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Cripto a Piazza Affari: dal 9 febbraio attivo il nuovo segmento Euronext Milan per strumenti legati a Bitcoin ed Ethereum

Il 9 febbraio 2026 Borsa Italiana ha aperto un capitolo nuovo: Euronext ha lanciato un segmento professionale dedicato agli asset digitali all’interno della piattaforma ETFplus, rendendo per la prima volta possibile la negoziazione di ETP, ETC e certificati con sottostante crypto su Piazza Affari. I primi strumenti quotati sono oltre 40: 27 ETP di 21Shares (su Bitcoin, Ethereum, Ripple, Solana e panieri diversificati), 8 ETP a copertura fisica di WisdomTree, 3 prodotti CoinShares (BTC, ETH, SOL) e 5 strumenti Bitwise. Tutti negoziati in euro, compensati da Euronext Clearing e regolati tramite Euronext Securities Milan.

Il segmento è riservato ai soli investitori professionali: una scelta che riflette la posizione prudenziale delle autorità di vigilanza italiane e il quadro MiFID, che impone test di appropriatezza e adeguatezza per strumenti ad alto rischio. Per il pubblico retail, l’accesso avviene indirettamente, tramite consulenti finanziari e intermediari vigilati che valutano il profilo di rischio del cliente.

Come funziona il nuovo segmento crypto di ETFplus

Illustrazione 3D di un arco trasparente con stelle UE che racchiude i simboli di Bitcoin ed Ethereum, un grafico finanziario con la scritta

Il nuovo segmento non introduce il trading diretto di Bitcoin o Ethereum a Piazza Affari. Si tratta di un’evoluzione per via derivata: vengono quotati strumenti finanziari regolamentati che replicano l’andamento delle criptovalute, esattamente come un ETF replica un indice azionario. Chi investe in criptovalute tramite questi strumenti opera all’interno del perimetro della finanza tradizionale, con tutte le protezioni — e i limiti — che questo comporta (fonte MF-Milano Finanza).

Euronext ha già esperienza consolidata nel settore: oltre 100 strumenti crypto-linked erano già quotati sui mercati di Parigi e Amsterdam. Il segmento italiano replica il modello già adottato su Euronext Paris, con procedure di ammissione standardizzate per prodotti dotati di prospetto informativo approvato e circolanti sulle piattaforme UE.

Emittenti e strumenti al lancio (9 febbraio 2026)

EmittenteN. strumentiAsset sottostantiTipo
21Shares27 (su 59 in gamma)BTC, ETH, XRP, SOL, panieriETP
WisdomTree8BTC, ETH, panieri diversificatiETP a copertura fisica
CoinShares3BTC, ETH, SOLETP
Bitwise5Principali cryptoETP istituzionali

Tutti gli strumenti ammessi beneficiano di servizi post-trade di livello istituzionale: compensazione centralizzata e regolamento tramite l’infrastruttura Euronext Securities Milan. Questo significa che l’investitore non deve preoccuparsi della custodia diretta delle criptovalute — il rischio operativo è gestito dall’emittente e dall’infrastruttura di mercato.

Perché il segmento è riservato ai professionali

La scelta di limitare l’accesso ai soli investitori professionali non è casuale. Risponde a una precisa indicazione delle autorità di vigilanza italiane. Il presidente della CONSOB Paolo Savona ha più volte sottolineato la necessità di una normativa specifica sulle criptovalute e di un’armonizzazione con le leggi monetarie internazionali a tutela dei risparmiatori. L’avvocato Andrea Conso, dello studio Annunziata & Conso, ha commentato che la scelta è coerente con il quadro MiFID, che assegna agli intermediari vigilati la responsabilità di integrare questi prodotti nei portafogli in funzione del profilo di rischio del cliente.

In concreto, l’accesso avviene esclusivamente tramite membri autorizzati collegati al mercato ETFplus, che sono responsabili di garantire il corretto inquadramento normativo della clientela. Per il cliente retail che vuole esposizione crypto tramite Piazza Affari, la strada passa dal consulente finanziario o dalla banca — e dal superamento del test di appropriatezza MiFID.

2,8 milioni di italiani e le crypto: il pubblico potenziale

Secondo i dati dell’OAM e le stime recenti, in Italia circa 2,8 milioni di persone possiedono criptoattività — un dato in crescita costante ma ancora inferiore alla media europea. Il dato più significativo è la composizione di questo pubblico: secondo le analisi citate da We Wealth, circa il 52% dei possessori italiani di crypto ha esclusivamente criptovalute in portafoglio, senza altri strumenti finanziari tradizionali (fonte Investire Magazine).

Questo dato è cruciale per capire il potenziale del nuovo segmento. Il 52% di 2,8 milioni significa circa 1,4 milioni di persone che investono in crypto ma non hanno alcun rapporto con la finanza regolamentata tradizionale: nessun deposito titoli, nessun ETF, nessun fondo comune. Il segmento ETFplus di Borsa Italiana rappresenta potenzialmente una porta d’ingresso “bancaria” per questo pubblico crypto-native — a condizione che gli intermediari siano in grado di intercettarlo e che il percorso MiFID non risulti eccessivamente escludente.

Il collegamento con le mosse di Intesa, UBS e Unicredit

Il lancio del segmento ETFplus non avviene in un vuoto. Si inserisce in un contesto di rapida apertura delle banche europee al mondo crypto. Intesa Sanpaolo ha rivelato 96 milioni di dollari in ETF Bitcoin nel suo filing SEC di febbraio. UBS sta preparando il trading diretto di BTC ed ETH per i clienti private. Unicredit ha lanciato un certificato quinquennale 100% capital protected su iShares Bitcoin Trust già a luglio 2025. Banca Sella offre acquisto diretto di Bitcoin tramite Hype dal 2019.

Il segmento ETFplus aggiunge un tassello infrastrutturale fondamentale: ora questi strumenti possono essere quotati e negoziati direttamente sulla borsa domestica italiana, eliminando la necessità per gli intermediari di accedere a mercati esteri (Francoforte, Parigi, Amsterdam) per offrire ai clienti prodotti crypto-linked. Questo riduce i costi di esecuzione, semplifica il settlement e rende più agevole l’integrazione nei portafogli gestiti.

Vantaggi e rischi per l’investitore retail italiano

🟢 Vantaggi del segmento ETFplus crypto

Regolamentazione MiFID. Ogni strumento ha un prospetto approvato, un KID (Key Information Document) con scenario di performance e indicatore di rischio, e avvertenze rafforzate. L’intermediario deve verificare appropriatezza e adeguatezza prima di eseguire l’ordine.

Negoziazione in euro su Borsa Italiana. Nessuna necessità di aprire conti su exchange esteri o gestire wallet crypto. L’esposizione avviene tramite il deposito titoli della propria banca.

Compensazione centralizzata. Euronext Clearing e Euronext Securities Milan garantiscono il settlement: il rischio controparte è quello dell’infrastruttura di mercato, non dell’exchange crypto.

Regime fiscale amministrato. Se l’intermediario è italiano, gli ETP quotati su Borsa Italiana possono essere gestiti in regime amministrato: la banca calcola e versa l’imposta sostitutiva, semplificando la dichiarazione dei redditi.

Diversificazione dell’offerta. Oltre a BTC ed ETH, sono disponibili ETP su Solana, Ripple e panieri diversificati — una gamma più ampia di quella accessibile tramite le banche italiane tradizionali.

🔴 Rischi da considerare

Rischio emittente sui certificati. A differenza degli ETP backed fisicamente (dove le crypto sono in custodia), i certificati strutturati comportano rischio di credito dell’emittente. Se l’emittente fallisce, l’investitore può perdere parte o tutto il capitale.

Accesso limitato ai professionali. L’investitore retail non può acquistare direttamente: deve passare da un intermediario e superare il test MiFID. Questo può creare asimmetrie rispetto all’acquisto diretto su exchange, dove non esiste filtro di appropriatezza.

Costi di struttura. Gli ETP hanno commissioni di gestione annuali (TER), spread bid-ask e costi di negoziazione. Il rendimento netto è inferiore a quello dell’acquisto diretto della criptovaluta sottostante, soprattutto su orizzonti lunghi.

Volatilità invariata. Il fatto che un ETP sia quotato su una borsa regolamentata non riduce la volatilità del sottostante. Bitcoin ha oscillato tra $67.000 e $100.000+ negli ultimi mesi. La “protezione” MiFID riguarda la procedura di vendita, non il rischio di mercato.

Tassazione più elevata nel 2026. Dal 1° gennaio 2026 l’aliquota sulle plusvalenze crypto è salita al 33% (dal 26%), con eliminazione della franchigia di 2.000€. Questo si applica sia all’acquisto diretto sia agli strumenti quotati.

Tassazione: strumenti quotati vs crypto dirette

AspettoETP/Certificati quotatiCrypto detenute direttamente
Aliquota plusvalenze33% (classificati come redditi diversi di natura finanziaria)33% (ex art. 67 TUIR, come modificato dalla legge di bilancio 2026)
Regime amministratoDisponibile con intermediari italiani: la banca calcola e versa l’imposta.Solo se l’exchange/piattaforma è registrata in Italia e agisce da sostituto d’imposta.
Quadro RWNon necessario se in deposito presso intermediario italiano.Obbligatorio per qualsiasi detenzione su wallet o exchange esteri.
Imposta di bollo0,2% annuo sul controvalore (come altri strumenti finanziari).0,2% annuo (equiparata dal 2023 ai prodotti finanziari).
DAC8/CARF reportingGestito dall’intermediario nell’ambito del reporting automatico.Dipende dalla compliance della piattaforma. Rischio di dati mancanti se la sede è in un Paese non compliant.

Cosa monitorare nei prossimi mesi

📌 Indicatori chiave

Apertura al retail. Il segmento è oggi riservato ai professionali. Se CONSOB e Euronext decidono di aprirlo al retail (con presidi MiFID rafforzati), il potenziale di mercato si moltiplica. Da seguire le prossime comunicazioni di Borsa Italiana.

Volumi di negoziazione. Il test reale del segmento è nei volumi. Se la liquidità resta bassa, gli spread si allargano e il prodotto diventa meno attraente rispetto ai mercati esteri.

Nuovi emittenti e sottostanti. Oltre ai quattro emittenti al lancio, altri operatori (Invesco, VanEck, Grayscale) potrebbero quotare prodotti. Più emittenti significa più concorrenza e spread più stretti.

Effetto MiCA post-luglio 2026. Con la fine del periodo transitorio MiCA, le piattaforme non autorizzate dovranno cessare l’attività. Il segmento ETFplus diventa un’alternativa strutturata per chi perde accesso a exchange non compliant.

Certificati strutturati. Dopo il certificato Unicredit su iShares Bitcoin Trust, altre banche potrebbero lanciare prodotti capital protected su Borsa Italiana. Il segmento potrebbe evolvere oltre gli ETP.

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli è la Responsabile della sezione Notizie di Finaria.it, dove coordina la copertura quotidiana delle news su criptovalute, mercati finanziari e macroeconomia.

Laureata Magistrale in Economia e Management, Giuliana ha maturato oltre quindici anni di esperienza nel settore finanziario, inizialmente come consulente aziendale e successivamente come imprenditrice con la fondazione della propria società di consulenza nel 2010, attraverso la quale supporta imprese e investitori privati in ambito di investimenti e pianificazione finanziaria.

In qualità di Responsabile News, Giuliana seleziona, analizza e pubblica le notizie più rilevanti per il pubblico italiano, garantendo tempestività e accuratezza nella copertura degli eventi che muovono i mercati. Il suo lavoro copre sia la finanza tradizionale — decisioni delle banche centrali, dati macroeconomici, trimestrali societarie, evoluzioni normative — sia il settore degli asset digitali, con un focus su movimenti di mercato crypto, aggiornamenti regolamentari, adozione istituzionale e sviluppi tecnologici legati alla Blockchain.

La sua esperienza diretta nel mondo della consulenza finanziaria le consente di contestualizzare le notizie all'interno di un quadro più ampio, offrendo ai lettori non solo la cronaca degli eventi ma anche le implicazioni pratiche per chi opera sui mercati. Collabora attivamente con studi professionali e partecipa a iniziative legate al Fintech e a programmi di incubazione e accelerazione d'impresa.

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