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Criptovalute, l’UE apre procedure di infrazione contro 12 Paesi che non applicano le regole sulla trasparenza fiscale

Il 30 gennaio 2026, nel pacchetto mensile di infrazioni, la Commissione europea ha inviato lettere di messa in mora a 12 Stati membri: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Cipro, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo. L’accusa: mancato o incompleto recepimento della Direttiva (UE) 2023/2226, nota come DAC8, che estende lo scambio automatico di informazioni fiscali alle criptoattività. I dodici Paesi avevano tempo fino al 31 dicembre 2025 per trasporre la norma in legge nazionale. Non lo hanno fatto, o lo hanno fatto in modo parziale.

Per l’investitore italiano la notizia ha un impatto diretto: diversi di questi Paesi — Cipro, Malta, Lussemburgo, Paesi Bassi — ospitano exchange e piattaforme crypto che servono clienti italiani tramite il passaporto europeo. Se questi Stati non completano il recepimento, le piattaforme lì registrate potrebbero non essere in grado di trasmettere correttamente i dati fiscali dei propri utenti alle autorità italiane, generando problemi di compliance che ricadono sull’investitore.

Cos’è la DAC8 e perché cambia tutto per le criptovalute

Illustrazione 3D della direttiva DAC8 con scudo UE, flusso di dati crypto e data 2026 che collega un exchange a un edificio dell'autorità fiscale.

La DAC8 è l’ottava modifica della Direttiva sulla cooperazione amministrativa in materia fiscale (2011/16/UE). Adottata dal Consiglio UE il 17 ottobre 2023, obbliga tutti i 27 Stati membri a implementare lo scambio automatico di informazioni sulle criptoattività, replicando il modello già in vigore per conti bancari e prodotti finanziari tradizionali. Chi investe in criptovalute deve sapere che, dal 1° gennaio 2026, la propria operatività su exchange e wallet custodial è oggetto di segnalazione obbligatoria (fonte Commissione europea).

La direttiva si basa sul Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell’OCSE, lo standard globale per la segnalazione fiscale delle criptoattività a cui hanno aderito 75 giurisdizioni (dato luglio 2024, in crescita). In concreto, i Reporting Crypto-Asset Service Providers (RCASP) — exchange, piattaforme di trading, wallet custodial — devono raccogliere dati identificativi degli utenti (nome, codice fiscale, residenza), registrare tutte le transazioni (acquisto, vendita, trasferimento, pagamento) e trasmettere un report annuale all’autorità fiscale dello Stato in cui operano. L’autorità scambia poi i dati con il Paese di residenza dell’investitore.

Timeline della DAC8

DataEvento
17 ottobre 2023Adozione della Direttiva (UE) 2023/2226 (DAC8) da parte del Consiglio UE.
31 dicembre 2025Termine per il recepimento in legge nazionale da parte di tutti i 27 Stati membri.
1° gennaio 2026Entrata in vigore: i CASP iniziano a raccogliere dati sulle transazioni crypto degli utenti UE.
30 gennaio 2026La Commissione apre procedure di infrazione contro 12 Stati per mancato recepimento.
1° luglio 2026Tutti i CASP devono avere sistemi di compliance DAC8 pienamente operativi.
1° gen – 30 set 2027Prima trasmissione dei dati del primo anno di reporting (2026) alle autorità fiscali.

I 12 Paesi sotto procedura: chi sono e perché contano

L’elenco dei 12 Stati è significativo perché include diverse giurisdizioni chiave per l’ecosistema crypto europeo. Cipro e Malta sono tra le sedi preferite dagli exchange che operano tramite passaporto MiCA verso tutta l’UE. I Paesi Bassi ospitano il consorzio di nove banche che sta sviluppando la stablecoin europea in euro. Il Lussemburgo è il principale hub europeo per i fondi di investimento, compresi gli ETP crypto. La Spagna ha uno dei mercati retail crypto più attivi dell’area euro.

I Paesi interessati hanno due mesi dalla ricezione della lettera di messa in mora per completare la trasposizione e notificare le misure adottate alla Commissione. Se la risposta è ritenuta insoddisfacente, la Commissione può emettere un parere motivato — il passaggio successivo nella procedura di infrazione — e, in ultima istanza, deferire il caso alla Corte di Giustizia dell’UE.

I 12 Stati sotto procedura di infrazione DAC8

PaeseRilevanza cryptoImpatto su clienti italiani
CiproHub CASP per passaporto MiCA. Sede di numerosi exchange.Elevato: molte piattaforme servono l’Italia da Cipro (vedi scadenza MiCA 27/02).
MaltaStorica sede di Binance EU e altri operatori.Medio-alto: piattaforme maltesi con ampia base utenti italiana.
LussemburgoHub fondi UE, sede di ETP crypto e strutture UCITS.Medio: ETP detenuti da investitori italiani emessi in Lussemburgo.
Paesi BassiSede del consorzio stablecoin euro. Regolatore attivo.Medio: piattaforme e prodotti strutturati con base NL.
SpagnaMercato retail crypto tra i più attivi dell’eurozona.Basso-medio: impatto indiretto su servizi cross-border.
Belgio, Bulgaria, Rep. Ceca, Estonia, Grecia, Polonia, PortogalloMercati locali con sedi operative di CASP minori.Basso: minore esposizione diretta per utenti italiani.

Il caso Ungheria: quando il recepimento va oltre MiCA

Nello stesso pacchetto di infrazioni, la Commissione ha inviato una lettera di messa in mora anche all’Ungheria, ma per un motivo diverso: Budapest ha modificato la propria legislazione crypto (Atto VII del 2024, poi emendato dall’Atto LXVII del 2025) introducendo un regime autorizzativo per i “servizi di validazione degli scambi” che prevede responsabilità penale — un requisito non contemplato dal MiCA. Secondo la Commissione, questo ha portato alcuni CASP a sospendere o interrompere servizi, danneggiando i clienti e creando incertezza giuridica.

Il messaggio della Commissione è chiaro: gli Stati membri possono rafforzare le misure antiriciclaggio, ma devono restare compatibili con il quadro armonizzato MiCA. Le regole nazionali che eccedono MiCA non sono tollerate più di quelle che non lo recepiscono.

L’Italia tra i Paesi “in regola”: cosa prevede il d.lgs. 194/2025

L’Italia non figura tra i 12 Stati sotto procedura. Il recepimento è avvenuto con il decreto legislativo 10 dicembre 2025, n. 194, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 dicembre 2025. Il provvedimento è pienamente allineato alla DAC8 senza modifiche sostanziali, esenzioni aggiuntive o deviazioni. Le norme si applicano dal 1° gennaio 2026.

In concreto, per l’investitore italiano, il d.lgs. 194/2025 significa che exchange e wallet provider operanti in Italia devono identificare gli utenti, verificarne la residenza fiscale e trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati completi sulle operazioni: compravendite, trasferimenti, pagamenti, con i relativi valori in euro. La scadenza per la trasmissione è fissata al 30 giugno dell’anno successivo al periodo di reporting. Le sanzioni per omessa o incompleta comunicazione vanno da 1.500 a 15.000 euro per infrazione, con importi cumulabili.

Il quadro fiscale crypto italiano dal 2026: le novità operative

Il recepimento della DAC8 si innesta su un quadro fiscale che la legge di bilancio 2026 ha già reso più stringente. Ecco le principali novità per chi investe in criptoattività dall’Italia.

VoceDettaglio 2026
Aliquota plusvalenze33% su crypto-asset (era 26% fino al 31/12/2025). Resta al 26% per stablecoin ancorate all’euro (EMT MiCAR).
FranchigiaEliminata. Fino al 2025 i guadagni sotto i 2.000€ erano esenti. Dal 2026 ogni plusvalenza è tassata.
Imposta di bolloInvariata: 0,2% annuo sul controvalore delle criptoattività detenute (analoga a prodotti finanziari).
Quadro RWObbligatorio per la detenzione di qualsiasi crypto-asset, inclusi wallet hardware e piattaforme decentralizzate.
Scambio dati DAC8/CARFExchange e wallet provider trasmettono automaticamente i dati all’Agenzia delle Entrate. Prima trasmissione entro il 30/06/2027.

Cosa deve fare l’investitore italiano adesso

📌 Checklist operativa

1. Verificare dove ha sede la piattaforma. Se il tuo exchange ha sede in uno dei 12 Paesi sotto procedura (in particolare Cipro, Malta, Lussemburgo), chiedi esplicitamente se il fornitore ha implementato la DAC8 e con quali tempistiche prevede di trasmettere i dati fiscali.

2. Controllare le comunicazioni della piattaforma. Gli operatori DAC8-compliant invieranno comunicazioni ai propri utenti sul trattamento dei dati fiscali e sulla trasmissione alle autorità. Se non hai ricevuto nulla, è un segnale di possibile ritardo nel recepimento.

3. Aggiornare i dati fiscali sul profilo. Codice fiscale, residenza e dati identificativi devono essere corretti e aggiornati su ogni piattaforma. Errori nei dati possono generare mancate corrispondenze con l’Agenzia delle Entrate.

4. Conservare la cronologia delle transazioni. Anche se la piattaforma trasmetterà i dati automaticamente, l’investitore è comunque responsabile della correttezza della propria dichiarazione. Scarica periodicamente i report di attività.

5. Compilare il quadro RW. Dal 2026 la compilazione è obbligatoria per qualsiasi detenzione, anche se la piattaforma è italiana e opera in regime amministrato per le plusvalenze. Il monitoraggio fiscale è un obbligo separato.

6. Valutare il passaggio a intermediari italiani. Operare con piattaforme italiane (Fineco, Hype/Sella, Banca Generali/Conio) in regime amministrato semplifica la compliance: la banca calcola e versa l’imposta sostitutiva e gestisce il reporting DAC8.

🔴 Segnali di rischio da monitorare

Nessuna comunicazione DAC8. Se la piattaforma non ha inviato informativa sul trattamento dati fiscali, potrebbe non essere compliant.

Sede in Paese sotto procedura senza aggiornamenti. Se l’exchange ha sede a Cipro, Malta o Lussemburgo e non ha comunicato il piano di adeguamento, è un segnale di allerta.

Assenza dal registro ESMA MiCA. Un operatore che non è nel registro ESMA delle entità autorizzate MiCA dopo il 1° luglio 2026 non potrà operare legalmente nell’UE.

Limitazioni improvvise ai prelievi fiat. Restrizioni non annunciate possono indicare problemi di compliance bancaria legati alla mancata implementazione DAC8 nella giurisdizione.

Dati fiscali non richiesti in fase di KYC. Se la piattaforma non chiede codice fiscale e residenza al momento del KYC, non può adempiere agli obblighi DAC8.

La trasparenza è un fatto compiuto: il punto della situazione

Il pacchetto di infrazioni del 30 gennaio 2026 conferma che la corsa alla trasparenza fiscale sulle criptoattività è ormai irreversibile a livello europeo. La Commissione non tollera ritardi e ha gli strumenti per forzare il recepimento. A livello globale, 75 giurisdizioni hanno già aderito al CARF dell’OCSE, con 48 Paesi che dal 1° gennaio 2026 hanno iniziato a raccogliere dati sulle transazioni crypto in attesa dello scambio automatico previsto dal 2027.

Per l’investitore italiano la lezione è chiara: la scelta della piattaforma non è più solo una questione di commissioni e interfaccia, ma di compliance normativa. Operare su piattaforme regolamentate, registrate nel registro ESMA e aderenti a DAC8 e MiCA, è la condizione necessaria per evitare problemi futuri legati a dati mancanti, errati o trasmessi in ritardo. Le criptovalute non sono più un’isola fiscale: dal 2026 vengono trattate, in tutto e per tutto, come qualsiasi altra attività finanziaria.

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli è la Responsabile della sezione Notizie di Finaria.it, dove coordina la copertura quotidiana delle news su criptovalute, mercati finanziari e macroeconomia.

Laureata Magistrale in Economia e Management, Giuliana ha maturato oltre quindici anni di esperienza nel settore finanziario, inizialmente come consulente aziendale e successivamente come imprenditrice con la fondazione della propria società di consulenza nel 2010, attraverso la quale supporta imprese e investitori privati in ambito di investimenti e pianificazione finanziaria.

In qualità di Responsabile News, Giuliana seleziona, analizza e pubblica le notizie più rilevanti per il pubblico italiano, garantendo tempestività e accuratezza nella copertura degli eventi che muovono i mercati. Il suo lavoro copre sia la finanza tradizionale — decisioni delle banche centrali, dati macroeconomici, trimestrali societarie, evoluzioni normative — sia il settore degli asset digitali, con un focus su movimenti di mercato crypto, aggiornamenti regolamentari, adozione istituzionale e sviluppi tecnologici legati alla Blockchain.

La sua esperienza diretta nel mondo della consulenza finanziaria le consente di contestualizzare le notizie all'interno di un quadro più ampio, offrendo ai lettori non solo la cronaca degli eventi ma anche le implicazioni pratiche per chi opera sui mercati. Collabora attivamente con studi professionali e partecipa a iniziative legate al Fintech e a programmi di incubazione e accelerazione d'impresa.

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