmark istituzionale, sono tradizionalmente meno accessibili al retail per tre ragioni: il taglio minimo del contratto (il micro Bitcoin future vale 1/10 di BTC, circa $6.700 ai prezzi attuali), i requisiti di margine più elevati e la necessità di un conto presso un broker abilitato al mercato USA.
Il passaggio al 24/7, tuttavia, cambia il quadro indirettamente. I prezzi dei CFD e degli ETP europei utilizzano i futures CME come riferimento per il fair value: con un CME attivo anche nel weekend, gli spread bid-ask sui prodotti europei dovrebbero restringersi e i disallineamenti di prezzo ridursi. Per chi fa hedging con opzioni CME su posizioni spot, l’operatività continua elimina il rischio di non poter chiudere una copertura quando il mercato si muove nel fine settimana.
Sul piano fiscale, nulla cambia per il contribuente italiano: i redditi da derivati crypto restano redditi diversi di natura finanziaria (art. 67 TUIR), soggetti ad imposta sostitutiva del 26%, indipendentemente dalla sede di negoziazione. Il DAC8, in vigore dal 2026, impone agli intermediari europei obblighi di reportistica che si applicano anche alle posizioni in derivati su cripto-asset.
🟢 Pro: hedging via CME per l’investitore italiano
Mercato regolamentato. Clearing centralizzato (CME Clearing): nessun rischio controparte bilaterale.
Orario 24/7. Copertura possibile anche nel weekend, allineamento con il mercato spot.
Benchmark istituzionale. Prezzo di riferimento per ETF, ETP e CFD europei; operare direttamente sulla fonte riduce il basis risk.
Gamma ampia. BTC, ETH, SOL, XRP, ADA, LINK, XLM — futures standard e micro.
🔴 Contro e limiti da considerare
Accessibilità. Necessario un broker abilitato ai mercati USA (Interactive Brokers, Saxo, ecc.); non tutti i broker italiani lo offrono.
Taglio minimo. Il micro BTC future (~$6.700) è più grande di un CFD frazionario; il contratto standard (5 BTC, ~$335.000) è fuori portata per il retail.
Margini. I requisiti iniziali CME (circa 40-50% del nozionale per i micro) sono molto superiori alla leva 2:1 ESMA sui CFD.
Fiscalità. Stessa aliquota del 26% (imposta sostitutiva), ma il regime dichiarativo con broker estero richiede la compilazione del quadro RW e del quadro RT, a differenza del regime amministrato con broker italiano.
Settlement weekend. Le operazioni weekend hanno data di regolamento il lunedì successivo; questo può influire sulla marginazione infrasettimanale.
📌 Cosa monitorare
Approvazione regolatoria. Il lancio del 29 maggio è subordinato al via libera della CFTC; un eventuale ritardo è possibile.
Volumi weekend. Nelle prime settimane dopo il lancio, i volumi del fine settimana saranno il vero indicatore del successo dell’iniziativa.
Spread ETP europei. Se il CME 24/7 comprime gli spread bid-ask sugli ETP crypto quotati a Milano e Francoforte, l’effetto sarà positivo anche per chi non opera direttamente su CME.
Nasdaq 24/5 e NYSE blockchain. La convergenza delle grandi borse verso orari estesi ridisegnerà l’intero ecosistema dei derivati entro fine 2026.