Il senatore repubblicano dell’Ohio Bernie Moreno ha fissato un ultimatum di 90 giorni al Congresso statunitense: approvare entro la fine di aprile una legge federale completa sulla struttura del mercato crypto, oppure perdere lo slancio politico accumulato nell’ultimo anno. L’annuncio è arrivato il 18 febbraio al World Liberty Forum di Mar-a-Lago, evento organizzato da World Liberty Financial davanti a 300-400 leader della finanza, della tecnologia e della politica.
Moreno, ex imprenditore crypto ed esponente di punta del fronte pro-innovazione al Senato, ha ammesso che le trattative gli hanno “tolto anni di vita”, ma ha ribadito che i legislatori “devono chiudere nei prossimi 90 giorni”. Il disegno di legge in questione è il Digital Asset Market Clarity Act (CLARITY Act), che punta a stabilire se i token digitali ricadano sotto la normativa sui titoli (SEC) o su quella sulle commodity (CFTC), a definire regole di vigilanza per le piattaforme di trading e a completare il quadro sulle stablecoin avviato dal GENIUS Act.
Il CLARITY Act e il nodo stablecoin

La sfida legislativa si inserisce in un percorso già avviato. Nel luglio 2025 Trump ha firmato il GENIUS Act, prima legge federale sulle stablecoin, che impone riserve 1:1 in dollari o Treasury, obblighi antiriciclaggio e un quadro di vigilanza duale federale-statale. Con il GENIUS Act in vigore, il passo successivo è il CLARITY Act, che affronta l’intero universo degli asset digitali non-stablecoin. La Camera ha approvato la propria versione a metà 2025, ma al Senato l’iter si è arenato a gennaio 2026 per i disaccordi tra industria crypto e settore bancario sul punto più divisivo: se gli emittenti di stablecoin possano offrire rendimenti o interessi agli utenti.
Le banche temono deflussi di depositi verso prodotti crypto con rendimento. L’American Bankers Association ha schierato decine di lobbisti a Capitol Hill dall’inizio dell’anno, citando i 17.000 miliardi di dollari di depositi nel sistema bancario tradizionale come potenziale posta in gioco. Sul fronte opposto, Coinbase e le aziende del settore sostengono che il rendimento sulle stablecoin è essenziale per l’innovazione e la concorrenza.
Al Forum, Moreno ha strappato un applauso promettendo di non riaprire le disposizioni già chiuse nel GENIUS Act: “Non torneremo indietro a rivedere una legge già approvata”, ha dichiarato, aggiungendo che non permetterà modifiche che possano indebolire gli accordi precedenti. Brian Armstrong, CEO di Coinbase — che aveva temporaneamente ritirato il suo sostegno al disegno di legge per contestare restrizioni sui rendimenti — ha descritto l’attuale clima come un “percorso verso una soluzione win-win-win” per cripto-aziende, banche e consumatori.
| Data | Evento | Stato |
| Luglio 2025 | GENIUS Act firmato da Trump | In vigore (stablecoin) |
| Metà 2025 | CLARITY Act approvato alla Camera | In attesa al Senato |
| Gennaio 2026 | Senato: rinvio per dispute stablecoin yield | Negoziati in stallo |
| 18 feb 2026 | Moreno: ultimatum 90 giorni al World Liberty Forum | Obiettivo: fine aprile 2026 |
| Febbraio 2026 | Riunione Casa Bianca su compromesso yield | Esito incerto |
Le reazioni e i segnali di mercato
Le dichiarazioni di Moreno hanno avuto un impatto immediato sui mercati predittivi. Su Polymarket la probabilità di approvazione del CLARITY Act nel 2026 è balzata al 90% subito dopo il discorso, per poi stabilizzarsi intorno al 72%. Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, ha stimato un 80-90% di probabilità che il disegno di legge arrivi sulla scrivania di Trump entro fine aprile, a condizione che la questione dei rendimenti sulle stablecoin venga risolta entro fine febbraio.
Al Forum era presente anche la senatrice della Florida Ashley Moody, che ha sdrammatizzato la tensione con una battuta: “Lui è nella Commissione Bancaria. Se non ce la fanno, possiamo dare la colpa a Bernie”. Dietro l’ironia, però, si percepisce la pressione reale sui legislatori: il calendario del Senato si restringerà progressivamente con l’avvicinarsi delle elezioni di midterm 2026, riducendo la finestra utile per negoziati complessi.
Un ulteriore incontro alla Casa Bianca per tentare un compromesso sui rendimenti delle stablecoin è stato annunciato ma la sua effettiva utilità è stata messa in dubbio. Un invitato ha definito la riunione potenzialmente “solo di facciata”, suggerendo che i progressi reali non siano ancora sufficienti per giustificare un vertice di alto livello. Il consigliere della Casa Bianca Patrick Witt ha comunque sottolineato che lo stallo blocca “migliaia di miliardi di dollari di capitale istituzionale” dall’entrare nel mercato crypto.
Cosa significa per l’Europa e l’Italia
L’iniziativa di Moreno arriva in un momento di convergenza regolatoria transatlantica. In Europa il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) è pienamente applicabile dal 30 dicembre 2024 e la scadenza finale del periodo transitorio per i Crypto-Asset Service Provider è fissata al 1° luglio 2026. Se gli Stati Uniti dovessero approvare il CLARITY Act entro aprile, le due sponde dell’Atlantico disporrebbero per la prima volta di framework federali complementari: il MiCA per l’UE e il tandem GENIUS Act + CLARITY Act per gli USA.
Per gli operatori e gli investitori italiani la convergenza ha implicazioni concrete. Gli exchange europei che servono anche clienti americani dovranno adeguarsi a entrambi i regimi; i fondi istituzionali che investono in asset digitali statunitensi avranno finalmente un quadro normativo di riferimento chiaro; e le imprese fintech italiane che guardano al mercato USA sapranno se un token è classificato come security o commodity prima di progettare prodotti cross-border.
D’altro canto, la questione degli stablecoin con rendimento resta un punto di divergenza: il GENIUS Act vieta esplicitamente il pagamento di interessi sulle stablecoin regolamentate, mentre il MiCA segue un approccio diverso attraverso la classificazione degli e-money token. Se il CLARITY Act dovesse riaprire la discussione sui rendimenti — come proposto da Coinbase — si creerebbe un disallineamento tra i due framework che potrebbe complicare l’operatività cross-border.
| 📌 Cosa monitorare nei prossimi 90 giorni ► Compromesso sullo yield: se banche e cripto-aziende raggiungono un accordo sui rendimenti delle stablecoin entro fine febbraio, l’iter al Senato potrebbe accelerare in modo significativo. ► Polymarket come indicatore: la probabilità del CLARITY Act su Polymarket (attualmente ~72%) è un termometro in tempo reale del sentiment istituzionale; variazioni sopra l’80% segnalerebbero un consenso crescente. ► Scadenza MiCA 1° luglio 2026: per gli operatori europei, il calendario USA e quello UE corrono in parallelo — entro l’estate entrambe le sponde avranno (o non avranno) un quadro regolatorio completo. ► Elezioni midterm: il calendario politico americano si stringe dopo l’estate; se il CLARITY Act non passa entro aprile, il rischio di slittamento al 2027 aumenta sensibilmente. |
| ⚠️ Nota di rischio ► L’ultimatum di Moreno è un segnale politico, non una garanzia legislativa. I negoziati tra lobbisti bancari e industria crypto restano in fase di stallo su punti chiave. L’approvazione entro aprile dipende da variabili ancora non risolte e il calendario potrebbe slittare. ► Il presente articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza finanziaria, legale o fiscale. |