La più grande tesoreria corporate di Ethereum al mondo ha appena alzato la posta. Bitmine Immersion Technologies (NYSE American: BMNR) ha dichiarato di detenere 4.371.497 ETH — pari al 3,62% dell’intera offerta circolante — per un controvalore di circa $8,7 miliardi a $1.998 per token. Nella stessa comunicazione, il presidente Thomas Lee ha definito il 2026 un anno determinante per Ethereum, citando tre catalizzatori di lungo periodo emersi al Consensus Hong Kong. Le sue parole arrivano in un momento in cui il sentiment degli investitori, per sua stessa ammissione, tocca il punto più basso dai minimi di novembre 2022 e del 2018.
I numeri di Bitmine e i tre driver secolari

Il comunicato del 17 febbraio, diffuso via PR Newswire, fornisce una fotografia dettagliata delle riserve crypto di Bitmine. Oltre ai 4,37 milioni di ETH, la società detiene 193 Bitcoin, $670 milioni in liquidità, una partecipazione da $200 milioni in Beast Industries e una da $17 milioni in Eightco Holdings. Il totale combinato (crypto + cash + “moonshots”) ammonta a $9,6 miliardi. Sul fronte dello staking, Bitmine ha messo in staking 3.040.483 ETH ($6,1 miliardi), generando ricavi annualizzati di $176 milioni con un rendimento del 2,89%. Per chi segue le criptovalute da una prospettiva istituzionale, sono numeri che ridefiniscono il concetto di “conviction bet” (fonte PR Newswire).
Tom Lee, presidente di Bitmine, ha identificato tre driver secolari per la rete Ethereum dopo il Consensus Hong Kong: (i) la tokenizzazione con privacy per Wall Street, che sfrutta Ethereum come layer di settlement; (ii) l’utilizzo di Ethereum da parte di agenti AI per raccogliere pagamenti e verificare identità; (iii) l’emergere di standard “proof of human” su L2 come Worldchain, dove i creatori di contenuti possono certificare la propria identità umana. Lee ha evidenziato la neutralità della rete, il 100% di uptime e l’affidabilità come vantaggi competitivi rispetto alle alternative.
Riserve di Bitmine Immersion Technologies — al 16 febbraio 2026
| Asset | Quantità | Valore ($) |
| Ethereum (ETH) | 4.371.497 ETH | ~$8,73 mld |
| — di cui in staking | 3.040.483 ETH | $6,1 mld |
| Bitcoin (BTC) | 193 BTC | ~$13 mln |
| Liquidità (cash) | — | $670 mln |
| Beast Industries | Partecipazione | $200 mln |
| Totale complessivo | — | $9,6 mld |
La roadmap di protocollo: Glamsterdam e Hegotá
La narrativa bullish di Bitmine si incrocia con una fase di intensa attività sul piano tecnico. Il 18 febbraio la Ethereum Foundation ha pubblicato l’aggiornamento sulle priorità di protocollo per il 2026, riorganizzando lo sviluppo in tre track paralleli: Scale (scalabilità e data availability), Improve UX (account abstraction nativa e interoperabilità cross-chain) e Harden the L1 (resistenza alla censura e sicurezza post-quantistica). La Foundation ha descritto il 2025 come uno degli anni più produttivi a livello di protocollo, con due upgrade già rilasciati: Pectra a maggio e Fusaka a dicembre (fonte Ethereum Foundation).
Il prossimo upgrade, Glamsterdam, è previsto per il primo semestre 2026 e includerà l’enshrined Proposer-Builder Separation (ePBS, EIP-7732), che porterà la separazione tra chi propone e chi costruisce i blocchi direttamente nel protocollo, riducendo la dipendenza dai relay esterni e migliorando la resistenza alla censura. Sono inoltre in programma l’aumento del gas limit verso i 100 milioni, i Block-level Access Lists (EIP-7928) e ulteriori incrementi dei parametri blob per i rollup L2.
Hegotá, il secondo upgrade del 2026, seguirà nel secondo semestre e potrebbe includere i Verkle Trees, una nuova struttura dati che ridurrebbe drasticamente i requisiti hardware per i validatori, rendendo più accessibile l’esecuzione di un nodo e rafforzando la decentralizzazione. Il co-direttore esecutivo Tomasz Stańczak ha sottolineato l’importanza di rispettare le tempistiche per mantenere la credibilità della roadmap. Vitalik Buterin ha aggiunto che il 2026 dovrebbe essere l’anno in cui Ethereum recupera terreno in termini di auto-sovranità e trustlessness (fonte crypto.news).
Fondamentali in accelerazione, prezzo sotto pressione
Il contrasto tra la narrativa di sviluppo e l’andamento del prezzo è il dato più rilevante per gli investitori. ETH scambia attorno a $1.970–2.000, ben lontano dai massimi e con un pattern ribassista a pennant sui grafici giornalieri. I volumi sugli ETP crypto sono in contrazione (ne abbiamo parlato questa settimana analizzando i $3,74 miliardi di deflussi mensili) e i deflussi settimanali da ETH sono stati di $85,1 milioni nell’ultima rilevazione CoinShares.
Tom Lee di Bitmine ha riconosciuto apertamente questo scollamento, paragonando il sentiment attuale ai minimi del 2018 e del novembre 2022, ma con una differenza cruciale: non ci sono fallimenti sistemici in corso (nessun equivalente di FTX, Three Arrows Capital o Terra/Luna). Nella sua lettura, il prezzo non riflette l’utilità reale della rete e il suo ruolo come infrastruttura finanziaria del futuro. Bitmine ha confermato di aver acquistato 45.759 ETH nell’ultima settimana, continuando ad accumulare nel ribasso.
A livello istituzionale, Bitmine si posiziona come la più grande tesoreria ETH quotata al mondo e la seconda tesoreria crypto complessiva dietro Strategy (ex MicroStrategy), che detiene 714.644 BTC. Il titolo BMNR registra un volume medio giornaliero di $0,9 miliardi (dati Fundstrat), posizionandosi al 158° posto tra oltre 5.700 titoli quotati negli USA.
📈 Come leggere il mismatch prezzo‑fondamentali per gli investitori italiani
Orizzonte temporale. Le fasi di massimo sconforto (2018, novembre 2022) hanno preceduto storicamente forti recuperi su orizzonti di 12–24 mesi. Il confronto non garantisce ripetizioni, ma il parallelo offre un benchmark storico.
Upgrade come catalizzatori. Gli upgrade di protocollo (Glamsterdam e Hegotá) non hanno impatto immediato sul prezzo, ma migliorano la competitività tecnica della rete. ePBS e Verkle Trees rispondono a critiche concrete (censura, costo dei nodi) che oggi frenano l’adozione istituzionale.
Accesso regolamentato. In Europa sono quotati diversi ETP su Ethereum (21Shares, CoinShares, VanEck) che offrono esposizione senza la complessità tecnica della self-custody. Sotto MiCA, questi prodotti saranno soggetti a regole sempre più stringenti: un vantaggio in termini di trasparenza per l’investitore retail.
Rischio concentrazione. Bitmine detiene il 3,62% dell’offerta di ETH con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il 5% (“Alchemy of 5%”). Una concentrazione così elevata in un singolo attore quotato introduce un rischio sistemico: eventuali liquidazioni forzate o eventi societari potrebbero amplificare la volatilità del mercato ETH.