Un recap chiaro: l’exchange Aster spinge sull’L1 layer-one e accende i volumi, mentre Maxi Doge fa parlare la community con una presale scatenata.

Aster sta vivendo giornate intense perché l’idea di lanciare una propria blockchain layer-one ha rimesso il turbo all’interesse, ai volumi e alla narrazione del progetto. Per chi cerca le migliori criptovalute, il tema non è solo il prezzo ma la direzione strategica.
Il token ha visto i volumi balzare oltre 900 milioni di dollari nelle 24 ore, pari a circa il 39% della fornitura circolante, mentre il prezzo è salito quasi del 9%. Sono numeri che, se reggono, cambiano l’umore del mercato.
Secondo la roadmap, l’L1 proprietaria servirebbe per tagliare le commissioni, accelerare le conferme e sbloccare funzionalità nuove, quindi più margine di manovra. In pratica, il progetto smette di dipendere da scelte altrui e può innovare con più libertà.
Perché l’L1 di Aster fa notizia
Aster nasce come DEX su BNB Chain dedicato ai perpetual futures, cresciuto in fretta grazie a incentivi, rewards e un airdrop a fasi multiple. La ricetta ha funzionato perché ha attirato trader attivi, sostanza di ogni piattaforma che punta alla liquidità.
La sfida dichiarata è con Hyperliquid, già forte sui derivati. Aster l’ha superata più volte sui volumi giornalieri, e l’L1 aggiunge un tassello che può cambiare gli equilibri. Se abbassi le fee e alzi la velocità, sposti comportamenti reali.
C’è poi un dettaglio non da poco: l’L1 appare orientata alla privacy. Tradotto, punta a un terreno dove giocano nomi come Zcash e Monero, cercando di coniugare decentralizzazione e riservatezza. Per molti trader, è la combinazione che fa venire voglia di restare.
Volumi, momentum e segnali tecnici
Sul piano tecnico, Aster sta pizzicando una resistenza a 1,22 dollari, dove passano area orizzontale e media EMA a 200 periodi. Quando due segnali convergono, spesso il mercato ascolta e decide se rompere o ripiegare.
Uno slancio deciso sopra 1,22 potrebbe aprire la strada verso 2 dollari, con un potenziale vicino all’80% se confermato da volumi sopra la media. Non è una promessa, è uno scenario che dipende dall’energia compratrice nel momento chiave.
L’RSI è salito sopra la media e ha superato la metà scala, quindi il momentum è positivo; tuttavia, un passaggio pulito a 1,25 aiuterebbe a validare l’inversione. Attenzione poi a 1,52, livello dove il prezzo potrebbe tirare il fiato.
Narrativa, capitali e rischio
Da inizio anno, Aster avrebbe già messo a segno oltre il 1.200% secondo le stime circolate, e questo conta perché crea una narrativa che alimenta l’attenzione. Inoltre, circola l’idea di un supporto da parte di Changpeng Zhao, ex capo di Binance.
Quando i numeri corrono, il rischio corre insieme. Una crescita così forte attira trader in cerca di velocità, ma chiede disciplina: ingressi graduali, attenzione agli update tecnici e alla liquidità. Se l’L1 arriva davvero, la curva di adozione diventa cruciale.
Per la community, la promessa è chiara: più controllo sulla stack tecnologica e funzionalità ritagliate su chi fa trading ogni giorno. Se l’esperienza migliora davvero, gli utenti restano e portano altri utenti, perché il passaparola pesa più di mille banner.
Maxi Doge, la presale che incendia i social
Maxi Doge nasce come la meme coin che abbraccia il lato giocoso del trading: ironia, sfide e competizione, ma con una struttura che guarda ai numeri. La presale ha già raccolto quasi 4 milioni di dollari in poche settimane.

Il progetto parla a chi ama alzare la leva ma senza prendersi troppo sul serio. L’energia scorre nella community, con hub di idee e mini tornei di ROI chiamati “Max Ripped” e “Max Gains”, perché la gamification tiene alta la partecipazione.
Interessante la promessa di investire fino al 25% dei proventi della presale in token ritenuti attraenti, usando gli eventuali guadagni per spingere il marketing. Se funziona, è un volano che alimenta visibilità e, di conseguenza, domanda.
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