ETF, tesorerie e attività di rete spingono Solana verso nuovi traguardi, con un obiettivo tra 350 e 400 dollari realistico ma non garantito, perché la corsa dipende anche da concorrenza Layer-1 e contesto macro.

Negli ultimi mesi Solana è tornata protagonista del bull cycle, alternando strappi e frenate che hanno fatto discutere per l’alta volatilità, tuttavia, i driver che contano si stanno allineando, e il primo riguarda gli ETF a replica fisica attesi dal mercato.
Se l’approvazione degli spot ETF dovesse arrivare, l’effetto potrebbe ricordare quanto visto con Bitcoin ed Ethereum, sebbene con scala diversa. Una rete con capitalizzazione più contenuta assorbe flussi più piccoli e, di conseguenza, il prezzo può reagire in modo amplificato.
C’è poi un fronte meno appariscente ma decisivo per chi ragiona sul lungo periodo, cioè l’ingresso nelle corporate treasuries. Le aziende non cercano solo speculazione, bensì strumenti produttivi per bilancio, e qui Solana viene valutata tra le migliori altcoin per strategia industriale.
ETF e flussi istituzionali
Il ragionamento è semplice, ma non banale; se anche una porzione limitata dei capitali istituzionali confluisse su SOL tramite prodotti regolamentati, la domanda diventerebbe più stabile e prevedibile, migliorando la profondità degli scambi e riducendo gli strappi più estremi.
Non è solo questione di vetrina sui listini, l’accessibilità di strumenti quotati porta nuove policy di rischio e processi di compliance, e questo sblocca investitori che prima restavano ai margini, creando un effetto rete che si somma alla spinta di visibilità.
Il paragone con Bitcoin aiuta a capire la direzione, non le dimensioni dell’impatto, in quanto ogni asset ha la propria storia e liquidità. Per Solana, la combinazione tra prodotti regolamentati e base utenti in crescita può diventare un moltiplicatore credibile.
Tesorerie aziendali e uso “produttivo”
La novità più interessante, però, arriva dall’uso di SOL come reserve asset nelle corporate treasuries. Qui l’orizzonte non è il trimestre, bensì cicli pluriennali con obiettivi di rendimento e presidio tecnologico sull’ecosistema.
Le imprese che allocano in SOL non si limitano a parcheggiare capitale. Partecipano allo staking, supportano validatori, finanziano iniziative dell’ecosistema, e di conseguenza alimentano una domanda meno nervosa rispetto al trading speculativo di breve periodo.
Questo crea una base di detentori pazienti, utile quando il mercato diventa rumoroso. Se l’adozione corporate cresce insieme agli spot ETF, lo scenario di un range tra 350 e 400 dollari smette di sembrare fantascienza e diventa ipotesi da mettere in conto.
Rete veloce, costi bassi e utenti attivi
Oltre alla finanza, parla il traffico di rete. Nel 2025 Solana ha segnato record di ricavi on-chain e ha spesso tallonato Ethereum per trading volume su DEXs, un segnale di salute che va oltre i singoli storytelling settimanali.
L’efficienza tecnologica resta un punto chiave. Migliaia di transazioni al secondo, costi minimi e tempi rapidi rendono la rete adatta a settori ad alto volume, dove ogni centesimo sprecato su fee pesa sui modelli di business delle app.
Quando le fee sono basse e prevedibili, gli sviluppatori sperimentano di più. Ne beneficiano i creators di nuovi protocolli, ma anche la community di utenti che trova servizi concreti, dai pagamenti a giochi, fino agli order book completamente on-chain.
Tra promessa e realtà: obiettivi e condizioni
Mettendo insieme i pezzi, la tesi bullish su fine 2025 è chiara. Con spot ETF approvati e tesorerie che accelerano, la traiettoria verso 350–400 dollari appare coerente con una rete che continua a macinare volumi e casi d’uso.
Serve comunque prudenza. Le previsioni non sono contratti, ma dipendono da variabili esterne, come i tassi globali e l’umore degli investitori, e interne, come la capacità di mantenere prestazioni elevate senza colli di bottiglia quando l’attività esplode.
Per questo gli obiettivi di prezzo vanno letti in maniera ragionevole, non come certezze. Un conto è lo scenario base con adozione ordinata. Un altro è un contesto macro difficile, dove anche le storie migliori rallentano.
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