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Solana in rally e Wall Street Pepe tra burn e rotazioni

Federico Cappellini

Prezzo in ascesa, upgrade tecnici e mosse istituzionali aprono scenari concreti, mentre Wall Street Pepe punta su meccaniche multichain e burn incrociati per agganciare l’onda senza dipendere solo dall’hype.

Con Solana che risale del 5,87% fino a 238,47 dollari e una capitalizzazione sopra 129 miliardi di dollari, riaffiora la tentazione di inseguire le migliori criptovalute da comprare, mentre il volume giornaliero tocca 12,89 miliardi e la circolazione resta a 542 milioni di SOL.

Il dettaglio che pesa arriva da Galaxy Digital, che aggiunge 706.790 SOL per 160 milioni di dollari e porta l’ammontare oltre 2,1 milioni di SOL, una spinta che non somiglia a rumore retail e che riaccende l’interesse per le migliori meme coin dell’ecosistema.

Sul piano tecnico spicca Alpenglow, approvato dal 98% dei validator con obiettivo di finality sotto 100 ms, un salto che può tradursi in throughput più pulito e in meno attrito per dApp che lavorano con infrastructure esigenti e flussi transazionali intensi.

Il dato di TVL oltre 12 miliardi di dollari con incremento giornaliero del 3% racconta una base che non si muove solo a candele verdi. Questo perché quando la liquidity si stratifica su più protocolli la sensibilità agli shock si riduce e la lettura diventa più robusta.

La narrativa si sposta piano ma si sposta, con Bitcoin che resta il riferimento di rischio e SOL sempre più letta come infrastructure piuttosto che come scorciatoia per arricchirsi, mentre i capitali cercano esposizioni laterali con profili di rischio rendimento più calibrati.

Rotazioni e livelli

La memoria del ATH inganna raramente, leve eccessive e liquidazioni a catena hanno lasciato cicatrici e per questo l’area 250 dollari viene percepita come zona rossa dove un breakout ha senso solo se accompagnato da retest credibile e volumi coerenti.

Gli indicatori inviano segnali misti, con RSI quotidiano ancora sano ma un rapporto volume su capitalizzazione al 9,97% che suggerisce speculazione tirata, quindi sopra 250 dollari si apre strada verso 275 mentre un rifiuto rapido può riportare pressione su 210.

Nel frattempo cresce la rotazione tattica, profitti presi su SOL e riversati in token a media o bassa capitalizzazione dell’ecosistema, un modo per cavalcare l’onda senza restare ostaggi delle stesse scosse che hanno spezzato entusiasmi nelle fasi di rally.

La parte interessante è come gli ordini iceberg difendano livelli chiave, perché quando gli spread si stringono e la price discovery accelera i movimenti diventano più binari e la differenza tra pazienza e frenesia si traduce direttamente nel conto economico.

In un bull market giovane ogni euforia soffre di vertigini e basta poco per virare a bearish, quindi la prudenza operativa passa da gestione di funding, open interest e mappe di liquidity, più che da thread urlati e grafici colorati.

Wall Street Pepe e le sue meccaniche

Dentro questo quadro si inserisce WEPE (Wall Street Pepe su Solana), una la meme coin con meccanica multichain dove ogni acquisto lato SOL attiva burn su ETH, una struttura che crea pressione di scarsità incrociata e dialoga con costi transazionali contenuti.

La dotazione gira su 200 miliardi di token e una capitalizzazione attorno a 11,25 milioni di dollari, numeri ancora gestibili per crescite improvvise, soprattutto se la community resta coesa e i creators continuano a generare contenuti con cadenza costante.

WEPE home page

La promessa operativa elimina molti attriti classici, niente presale, niente cliff, niente team games, liquidità supportata da treasury e buyback che rincalzano il burn, una linea che rende più trasparente il rapporto tra meccanica e prezzo percepito.

Il peg 1:1 con ETH agisce da corrimano psicologico nelle fasi nervose e riduce giochi di manipolazione a breve, mentre l’ancoraggio a una chain veloce come Solana attrae flussi che non vogliono pagare tributi di gas su ambienti più congestionati.

I paragoni con Bonk e Wen nei primi cicli hanno senso fino a un certo punto, qui la differenza la fa l’architettura della meccanica e una comunicazione chiara, e nel brusio dell’ecosistema nomi come WEPE dimostrano il peso di un marchio coerente.

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Federico Cappellini

Federico Cappellini

Appassionato di criptovalute e tecnologia blockchain, unisce competenze di trading a una solida formazione universitaria in economia e finanza digitale. Negli anni ha affinato l’analisi dei mercati e la comprensione delle dinamiche legate agli asset digitali, collaborando con progetti innovativi e community del settore. Curioso e sempre aggiornato sulle novità, ama trasformare la complessità del mondo crypto in strategie chiare e utili, aiutando investitori e aziende a cogliere le migliori opportunità offerte da questo mercato in continua evoluzione.