Il mercato crypto ha registrato il primo rimbalzo significativo dopo settimane di pressione ribassista. Bitcoin è risalito dall’area 62.800–63.000 $ fino a superare 66.300 $ nella sessione asiatica del 25 febbraio, con un guadagno del 3,5–5% a seconda del minimo di riferimento. Ethereum ha messo a segno un movimento ancora più ampio, passando dal supporto di 1.800 $ fino a toccare 1.994 $ (+5–8%), prima di stabilizzarsi intorno a 1.910–1.920 $ (fonte Bloomberg).
Ma il dato più rilevante non è il prezzo: è il ritorno degli afflussi sugli ETF spot. Martedì gli ETF Bitcoin negli USA hanno registrato 257,7 milioni di dollari di inflows netti, il maggior afflusso giornaliero da inizio febbraio, con Fidelity FBTC in testa a 83 milioni e BlackRock IBIT a 79 milioni. Il dato ha invertito i deflussi di lunedì (203,8 milioni) e riportato i flussi settimanali in territorio positivo dopo cinque settimane consecutive in rosso.
I numeri: quanto hanno recuperato BTC, ETH e le altcoin principali
| Asset | Minimo recente | Max intraday 25 feb | Prezzo attuale* | Recupero dal min. |
| Bitcoin | 62.500–62.800 $ (24 feb) | 66.300 $ | ~65.300–66.000 $ | +3,5–5% |
| Ethereum | 1.800–1.818 $ (24 feb) | 1.994 $ | ~1.910–1.920 $ | +5–8% |
| Solana | ~76 $ (24 feb) | ~85 $ | ~83 $ | +5,5% |
| XRP | ~1,32 $ (24 feb) | ~1,46 $ | ~1,40 $ | +3,5% |
* Prezzi indicativi alla pubblicazione. Fonti: Bloomberg, Yahoo Finance, CoinGecko.
Il contesto è importante: nonostante il recupero, Bitcoin resta circa il 49% sotto il picco di 126.272 $ di ottobre 2025, ed Ethereum il 62% sotto il suo ATH di 4.955 $. Il rimbalzo delle ultime ore recupera solo una parte del sell-off di lunedì–martedì, che aveva visto BTC scendere del 5% sotto 63.000 $ dopo il crollo di IBM e l’escalation tariffaria.
Driver 1: gli ETF invertono la rotta — 257,7 milioni di afflussi in un giorno

Il ritorno degli afflussi sugli ETF spot è il segnale più concreto del rimbalzo. Dopo cinque settimane consecutive di deflussi netti per 3,8 miliardi di dollari complessivi, martedì i flussi si sono invertiti con forza. Fidelity FBTC ha guidato con circa 83 milioni di dollari, seguito da BlackRock IBIT con 79 milioni e ARK/21Shares ARKB con 71,1 milioni.
Il dato va però letto in prospettiva. Gli asset in gestione totali degli ETF spot Bitcoin USA sono calati del 30,5% da inizio anno, passando da 117 miliardi a 81,3 miliardi di dollari. I flussi cumulativi netti restano sopra i 54 miliardi, dopo aver toccato un picco di oltre 62 miliardi a ottobre 2025. Un singolo giorno di afflussi non inverte un trend di settimane, ma segnala che almeno una parte del capitale istituzionale sta tornando a posizionarsi.
Anche gli ETF su Ethereum e altcoin hanno registrato afflussi, seppur più contenuti: ETH ETF +9,2 milioni, Solana +3,8 milioni, XRP +3,04 milioni, per un totale combinato crypto di circa 270 milioni di dollari nella giornata.
📊 ETF spot Bitcoin USA: i numeri del 25 febbraio
| Metrica | Dato |
| Afflussi netti giornalieri | +257,7 mln $ (maggiori da inizio febbraio) |
| Top 3 fondi | FBTC (Fidelity): +83 mln $ | IBIT (BlackRock): +79 mln $ | ARKB (ARK): +71,1 mln $ |
| Deflussi giorno precedente | −203,8 mln $ (lunedì) |
| Deflussi ultimi 5 settimane | −3,8 mld $ cumulativi (SoSoValue) |
| AUM totale attuale | 81,3 mld $ (−30,5% da 117 mld $ a inizio anno) |
| Flussi cumulativi netti (dal lancio) | >54 mld $ (picco >62 mld $ a ott. 2025) |
| BTC detenuti da istituzioni | ~311.700 BTC, dopo vendite Q4 2025 di 25.000 BTC (Bloomberg/Seyffart) |
Driver 2: il discorso di Trump e il mini risk‑on “per eliminazione”
Il secondo catalizzatore del rimbalzo è stato il discorso sullo Stato dell’Unione di Trump, pronunciato martedì sera. L’effetto sui mercati non è stato quello di un annuncio positivo, ma piuttosto di un’assenza di nuove minacce. Trump ha confermato la strategia tariffaria ma non ha annunciato escalation ulteriori, e non ha menzionato le criptovalute in alcun modo.
Questo “nessuna nuova cattiva notizia” è stato sufficiente per innescare un mini risk-on dopo giorni di panic selling. I futures S&P 500 erano saliti dello 0,8% già nella sessione di martedì, il Nasdaq dell’1%, e i mercati asiatici hanno seguito con rialzi generalizzati: Nikkei +2,3%, Kospi +1,9%, Hang Seng +0,4%. Il settore software, epicentro del sell-off dei giorni precedenti (la “SaaSpocalypse” legata ai timori di disruption AI), ha recuperato l’1,7%.
Per il mercato crypto, il rimbalzo è stato amplificato dalla correlazione con gli asset tech. Bitcoin e il Nasdaq si muovono in tandem da mesi, e il recupero dell’azionario ha trascinato BTC ed ETH nella sessione asiatica. Ma è fondamentale notare che il rimbalzo è parzialmente rientrato durante il discorso stesso, quando è diventato chiaro che non ci sarebbero stati annunci favorevoli al settore crypto.
Sollievo tecnico o inversione? Cosa dicono i dati strutturali
La domanda centrale per chi segue le previsioni Bitcoin è se questo rimbalzo segna l’inizio di una ripresa o se è un rally di sollievo destinato a esaurirsi. I dati on-chain e i flussi istituzionali suggeriscono cautela.
🔍 Segnali a favore del rimbalzo
ETF flows positivi. Il ritorno di Fidelity e BlackRock con inflows combinati per 162 milioni è il segnale più concreto. Se confermato nelle prossime 2–3 sedute, indicherebbe un’inversione del trend di deflussi e non solo un rimbalzo tecnico.
Divergenza RSI bullish su BTC. Sul grafico giornaliero, il prezzo ha fatto un lower low (62.500 $) ma l’RSI ha fatto un higher low: una divergenza positiva che spesso precede un rimbalzo. L’RSI settimanale è sotto 30, in area di ipervenduto classico.
Double bottom potenziale. Il market cap crypto totale ha testato 2,19 trilioni di dollari, vicino ai minimi del flash crash del 5 febbraio. Se il livello regge, potrebbe configurarsi un pattern di doppio minimo con potenziale rialzista del 10% (è la stima di FxPro).
⚠️ Segnali di cautela
Realized Profit/Loss Ratio sotto 1. Il dato Glassnode, già analizzato da BeInCrypto, mostra che le perdite realizzate dominano da settimane. Nei cicli 2015, 2018 e 2022, questo segnale ha persistito per 6+ mesi prima di invertirsi. I rimbalzi in questo regime sono storicamente fragili (fonte BeInCrypto).
~45% dell’offerta BTC in perdita. Circa 9 milioni di BTC (il 45% dell’offerta circolante) si trovano attualmente sotto il prezzo di acquisto. Questo crea una pressione di vendita latente: ogni rimbalzo significativo può innescare vendite da parte di chi vuole “uscire in pareggio”.
Vendite istituzionali Q4. Bloomberg riporta che hedge fund e advisor hanno venduto 25.000 BTC nel Q4 2025 (circa 1,6 miliardi ai prezzi attuali). Le istituzioni detengono ancora 311.700 BTC, ma la direzione del flusso nel trimestre precedente è stata di distribuzione, non di accumulo (fonte CoinCentral/Bloomberg).
Cosa guardare nelle prossime 24–48 ore
Il rimbalzo è avvenuto in un momento di alta densità di catalizzatori. I prossimi due giorni determineranno se il movimento ha gambe per continuare o se si esaurisce come i precedenti tentativi di recupero.
🔔 I 5 fattori da monitorare
1. Tenuta di BTC sopra 65.000 $ e ETH sopra 1.900 $. Questi sono i livelli pivot. Una chiusura giornaliera sotto riporterebbe il bias ribassista e suggerirebbe che il rimbalzo è stato solo short covering, non nuovo accumulo.
2. Conferma degli afflussi ETF (26–27 febbraio). Un singolo giorno di inflows non inverte un trend. Se FBTC e IBIT registrano afflussi anche mercoledì e giovedì, il segnale diventa molto più credibile. In caso contrario, i 257,7 milioni restano un dato isolato.
3. Trimestrale Nvidia (stasera, after hours). Il consensus prevede ricavi a 65,7 miliardi (+67% YoY). Un beat sosterrebbe il rally crypto via correlazione Nasdaq. Una delusione potrebbe cancellare il rimbalzo di oggi e rimettere in discussione i supporti di BTC a 62.500 $ e ETH a 1.800 $.
4. PPI USA (venerdì 28 febbraio). Dopo il PCE core di dicembre sopra le attese (+0,4% mensile), un PPI elevato consoliderebbe la narrativa “higher for longer” della Fed. Il mercato dei futures non prezza tagli fino alla seconda metà dell’anno: un dato inflazionistico potrebbe allontanarli ulteriormente.
5. Reazione dell’oro. L’oro ha toccato 5.350 $ nelle ultime sessioni. Se continua a salire mentre crypto rimbalza, il segnale è di risk-off persistente (l’oro come rifugio, crypto come rimbalzo tecnico). Se l’oro ritraccia mentre crypto sale, il segnale di risk-on è più genuino.
Cosa significa per l’investitore italiano
Il rimbalzo di oggi offre un’opportunità di riflessione, non necessariamente di azione. Per chi ha posizioni in crypto, il messaggio è di calibrare le aspettative: non siamo di fronte a un’inversione di trend confermata, ma a un sollievo tecnico all’interno di una fase strutturalmente debole.
📊 Due scenari operativi
Scenario A: il rimbalzo tiene. Se BTC chiude sopra 65.000 $ per tre giorni consecutivi e gli ETF confermano gli afflussi, il target di breve sale a 68.000–70.000 $ per BTC e 2.000–2.100 $ per ETH. In questo caso, il peggior del sell-off potrebbe essere alle spalle per il breve termine, pur restando in un contesto di liquidità compressa per i prossimi mesi.
Scenario B: il rimbalzo fallisce. Se Nvidia delude o il PPI sorprende al rialzo, i minimi di 62.500 $ (BTC) e 1.800 $ (ETH) verrebbero ritestati. Una rottura aprirebbe spazio verso 60.000 $ e 1.700–1.500 $ rispettivamente. Questo scenario è coerente con il segnale di liquidità compressa per 4–6 mesi indicato da Glassnode.
In entrambi i casi, il principio operativo resta lo stesso: non inseguire i rimbalzi a leva in un regime di perdite realizzate dominanti. La tassazione al 33% sulle plusvalenze crypto in Italia rende ogni operazione di trading un calcolo che deve includere il costo fiscale. Per chi ha un orizzonte di mesi, non di ore, il dato più rilevante non è il prezzo di oggi ma la direzione dei flussi ETF nelle prossime settimane e il momento in cui il Realized P/L Ratio tornerà sopra 1.