Cosa pensano di Bitcoin i colossi finanziari? Ecco le informazioni che cercavi

Nica San Juan

Giornalista economica internazionale che legge in 5 lingue


I grandi colossi della finanza non hanno tutti la stessa idea in merito a Bitcoin. C’è chi decide di investirci grandi quantità di denaro, altri, invece, preferiscono evitare qualsiasi tipo di approccio pensando che Bitcoin sia uno dei peggiori mali per la finanza tradizionale.

Abbiamo deciso di scoprire i pareri di tre importanti esponenti della finanza moderna come Morgan Stanley, Microstrategy e Goldman Sachs. Sono tutti contro Bitcoin? 

L’opinione di Morgan Stanley su Bitcoin

A partire dall’ultimo anno, l’approccio di Morgan Stanley verso Bitcoin è cambiato radicalmente. Gli analisti della famosa banca di investimento hanno minimizzato circa la correzione del 50% di Bitcoin dal suo massimo storico, che era stato registrato a novembre. Sembra, infatti, che il calo rientrasse nelle normali fasi di ribasso che storicamente sono già state vissute dalla stessa criptovaluta.

Gli analisti hanno affermato in una nota che se Bitcoin dovesse scendere sotto ai $28.000 il mercato potrebbe subire un ulteriore peggioramento. Invece, superando la soglia dei $45.000, il prezzo potrebbe suggerire un’inversione dell’attuale tendenza al ribasso.

Come detto, Morgan Stanley ha cambiato passo nei confronti delle criptovalute consentendo ai suoi clienti di investire in criptovalute accedendo a fondi in Bitcoin, e l’iniziativa è stata accolta con grande interesse ed entusiasmo.

L’opinione di Microstrategy su Bitcoin

Microstrategy è una realtà molto attiva nel settore delle criptovalute e a gennaio 2022 ha deciso di comprare Bitcoin. Per l’esattezza, Microstrategy ha comprato altri 660 Bitcoin, ad un prezzo medio di 37.865 dollari, portando il totale delle criptovalute in suo possesso a 125.051 Bitcoin.

La strategia dell’azienda è quella di acquistare Bitcoin e di holdarlo nel corso del tempo. Secondo Microstrategy, l’obiettivo delle grandi aziende dovrebbe essere quello di investire i flussi di cassa in eccesso in Bitcoin.

Si tratta di una società di software quotata al NASDAQ che ha deciso di entrare di prepotenza nel settore delle criptovalute con gli ultimi acquisti che sono stati effettuati tra il 30 dicembre 2021 e il 31 gennaio 2022. 

In ogni caso, le posizioni di Microstrategy su Bitcoin hanno creato problemi con la SEC, sempre in contrasto con la celeberrima criptovaluta, che ha riferito all’azienda di software di dover rivedere il modo in cui inserisce le partecipazioni in Bitcoin in bilancio.

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L’opinione di Goldman Sachs su Bitcoin

Anche Goldman Sachs non si è tirata indietro e ha voluto dire la sua sulla situazione attuale di Bitcoin. Negli ultimi due anni, la grande banca statunitense, ha contribuito a diffondere Bitcoin in tutto il mondo promuovendo una maggiore adozione a tutte le tipologie di investitori. Ciò ha contribuito a renderlo un asset correlato a tanti altri strumenti finanziari. 

Ecco perché Goldman Sachs pensa che i già previsti aumenti dei tassi della FED potrebbero influenzare il prezzo di Bitcoin nella stessa maniera in cui influiscono sul mercato azionario.  

Goldman Sachs afferma che la FED potrebbe aumentare i tassi di interesse ben 7 volte nei prossimi 11 mesi. Alcuni investitori si aspettano che arriverà l’inverno per le criptovalute e Bitcoin potrebbe crollare e non riuscire a riprendersi per molto tempo, mentre gli analisti di GS credono che ci sia da preoccuparsi per le criptovalute.


Nica San Juan

Giornalista economica internazionale che legge in 5 lingue

Giornalista economica internazionale, si occupa di raccogliere notizie dai mercati più importanti. Ama viaggiare e leggere giornali in 5 lingue diverse, incluso il coreano.

Giornalista economica internazionale, si occupa di raccogliere notizie dai mercati più importanti. Ama viaggiare e leggere giornali in 5 lingue diverse, incluso il coreano.


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