Boerse Stuttgart Digital, il braccio cripto della seconda Borsa tedesca, e Tradias, piattaforma di trading e market making con licenza BaFin, hanno annunciato il 13 febbraio 2026 la fusione in un’unica entità da circa 300 dipendenti con sede a Francoforte e Stoccarda. L’obiettivo dichiarato è creare il più grande fornitore europeo di infrastruttura cripto regolamentata, con closing previsto nella seconda metà del 2026, subordinato all’approvazione delle autorità di vigilanza.
Cosa prevede la fusione e perché è un campione MiCAR
La fusione combina due realtà complementari. Boerse Stuttgart Digital opera un broker cripto regolamentato, un exchange (BSDEX), un custodian con licenza MiCAR e l’app consumer BISON, che ha superato il milione di utenti a gennaio 2026. Tra i clienti figurano già nomi di peso: Intesa Sanpaolo, DZ Bank (che nel 2024 ha aperto l’accesso crypto a oltre 700 banche cooperative tedesche) e DekaBank per le casse di risparmio. Un modello di servizio B2B che, come evidenziato dalla recente analisi sul ruolo della compliance MiCA nel settore crypto, sta diventando il vero discrimine competitivo in Europa.

Tradias, dal canto suo, è una banca di trading regolamentata (controllata da Bankhaus Scheich) specializzata in market making e liquidità istituzionale su oltre 150 criptovalute e 1.000 coppie di trading. I suoi clienti includono il neobroker Trade Republic, il broker online flatexDEGIRO e il provider infrastrutturale dwpbank. La fusione unisce quindi la distribuzione retail-istituzionale di Boerse Stuttgart con la profondità di mercato di Tradias.
Secondo Bloomberg, la valutazione di Tradias si aggira intorno ai €200 milioni, mentre l’entità combinata supererebbe i €500 milioni (~$593 milioni). I dettagli finanziari non sono stati confermati ufficialmente (fonte).
Il modello one-stop-shop: trading, custodia, staking e tokenizzazione
La nuova entità punta a coprire l’intera catena del valore degli asset digitali in un unico punto di accesso per banche, broker e gestori patrimoniali europei. I servizi integrati includono: brokerage (esecuzione ordini per conto di istituzionali), exchange (matching proprietario), custodia regolamentata con licenza MiCAR, staking e tokenizzazione di asset tradizionali.
Il nuovo gruppo in numeri
| Voce | Dettaglio |
| Annuncio | 13 febbraio 2026 |
| Closing previsto | H2 2026 (soggetto ad approvazioni) |
| Dipendenti combinati | ~300 |
| Sedi | Francoforte + Stoccarda |
| Valutazione stimata (Bloomberg) | >€500 milioni (~$593M) |
| Crypto negoziabili (Tradias) | 150+ asset, 1.000 coppie |
| Utenti BISON (app consumer) | >1 milione (gen. 2026) |
| Clienti istituzionali chiave | Intesa Sanpaolo, DZ Bank, DekaBank, flatexDEGIRO, Trade Republic |
Il CEO di Boerse Stuttgart Group, Matthias Voelkel, ha definito l’operazione come un passo decisivo per consolidare il mercato cripto europeo e rafforzare la posizione del gruppo come partner infrastrutturale di riferimento per le istituzioni finanziarie del continente (fonte).
Concorrenza europea: chi vince e chi rischia
La fusione arriva in un momento cruciale per il mercato europeo degli asset digitali. Il regolamento MiCAR è pienamente operativo dal dicembre 2024, il regime transitorio per i CASP già attivi scade il 30 giugno 2026, e le autorità nazionali stanno già applicando sanzioni e contributi di vigilanza. In questo contesto, un gruppo che nasce già con licenze MiCAR, una base clienti istituzionale consolidata e una capacità di market making profonda parte con un vantaggio strutturale rispetto a tre categorie di concorrenti.
Exchange globali non MiCAR-compliant rischiano di perdere terreno in Europa se non ottengono le autorizzazioni entro la scadenza. Custodian indipendenti si trovano di fronte a un concorrente che offre custodia + trading + brokerage in un pacchetto unico, riducendo la necessità per le banche di gestire più fornitori. Fintech e neobank europee che offrono servizi crypto tramite white-label potrebbero trovare nel nuovo gruppo un partner più completo e regolamentato rispetto alle soluzioni attuali.
Cosa cambia per i risparmiatori italiani
L’Italia è direttamente coinvolta nell’orbita di questa fusione. Intesa Sanpaolo è già cliente di Boerse Stuttgart Digital, e il modello white-label del nuovo gruppo potrebbe essere replicato da altre banche e SIM italiane. Ecco le conseguenze concrete.
🇮🇹 Cosa cambia per chi investe in crypto dall’Italia
Più offerta crypto tramite canali bancari. Se banche come Intesa Sanpaolo, UniCredit o le BCC aderiscono al modello del nuovo gruppo tedesco, i risparmiatori italiani potranno acquistare e custodire criptovalute direttamente dal proprio home banking, senza dover aprire conti su exchange esterni.
Maggiore protezione regolatoria. Un fornitore con licenza MiCAR che opera come infrastruttura per banche significa custodia segregata, requisiti patrimoniali e obblighi di trasparenza. Per il risparmiatore, questo si traduce in tutele simili a quelle già previste per i depositi titoli tradizionali.
Possibile compressione dei costi. L’integrazione di brokerage, exchange e custodia in un unico fornitore elimina intermediazioni multiple. Se la concorrenza tra operatori regolamentati aumenta, le commissioni per l’investitore finale dovrebbero diminuire rispetto ai margini attuali degli exchange retail puri.
Pressione sugli operatori non regolamentati. Per gli exchange che operano in Italia senza autorizzazione MiCAR, il tempo stringe: dopo il 30 giugno 2026 non potranno più servire clienti europei. Chi ha fondi su piattaforme non conformi dovrebbe valutare un trasferimento verso operatori autorizzati.