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Con BTC che registra una perdita in ottobre, l’attenzione si sposta su Bitcoin Hyper

Giuliana Morelli

I motivi per cui ottobre è andato storto, cosa aspettarsi a novembre e perché si parla tanto di Bitcoin Hyper: tra dati, contesto e idee semplici per capire dove sta andando il mercato.

Ottobre ha rotto la magia di Uptober: per la prima volta dal 2018, Bitcoin ha chiuso in calo di quasi 4%, nonostante storicamente questo mese regali spesso sorrisi. La community si interroga, mentre l’attenzione scivola verso progetti che promettono infrastrutture più efficienti.

Nel frattempo, i fondi spot su Bitcoin hanno continuato a muovere capitali importanti con afflussi per 3,16 miliardi di dollari, segnale che gli investitori istituzionali non sono scappati. È un dato che conta, perché sostiene l’idea che le migliori crypto presale attirino capitali quando mostrano utilità reale.

Il quadro generale resta confuso: tra tariffe, liquidità più scarsa e nervosismo macro, l’appetito per il rischio si è sgonfiato. Tuttavia, la storia suggerisce prudenza ma non pessimismo, perché novembre è spesso un mese forte e ha innescato rally notevoli in annate chiave.

Ottobre debole, ma i segnali non sono tutti negativi

Guardando i numeri, Bitcoin è sotto 110.000 dollari e chiude ottobre con circa 12,19% di rosso mensile. Eppure, su base annua resta intorno a +20%, dettaglio che ricorda come le fasi di volatilità non cancellino il percorso complessivo del mercato.

Storicamente, novembre ha una media di guadagno intorno al 42% e, in alcuni anni come 2017, 2020 e 2024, ha acceso movimenti ampi. Non è una promessa, naturalmente, ma un promemoria: la stagionalità conta quando il sentiment oscilla tra timore e opportunità.

Gli ETF spot su Bitcoin hanno ribaltato le uscite di metà mese con forti afflussi, sostenuti da aspettative su inflazione in calo e possibili tagli dei tassi. Se il vento macro resta clemente, potrebbero fungere da cuscinetto per nuove ondate di domanda.

Supporti, scenari e la psicologia del mercato

Tecnicamente, i prezzi gravitano sopra un’area di supporto attorno a 107.000, che spesso fa da spartiacque tra paura e fiducia. Una rottura netta potrebbe trascinare verso 100.000, mentre una reazione convinta riaprirebbe la porta alla zona 120.000 con maggiore serenità.

Qui entra in gioco la psicologia: dopo un mese debole, serve una scintilla per invertire il tono bearish. Novembre, storicamente favorevole, più l’effetto ETF potrebbero bastare, ma senza dimenticare che i mercati amano sorprendere quando tutti guardano la stessa cosa.

Perché si parla di Bitcoin Hyper proprio adesso

Mentre i riflettori restano su Bitcoin, cresce il rumore intorno a Bitcoin Hyper, progetto che punta a migliorare l’infrastruttura di base. Ha raccolto 25,6 milioni di dollari in presale e mira a rendere più efficiente la gestione della liquidità legata ai 2,2 trilioni del suo ecosistema.

L’idea è semplice da spiegare: Bitcoin è ottimo per conservare valore, ma non brilla per velocità e costi. Altri, come Solana ed Ethereum, hanno costruito ecosistemi vivaci con smart contracts, NFT e DeFi; qui nasce lo spazio per un ponte tecnologico credibile.

Bitcoin Hyper vuole farlo usando la Solana Virtual Machine per offrire throughput elevato e smart contracts compatibili, portando su Bitcoin funzioni tipiche di catene più “agili”. Se l’infrastruttura scala davvero, l’ecosistema può ospitare più applicazioni utili e veloci.

Cosa promette, in pratica, questo progetto

Tra i punti di forza indicati, spiccano audit completati (Coinsult, Spywolf), CEX in arrivo e staking al 46% annuo per chi partecipa all’ICO. Il prezzo del token, 0,013215 dollari in presale, viene descritto come ancora lontano dal suo potenziale se la roadmap si concretizza.

Attenzione, però: gli incentivi di staking piacciono, ma vanno pesati insieme a rischi, condizioni di blocco ed emissione futura. Rendimenti alti possono attirare, tuttavia non sostituiscono la necessità di verificare codice, governance e sostenibilità economica del modello.

In questo senso, la differenza la fa l’uso reale: se Layer 2 e compatibilità SVM riducono costi e aumentano le funzioni, allora l’interesse potrebbe non essere solo speculativo. La community tende a restare dove trova utilità stabile e strumenti affidabili.

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Giuliana Morelli

Giuliana Morelli

Dr.ssa Giuliana Morelli, con una Laurea Magistrale in Economia e Management, ha maturato una solida esperienza nel settore finanziario ed economico durante gli anni di lavoro come consulente aziendale. Nel 2010, ha intrapreso una nuova avventura fondando la sua società di consulenza, attraverso la quale offre supporto a imprese e individui nel navigare il complesso mondo degli investimenti e del trading.

La sua expertise si estende anche al vivace settore delle criptovalute, dove esplora l'intersezione tra trading tradizionale e tecnologie emergenti come la Blockchain. Giuliana collabora attivamente con diversi studi professionali ed è una figura di spicco in numerose iniziative legate a Fintech, Blockchain, nonché in vari incubatori e acceleratori di impresa.

Giuliana ha una passione per l'attualità, cosa che le permette di fornire ai lettori analisi puntuali e aggiornate sulle ultime novità del settore. Con una comunicazione chiara e precisa, mira a rendere il mondo del trading e degli investimenti comprensibile e accessibile a tutti, sia che si tratti di principianti o di investitori esperti.

All'interno del team gestisce con passione e dedizione il ramo relativo alle news, sia crypto che di finanza classica.