La Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC) ha lanciato un ultimatum ai Crypto-Asset Service Provider (CASP) registrati sull’isola: chi non presenterà domanda di autorizzazione ai sensi del regolamento europeo MiCA entro il 27 febbraio 2026 dovrà depositare un piano di chiusura ordinata (wind-down plan) e cessare l’attività. La comunicazione, pubblicata il 23 dicembre 2025, traduce in scadenza operativa concreta una norma che molti operatori avevano trattato come un orizzonte lontano (fonte Harneys).
Il messaggio è semplice: dopo il 27 febbraio non sarà più possibile avviare il processo di licenza; dopo il 1° luglio 2026, data di scadenza del periodo transitorio, nessun CASP potrà fornire servizi crypto nell’Unione Europea senza un’autorizzazione MiCA valida. Per l’investitore italiano la questione non è teorica: Cipro è una delle giurisdizioni europee più utilizzate da exchange e broker crypto che operano in Italia tramite il passaporto UE.
Cosa dice il comunicato CySEC e perché conta

Il comunicato della CySEC richiama l’articolo 143, paragrafo 3, del Regolamento (UE) 2023/1114 — il MiCA — e la precedente Circolare n. 674 del 17 ottobre 2024. I punti chiave sono quattro. Primo: i CASP che operano a Cipro in base al regime nazionale pre-MiCA possono continuare a offrire servizi solo fino a quando la loro domanda di autorizzazione non viene approvata o respinta, e comunque non oltre il 1° luglio 2026. Secondo: chi non presenta domanda entro il 27 febbraio 2026 deve presentare un piano di wind-down. Terzo: la fornitura cross-border di servizi crypto verso altri Stati membri è consentita solo se il Paese ospitante ha adottato un regime di grandfathering e nei limiti della legislazione nazionale del Paese di destinazione. Quarto: i CASP che restano nel registro nazionale cipriota rimangono soggetti a tutti gli obblighi vigenti, incluso il Regolamento (UE) 2023/1113 sul trasferimento di fondi (fonte Cyprus Mail).
Per chi segue il mercato delle criptovalute in Italia, la scadenza cipriota è il primo vero stress test della transizione MiCA a livello europeo. Il registro ESMA aggiornato a dicembre 2025 elenca 102 CASP già autorizzati sotto il nuovo regime, con Germania e Paesi Bassi in testa, seguiti da Malta, Francia e Irlanda. Ma questo numero rappresenta solo una frazione dei circa 1.000 CASP che operavano in Europa prima dell’entrata in vigore del regolamento (fonte ESMA).
Timeline della transizione MiCA per i CASP ciprioti
| Data | Evento |
| 30 dic 2024 | Piena applicazione del MiCA. I CASP registrati sotto il regime nazionale possono continuare a operare nel periodo transitorio. |
| 27 feb 2026 | Scadenza per presentare domanda di autorizzazione MiCA alla CySEC. Chi non presenta domanda deve depositare un piano di wind-down. |
| 1° lug 2026 | Fine del periodo transitorio. Nessun CASP può operare nell’UE senza autorizzazione MiCA. Le domande non ancora decise restano in valutazione. |
Perché la scadenza cipriota interessa l’investitore italiano
Cipro è storicamente una delle sedi preferite da exchange e broker fintech per stabilire la propria base legale nell’UE. La combinazione di aliquota societaria al 15%, regime CySEC consolidato, lingua inglese e posizione geografica tra Europa, Medio Oriente e Asia ha attratto decine di operatori crypto che, una volta registrati a Cipro, passaportano i servizi in tutta l’Unione, Italia inclusa.
Se un CASP cipriota non presenta domanda MiCA entro il 27 febbraio, deve avviare un piano di wind-down. Questo non significa chiusura immediata — il CASP può continuare a operare fino al 1° luglio 2026 per gestire la chiusura ordinata delle posizioni dei clienti — ma implica che l’operatore non avrà più il diritto di acquisire nuovi clienti, e dopo il 1° luglio dovrà cessare completamente l’attività.
Per l’utente italiano, gli scenari concreti sono tre. Se l’exchange ha già presentato domanda MiCA, il servizio continua normalmente durante la valutazione. Se l’exchange non ha presentato domanda, l’utente potrebbe trovarsi costretto a trasferire i propri asset entro pochi mesi. Se l’exchange ottiene la licenza MiCA in un altro Stato membro (ad esempio Lituania, Malta o Francia), il servizio può continuare senza interruzioni grazie al passaporto europeo.
Va ricordato che in Italia la CONSOB ha già segnalato 15 entità non conformi al registro ESMA — il numero più alto tra tutti gli Stati membri — a dimostrazione di un approccio di enforcement particolarmente attivo nel nostro Paese.
Il quadro europeo: 102 CASP autorizzati, oltre 1.000 in attesa
Il MiCA, in vigore dal 30 dicembre 2024, sostituisce il mosaico di regimi nazionali con un’unica licenza europea. L’autorizzazione in un Paese membro consente di operare in tutti i 27 Stati dell’UE tramite il meccanismo del passaporto. L’ESMA pubblica un registro provvisorio, aggiornato settimanalmente, che include cinque categorie: white paper, emittenti di ART, emittenti di EMT, CASP autorizzati e entità non conformi.
A dicembre 2025 il registro conta 102 CASP autorizzati. Il percorso è stato rapido: ad aprile 2025 erano solo 17, distribuiti in 7 Paesi; a settembre erano saliti a circa 60. Ma il divario tra le 102 licenze concesse e i circa 1.000 operatori pre-MiCA indica che la maggior parte delle domande è ancora in fase di valutazione o non è stata presentata. La Commissione europea ha inoltre annunciato a dicembre 2025 l’intenzione di affidare a ESMA la supervisione diretta dei CASP più rilevanti, segnale che la centralizzazione della vigilanza è già nella fase successiva.
CASP autorizzati MiCA per giurisdizione (dicembre 2025, dati ESMA)
| Paese | Posizione | Note |
| Germania | Leader per n. licenze | BaFin, regime anticipato |
| Paesi Bassi | Secondo | AFM, approccio proattivo |
| Malta | Terzo | MFSA, hub storico crypto |
| Francia | Quarto | AMF, ex regime PSAN |
| Irlanda | Quinto | CBI, sede di grandi player |
| Cipro | In fase di transizione | CySEC, deadline 27/02/2026 |
| Italia | 15 entità non conformi segnalate | CONSOB, enforcement attivo |
Cosa deve fare un utente italiano che usa un exchange con licenza cipriota
📋 Checklist per l’investitore italiano
1. Verifica lo status del tuo exchange. Controlla se il nome dell’operatore compare nel registro provvisorio ESMA dei CASP autorizzati MiCA, consultabile gratuitamente sul sito esma.europa.eu nella sezione “Digital Finance and Innovation”. Se il nome compare nella lista dei CASP autorizzati, il servizio è già conforme.
2. Controlla le comunicazioni della piattaforma. Gli exchange seri stanno informando i clienti sullo stato della propria domanda MiCA. Cerca email, banner in-app o aggiornamenti nel blog aziendale. L’assenza totale di comunicazione è un segnale d’allarme.
3. Consulta il registro CySEC. Il sito cysec.gov.cy pubblica il registro nazionale dei CASP. Se il tuo exchange risulta ancora nel registro cipriota ma non in quello ESMA, significa che sta operando nel periodo transitorio: il servizio è legale ma non ancora garantito dopo il 1° luglio 2026.
4. Verifica sul sito CONSOB. La CONSOB pubblica periodicamente elenchi di operatori non autorizzati o non conformi. Se il tuo exchange compare in questa lista, è il momento di trasferire altrove i tuoi asset.
5. Prepara un piano B. Se l’exchange non ha ancora comunicato nulla sulla domanda MiCA e la scadenza del 27 febbraio si avvicina, valuta di trasferire i tuoi crypto-asset su un exchange già autorizzato MiCA o su un wallet non-custodial. Non aspettare l’ultimo momento.
6. Attenzione ai fondi fiat. In caso di wind-down, il rischio maggiore riguarda i fondi fiat depositati sulla piattaforma. I crypto-asset possono essere trasferiti on-chain, ma il recupero di euro depositati presso un operatore in fase di chiusura può richiedere tempi lunghi.
I segnali di rischio da non ignorare
🔴 Segnali di rischio per gli utenti
Nessuna comunicazione MiCA. La piattaforma non ha pubblicato alcun aggiornamento sulla transizione regolatoria, né sul proprio sito né via email.
Sede legale opaca. L’exchange dichiara di essere “europeo” ma non indica chiaramente in quale Paese è registrato e presso quale autorità di vigilanza.
Assenza dal registro ESMA. L’operatore non compare né tra i CASP autorizzati né tra le entità in periodo transitorio nel registro provvisorio ESMA.
Limitazioni improvvise. Restrizioni nuove su prelievi, depositi o coppie di trading possono indicare problemi di licenza o di liquidità legati alla transizione.
Cambio di giurisdizione non comunicato. Se l’exchange sta spostando la sede legale da Cipro a un’altra giurisdizione senza comunicarlo ai clienti, è un segnale che il processo MiCA cipriota potrebbe non andare a buon fine.
Dopo il 1° luglio 2026: lo scenario post-transitorio
Dopo il 1° luglio 2026 il mercato europeo dei servizi crypto sarà radicalmente diverso. Solo i CASP con autorizzazione MiCA piena potranno operare. Il passaporto europeo diventerà lo standard: un operatore autorizzato in Germania potrà servire clienti in Italia senza ulteriori licenze. ESMA assumerà un ruolo di supervisione sempre più diretto, in particolare per i CASP di rilevanza sistemica.
Per gli utenti, il vantaggio principale sarà un livello di protezione omogeneo in tutta l’UE: segregazione degli asset dei clienti, requisiti patrimoniali minimi (da 50.000 a 150.000 euro a seconda della classe di servizio), obblighi di cybersecurity allineati al DORA, trasparenza sulle commissioni e procedure di reclamo standardizzate. Il lato meno visibile è la contrazione del numero di operatori: molti CASP più piccoli, incapaci di sostenere i costi di compliance MiCA, usciranno dal mercato o si fonderanno con operatori più grandi (fonte Cyprus Insider).
Sul piano fiscale, per l’investitore italiano nulla cambia: i redditi da cripto-asset restano soggetti ad imposta sostitutiva del 26% (art. 67 TUIR), e il DAC8 in vigore dal 2026 garantisce che gli intermediari europei segnalino automaticamente le posizioni crypto dei clienti alle autorità fiscali del Paese di residenza.
🟢 Cosa migliora con il regime MiCA pieno
Passaporto unico. Un’unica licenza per operare in tutti i 27 Paesi UE. Niente più regimi nazionali frammentati.
Segregazione asset. I CASP dovranno separare gli asset dei clienti dai propri. In caso di insolvenza, gli asset dei clienti non entrano nella massa fallimentare.
Requisiti patrimoniali. Capitale minimo da 50.000 a 150.000 euro, più riserve prudenziali proporzionali al volume d’affari.
Trasparenza. Obblighi di informativa precontrattuale, commissioni chiare e procedure di reclamo standardizzate.
Registro unico ESMA. Un solo punto di verifica per controllare se un operatore è autorizzato. Consultabile gratuitamente online.