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Bitcoin perde il 5% dopo i nuovi dazi globali di Trump: sotto 65.000 $ e −47% dai massimi 2025

Bitcoin è sceso fino a 64.284 dollari nella notte tra domenica e lunedì 23 febbraio 2026, con un calo intraday superiore al 5%. A innescare il sell-off, l’annuncio del presidente Donald Trump di un aumento dei dazi globali al 15%, comunicato su Truth Social sabato 22 febbraio in risposta alla sentenza della Corte Suprema americana che aveva invalidato le tariffe precedenti imposte tramite l’IEEPA. Trump ha definito la decisione della Corte “anti-americana” e ha dichiarato l’entrata in vigore immediata dell’aumento, dal 10% precedente al 15%.

Nelle prime ore di lunedì, BTC ha recuperato parzialmente attestandosi intorno a 65.900 dollari (−2,6%). Il movimento ha riportato le quotazioni ai livelli del 6 febbraio, quando Bitcoin aveva toccato per la prima volta quota 60.000 nel crollo di inizio mese. Da inizio 2026, la perdita cumulata è del 26%; rispetto al massimo storico di 126.272 dollari di ottobre 2025, il drawdown supera il 47%.

L’impatto sul mercato: non solo Bitcoin

Grafico in vetro frantumato con candele rosse e simboli di criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Solana, XRP, BNB) su un piedistallo di marmo rotto con luce rossa intensa.

Il sell-off non ha risparmiato nessun comparto del mercato criptovalute. Ethereum è arrivato a perdere il 5,2% nelle ore notturne, rompendo il supporto in area 1.950 $ e scivolando fino a 1.869 USDT con l’RSI in area di ipervenduto. Solana ha registrato un calo del 6,5%, XRP del 3,8%, Binance Coin del 2,6%. La capitalizzazione totale del mercato crypto ha perso circa 100 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore, secondo i dati CoinGecko.

In termini più ampi, la market cap totale delle criptovalute è scesa a circa 2,2 trilioni di dollari, quasi dimezzata rispetto ai 4,27 trilioni del picco 2025. Solo nelle ultime 24 ore, il mercato ha bruciato oltre 70 miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva.

Sell-off crypto 23 febbraio 2026: i numeri

AssetMinimo 24hCalo intradayNota
Bitcoin (BTC)64.284 $−4,6% / −5%−47% da ATH 126.272 $ (ott. 2025); −26% YTD
Ethereum (ETH)1.869 $−5% / −5,2%RSI in ipervenduto; supporto 1.950 $ rotto
Solana (SOL)n.d.−6,5%19,89M $ liquidati su SOL futures in 24h
XRPn.d.−3,8%Vendite correlate al risk-off generalizzato
Market cap totale∼2,2 T $∼−100 mld $∼−48% dal picco 4,27 T $ del 2025

Dazi al 15%: la dinamica del sell-off

La sequenza degli eventi è lineare. Venerdì 20 febbraio la Corte Suprema americana ha bocciato ampia parte delle tariffe imposte dall’amministrazione Trump tramite l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). La risposta è arrivata sabato 22 febbraio: Trump ha annunciato su Truth Social l’aumento immediato dei dazi globali al 15%, dal 10% precedente, dichiarando che gli accordi bilaterali già negoziati restano in vigore.

Il mercato crypto, che nel weekend opera a differenza delle Borse tradizionali, ha assorbito lo shock in tempo reale. La reazione è stata amplificata da tre fattori convergenti: le vendite delle whale, le liquidazioni a leva e il sentiment già fragile dopo cinque settimane consecutive di deflussi dagli ETF spot Bitcoin.

Whale in vendita e 468 milioni liquidati: l’anatomia del crollo

I dati on-chain di CryptoQuant mostrano un aumento dell’attività delle whale nelle ore successive all’annuncio: il rapporto whale degli exchange è salito, segnalando che i grandi detentori hanno spostato BTC sulle piattaforme di trading — un preludio tipico alle vendite. Parallelamente, la liquidazione forzata di posizioni long con leva ha accelerato il ribasso (fonte Investing.com).

Secondo CoinGlass, nelle ultime 24 ore sono stati liquidati 467,64 milioni di dollari in posizioni crypto, distribuiti su 137.422 trader. Il 93% delle liquidazioni (434 milioni) ha colpito posizioni long: il mercato era ancora posizionato al rialzo quando i dazi hanno innescato il sell-off. La singola liquidazione più grande è stata una posizione BTC-USDT da 61,5 milioni di dollari sull’exchange HTX — grande abbastanza da suggerire una whale o un fondo istituzionale piuttosto che un trader retail.

Il Crypto Fear & Greed Index è tornato a 5 su 100, una lettura di “paura estrema” raggiunta solo tre volte da quando l’indice esiste: agosto 2019, giugno 2022 e inizio febbraio 2026. Il dato segnala che il sentiment è ai minimi storici e che la capitolazione dei detentori a breve termine è in corso.

ETF Bitcoin: cinque settimane consecutive di deflussi

Il crollo di lunedì si inserisce in un contesto strutturale di debolezza istituzionale. I dodici ETF spot Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato la quinta settimana consecutiva di deflussi netti, la serie più lunga da febbraio 2025: 3,8 miliardi di dollari usciti in cinque settimane, di cui 316 milioni solo nell’ultima. L’IBIT di BlackRock, il più grande per capitalizzazione, ha guidato le vendite con circa 2,13 miliardi di riscatti nello stesso periodo.

Secondo Glassnode, il prezzo medio di ingresso degli investitori in ETF spot Bitcoin è di circa 83.980 dollari per BTC. Con il prezzo attuale a 65.900 dollari, l’investitore medio in ETF si trova in perdita del 21%. Questo crea un circolo vizioso: i riscatti generano vendite forzate di BTC sul mercato spot, il prezzo scende, altri investitori si trovano in perdita e riscattano a loro volta. Arthur Hayes ha spiegato che le operazioni di copertura delta-neutral degli emittenti istituzionali amplificano ulteriormente la pressione ribassista in un mercato crypto con liquidità strutturalmente più sottile rispetto ai mercati azionari tradizionali.

Il contesto: mercati azionari in rosso e oro ai record

Il sell-off crypto non è avvenuto nel vuoto. I futures di Wall Street nella notte hanno aperto in rosso: S&P 500 −0,75%, Nasdaq −1%, Dow Jones −0,65%. In Europa, EuroStoxx −0,49% e DAX −0,60%. L’oro, al contrario, ha toccato un nuovo massimo storico a 5.100 dollari l’oncia, confermando il flight-to-quality classico in contesto risk-off. Il VIX è rimasto su livelli elevati per tutta la settimana, segnalando tensioni latenti nel mercato.

Il Bitcoin sta confermando, in questa fase, la sua correlazione con gli asset rischiosi piuttosto che il ruolo di “oro digitale” che molti investitori gli attribuiscono. Mentre l’oro segna massimi storici, BTC ha perso quasi la metà del proprio valore dai picchi. Con i cali dell’ultimo mese, Bitcoin ha azzerato tutti i guadagni registrati da quando Trump è stato rieletto nel novembre 2024: le speranze di un’amministrazione pro-crypto si sono dissolte sotto il peso della stessa politica commerciale aggressiva che doveva favorire l’adozione istituzionale.

I livelli tecnici: 60.000 e 70.000 $ sono i confini

L’analisi tecnica delinea uno scenario chiaro. La fase di congestione di due settimane, con un range contenuto di circa il 6% tra massimo e minimo, è stata rotta al ribasso con la violazione del supporto vettoriale a 66.000 $. Bitcoin si trova ora in un corridoio critico tra due livelli chiave.

📊 Livelli tecnici chiave

Supporto base: 65.000 $. Rachael Lucas (BTC Markets) lo identifica come supporto fondamentale. Una rottura decisiva al di sotto mette in gioco i 60.000 $, il livello testato a inizio febbraio.

Resistenza chiave: 70.000 $. Coincide con la VWAP mensile (Volume Weighted Average Price), proxy del costo medio istituzionale. Solo un recupero sopra questo livello cambierebbe la struttura ribassista e segnalerebbe forza istituzionale.

Costo medio ETF: 83.980 $. Glassnode indica questo come il prezzo medio di ingresso degli investitori in ETF spot. Finché BTC resta sotto questo livello, gli istituzionali sono mediamente in perdita e tendono a ridurre l’esposizione.

Fear & Greed Index: 5/100 (“paura estrema”). Livello raggiunto solo tre volte nella storia dell’indice. Storicamente, letture così basse hanno preceduto rimbalzi significativi — ma non sono un indicatore di timing affidabile.

Cosa significa per l’investitore italiano

L’episodio dei dazi offre tre lezioni operative a chi detiene o sta valutando un’esposizione a Bitcoin dall’Italia.

🟢 Lezioni dal sell-off

1. Bitcoin non è (ancora) un hedge macro. In un contesto di risk-off, BTC si muove con gli asset rischiosi, non contro di essi. Mentre l’oro sale ai massimi storici, Bitcoin perde quasi la metà del proprio valore dai picchi. Chi lo ha in portafoglio come “protection asset” deve ricalcolare il rischio effettivo.

2. Il rischio politico USA è un driver diretto. Le decisioni di Trump sui dazi muovono Bitcoin tanto quanto i dati macroeconomici. L’investitore italiano deve monitorare la politica commerciale americana al pari dei dati sull’inflazione.

3. La leva è il nemico dell’investitore retail. Il 93% delle liquidazioni ha colpito posizioni long. I trader che riaprono posizioni a leva nei brevi rimbalzi vengono ripetutamente spazzati via. Senza leva, il drawdown del 47% è doloroso ma gestibile; con leva 5x, è un azzeramento.

🔴 Segnali di rischio da monitorare

Rottura dei 60.000 $. Caroline Mauron (Orbit Markets) avverte che il mercato “continua a essere fragile” e che l’incertezza macroeconomica potrebbe portare a un nuovo test del livello.

Deflussi ETF alla sesta settimana. Cinque settimane consecutive di uscite per 3,8 miliardi. Se la sesta conferma il trend, la pressione strutturale resta intatta.

Ciclo rialzo-liquidazione-reset. Il pattern di brevi rally seguiti da ondate di liquidazioni long è destinato a persistere finché i trader continuano ad aprire posizioni a leva nei rimbalzi.

Impatto fiscale italiano. Ricordiamo che dal 2026 l’aliquota sulle plusvalenze crypto in Italia è salita al 33% (dal 26%) e la franchigia di 2.000 euro è stata eliminata. Anche piccole operazioni di vendita in fase di panico generano eventi fiscali.

La settimana decisiva: Nvidia, inflazione e dazi

I prossimi giorni concentrano tre catalizzatori che potrebbero amplificare o invertire il movimento in corso.

📌 Eventi macro da monitorare questa settimana

Mercoledì 26 febbraio: risultati Nvidia (NVDA), Q4 fiscale 2026. I risultati del colosso dell’AI influenzano direttamente il sentiment tech e, per correlazione, il mercato crypto. Risultati sopra le attese potrebbero riaccendere il risk-on; una delusione amplificherebbe il sell-off.

Venerdì 28 febbraio: dati PPI e Core PPI USA (mese su mese). Indicatori chiave sull’inflazione alla produzione. Un dato sopra le attese rafforzerebbe l’aspettativa di tassi alti più a lungo, negativo per gli asset rischiosi.

Evoluzione tariffaria. Eventuali dichiarazioni di Trump su estensioni, esenzioni o escalation possono muovere il mercato in qualsiasi momento. L’incertezza è il fattore più tossico per gli asset rischiosi.

Tensioni geopolitiche USA-Iran. L’escalation tra Washington e Teheran è un ulteriore fattore di incertezza che pesa sul risk appetite globale e sostiene la fuga verso l’oro a scapito degli asset speculativi.

Il messaggio che il mercato sta inviando è chiaro: in questa fase, Bitcoin si comporta come un amplificatore del rischio, non come un rifugio. Per l’investitore italiano che ha aperto posizioni durante l’euforia post-elettorale di Trump, il momento richiede una revisione dell’allocazione, del livello di leva e degli orizzonti temporali. I prossimi cinque giorni forniranno risposte concrete su almeno due dei tre driver principali — utili aziendali tech e inflazione — mentre il terzo, la politica tariffaria, resta per definizione imprevedibile.

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Giuliana Morelli è la Responsabile della sezione Notizie di Finaria.it, dove coordina la copertura quotidiana delle news su criptovalute, mercati finanziari e macroeconomia.

Laureata Magistrale in Economia e Management, Giuliana ha maturato oltre quindici anni di esperienza nel settore finanziario, inizialmente come consulente aziendale e successivamente come imprenditrice con la fondazione della propria società di consulenza nel 2010, attraverso la quale supporta imprese e investitori privati in ambito di investimenti e pianificazione finanziaria.

In qualità di Responsabile News, Giuliana seleziona, analizza e pubblica le notizie più rilevanti per il pubblico italiano, garantendo tempestività e accuratezza nella copertura degli eventi che muovono i mercati. Il suo lavoro copre sia la finanza tradizionale — decisioni delle banche centrali, dati macroeconomici, trimestrali societarie, evoluzioni normative — sia il settore degli asset digitali, con un focus su movimenti di mercato crypto, aggiornamenti regolamentari, adozione istituzionale e sviluppi tecnologici legati alla Blockchain.

La sua esperienza diretta nel mondo della consulenza finanziaria le consente di contestualizzare le notizie all'interno di un quadro più ampio, offrendo ai lettori non solo la cronaca degli eventi ma anche le implicazioni pratiche per chi opera sui mercati. Collabora attivamente con studi professionali e partecipa a iniziative legate al Fintech e a programmi di incubazione e accelerazione d'impresa.

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